Pier Alessandro Paravia

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Pier Alessandro Paravia (in croato il nome viene anche tradotto in Petar Aleksandar Paravia o Petar Aleksandar Paravija) (Zara, 15 luglio 1797Torino, 18 marzo 1857) è stato un letterato, filologo e mecenate italiano, professore di eloquenza presso l'Università di Torino.

Gli anni della formazione e le prime opere[modifica | modifica sorgente]

Figlio di Giovanni, colonnello degli Oltremarini (meglio noti col nome di Schiavoni) e nipote di Antonio, ufficiale di marina della Serenissima, nacque a Zara due mesi dopo la caduta della Repubblica.

Ancora fanciullo si trasferì a Venezia, ove studiò presso il liceo-convitto di Santa Caterina. Laureatosi in legge a Padova nel 1818, fu di nuovo a Venezia funzionario statale (alunno di concetto) per dodici anni, fino a quando - nel 1832 - fu chiamato alla cattedra di eloquenza dell'Università di Torino. In questi anni aveva già pubblicato una serie di studi: per lo più biografie di letterati ed artisti, ma anche un'apprezzata traduzione delle Lettere di Plinio il Giovane.

A Torino[modifica | modifica sorgente]

Dalla presa in carico della nuova funzione, ha inizio un fecondissimo periodo di produzione, che spaziò dalla letteratura italiana (studi sul Tasso, sull'Ariosto, sul Bartoli) a quella provenzale, giungendo addirittura ai romanzi cinesi, dello studio dei quali fu uno dei precursori in Italia. Oltre alla letteratura, si interessò anche di storia e di politica, cui dedicò un saggio importante con una prolusione universitaria dal titolo significativo Del sentimento patrio. Pur essendo politicamente un conservatore, per questa sua adesione agli ideali patriottici italiani venne costantemente controllato dalle autorità austroungariche, avendo egli acquistato una villa nelle vicinanze di Treviso (allora il Veneto era sotto la sovranità austriaca), che frequentava regolarmente.

Fu amico e corrispondente con molti illustri italiani dell'epoca - dal Tommaseo al Pellico, dal re Carlo Alberto di Savoia al Gioberti - e nutrì per tutta la vita un sincero affetto per l'abate Rosmini, da lui conosciuto fin dai tempi dell'Università, a Padova.

Attentissimo ai problemi della lingua italiana, anche in questo campo scrisse degli importanti saggi, che gli valsero la nomina ad Accademico della Crusca.

Morì a Torino nel 1857. In suo onore venne eretta un'erma all'Università degli Studi di Torino; a Torino si conserva pure un cospicuo e prezioso lascito di carte appartenute allo zio Antonio[1].

La Biblioteca Paravia in una cartolina del 1899.

Il rapporto con Zara[modifica | modifica sorgente]

Paravia non dimenticò mai la propria città natale, alla quale - in seguito ad una visita nel 1850 - donò nel 1855 la propria biblioteca privata, costituita da oltre diecimila volumi, perché divenisse il nucleo iniziale per una biblioteca pubblica, che in suo onore venne denominata Biblioteca Comunale Paravia. Il suo scopo però non fu solo munifico: Paravia invocava: "Studiate la vostra lingua, perché qui sta la vostra futura grandezza, è merito che nessuno può contestarvi ed è merito grande"[2], e perciò credette con la sua donazione di dare un forte indirizzo ai dalmati, tanto che invitò i maggiori esponenti della cultura italiana dell'epoca - con i quali intratteneva un'attivissima corrispondenza - ad offrire anch'essi dei libri. Questa biblioteca venne ospitata all'interno dell'antica loggia veneziana di Zara fino al 1938, e fin dalla sua apertura (18 agosto 1857) fu la maggiore dell'intera Dalmazia. Chiusa a causa della guerra, venne riaperta il 14 ottobre 1945 col nuovo nome di Narodna biblioteka (Biblioteca nazionale).

Identificazione nazionale[modifica | modifica sorgente]

Data la storia personale del Paravia, la sua entusiastica adesione ai sentimenti risorgimentali italiani e le esplicite affermazioni di nazionalità (egli scrisse "niuno può essere grande scrittore senza che sia scrittore nazionale, senza che rappresenti, cioè, nei suoi scritti la propria nazione, il proprio secolo"[3]), fino a tempi recenti non si discusse mai della sua nazionalità. Attualmente invece è anche possibile trovare in Croazia il suo nome traslitterato in Paravija[4] e con regolarità si omette di citare la sua esplicita scelta nazionale, privilegiando una semplice indicazione locale quale zaratino[5].

Opere principali[modifica | modifica sorgente]

  • Notizie intorno alla vita di Antonio Canova, Venezia 1822 - L'opera completa è leggibile qui
  • Versi, Venezia 1825
  • Traduzione delle lettere di Plinio il Giovane, Venezia 1830-1832 (tre tomi) - L'opera completa è leggibile I qui, II qui, III qui
  • Lettere inedite di illustri italiani, Venezia 1833
  • Delle relazioni del Cristianesimo con la letteratura, Torino 1837
  • Notizie intorno ai Generali della Repubblica Veneta, Torino 1837
  • Sistema mitologico di Dante, Torino 1837-1839
  • Orazione per l'onomastico di Carlo Alberto, Torino 1838 - L'opera completa è leggibile qui
  • Del sentimento patrio nelle sue relazioni con la letteratura, Torino 1839
  • Biografie degli Italiani illustri, Venezia 1840
  • Prolusioni e discorsi, Parma 1845
  • Antologia italiana, Torino 1847
  • Canzoniere nazionale scelto e annotato, Torino 1849
  • Memorie veneziane di letteratura e di storia, Torino 1850 - L'opera completa è leggibile qui
  • Lezioni accademiche e altre prose, Zara 1851
  • Lezioni di letteratura, Torino 1852 (seconda edizione nel 1856)
  • Carlo Alberto e il suo regno. Orazioni, Voghera 1852 - L'opera completa è leggibile qui
  • Vincenzo Gioberti. Prelezione accademica, Torino 1853 - L'opera completa è leggibile qui

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ La raccolta è costituita da svariate centinaia di carte, mappe, che saranno pubblicate in cinque volumi [1]
  2. ^ Cit. in I.Tacconi, Pier Alessandro Paravia, in Istria e Dalmazia. Uomini e Tempi. Dalmazia, Del Bianco, Udine 1992, p. 348
  3. ^ Ibidem, p. 347
  4. ^ Una delle vie della moderna Zara è proprio intitolata ad Aleksandar Paravija
  5. ^ Nel sito della Libreria di Ricerca di Zara [2] - erede dell'antica Biblioteca Paravia, la scelta è stata proprio quella di identificare il Paravia unicamente come di nascita zaratina ("of Zadar by birth"), pur non traslitterandone il nome in Paravija

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • J.Bernardi, Vita e documenti letterari di Pier-Alessandro Paravia, Marietti, Torino 1863 [3]
  • F.Bosio, Pier Alessandro Paravia, Milano 1876
  • I.Tacconi, Il centenario della morte del Paravia, in La Rivista Dalmatica, 1957
  • I.Tacconi, Pier Alessandro Paravia, in Istria e Dalmazia. Uomini e Tempi. Dalmazia, Del Bianco, Udine 1992

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Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

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