Pierrot Lunaire

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
bussola Disambiguazione – Se stai cercando altri significati, vedi Pierrot Lunaire (disambigua).
Pierrot Lunaire
Compositore Arnold Schoenberg
Tonalità atonale
Tipo di composizione ciclo di 21 lied per canto e strumenti musicali
Numero d'opera op. 21
Epoca di composizione 12 marzo - 9 luglio 1912
Prima esecuzione Berlino 16 ottobre 1912
Organico

voce femminile recitante, flauto, clarinetto, violino, violoncello e pianoforte

Movimenti

3 cicli di sette lied

Pierrot Lunaire è una composizione di Arnold Schönberg (op. 21) per voce femminile recitante (Sprechgesang), clarinetto in la (alternato con il clarinetto basso in si bemolle), violoncello, violino (alternato con la viola), flauto (alternato con l'ottavino) e pianoforte.

Scritta su commissione nel 1912 ed eseguita per la prima volta a Berlino il 16 ottobre del 1912, è forse l'opera più famosa di Schönberg ed è considerata una sorta di manifesto dell'espressionismo musicale, che propone in musica le stesse tematiche di quello figurativo.

Pierrot Lunaire è basato su un ciclo di Lieder facenti parte di una raccolta di 50 poesie (Schönberg ne scelse 21) del simbolista Albert Giraud, musicate nella traduzione tedesca di Otto Erich Hartleben. Le poesie sono divise in 3 gruppi di 7. Ne traggono ispirazione anche i Litfiba, gruppo rock italiano, nella composizione del loro pezzo "Pierrot e la luna", inserito nell'album "17 Re".

Trama[modifica | modifica wikitesto]

Il protagonista, il poeta virtuoso Pierrot, eroe malinconico e triste, si destreggia poeticamente esprimendo sé stesso e il suo ambiguo carattere. L'immagine romantica è deformata in smorfie e proiettata in immagini ora grottesche ora allucinate: canta alla luna che lo ispira, vive l'angoscia più profonda, si immagina assassino, ed infine dopo tormenti e attimi di puro cinismo, torna alla sua patria, Bergamo, invocando nell'ultimo brano «l'antico profumo dei tempi delle fiabe».

Composizione[modifica | modifica wikitesto]

Il Pierrot Lunaire è composto da 21 liriche con i seguenti titoli:

Prima parte
  1. Ubriaco di luna
  2. Colombina
  3. Il Dandy
  4. Una pallida lavandaia
  5. Valzer di Chopin
  6. Madonna
  7. La luna malata
Seconda parte
  1. Notte
  2. Invocazione a Pierrot
  3. Rapina
  4. Rosso convivio
  5. Ballata della forca
  6. Decapitazione
  7. Le croci
Terza parte
  1. Nostalgia
  2. Perfidia
  3. Parodia
  4. La macchia lunare
  5. Serenata
  6. Viaggio verso casa
  7. Antica frangranza
  • Nella prima parte (brani 1-7), Pierrot si presenta come poeta della sofferenza, incantato dalla luna che gli ricorda immagini "macabre" e morbose.
  • Nella seconda parte (brani 8-14), l'atmosfera è angosciosa e il protagonista si immagina assassino, sadico ecc.
  • Nella terza parte (brani 15 - 21), il protagonista diventa sentimentale, un grottesco buffone che si abbandona alla nostalgia, il tono si fa grottesco e ironico. Ad esempio Pierrot cerca di ripulire il suo mantello da una macchia di luna (18); fuma usando il cranio del suo rivale Cassandro come pipa (16) e suona la viola servendosi della sua testa (19); torna a Bergamo remando con un raggio di luna (20).
  • Il testo in lingua tedesca con la traduzione in italiano e in altre lingue si trova all'indirizzo [1] sul sito The Lied, Art Song, and Choral Texts Page curato da Emily Ezust.

La composizione[modifica | modifica wikitesto]

In questa composizione l'autore utilizza per la prima volta la tecnica dello Sprechgesang, ovvero "canto parlato": uno stile vocale in cui si fondono le caratteristiche proprie del suono parlato e del suono cantato. L'autore stesso spiega che il cantante-recitante, pur mantenendo rigorosamente il ritmo notato, deve appena intonare la nota vera e propria e poi subito abbandonarla. Lo Sprechgesang deve essere a metà strada tra la parola cantata e quella parlata. Scrive infatti nell'introduzione:

« La melodia segnata con note nella Sprechstimme [la parte del recitante] non è destinata (tranne singole eccezioni, del resto indicate) ad essere cantata. L'esecutore [...] si renda cosciente della differenza tra "suono parlato" e "suono cantato": il suono cantato conserva immutata la sua altezza, mentre il suono parlato dà sì l'altezza della nota, ma la abbandona subito salendo e scendendo [...] non desidera affatto un parlare realistico-naturalistico. Al contrario, deve essere ben chiara la differenza tra il parlare comune ed il parlato che operi in una forma musicale. Ma esso non deve ricordare neppure il canto. »

A titolo esemplificativo, si potrebbero considerare le miss. 7-8 del primo lied "Mondestrunken",sull'inflessione "und eine Springflut" , che imita rapido il movimento ascensionale immediatamente precedente del flauto. Qui si vede come Schönberg inserisca pienamente la recitazione, caratteristica del melologo, nel tessuto musicale. L'improvvisa impennata delle miss. 7-8 rende allucinata l'immagine dell'"inondazione" di luce lunare. Sui versi seguenti invece la voce declina rapidamente e infine sprofonda e quindi si distacca rispetto ai suoni acuti degli strumenti.

Definite con estremo rigore le norme dell'interpretazione, sin dalla prefazione alla partitura, l'orchestrazione è assai varia e movimentata. Solo 6 dei 21 brani in cui l'opera si articola presentano l'organico completo, mentre negli altri brani gli strumenti sono impiegati a gruppi di 2, 3, 4; addirittura, nel settimo tempo (La luna malata) la voce dialoga solo con un flauto.

L'instabilità tonale estrema, dovuta alla mancanza di qualsiasi centro di attrazione armonica, è utilizzata come specchio dell'estrema instabilità psicologica, ovvero dell'illogicità propria della dimensione onirica. Il principio è dunque quello di escludere qualsiasi gravitazione tonale e ciò si ottiene evitando l'uso delle scale diatoniche per servirsi il più liberamente possibile dell'intera gamma dei dodici suoni cromatici.

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

  • [2] The Lied, Art Song, and Choral Texts Archive a cura di Emily Ezust. Contiene il testo tedesco con traduzioni in varie lingue. La traduzione italiana è di Ferdinando Albeggiani.
musica classica Portale Musica classica: accedi alle voci di Wikipedia che trattano di musica classica