Piermatteo d'Amelia

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Madonna col Bambino, Gemäldegalerie di Berlino (1481)

Piermatteo di Manfredi, detto Piermatteo d'Amelia o da Amelia (Amelia, ... – 1508 circa[1]), è stato un pittore italiano, spesso confuso con il quasi omonimo Piermatteo Lauro.

Indice

[modifica] Biografia

L'artista è citato per la prima volta come garzone di Filippo Lippi, quando, tra il 1467 e il 1469, fu attivo nella decorazione dell'abside del Duomo di Spoleto[2] (Storie della Vergine).

Tra il 1479 e il 1480 fu a Roma, probabilmente grazie ai rapporti con la potente famiglia amerina dei Geraldini, casato così in vista da poter ospitare Sisto IV ad Amelia, in uno dei propri palazzi. A Roma fu chiamato a dipingere la volta della Cappella Sistina, decorandola con un cielo stellato oggi perduto[2].

Tra il 1480 e il 1482 è attivo a Orvieto come decoratore di statue e doratore di arredi sacri e mostre di orologi. A questo periodo è da far risalire l'ancona per la chiesa di Sant'Agostino, oggi smembrata e divisa fra varie collezioni, tra cui il Bode-Museum di Berlino[3].

Tornato a Roma venne richiamato a Orvieto nel 1482, dove il Consiglio dell'Opera del Duomo gli affida la decorazione della cappella di San Brizio, poi affidata più tardi a Luca Signorelli; all'anno successivo è datato l'affresco realizzato a Narni, raffigurante la Madonna col Bambino e le sante Lucia e Apollonia.

Dal 1485 era a Roma, dove lavora per i papi Innocenzo VIII e Alessandro VI. Nelle ultime sue opere Federico Zeri ha riconosciuto un avvicinamento ai modi artistici di Antoniazzo Romano[2].

Nel 1497 fu nominato conservatore della città di Fano, mentre nel 1503 è soprintendente per le fabbriche papali di Civita Castellana.

[modifica] Personalità artistica e opere

L'annunciazione di Piermatteo d'Amelia

Grazie agli studi compiuti negli anni venti da Umberto Gnoli, Roberto Longhi e Bernhard Berenson, fu possibile individuare nel Novecento la personalità di un pittore le cui opere furono raccolte sotto il nome convenzionale di Maestro dell’Annunciazione Gardner[2]. L'Annunciazione fu realizzata per il convento della SS. Annunziata di Amelia, passata poi alla Porziuncola, venduta nel 1880 a Isabella Stewart Gardner, e ora conservata presso l'omonimo museo di Boston[2][3].

La sollevazione del maestro dall'anonimato, nel 1953, e l'identificazione con Piermatteo d'Amelia si devono agli studi e alla felice intuizione del critico d'arte Federico Zeri, che ne ha collocato la personalità artistica tra quella dei grandi pittori del '400, protagonista della pittura rinascimentale[2]. L'identificazione operata da Zeri ha avuto una conferma documentale nel 1985, con il ritrovamento del contratto notarile per l’esecuzione della Pala dei Francescani di Terni, , vero capolavoro del Rinascimento umbro, conservato presso la pinacoteca della stessa città, commissionata proprio a Piermatteo da Amelia il 29 settembre 1483[4][3].

Oltre che ad Amelia e Terni, Perugia, le sue rare opere sono conservate in prestigiosi musei del mondo come Berlino, Boston, Philadelphia, Altemburg.

Sant'Antonio Abate è l'unica opera conservata nella sua città natale presso il Museo Civico e Pinacoteca. Al pittore e alla sua bottega sono attribuiti anche numerosi affreschi tra cui un importante ciclo nell'edicola di Toscolano ad Avigliano Umbro (TR), a Porchiano del Monte (Amelia) presso la chiesa di San Simeone, a presso il Duomo di Orvieto, a Narni e in numerosi centri dell'alto Lazio (chiesa di San Rocco a Castiglione in Teverina).

Oggi non può ancora dirsi concluso lo studio sulla sua personalità. A Piermatteo d'Amelia è stata dedicata una mostra inaugurata il 12 dicembre 2009 a Terni e ad Amelia con un itinerario sui luoghi di Piermatteo a partire dalla sua città natale.[5]

[modifica] Note

  1. ^ La sua morte si colloca tra il 1503 e il 1508
  2. ^ a b c d e f Piermatteo d’Amelia, protagonista del Rinascimento, dalla sezione Percorsi del sito treccani.it
  3. ^ a b c «Piermattèo d'Amelia», in Dizionario Biografico degli Italiani, Istituto dell'Enciclopedia italiana Treccani, (on line)
  4. ^ Aldo Ricci, Pier Matteo d'Amelia e la Pala dei Francescani. Un documento notarile per identificare l'autore dell'opera, in «Arte sacra in Umbria e dipinti restaurati nei secoli XIII-XX», Todi, Ediart, 1987, pp. 47-61.
  5. ^ Sito della mostra

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