Piccole donne (film 1994)

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Piccole donne
Piccole donnе (film 1994).png
una scena del film
Titolo originale Little Women
Paese di produzione Stati Uniti
Anno 1994
Durata 115 min
Colore colore
Audio sonoro
Genere drammatico, romantico
Regia Gillian Armstrong
Soggetto Louisa May Alcott
Sceneggiatura Robin Swicord
Fotografia Geoffrey Simpson
Montaggio Nicholas Beauman
Musiche Georges Bizet, Conrad Kocher, Thomas Newman, Folliott S. Pierpont
Interpreti e personaggi
Doppiatori italiani
Premi

Piccole donne (Little Women) è un film del 1994, diretto dalla regista australiana Gillian Armstrong.

È il terzo film sonoro tratto dal libro di Louise May Alcott, il primo con una regia al femminile. Due versioni del libro realizzate in film muto sono andate perse.

È stata Winona Ryder a insistere nel progetto, e ha ritagliato per sé il ruolo di Jo.

Trama[modifica | modifica sorgente]

Nel 1869, il signor March venne richiamato un'altra volta alle armi nel corso della "guerra di secessione americana". Il signor March affida la famiglia alla moglie, donna forte ed efficiente che si dedica alle sue quattro figlie: Jo, Meg, Beth ed Amy.

  • Margaret, detta Meg, all'inizio del romanzo ha 16 anni, è la maggiore, è assennata e gentile; cede a volte alla vanità e al desiderio di apparire, ma infine pone sopra ogni cosa l'affetto e l'amore della famiglia;
  • Josephine, detta Jo, all'inizio del romanzo ha 15 anni, è la più viva e autonoma, di grande intelligenza e sogna diventare una scrittrice; ha un talento per la scrittura di romanzi e racconti, ma dovrà sperimentare e provare molte esperienze prima di raggiungere la maturità stilistica;
  • Elizabeth, detta Beth, all'inizio del romanzo ha 13 anni, è la più dolce e riservata, di salute molto delicata; altruista al punto di porre il benessere e la serenità altrui prima di se stessa, si prende cura di vecchie bambole smesse e dei suoi adorati gattini, ha talento per la musica e ama suonare il pianoforte;
  • Amy all'inizio del romanzo ha 12 anni, è la minore, nella sua adolescenza è superficiale; di gusti raffinati e dai modi eleganti, si dimostrerà col tempo più matura e profonda, ha talento per le belle arti, in particolare per il disegno e la pittura.

Nella casa ci sono molte ristrettezze, ma le ragazze aiutano sempre chi è meno fortunato. Nel vicinato c'è il giovane Laurie che adora tutte e quattro le ragazze March.

È con il ritorno del padre, in convalescenza, che la famiglia si dissolve lentamente. Amy parte con la zia per l'Europa, Jo rifiuta la proposta di nozze di Laurie e va a New York per diventare scrittrice. Lavora come istitutrice e conosce Friedrich Bhaer, un insegnante tedesco molto colto, attento ai problemi sociali, che a differenza degli altri uomini nella casa apprezza le sue idee e la sprona a esporle. Dopo una discussione sulla qualità degli scritti, che Bhaer ritiene di basso profilo per le potenzialità di Jo, i due si allontanano momentaneamente e la ragazza decide di tornare a casa. In realtà, è grazie a lui che smette di scrivere gialli basati su casi di cronaca nera che vende a giornali.

Jo, dunque, torna a casa. Le ragazze sono ormai diventate donne, ma Beth muore poco dopo il suo arrivo. Meg, sposatasi tempo addietro, ha due bambini gemelli: Margaret (Daisy) e John Jr. (Demi). Jo inizia a scrivere la storia della sua famiglia e appena concluso lo invia al sig.Bhaer per darne lettura. In Europa, intanto Amy sposa Laurie. Proprio il giorno in cui i due tornano a casa per annunciarlo il sig.Friedrich Bhaer arriva in casa March per portare a Jo il romanzo "Piccole Donne" pubblicato a New York, ma fraintende e crede che sia lei a sposare Laurie. Scosso dalla notizia si incammina verso la stazione, ma alla fine lei lo riesce a raggiungere e gli spiega l'equivoco; oltre al proprio amore, gli offre un posto nella scuola per bianchi e neri che vuole aprire nella casa della vecchia zia. Lui accetta.

