Pietro Cella
Pietro Cella (Bardi, 9 aprile 1851 – Adua, 1º marzo 1896) è stato un militare italiano, capitano, prima medaglia d'oro al valor militare del corpo degli alpini.
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Biografia [modifica]
Nato a Bardi in provincia di Parma, si forma nei collegi militari di Colorno e Racconigi, si arruola come soldato semplice nel Regio Esercito Italiano, presta servizio a Piacenza e Palermo, viene ammesso alla Accademia Militare di Modena il 30 luglio 1877 dopo due anni ne esce come sottotenente di fanteria e assegnato al 37º Reggimento.
Chiede di essere trasferito nel corpo degli Alpini, nel 6º Reggimento alpini, nel 1885 assegnato al 10º battaglione del 4º reggimento Alpini. Promosso capitano l'8 aprile 1888. Nel 1895 parte volontario nel 1º Battaglione Alpini d'Africa, al seguito del Corpo di Spedizione Italiano in Eritrea. Giunto a Massaua a bordo del piroscafo Gottardo[1] viene inviato sull'altipiano dell'Adigrat.
Il 1 marzo 1896 durante la battaglia di Adua è al comando della 4ª compagnia e occupa l'Amba Rajo, dove resiste fino al sacrificio della vita assieme ai suoi uomini, permettendo in questo modo al generale Oreste Baratieri di ripiegare e salvare la vita.
Onorificenze [modifica]
Data del conferimento: marzo 1898 Regio Decreto
| Medaglia d'oro al valor militare | |
| «Comandante delle compagnie alpine 3a e 4a distaccate sulla sinistra dell’occupazione di Monte Raio, le tenne salde in posizione contro soverchianti forze avversarie finché furono pressoché distrutte, e combattendo valorosamente lasciò la vita sul campo prima di cedere di fronte all’irrompente nemico[2].» — Adua (Eritrea), 1º marzo 1896 |
Riconoscimenti [modifica]
Nel 2007 nella caserma di Schio a lui intitolata è stata posta una lapide a ricordo[3] Dal mese di Aprile 2012, presso la Fortezza di Bardi, a cura dell'Amministrazione Comunale, (Sindaco Giuseppe Conti), con il patrocinio dell'ANA Sezione di Parma e del Gruppo di Bardi, sono state aperte al pubblico "5 Sale Alpine" intitolate a Pietro Cella. Le sale contengono uniformi ed altro materiale fotografico e documentario della storia alpina dal 1872 al 1940. La terza sala è dedicata all'eroe bardigiano. L'esposizione è curata dal collezionista Carlo Riccardi proprietario del materiale esposto.
Note [modifica]
- ^ Alpini-dalle Alpi all'Afghanistan, Giovanni Morandi
- ^ [1] Viminale - scheda - visto 11 dicembre 2008
- ^ [2] Val Ceno Web - visto 1 gennaio 2009
Collegamenti esterni [modifica]
- [3] Sito Vecio.it - Biografia - visto 11 dicembre 2008