Pietro Paolo Vergerio

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Pietro Paolo Vergerio
vescovo della Chiesa cattolica
Peter Pavel Vergerij.jpg
BishopCoA PioM.svg
Incarichi ricoperti Vescovo di Modruš
Vescovo di Capodistria
Nato 1498
Consacrato vescovo 5 maggio 1536
Deceduto 4 ottobre 1565

Pietro Paolo Vergerio (Capodistria, 1498Tubinga, 4 ottobre 1565) è stato un teologo e vescovo cattolico italiano, successivamente passato al protestantesimo.

Biografia[modifica | modifica sorgente]

Vergerio nacque a Capodistria, allora appartenente alla Repubblica di Venezia, e dal 1517 studiò giurisprudenza a Padova, dove tenne altresì delle lezioni nel 1522 e si laureò nel 1524. In seguito compì la propria pratica legale a Verona, Padova e Venezia. Nel 1526 sposò Diana Contarini, la cui precoce morte lo spinse a rivolgersi alla carriera ecclesiastica.

Qui egli fu rapidamente promosso, tanto che già nel 1530 accompagnò alla conferenza di Augusta il legato Lorenzo Campeggi e nel 1533 egli fu inviato come nunzio presso il re Ferdinando I in Germania; qui ritornò di nuovo nel 1535 per promuovere i tentativi di giungere a un concilio da tenersi a Mantova e che ponesse fine alla separazione fra cattolici e luterani. In tale veste egli entrò in contatto con Martin Lutero a Wittenberg, tentando di farlo tornare sui suoi passi, ma Lutero si mostrò estremamente fermo nelle proprie posizioni e non disposto a concedere una benché minima ritrattazione.

Malgrado Vergerio ottenesse poco del proprio scopo, che era quello di indurre i protestanti a inviare delegati al Concilio, Papa Paolo III lo rinviò al di là delle Alpi ricompensandolo prima con il titolo di vescovo di Modruš in Croazia, vicino a Fiume, e poi con quello di vescovo di Capodistria. Nel 1540 Vergerio riprese la propria attività diplomatica. Nel marzo 1540 Vergerio fu inviato al seguito del cardinale Ippolito in Francia. Egli fu poi alla conferenza religiosa di Ratisbona, in Germania, quale rappresentante del re Francesco I di Francia.

Fu in ricordo di tale incontro che Vergerio scrisse il trattato De unitate et pace ecclesiae. Egli fu però imputato da molti, come dal cardinale Gasparo Contarini che Vergerio aveva affiancato alla conferenza di Ratisbona del 1541, di avere fatto troppe concessioni ai protestanti. Decise allora di tornare a Capodistria e di proseguire i propri studi.

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Luteranesimo

Dopo i continui contatti con i protestanti, anche con lo stesso Martin Lutero, e lo studio dei documenti sul confronto politico-ecclesiastico e teologico fra cattolici e protestanti, comincia ad accettare sempre di più le nuove idee. Lo stesso vale anche per suo fratello Gianbattista, a quel tempo vescovo di Pola. Non appena i due cominciano a diffondere le idee protestanti e, addirittura, a metterle in pratica, vengono indagati dall'Inquisizione. Vergerio non intendeva lasciare la Chiesa cattolica né egli andò al di là dei tentativi di riforma che erano perseguiti in ambito cattolico, ad esempio dal Contarini. Ma erano stati sollevati sospetti nei suoi confronti; il 2 giugno 1546 era stata presentata una denuncia all’inquisizione di Venezia. Sebbene dopo attento esame il Vergerio fosse rilasciato, il cardinale Marcello Cervini (poi Papa Marcello II) approfittò del fatto che il Vergerio non fosse stato formalmente assolto per escluderlo dal concilio che aveva preso avvio a Trento, per il quale Vergerio aveva tanto lavorato.

Vergerio continuò la propria attività pubblicistica, i cui toni divennero tuttavia viepiù antiromani. Vergerio era stato messo sull’avviso dalla tragica esperienza di Francesco Spiera, vissuta personalmente visto che Vergerio era stato presente alla morte dello Spiera. Particolarmente aspra fu l'inimicizia con Giovanni Della Casa, allora nunzio apostolico a Venezia. Quest'ultimo (un noto giurista di Cittadella) era stato costretto ad un’abiura solenne della propria fede riformata e questo gesto l’aveva poi gettato in una profonda depressione che gli costò addirittura la vita, il 27 dicembre 1548. Alla luce di quanto accaduto Vergerio, invece di dare seguito a una seconda citazione a comparire innanzi al Tribunale inquisitoriale di Venezia, lasciò per sempre l’Italia.