Critica[modifica | modifica sorgente]

La critica italiana è stata piuttosto sfavorevole al film, che è piaciuto a un pubblico prevalentemente femminile. I critici hanno ritenuto il film zuccheroso, noioso, fuori moda, spreco di talenti e hanno decontestualizzato le frasi della Alcott verso le ragazze March, che non approvava più che altro per la libertà e l'unione di cui godevano, diretta quindi allo stereotipo sociale che le ragazze in genere dovevano incarnare.

È stata criticata anche la scelta delle attrici, prima tra tutte Jo (Winona Ryder), giudicata troppo bella per la parte. Nel libro in effetti, c'è scritto che Jo è molto alta ma non molto bella e che la sua unica bellezza fossero i suoi folti e lunghi capelli.

Il mondo descritto è prettamente femminile, e descrive relazioni interpersonali tra le sorelle. L'unico uomo di spicco nel testo è Laurie che passa la maggior parte del tempo a osservarle e a tentare di entrare in relazione con la famiglia. Viene respinto fintanto che si avvicina alle ragazze con gli stereotipi della società, riuscendo a ricavare un suo spazio solo accettando le regole della famiglia March. I due episodi delle proposte di matrimonio sono esemplari: prima la fiera e ribelle Jo, poi la più convenzionale Amy, che sostenute dagli insegnamenti materni, rifiutano il matrimonio finalizzato a qualcos’altro che non sia il reciproco desiderio. Laurie resta spiazzato dal rifiuto di Jo, è un giovane di ottima famiglia che qualsiasi altra ragazza avrebbe desiderato.

Differenze con il romanzo[modifica | modifica sorgente]

Il film è tratto dai due romanzi "Piccole Donne" e "Piccole Donne crescono". Esistono diverse differenze, più o meno rilevanti, con la storia originale narrata da Louisa May Alcott. Il primo romanzo copre l'arco di tempo di un anno, da un Natale a quello successivo, mentre il secondo romanzo vede il trascorrere di più anni.

Di minor rilievo sono alcuni fattori puramente estetici. Meg ha in realtà i capelli chiari e indossa un abito azzurro quando viene acconciata da gran dama al ballo, mentre nel film ha i capelli scuri e indossa un abito rosa. Laurie ha un fascino mediterraneo, carnagione abbronzata e capelli ricci di colore nero, per le origini italiane di suo padre. Meg ed Amy sono descritte come due ragazze molto belle, Jo e Beth sono di una bellezza più semplice, in particolare di Jo si dice che sia molto alta ma non molto bella e che la sua unica bellezza fossero i suoi folti e lunghi capelli.

Nel primo romanzo Beth riceve il pianoforte della nipote del signor Laurence in uno dei primi capitoli, e non alla fine, dopo essere guarita dalla malattia, come succede invece nel film. Ancora, quando Beth si ammala e si rende necessario il ritorno della madre che era andata ad assistere il padre, nel romanzo la ragazza viene dichiarata fuori pericolo poco prima del ritorno della madre, mentre nel film è proprio la madre ad intervenire perché superi il momento critico.

Sempre quando Beth si ammala ed Amy viene mandata a casa della zia March, nel romanzo Laurie le promette che le farà visita ogni giorno ed uscirà con lei: nel film Amy, pensando alla malattia della sorella, si dice preoccupata di dover morire prima di essere mai stata baciata e Laurie le promette che la bacerà prima che muoia, dialogo che nel romanzo originale non esiste. Inoltre, nel romanzo Amy scrive il suo testamento durante la permanenza a casa della zia e successivamente lo fa firmare a Laurie, mentre nel film Amy fa solo un testamento orale mentre si sposta verso la casa della zia in carrozza con Laurie (inoltre Amy riceverà l'anello di turchesi solo alla fine della permanenza dalla zia, mentre nel film parla come se già lo avesse).

La scena in cui Jo chiede alle sorelle di accogliere Laurie nelle loro attività, rivelando che poi il ragazzo ascoltava nascosto in un armadio, nel romanzo avviene durante una riunione del Circolo Pickwick, mentre nel film avviene durante le prove della commedia. La distribuzione delle parti nella commedia è differente tra romanzo e film, e Laurie in realtà non ne fa parte.

Nel secondo romanzo Beth, dopo essere stata assistita da Jo e aver parlato molto con lei, muore serena tra le braccia della madre e viene sottolineato il fatto che non dica alcuna frase particolare, mentre nel film viene assistita dalla madre e poi muore in presenza soltanto di Jo dedicandole qualche parola. In particolare, il discorso che Beth fa a Jo nel romanzo avviene nei giorni in cui Beth riesce ancora a stare in piedi, pur essendo consapevole che le resti poco da vivere, mentre nel film avviene quando Beth è a letto.

