Pietro Blaserna
| sen. Pietro Blaserna | |
|---|---|
| Parlamento del Regno d'Italia Senato del Regno d'Italia |
|
| Luogo nascita | San Valentino di Fiumicello |
| Data nascita | 22 febbraio 1836 |
| Luogo morte | Roma |
| Data morte | 26 febbraio 1918 |
| Legislatura | XVII |
Pietro Blaserna (Fiumicello, 22 febbraio 1836 – Roma, 26 febbraio 1918) è stato un matematico e fisico italiano.
Dopo aver compiuto gli studi nelle università di Vienna e Parigi, tornò in Italia nel 1862 e fu insegnante all'Istituto superiore di Firenze. Nello stesso anno gli fu affidata la cattedra di fisica all'Università di Palermo.
Nel 1872, trasferitosi all'Università di Roma, vi fondò la Scuola pratica di fisica.
Nel 1879 fu nominato presidente del Consiglio di meteorologia e geodinamica, carica che ricoprì fino al 1907.
Nominato senatore nel 1890, dal 1906 fu vicepresidente del Senato.
Dal 1904 fu presidente dell'Accademia dei Lincei.
Blaserna effettuò molte ricerche ed esperimenti sull'induzione, sull'indice di rifrazione degli alcoli, sul calore, sulla cinetica dei gas e sull'acustica.
Indice |
[modifica] Vita
Nacque austriaco a Fiumicello nel 1836 da Matteo, ingegnere idraulico di Monfalcone, impegnato a dirigere i lavori di arginatura dell'Isonzo, e da Caterina Dietrich, tedesca. Ancora bambino si trasferì con i genitori a Gorizia, andando ad abitare allo Studeniz, l’odierna via Diaz. Si laureò in fisica a Vienna a 21 anni con il massimo dei voti e lì cominciò la sua carriera di ricercatore per un triennio per approdare poi a Parigi come aiutante di Henri-Victor Regnault.
Con la nascita del regno d’Italia divenne cittadino italiano e fu chiamato nel 1862, a soli 26 anni, a ricoprire la cattedra di Fisica nell’Università di Palermo. Dieci anni dopo fu trasferito a Roma come titolare della cattedra di Fisica Sperimentale, e dal 1874 divenne rettore per un triennio. Fu nominato senatore del Regno d’Italia nel 1890, e vicepresidente del Senato dal 1906 fino alla morte, avvenuta a Roma nel 1918. Blaserna non si era mai sposato, e viveva con due cani San Bernardo, che dopo la sua scomparsa furono adottati dall’Istituto di Fisica.
Gli interessi scientifici di Blaserna erano svariati, dalle proprietà dei gas reali allo studio della ionizzazione dell’aria, dalla geofisica all’elettrotecnica, dall’acustica alla "fisica musicale" (era un provetto suonatore di violino). La produzione scientifica è interessante, con contributi originali nell’elettromagnetismo, ma già a quarant’anni Blaserna ridusse il suo impegno nella ricerca attiva per dare un ancor più importante contributo all’organizzazione didattica, scientifica e politica; in questo riuscì a importare il meglio della cultura dei paesi europei che aveva visitato. Nella didattica Blaserna rivoluzionò gli insegnamenti di matematica e fisica, che riunì nel 1974 nella Facoltà di Scienze Matematiche, Fisiche e Naturali (questa struttura sarebbe durata per oltre un secolo). Sui modelli tedesco e francese introdusse la scuola pratica di Fisica (il “laboratorio”) destinata agli studenti del primo biennio: questi potevano “toccare con mano” gli strumenti e fare esperimenti.
Nel 1873 era stato eletto all’Accademia dei Lincei, della quale fu vicepresidente dal 1900 al 1904 e quindi Presidente fino al 1916. Anche all’Accademia la sua opera organizzatrice si rivelò preziosa; dopo lo spostamento nella sede di Palazzo Corsini sistemò infatti i locali, la biblioteca e le pubblicazioni: in particolare volle che i Rendiconti assumessero una puntuale periodicità quindicinale così da diffondere anche all’estero i lavori italiani nelle scienze fisiche e biologiche. Coordino' il volume pubblicato dall'Accademia per conto del Senato al fine di celebrare i 50 anni dell'Universita' d'Italia riassumendo i contributi scientifici, tecnici e culturali del Paese, e le prospettive di sviluppo.
Nella politica, scientifica e non, Blaserna brillò per capacità organizzativa: fondò la Società Italiana di Fisica, di cui fu il primo presidente, e l’Istituto per la Meteorologia e la Geodinamica, oggi Istituto Nazionale di Geofisica. In questo istituto assunse il suo allievo Domenico Pacini, scopritore dei raggi cosmici nel 1911; parte del merito della scoperta è anche di Blaserna, che aveva portato da Vienna a Roma le tecniche di misura utilizzate. Fu anche tra i fondatori del Club Alpino Italiano. Nella sua passione per la musica, si occupo' anche della standardizzazione del la3 (usato per l'accordatura degli strumenti e delle voci), la cui frequenza venne fissata a 435 Hz dall'"Istituto del corista normale" da lui fondato a Roma.
Un altro contributo per cui Blaserna viene ricordato nella storia è la fondazione del laboratorio fisico di via Panisperna, che avrebbe ospitato il famoso gruppo dei “ragazzi di via Panisperna” (Fermi, Amaldi, D’Agostino, Majorana, Pontecorvo, Rasetti, Segrè) i quali, tra le tante altre scoperte, avrebbero inventato la fissione nucleare.
[modifica] Onorificenze
[modifica] Onorificenze italiane
| Cavaliere di Gran Croce decorato di Gran Cordone dell'Ordine dei Santi Maurizio e Lazzaro | |
| Cavaliere dell'Ordine Civile di Savoia | |
| Cavaliere di Gran Croce decorato di Gran Cordone dell'Ordine della Corona d'Italia | |
[modifica] Onorificenze straniere
| Commendatore dell'Ordine dell'Aquila Rossa (Impero tedesco) | |
| Commendatore dell'Ordine Imperiale di Francesco Giuseppe (Impero austro-ungarico) | |
| Commendatore dell'Ordine della Legion d'Onore (Francia) | |
[modifica] Opere principali
- Sullo sviluppo e la durata delle correnti d'induzione e delle extracorrenti Palermo 1870
- Sullo spostamento delle linee dello spettro Palermo 1870
- Sulla polarizzazione della corona solare Palermo 1870
- Sul modo di dirigere i palloni aerostatici Torino 1872
- La teoria dinamica del calore Palermo 1872
- Teoria del suono nei suoi rapporti con la musica Milano 1875
- Lezioni sulla teoria cinetica dei gas Roma 1882
[modifica] Altri progetti
Wikiquote contiene citazioni di o su Pietro Blaserna
[modifica] Bibliografia
[modifica] Collegamenti esterni
| Predecessore: | Rettore dell'Università "La Sapienza" | Successore: | |
|---|---|---|---|
| Giuseppe Battaglini | 1874 - 1876 | Gaetano Valeri |