Piero Ricca
Piero Ricca (Verbania, 22 luglio 1971[1]) è un attivista, blogger e giornalista freelance italiano, divenuto noto per la sua attività politico-sociale e per le aspre critiche rivolte a vari esponenti dell'establishment politico, economico e mediatico. Utilizza Internet come mezzo di comunicazione principale, in particolare il suo blog ed il sito YouTube. È soprattutto noto per i colloqui faccia a faccia, le interviste non convenzionali, le performance al megafono, i volantinaggi e le manifestazioni di piazza.
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[modifica] Biografia
Figlio dell'ex magistrato Giovanni Ricca[2], è attivo dal 2001 nei movimenti per la giustizia e la difesa della Costituzione italiana. A partire dagli anni del secondo governo Berlusconi ha organizzato innumerevoli iniziative, manifestazioni e dibattiti contro le cosiddette leggi ad personam e la censura che sostiene da esso sia esercitata. Ha fatto parte del comitato referendario "Salviamo la Costituzione".
Ad aprile 2006 ha aperto un blog personale. Ha collaborato anche a quello del comico Beppe Grillo, realizzando una serie di video-interviste.
A marzo del 2007 ha contribuito a creare Qui Milano Libera, associazione culturale che organizza manifestazioni ed eventi, produce video e ha ospitato, durante le sue conferenze, giornalisti, magistrati, politici e intellettuali. Lo scopo dell'iniziativa è quello di favorire la partecipazione critica alla politica, e da questa si sviluppano Qui Lecco Libera, Qui Bologna Libera, Qui Torino Libera, Qui Matera Libera e altre spontanee diramazioni. La trasmissione di Rai 3 Blob ha mandato in onda in diverse occasioni i video prodotti dal gruppo Qui Milano Libera.
Dal 2008 collabora con l'emittente Altaitalia TV conducendo la trasmissione, in onda ogni giovedì in prima serata, Banana Republik.
Insieme a Riccardo Farina ha realizzato il lungometraggio Qui Milano Libera dedicato alla campagna elettorale del 2006, il cortometraggio Radio Foppa e il documentario Vietato respirare riguardante la crisi dei rifiuti in Campania.
Nel 2009 ha raccontato la sua esperienza di videoattivismo in Alza la testa!, libro e DVD edito da Chiarelettere, presentato in oltre cento città.
Dal 2010 collabora con Il fatto quotidiano nella sezione blog del sito web della testata.
[modifica] Controversie
[modifica] Incontri con politici e giornalisti
Tra i tanti esponenti della politica italiana che Ricca ha incontrato vi è Silvio Berlusconi, leader del Popolo della Libertà. Mentre usciva dall'aula del processo SME il 5 maggio 2003, Berlusconi venne accolto da Ricca che gli urlò:
| « Fatti processare, buffone! Rispetta la legge! Rispetta la Costituzione! Rispetta la democrazia! Rispetta la dignità degli italiani! O farai la fine di Ceauşescu o di Don Rodrigo![3] » |
Nel febbraio 2005 fu condannato dal giudice di pace di Milano, Lidio Morone, a un'ammenda di 500 euro ma fu, in seguito, assolto dalla Cassazione che annullò la sentenza[4] e la rinviò al giudice di pace di Milano, da cui venne definitivamente assolto nel novembre del 2006.
Ricca ha contestato Berlusconi anche in diverse altre occasioni, tra le quali un comizio a Milano nel febbraio 2006 al grido di "corruttore", un comizio milanese con il partito dei pensionati e la festa per il centenario Mondadori, vicende ampiamente documentate sul blog di Ricca e sul sito YouTube.
Noto è lo scontro con Emilio Fede al Circolo della Stampa di Milano il 16 aprile 2007. Il video della vicenda venne anche trasmesso dal varietà Striscia la notizia, ma la parte in cui Fede sputò sui contestatori non venne mostrata. Tuttavia il video integrale è disponibile su YouTube. Dopo l'accaduto, il direttore del TG4 querelò Ricca per diffamazione e la Guardia di Finanza bloccò il suo blog per tutto il mese di luglio del 2007. Il sequestro del blog fu poi revocato in quanto illegittimo. Tra le prese di posizione a favore di Piero Ricca ci fu quella di Beppe Grillo che nel suo Blog scrisse:
| « Gente come Ricca fa paura, non perché sia un terrorista, ma per l’esatto contrario. Un cittadino informato che sputtana i potenti in pubblico è un cattivo esempio. Se la gente lo imitasse, in molti dovrebbero espatriare[5] » |
Ricca si rese protagonista anche di una serie di scontri dialettici con Vittorio Sgarbi, a partire dal fatto che il critico d'arte venne condannato a 6 mesi e 10 giorni di reclusione per truffa aggravata allo stato quando era funzionario alla sovrintendenza ai beni artistici della regione Veneto agli inizi degli anni novanta.[6]
Un altro episodio eclatante fu l'intervista a Giulio Andreotti. Nel giugno 2006, all'università Bicocca di Milano, Ricca interpellò il senatore a vita sulla sentenza di prescrizione con riconoscimento di responsabilità di collusione con la mafia, e per questo fu portato per due ore in commissariato;[7] nel maggio del 2008 lo incontrò di nuovo e lo interpellò polemicamente, a margine di una conferenza su Aldo Moro.
