Pietro III di Alessandria

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Pietro III, anche noto come Pietro Mongo (Petrus Mongus o Moggus, Pétros Πέτρος Πέτρος ὁ Μογγὸς; ... – 490), è stato un patriarca di Alessandria e un papa per la Chiesa ortodossa copta dal 477 alla sua morte e, dal 482. Proclamato santo dalla Chiesa copta.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Dopo il concilio di Calcedonia, Pietro Mongo aderì ardentemente al miafisismo e fu diacono di Timoteo Eluro. Dopo che Timoteo fu espulso dal patriarca calcedoniano Proterio (457), Mongo prese parte alla persecuzione del partito dei calcedoniani.

Eluro, espulso nel 460 e poi tornato nel 475, morì nel 477; i suoi seguaci elessero allora Mongo a succedergli. L'imperatore romano d'Oriente Zenone, però, scelse Timoteo Salofaciolo, che aveva sostituito Eluro nel 460, e condannò a morte Mongo, il quale fuggì e si nascose.

Nel 481, Giovanni Talaia subentrò a Salofaciolo come patriarca di Alessandria; l'anno seguente, però, Giovanni fu deposto da Zenone per essersi rifiutato di sottoscrivere l'Henotikon ("strumento di unione"), un documento volto a ricucire lo strappo tra calcedoniani [1] e monofisiti. Zenone propose a Mongo di tornare sul trono patriarcale, a condizione che questi firmasse il documento: Mongo accettò e sottoscrisse il documento, annunciando la propria nomina agli altri patriarchi (Acacio, patriarca di Costantinopoli, lo nominò nei propri documenti, riconoscendolo). Nel frattempo, Talaia si era recato in esilio a Roma, dove fu accolto da papa Felice II; questi, o il suo successore papa Felice III, rifiutò di riconoscere Mongo e difese il diritto di Talaia in due lettere indirizzate ad Acacio. Poiché Acacio continuò a sostenere l'Enotico, Felice scomunicò Pietro Mongo e tutti i patriarchi (484). Acacio rifiutò di ricevere la lettera di scomunica, dando così inizio allo scisma acaciano, che durò fino al 519.

Mongo divenne il campione di tutti i monofisiti: tenne un concilio in cui fu condannato il concilio di Calcedonia, e sconsacrò le tombe dei suoi due predecessori calcedoniani, Proterio e Timoteo Salofaciolo. Quando, nel 489, Acacio morì, Mongo incoraggiò il suo successore Fravitta a continuare lo scisma con Roma. Il successore di Fravitta, Eufemio, volle invece ricucire lo scisma e progettò di scomunicare Mongo, il quale, però, morì poco dopo nel 490.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Ovvero la maggioranza delle Chiese della cristianità, che affermavano il Credo di Calcedonia.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Predecessore Papa copto Successore Coptic cross.svg
Timotero II Eluro 477-490 Atanasio II
Predecessore Patriarca di Alessandria Successore
Timotero II Eluro 477 Timoteo III I
Giovanni I 482-490 Atanasio II II