Pierre Plantard

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« Non è un tesoro nascosto, monetario, profani che non capite niente; il tesoro che Saunière aveva trovato sono i documenti della continuità della dinastia merovingia che l'erede Sigisberto, scappato in quella zona, proseguì sposando una principessa locale e dando inizio così ad una progenie che poi sarebbe arrivata fino a me. Quelli erano i documenti segreti, il sacerdote ebbe l'appoggio dell'Ordine segreto del Priorato di Sion di cui io sono il gran Maestro e quest'Ordine segreto iniziatico ha lo scopo di custodire e di conservare i documenti e di difendere la linea di sangue merovingio fino alla sua restaurazione. »
(Pierre Plantard[1])

Pierre Plantard (Parigi, 18 marzo 1920Colombes, 3 febbraio 2000) di mestiere disegnatore tecnico, sulla base di presunti documenti ha affermato di essere l'ultimo discendente della dinastia dei re Merovingi.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Figlio unico appartenente a una famiglia di modeste condizioni (il padre è cameriere d'albergo, la madre casalinga)[2] termina gli studi a 17 anni.

Diventato sagrestano della chiesa di Saint-Louis-d'Antin, nel IX arrondissement di Parigi, svolge attività politica come militante in varie associazioni d'estrema destra sino a fondare lui stesso dei gruppi antisemiti come "Rénovation nationale française" o "Alpha Galates".

Acquista notorietà come coautore nel 1967 dei cosiddetti dossiers segreti di Henri Lobineau.

Plantard, a conforto di una sua antica discendenza dai re merovingi, adotta pseudonimi evocativi della sua nobiltà di sangue come "Varran de Verestra", "Pierre De France", "Chyren"[3] e, dopo il 1975, si nomina come "Pierre Plantard de Saint-Clair".[4]

L'esperienza politica[modifica | modifica wikitesto]

Plantard si cimenterà nella politica per circa vent'anni nell'ambito dell'estrema destra francese.

Dopo una breve esperienza nell'"Action française" di Charles Maurras[5] fonda il 27 dicembre 1937, a 17 anni, "Alpha Galates", movimento d'estrema destra schierato con il regime collaborazionista di Vichy.

Il bollettino mensile di quattro pagine dell'associazione, dal titolo "Vincere - Per una giovane cavalleria -" viene pubblicato e distribuito gratuitamente solo in sei occasioni tra il settembre 1942 e il febbraio 1943 con articoli a firma di "Pierre de France" o "Pierre de France-Plantard".

Nel dicembre del 1940 Plantard si presenta come dirigente della "Rénovation nationale française". Il 21 aprile del 1941, scrive al Prefetto per rendergli noto che il suo movimento politico ha deciso con «l'appoggio delle autorità germaniche,di prendere possesso del locale non occupato situato al n°22 di piazza Malesherbes, affittato all'ebreo inglese M. Shapiro». Il permesso gli sarà negato dalle autorità tedesche il 3 settembre del 1941.

Dopo la liberazione della Francia dall'occupazione tedesca, Plantard tenta di far passare le sue organizzazioni come gruppi di resistenza partigiana.

Nella crisi politica del maggio 1958 nell'ambito della Rivoluzione algerina[6] dichiara di essere uno degli organizzatori dei comitati di salute pubblica in Francia.[7]

L'esperienza esoterica[modifica | modifica wikitesto]

Il suo interesse per l'esoterismo si sviluppa con i contatti che Plantard avrebbe avuto prima e durante la guerra con l'ambiente della sinarchia di Saint-Yves d'Alveidre[8] in particolare tramite Georges Monti,[9] alias Israel Monti.[10]

Questi suoi interessi lo determinano nel 1947 a iniziare le pratiche legali necessarie per la fondazione della "Accademia latina", organizzazione per la ricerca storica. Ma bisognerà aspettare gli anni cinquanta per vederlo diffondere, nella cerchia cattolica, una versione della sua storia personale accreditante la sua discendenza regale dal merovingio Dagoberto II pretendente al trono francese.

L'8 luglio del 1951 Plantard si iscrive alla loggia massonica "L'avvenire di Chablais" del Grande Oriente di Francia.[11]

Il Priorato di Sion[modifica | modifica wikitesto]

Nel dicembre del 1953 uscito dopo sei mesi dalla prigione per appropriazione indebita[12] Plantard dichiara di essere il dirigente di un'associazione segreta il "Priorato di Sion".[13]

Il "Priorato di Sion - C.I.R.C.U.I.T." (Cavalleria di Istituzione e Regola Cattolica e di Unione Indipendente Tradizionalista), in base all'articolo III.c dello statuto prendeva il nome da una vicina montagna, chiamata Sion, nei pressi della cittadina francese di Annemasse (niente a che vedere dunque con il più noto monte Sion in Palestina). Questa associazione si dedicava, tramite un suo giornale intitolato Circuit, ad opporsi alla borghesizzazione della regione. Il Priorato del 1956 aveva sede nell'abitazione di Plantard medesimo ad Annemasse, ed era stato registrato ufficialmente alla sotto-prefettura di Saint-Julien-en-Genevois il 7 maggio 1956 da André Bonhomme[14] e Pierre Plantard, come prevedeva la legge francese.[15]

Venne sciolto in un periodo successivo all'ottobre 1956, ma rivitalizzato in modo intermittente da Plantard tra il 1962 e il 1993, come loggia iniziatica, con la speranza che sarebbe diventato un'avanguardia dedicata alla restaurazione della cavalleria e della monarchia in Francia, per portare avanti le sue pretese di successore al trono di Francia.

