Piazza del Plebiscito
Coordinate: 40°50′09″N 14°14′56″E / 40.835896°N 14.248784°E
Piazza del Plebiscito (già Largo di Palazzo o Foro Regio) è una piazza di Napoli posizionata a termine di via Toledo, non appena oltrepassata piazza Trieste e Trento.
Ubicata nel cuore della città, con una superficie di circa 25 000 metri quadrati, qui si affacciano importanti edifici storici della città:
Piazza del Plebiscito oggi si collega alla sottostante Via Ferdinando Acton mediante l'Ascensore Acton, il cui utilizzo è gratuito e la cui gestione è affidata all'Azienda Napoletana Mobilità (ANM).
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[modifica] Storia
La piazza del Plebiscito fu per secoli uno slargo irregolare, dove si svolgevano le feste popolari attorno alle cosiddette macchine da festa, che venivano periodicamente innalzate da grandi architetti (famose quelle di Ferdinando Sanfelice e di Francesco Maresca).
Solo dall'inizio del Seicento in poi fu gradatamente "regolarizzata", anche a causa della costruzione del nuovo Palazzo Reale, opera di Domenico Fontana. A questa graduale trasformazione si successero, dalla metà del Settecento in poi, degli interventi sempre più radicali, attuati dagli architetti che lavoravano sulla vicina residenza reale.
Fu solo all'inizio dell'Ottocento, durante il periodo napoleonico, che la piazza cambiò completamente volto. Per ordine dei monarchi francesi, essa fu interamente ridisegnata e ripensata: furono demoliti i troppi edifici religiosi che ne limitavano lo spazio ed impedivano di inserirla al meglio nel contesto urbano circostante ed in luogo di essi vennero eretti palazzi di stato, a cornice del famoso emiciclo dorico in pietra lavica e marmo, voluto da Gioacchino Murat su disegno di Leopoldo Laperuta, al centro del quale avrebbe dovuto essere un altro edificio civile, consacrato ai fasti dei napoleonidi.
Una riproduzione che descriva l'aspetto della piazza, lo si può intravedere da diversi dipinti paesaggistici di Napoli. Per esempio la Veduta del largo di palazzo, di Gaspare Vanvitelli (dipinto oggi conservato al Palazzo Zevallos di Napoli), grazie al quale si può notare anche l'ubicazione originaria della fontana del Gigante, oggi in via Partenope.
Nel 1963 un'ordinanza comunale trasformò la piazza in un parcheggio pubblico per far fronte all'incremento incontrollato di autovetture in città. La piazza rimase così deturpata fino a quando nel 1994, in occasione del vertice dei G7, la giunta Bassolino le restituì dignità pedonalizzandola in toto.
[modifica] Descrizione
Piazza del Plebiscito sorge non molto distante ad altri imponenti monumenti di Napoli, come l'adiacente Teatro San Carlo, la Galleria Umberto I ed il poco distante Maschio Angioino. Inoltre dalla piazza è visibile in alto la collina di san Martino sulla quale sorgono la Certosa di San Martino ed il Castel Sant'Elmo. Ancora, la piazza è anche punto d'incrocio di importanti strade cittadine: Mergellina, Via Toledo e Via Chiaia.
Essa si sviluppa su un ampio spazio che vede sul lato ovest un colonnato al centro del colonnato spicca la Basilica di san Francesco di Paola, che ne è l'elemento dominante e fu eretta da Ferdinando I, come ex voto per aver riconquistato il regno dopo il decennio di dominio francese. Di fronte all'edificio di culto, invece, c'è il Palazzo Reale.
La basilica, commissionata a Pietro Bianchi nel 1817, fu completata nel 1846, nei modi più aggiornati del neoclassicismo il quale si sviluppò e vide i suoi massimi esponenti proprio in città e nel regno delle due Sicilie grazie a personalità del calibro di Luigi Vanvitelli. Il modello di riferimento della chiesa fu quello delle forme del Pantheon romano. All'interno è abbellita da statue e dipinti coevi, ad eccezione del seicentesco altare maggiore e da alcune tele prelevate da luoghi di culto pre-esistenti sul vecchio slargo.
Isolate sulla piazza, di fronte alla Basilica, s'innalzano le statue equestri di Carlo III di Borbone (iniziatore della dinastia borbonica) e di suo figlio Ferdinando I. La prima è opera di Antonio Canova che eseguì il lavoro in un arco cronologico compreso fra il 1816 ed il 1822, anno della morte dell'artista; la seconda, non potendo essere eseguita per intero dallo scultore veneto a causa della sua morte, vede per quel che riguarda il cavallo l'effettiva attribuzione al Canova, mentre il re che lo cavalca fu scolpito dall'allievo Antonio Calì. Le sculture furono commissionate per celebrare il ritorno della dinastia borbonica dopo la parentesi napoleonica.
[modifica] La piazza nell'arte
Dalla riforma bassoliniana, Piazza del Plebiscito è diventato lo scenario dei principali avvenimenti cittadini e nazionali: dai comizi elettorali alle serate del Festivalbar, alle dirette televisive nelle cerimonie nazionali (per esempio durante i capodanni).
Tradizionalmente ogni anno nel periodo natalizio sono installate al centro della piazza opere di arte contemporanea, spesso discusse per la loro eccentricità. Tra gli artisti che hanno esposto negli ultimi anni si citano Mimmo Paladino, Richard Serra, Rebecca Horn, Luciano Fabro.
Infine, la piazza è disponibile per concerti diventando anche passerella dei principali cantanti italiani ed internazionali, come Pino Daniele, Massimo Ranieri oppure Elton John, Paul McCartney, o illustri voci tenorili come quelle di Andrea Bocelli e José Carreras.
Vale la pena inoltre ricordare che nel 1921, nella basilica di san Francesco di Paola, furono svolti funerali di Enrico Caruso.
[modifica] Come arrivarci
- Funicolare Centrale (Metronapoli) stazione Augusteo: una volta usciti dalla stazione, procedere a destra lungo via Toledo ed attraversare Piazza Trieste e Trento.
- Metropolitana Linea 1 stazione Dante: percorrere tutta via Toledo ed attraversare Piazza Trieste e Trento.
- Linea R2 da Piazza Garibaldi e R3 da Mergellina.
[modifica] Bibliografia
- Gennaro Ruggiero, Le piazze di Napoli, Tascabili economici Newton, Roma 1998 ISBN 88-7983-846-6
[modifica] Voci correlate
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