Pietro Longo

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Pietro Longo
Pietro Longo IX Legislatura.jpg

Ministro del Bilancio
Durata mandato 4 agosto 1983 –
13 luglio 1984
Presidente Bettino Craxi
Predecessore Guido Bodrato
Successore Bettino Craxi (ad interim)

Segretario del Partito Socialista Democratico Italiano
Durata mandato 1978 –
1985
Predecessore Pier Luigi Romita
Successore Franco Nicolazzi

Dati generali
Partito politico PSU (1968-1971)
PSDI (1971-1989)
Unità e Democrazia Socialista (1989)
PSI (1989-1992)
on. Pietro Longo
Bandiera italiana
Parlamento italiano
Camera dei deputati
Luogo nascita Roma
Data nascita 29 ottobre 1935
Titolo di studio Laurea in giurisprudenza
Professione avvocato
Partito PSU (1968-1971), PSDI (1971-1989)
Legislatura V, VII, VIII, IX
Gruppo PSDI-PSI unificati (1968-1971), PSDI (1971-1972, 1976-1987)
Coalizione Pentapartito (1983)
Circoscrizione Umbria XIII (1968-1972), Campania XX (1976-1979), Lazio XV (1979-1987)
Collegio Perugia (1968-1972), Benevento (1976-1979), Roma (1979-1987)
Incarichi parlamentari
  • Componente del COMITATO PARITETICO BICAMERALE PER L'INDAGINE CONOSCITIVA SULL'ASSICURAZIONE OBBLIGATORIA DEGLI AUTOVEICOLI
  • Componente della XII COMMISSIONE (INDUSTRIA E COMMERCIO)
  • Componente della III COMMISSIONE (ESTERI)
  • Componente della VII COMMISSIONE (DIFESA)

Pietro Longo (Roma, 29 ottobre 1935) è un politico italiano.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Nato a Roma, di origini molisane, di Campobasso, per parte di madre (Rosetta Longo, una vecchia militante del Partito Socialista Italiano). È stato uno studioso di fenomeni sociali, ed uno tra i fondatori del Censis. Il 20 ottobre 1978 divenne segretario del Partito Socialista Democratico Italiano (PSDI). Venne riconfermato segretario al diciottesimo congresso del partito (Roma, 16-20 febbraio 1980), e al diciannovesimo, tenutosi dal 24 al 30 marzo del 1982 a Milano.

Longo fu anche ministro del Bilancio e della Programmazione Economica nel primo governo Craxi. Fu costretto a dimettersi prima dal suo incarico di governo (13 luglio 1984) e poi dalla guida del PSDI nel 1985, a causa dello scandalo P2, nei cui elenchi degli iscritti sin dal 1981 era stato trovato il suo nome. Alla guida del partito gli successe Franco Nicolazzi.

Alle elezioni del 1987 Longo non venne rieletto in Parlamento e perse definitivamente l'immunità parlamentare, cosa che lo porterà ad essere processato per lo scandalo delle tangenti Icomec, con condanna in primo grado (1989, sentenza del Tribunale di Milano: 7 anni e 6 mesi), quindi in appello (1991, 2 anni e 6 mesi) diventata definitiva con sentenza della Corte di Cassazione a 2 anni e 6 mesi. La notte del 30 aprile 1992 fu prelevato a casa dai Carabinieri e tradotto nel carcere di Rebibbia dove rimase cinque mesi. Scontò il resto della pena mediante affidamento in prova ai servizi sociali.[1]

Nel PSDI la sua corrente rappresentava, assieme alla tendenza di Pierluigi Romita, l'area favorevole ad una fusione del partito con il PSI di Bettino Craxi; il 15 febbraio 1989 quest'area, comprendente molti rappresentanti del PSDI, si costituì nel movimento dell'Unità e Democrazia Socialista (UDS), che il 13 ottobre dello stesso anno confluì nel PSI, dove Craxi gli offrì un posto nella Direzione.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Longo ai servizi sociali

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

  • Pietro Longo, Camera dei deputati - Portale storico. URL consultato il 10 gennaio 2013.