Il Priorato iniziò a produrre fra il 1964 e il 1967 tutta una serie di documenti, sotto il nome di "Dossiers segreti di Henri Lobineau", spesso di distribuzione limitata e pubblicati in edizione privata.

Gli argomenti di queste carte erano i più generici, ma in tutti v'erano inseriti riferimenti, più o meno espliciti, a un presunto passato millenario del Priorato; molti di questi documenti inoltre ricollegavano questo oscuro passato al mistero del curato Bérenger Saunière[16]. I documenti furono depositati alla Bibliothèque Nationale di Parigi sotto vari pseudonimi.

Le pergamene e l'oro di Rennes[modifica | modifica wikitesto]

È più o meno dello stesso periodo la pubblicazione de Le trèsor maudit (1967), un romanzo best-seller scritto da Gérard de Sède in cui si afferma che l'abate Saunière avesse trovato delle misteriose pergamene indicanti un tesoro da cui sarebbero provenute le sue misteriose ricchezze.

La notorietà del Priorato di Sion inizierà proprio nel periodo in cui Plantard entra in contatto con Gérard de Sède,[17] già noto per un libro sulla storia della città di Gisors: I templari sono fra noi (1962).

Questo incontro determinerà la pubblicazione di un successivo libro di de Sède, L'oro di Rennes (1967)[18], che poi costituirà la base del bestseller di Dan Brown: Il codice da Vinci[19][20].

Nel libro veniva raccontato il ritrovamento da parte di Saunière di alcune pergamene, corredato da alcune testimonianze.

In realtà, le pergamene riprodotte nel libro di De Sède erano state riprodotte dal marchese Philippe de Chérisey (1923 - 1985) ,umorista della radio francese e attore (sotto il nome di Amédée), amico di Plantard, che nel 1979 ebbe a dichiarare: « Les parchemins ont été fabriqués par moi, dont j'ai pris le texte en onciale à la Bibliothèque Nationale sur l'œuvre de Dom Cabrol, l'Archéologie chrétienne » (Le pergamene sono state fabbricate da me prendendo il testo in onciale nell'opera di Dom Cabrol presso la Biblioteca Nazionale)[21]

Il messaggio nascosto nelle pergamene faceva riferimento ad un tesoro che apparteneva a Sion (dunque al Priorato) e a Dagoberto II e a qualcuno che era "morto là" (a Rennes).

Il personaggio che sarebbe morto a Rennes era secondo Plantard, Sigisberto IV. Presunto figlio di Dagoberto che storicamente si ritiene essere deceduto molto giovane e senza figli insieme al padre, mentre nel racconto di Plantard diviene invece l'anello di congiunzione tra i Merovingi e i signori di Rennes, dai quali - a sua volta - egli affermava di discendere.[22]

L'affare Pechiney-Triangle[modifica | modifica wikitesto]

Nel 1993 Pierre Plantard viene implicato nell'inchiesta giudiziaria sulla morte di Roger-Patrice Pelat, vecchio amico del presidente François Mitterrand.

In tribunale Plantard confesserà che le liste in cui era inserito il nome di Pelat come gran maestro del Priorato erano state da lui stesso falsificate.[23][24]

In quest'ultimo periodo della sua vita Plantard non ebbe più la notorietà di cui era stato precedentemente oggetto.