Tra i tanti politici finiti nel mirino di Ricca figurano Clemente Mastella, Massimo D'Alema, Roberto Formigoni, Bruno Tabacci, Piero Fassino, sua moglie Anna Serafini, Luciano Violante, Stefania Craxi, Enrico Boselli, Arturo Parisi, Michela Brambilla, Umberto Veronesi, Marco Pannella, Raffaele Fitto, Mara Carfagna. In tema di sospetta collusione fra mafia e politica, a marzo 2008 Ricca ha avuto un vivace incontro con l'onorevole Marcello Dell'Utri.[8]
Tra i giornalisti, Giuliano Ferrara, Paolo Mieli, Ferruccio De Bortoli, Gad Lerner, Bruno Vespa, Maurizio Belpietro, Renato Farina, Paolo Liguori, Vittorio Feltri. Ricca si è anche occupato in due occasioni dei manager Fedele Confalonieri di Mediaset, di Elio Catania, già amministratore delegato delle Ferrovie dello Stato, di Marco Tronchetti Provera ed Alessandro Profumo, legato ad ambienti politico-finanziari di sinistra; quest'ultimo in una occasione ha abbandonato una conferenza pubblica per non farsi riprendere dalla sua videocamera.
[modifica] Reazioni del mondo politico e giornalistico
Per effetto delle sue azioni e delle sue dichiarazioni, Ricca, tuttora incensurato, ha ricevuto alcune denunce per "riunione non autorizzata", di cui parla egli stesso nel suo blog,[9] oltre ad alcuni fermi di polizia. Nel 2005 alcuni senatori presentarono un'interrogazione parlamentare sul presunto «improprio fermo di polizia» del 29 gennaio 2005 su ordine del questore di Milano Paolo Scarpis.[10][11]
Le sue contestazioni hanno suscitato dissenso da parte di molti esponenti politici, sia di centro-destra che di centro-sinistra.
Si sono invece espressi positivamente su di lui, tra gli altri, il politologo Giovanni Sartori, il magistrato Gian Carlo Caselli, don Luigi Ciotti e il giornalista Furio Colombo. Altri suoi estimatori: l'attore Scamarcio e il cantante Cristicchi, che gli ha dedicato una canzone. Proprio Travaglio lo ha definito «un esempio da imitare»[12] e molti sostenitori di Beppe Grillo vedono in lui una voce libera.
[modifica] Libri
- Alza la testa. I potenti italiani contestati da un gruppo di cittadini informati, Chiarelettere, 2008, ISBN 978-8861900592, pp. 197 pagine
[modifica] Note
- ^ http://www.pieroricca.org/wp-content/uploads/2006/05/sentenza.pdf
- ^ Il processo puffone. 03-05-2006
- ^ «Piero Ricca definisce "buffone" Silvio Berlusconi e viene denunciato». Repubblica.it, 05 05 2003. URL consultato in data 9 ottobre 2010.
- ^ «Piero Ricca assolto dalle accuse di ingiuria nei confronti di Silvio Berlusconi». Repubblica.it.
- ^ Il blog di Piero Ricca bloccato dalla Guardia di Finanza
- ^ Intoccabili. Rai.it, 20-05-2007
- ^ Lite con Andreotti, fermato
- ^ Filmato dell'incontro con Marcello Dell'Utri. 13-03-2008
- ^ Riunione non autorizzata, 4 novembre 2009.
- ^ Legislatura 14 Atto di Sindacato Ispettivo n° 4-08208, 23 febbraio 2005.
- ^ Paolo Scarpis, un sincero democratico, pieroricca.org, 25 aprile 2006.
- ^ Video-conferenza di Marco Travaglio dal sito www.youtube.it. URL consultato il 12 marzo 2008.
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