Il secondo processo contro Vergerio proseguì con lui contumace e si chiuse con una condanna, confermata poi a Roma il 3 luglio 1549, di eresia per trentaquattro sue tesi, dopo la morte del fratello (avvelenato, secondo Vergerio). Egli fu deposto dalla dignità episcopale e fu emesso nei suoi confronti un mandato d’arresto.

Interno chiesa S. Cassiano a Vicosoprano, in cui si nota il pulpito da cui predicava Vergerio

Vergerio era in quel momento nei Grigioni dove, dopo essere stato dapprima a Chiavenna (che, come tutta la Valtellina, apparteneva allora ai grigionesi), divenne pastore di Vicosoprano nella Val Bregaglia e da dove partecipava alle maggiori polemiche dell’epoca. A Poschiavo pubblicò nel 1459 un catechismo presso lo stampatore Dolfino Landolfi nel 1549, intitolato: «Institutione Christiana ». A Basilea nel 1550 avrebbe pubblicato i Dodici trattatelli o le Otto difensioni nei quali avrebbe riassunto le sue posizioni dogmatiche.

I temi preferiti di Vergerio erano il papato, la sua origine e la sua politica; i giubilei, il culto dei santi e delle reliquie. Vergerio è autore di diversi scritti, principalmente di carattere polemico; alcuni sono raccolti in Opera adversus papatum, Tübingen, 1563.

Nel 1553 Vergerio lasciò i Grigioni in quanto invitato dal duca Cristoforo di Württemberg ad andare nelle sue terre per diffondere con gli scritti e con i viaggi la dottrina evangelica. Egli si recò anche in Germania, Austria e Polonia nel 1556 per contrastare i passi del nunzio Aloisio Lippomano e di Johannes a Lasco. Negli anni 1555 - 1556 entra invece in contatto con i protestanti sloveni e croati, soprattutto con Primoz Trubar, che conosce nel 1541.

Su sua iniziativa in un solo anno vengono stampati quattro libri in sloveno e uno in croato. Tutti i libri sloveni (Vangeli di San Matteo, Abecedarium, Katechismus e Una preghiera) sono marcati con le iniziali di Vergerio e di Trubar o con il solo nome di Vergerio. A lui va il merito di aver introdotto anche negli scritti protestanti la grafia latina in luogo della gotica, sino ad allora prevalente. Inoltre ebbe un ruolo rilevante nella diffusione del protestantesimo in Istria, dove stavano prendendo piede con le loro opere Mattia Flacio Illirico e Stijepan Konzul-Buzec (Stefano Console Istriano - Stephanus Consul Histrianus), soprattutto sotto l'influenza di Primoz Trubar. Fra i protestanti istriani da rilevare ancora Matija Grbec che nel 1540 era professore alla neocostituita università protestante di Tübingen.

Invano cercò di potere partecipare alla conferenza di Poissy del 1560 né gli fu permesso di partecipare al Concilio di Trento come rappresentante del duca di Württemberg.

Negli ultimi anni della sua vita continuò l’attività di polemica religiosa. Morì a Tubinga. La vasta bibliografia latina e italiana di Vergerio ha attirato, e continua a farlo, numerosi ricercatori e risulta importante soprattutto dal punto di vista della diffusione del protestantesimo e delle posizioni antiromane in ambito europeo.

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • Angelika Hauser: Pietro Paolo Vergerios protestantische Zeit. Tesi, Università di Tubinga 1980.
  • Friedrich H. Hubert: Vergerios publizistische Thätigkeit. Nebst einer bibliographischen Übersicht. Graß, Breslau 1983
  • Anne Schutte: Pier Paolo Vergerio. The making of an Italian reformer. Edition Dróz, Genf 1977.
  • Fulvio Tomizza: Il male viene dal Nord, Milano: 1984 (romanzo sulla vita del Vergerio)
  • Pier Paolo Vergerio, Scritti capodistriani e del primo anno dell'esilio (a cura di S. Cavazza e U. Rozzo), vol. II, Il catalogo de' libri (1549), a cura di Ugo Rozzo, Trieste, Deputazione di Storia Patria per la Venezia Giulia, 2010

Altri progetti[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

  • (DE) Articolo su Vergerio nel Lexicon biografico e bibliografico della Chiesa
Predecessore Vescovo di Modruš Successore BishopCoA PioM.svg
Simone de Begno
7 novembre 1509 - marzo 1536
5 maggio 1536 - 6 settembre 1536 Ermolao Ermolai
6 novembre 1536 - 1537
Predecessore Vescovo di Capodistria Successore BishopCoA PioM.svg
Defendente Valvassori
1529 - 1536
6 settembre 1536 - 5 luglio 1549, deposto Tommaso Stella, O.P.
10 novembre 1549 - 6 gennaio 1566

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