Coerentemente con il suo interesse per i misteri Plantard volle anche in quest'ultima occasione far credere di essere morto il 13 giugno del 2000 quando in realtà era deceduto il 3 febbraio dello stesso anno.[25] Il suo corpo fu cremato.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Gli equivoci sul Graal di G.F. Ersoch
  2. ^ Alexandre Adler, Sociétés secrètes - De Léonard de Vinci à Rennes-le-Château, ed. Bernard Grasset, Paris, 2007, ISBN 9782246724018 pag.26
  3. ^ Riferendosi alla profezia di Nostradamus sulla venuta di un grande re.
  4. ^ Si parla della famiglia Sinclair in riferimento alla leggenda templare della Cappella di Rosslyn in Scozia
  5. ^ Adler, op.cit. pp. 27-28
  6. ^ La crisi del 13 maggio 1958 segna l'arrivo del generale de Gaulle al potere dopo il tentativo insurrezionale della creazione da parte del generale Massu del "Comitato di salute pubblica" ad Algeri.
  7. ^ Adler, op.cit. pp. 28-29
  8. ^ La Sinarchia, è un ipotetico governo occulto planetario, o "governo ombra", che gestisce invisibilmente le trame della politica e dell'economia mondiale e che decide i destini dell'umanità, collegato alle teorie del complotto. La teoria della Sinarchia è stata, apparentemente, sviluppata originariamente da Saint-Yves d'Alveidre (1842-1909). Questa teoria avrebbe il suo centro in un luogo misterioso chiamato Agarttha.
  9. ^ Enigmatico personaggio della leggenda di Rennes-le-Château
  10. ^ Adler, op.cit. p. 30
  11. ^ La scheda della affiliazione al Grande Oriente di Francia è riportata dai due scrittori Eric Giacometti e Jacques Ravenne, nel libro Apocalypse, ed. Fleuve Noir 2009: «di Plantard, Pierre Athanase Marie, su accertamento del Consiglio giuridico, nato il 18-3-1920 a Parigi VII, residente a Vaison-Régnier, iniziato l'8 luglio 1951 dalla loggia "L'Avvenire di Chablais" a Ambilly, escluso il 13 gennaio 1954 (decreto del Consiglio dell'Ordine).»
  12. ^ Paul Smith
  13. ^ Un'"Abbazia di Nostra Signora del Monte Sion", effettivamente fondata nel 1099 a Gerusalemme da Goffredo di Buglione, non ha nulla a che vedere con il "priorato" di Pierre Plantard.
  14. ^ Il cofondatore Bonhomme si dimise ufficialmente già nel 1973. Lettera di Bonhomme alla prefettura del 7 agosto 1973
  15. ^ La registrazione era un atto reso necessario dalla legge del 1901 sulle associazioni, secondo la quale tutte le associazioni, gruppi o circoli francesi devono essere registrati presso le autorità.
  16. ^ Figura centrale in molte delle teorie cospirative riguardanti Rennes-le-Château. Queste speculazioni costituiscono la base di svariati documentari e libri pseudostorici come il libro del 1982 Il Santo Graal ("The Holy Blood and The Holy Grail") di Michael Baigent, Richard Leigh, ed Henry Lincoln. Molti elementi di queste teorie sono stati ripresi successivamente da Dan Brown nel suo best-seller del 2003 Il codice da Vinci
  17. ^ In un documentario televisivo del 2005, Arnaud figlio di de Sede affermò che suo padre e Plantard avevano imbastito tutta la storia del Priorato di Sion; precisamente Arnaud de Sède in quel programma disse: «francamente, tutto un cumulo di scemenze.» (in The Real Da Vinci Code, Channel Four Television, presented by Tony Robinson, transmitted on 3 February 2005)
  18. ^ L'Oro di Rennes era originariamente un manoscritto scritto da Pierre Plantard (Cfr. Jean-Luc Chaumeil, Rennes-le-Château – Gisors – Le Testament du Prieuré de Sion - Le Crépuscule d'une Ténébreuse Affaire, Editions Pégase, 2006) che non era riuscito a trovare un editore, e che era stato estensivamente riscritto da Gérard de Sède.
  19. ^ Adler, op. cit. pp. 41-44
  20. ^ Il contratto della casa editrice che indica i rispettivi diritti di Plantard e de Sède è riprodotto in: Philippe de Chérisey, L'énigme de Rennes, 1978. Vedi anche: B. Putnam, J.E. Wood, Il tesoro scomparso di Rennes-le-Chateau, Newton Compton, 2005, pag. 160.
  21. ^ Histoire du trésor de RLC, P. Jarnac, éd. Belisane, 1998, p.268
  22. ^ Plantard fece queste dichiarazioni nel 1979, nel programma televisivo della BBC "L'ombra dei Templari" di Henry Lincoln, uno degli autori di "Il Santo Graal". Il testo dell'intervista è pubblicato in: Bill Putnam e Edwin Wood: Il tesoro scomparso di Rennes-Le-Chateau, Newton & Compton, 2005, pag. 157.
  23. ^ "Affaire Pelat: Le Rapport du Juge", Le Point, no. 1112 (8–14 January 1994), p. 11.
  24. ^ Philippe Laprévôte, "Note sur l'actualité du Prieuré de Sion", in: Politica Hermetica, Nr. 10 (1996), p. 140–151.
  25. ^ La mort de Pierre Plantard

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • A. Adler, Sociétés secrètes - De Léonard de Vinci à Rennes-le-Château, éd. Bernard Grasset, Paris, 2007, ISBN 9782246724018
  • Massimo Introvigne. Gli Illuminati e il Priorato di Sion. La verità sulle due società segrete del Codice da Vinci e di Angeli e demoni, Piemme, Casale Monferrato, 2005, ISBN 88-384-1047-X, pp. 216.
  • Jean-Jacques Bedu, Rennes-Le-Château: Autopsie d'un mythe (Ed. Loubatières; 31120 Portet-sur-Garonne; 1990 — recently reprinted in 2003.)
  • René Descadeillas, Mythologie du Trésor de Rennes: Histoire Veritable de L'Abbé Saunière, Curé de Rennes-Le-Château (Mémoires de la Société des Arts et des Sciences de Carcassonne, Annees 1971-1972, 4me série, Tome VII, 2me partie; 1974). [Reprinted in 1991 by Editions Collot, Carcassonne.]

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