Nel romanzo, dopo aver fatto da istitutrice alle figlie della signora Kirke, Jo torna a casa senza un motivo particolare, mentre nel film torna dopo aver ricevuto un telegramma che le comunica l'aggravarsi della salute di Beth. Nel romanzo Beth è ancora in piedi ma Jo è la prima a rendersi conto del suo cambiamento. Sempre nel romanzo, Jo al suo ritorno assiste alla laurea di Laurie. Nel film, al suo ritorno Jo trova Meg incinta e i gemelli nascono dopo la morte di Beth e poco prima del ritorno di Amy e di Laurie, mentre nel romanzo, quando Beth è in fin di vita, Meg porta spesso i gemelli a trovarla e i bambini hanno circa un anno.

Quando Laurie si dichiara apertamente a Jo, il dialogo è abbastanza fedele al romanzo, ma nel film Laurie bacia Jo, cosa che in realtà nel romanzo non accade. Inoltre, nel romanzo Jo ha già conosciuto il professor Baher ed è infatti a lui che si riferisce Laurie, mentre nel film fa cenno genericamente a un uomo di cui Jo potrebbe innamorarsi. Per l'esattezza, nel romanzo Laurie fa inizialmente una dichiarazione non esplicita e Jo, per non ferirlo, decide di partire offrendosi di fare da istitutrice per le figlie della signora Kirke alla pensione dove conosce il professor Baher: quando Jo torna a casa, Laurie le fa la proposta di matrimonio e, al suo rifiuto, le domanda se sia innamorata di Baher, mentre nel film la proposta viene fatta prima della partenza di Jo, quando ancora non conosce Baher.

Nel romanzo, dopo il rifiuto di Jo, Laurie si dà all'ozio e all'apatia, fuma anche ma probabilmente era una cosa che già faceva di tanto in tanto: nel film invece beve e si dà all'alcol, cosa che nel romanzo non succede, anche perché Meg al suo matrimonio gli aveva fatto promettere di non bere e Laurie mantiene sempre questa promessa. Quando la delusione per il rifiuto di Jo passa, Laurie resta dell'idea di risentirne ancora, anche se non è più così. Nel romanzo, Laurie ed Amy si frequentano per un certo periodo durante il viaggio in Europa e poco per volta capiscono di essere innamorati, tanto che, quando Laurie si decide finalmente a farle una proposta di fidanzamento, Amy, che non aspettava altro, accetta subito. Nel film Amy invece in un primo momento rifiuta perché pensa che Laurie la veda come un ripiego di Jo.

Ancora, nel romanzo il viaggio in Europa viene organizzato dalla zia March e dalla zia Carrol, ma è con la famiglia di quest'ultima che Amy parte, e non con la zia March come avviene invece nel film.

Nel film Baher invita Jo all'opera e lì si baciano per la prima volta: questo episodio nel romanzo non esiste.

Nel romanzo, Bhaer crede che Laurie sia fidanzato con Jo già da quando lei riparte per tornare a casa. Quando poi si reca a farle visita, sa bene che così non è ma esita a farle una proposta di matrimonio finché, dopo diversi giorni di permanenza, riesce a parlarle apertamente. Nel film invece, Baher, sapendo del matrimonio di una delle sorelle March con Laurie, crede che si tratti di Jo e non di Amy: Jo chiarisce l'equivoco, il dialogo sotto l'ombrello è abbastanza fedele al romanzo.

Diverso dal romanzo anche il percorso letterario di Jo: quando scrive racconti a sensazione, non è chiaro se Baher ne sia a conoscenza, ma Jo non gli sottopone i propri lavori, viene solo a sapere casualmente da lui che disprezza quel tipo di letteratura e quindi smette di scrivere. Quando poi Baher si reca a far visita a Jo e riescono a confessarsi i reciproci sentimenti, il professore le fa leggere un ritaglio su cui era stata pubblicata una poesia che Jo aveva composto pensando a se stessa e alle sue sorelle: da questa poesia Baher aveva intuito la solitudine e il dolore di Jo decidendo di raggiungerla. Nel film invece Jo fa leggere a Baher i propri lavori, poi gli sottopone un romanzo che lui dimostra di non apprezzare particolarmente e infine lui stesso fa pubblicare da un editore di sua conoscenza un romanzo autobiografico di Jo che parla anche delle sue sorelle (il cui titolo è proprio "Piccole Donne").

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

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