Pierre-Jacques Cazes

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Ritratto di Pierre Jacques Cazes eseguito da Joseph Aved (1734)

Pierre Jacques Cazes, soprannominato Le Batave (Parigi, 1676Parigi, 25 giugno 1754), è stato un pittore, disegnatore e illustratore francese, docente e direttore dell'Académie royale de peinture et de sculpture.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

La nascita di Venere

Pierre Jacques apprese le basi della pittura con l'aiuto di Ferou, portiere dell'Académie royale de peinture et de sculpture[1][2], che gli faceva copiare i disegni dei professori, su richiesta del padre, che desiderava assecondare i desideri e le inclinazioni del figlio[1]. In seguito studiò, per tre anni[1], alla scuola di René-Antoine Houasse[1][2][3][4] e poi, per sei anni[1], a quella di Bon Boullogne[1][2][3][4]. Giunto secondo nel 1698, vinse il Prix de Rome nel 1699 con La visione di Giacobbe in Egitto[2]. Non si recò, però, a Roma, ma divenne uno dei più importanti pittori di composizioni religiose su larga scala e storiche di Parigi[2]. Operò inizialmente nella sua città natale e poi a Versailles tra il 1700 ed il 1754[3]. Ammesso all'Académie royale de peinture et de sculpture nel 1703[4] con il Trionfo di Ercole su Acheloo[1][2], nel 1715 ne divenne professore aggiunto[1], nel 1718 docente[1][2][3], nel 1743 rettore e nel 1744-1747 direttore[3]. Nel 1704 debuttò al Salon con Santa Cecilia[2]. Nel 1720 fu chiamato alla realizzazione della decorazione di un soffitto alla Tuilleries, forse la sua prima commissione reale[2]. Nel 1724 collaborò con altri artisti, quali Jean-Baptiste Oudry, Charles-Antoine Coypel, Louis Galloche, Jean Restout II, Ernest Christophe, Henri de Favanne e Jean-François de Troy, alla decorazione dell'Hôtel du Grand Maître a Versailles, con una tela ovale intitolata Bacco e Ariadne[2]. Nel 1727 partecipò al concorso nella galleria dell'Apollo al Louvre[4] con il dipinto il trionfo di Venere[2]. Nel 1747 per una simile competizione, realizzò l'opera Il ratto di Europa, soggetto trattato anche da altri artisti, come François Boucher[2]. Nel 1739 rimase vedovo e non si risposò mai[1].

Rappresento molteplici tipologie di soggetti, tra cui paesaggi, ritratti, soggetti allegorici, mitologici, religiosi[3], storici e di genere[4]. Eseguì grosse commissioni per la realizzazione di dipinti d'ispirazione religiosa, come ad esempio San Pietro resuscita Tabita (chiesa di Saint-Germain-des-Prés a Parigi), e storica, in stile classico nella tradizione di Charles Le Brun e di Charles de La Fosse, ma con delle ombre nere che ricordano Francesco Solimena, in contrapposizione all'eleganza gradevole delle sue composizioni di soggetto mitologico e di genere[4]. Le sue opere presentano, inoltre, reminiscenze rembrandtiane derivanti dall'apprendistato presso Bon Boullogne[3].

Il ratto di Europa (1747 circa)

Si formarono alla sua scuola Jean-Baptiste-Siméon Chardin, Charles Parrocel, Paul Ponce Antoine Robert e Bernard Joseph Wamps[3].

Anche il figlio, Jacques-Nicolas Cazes, fu pittore[3].

Alcune Opere[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

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Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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