Piante mirmecofile

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Le piante mirmecofile o mirmecofite sono vegetali che hanno sviluppato un rapporto di associazione mutualistica con colonie di formiche.

Le mirmecofite posseggono adattamenti strutturali che forniscono riparo e nutrimento alle formiche, le quali ricambiano garantendo protezione dagli insetti fitofagi, concimando la pianta con i loro escrementi, e in alcuni casi contribuendo alla impollinazione e alla disseminazione.

Principali generi di mirmecofite[modifica | modifica sorgente]

Sono stati descritti oltre un centinaio di generi di piante mirmecofile.
Tra i più noti ci sono: [1] [2] [3] [4] [5]

Adattamenti strutturali[modifica | modifica sorgente]

Stipole spinose di Acacia cornigera. Sull'apice delle foglie sono visibili i corpi del Belt.
Nettàri extrafiorali su foglia di Prunus avium.

Domazie[modifica | modifica sorgente]

Le domazie (dal latino domus = casa) sono delle particolari strutture cave che si sviluppano all'interno delle piante, nelle quali trovano rifugio le formiche.
Alcune specie di Acacia (A. cornigera, A. sphaerocephala) possiedono grandi stipole spinose cave, nelle quali ospitano colonie di formiche.[2] Alcune specie di Cecropia (p.es. C. pachystachya) posseggono domazie nella cavità degli internodi del fusto. In alcune specie infine le domazie si sviluppano all'interno di voluminose strutture tuberose, solcate da complessi sistemi di gallerie: è il caso delle rubiacee epifite Myrmecodia e Hydnophytum, note comunemente, per questa loro caratteristica, come ant plant (= pianta delle formiche).[4]

Corpi nutritivi[modifica | modifica sorgente]

Alcune piante mirmecofile producono dei corpuscoli ricchi di materiale lipo-proteico che fungono da nutrimento per le formiche.[6] [7] [8][9]
Rientrano in questa categoria:

  • i corpi del Belt, corpuscoli ghiandolari ovoidali ricchi di protidi e grassi, che si trovano all'apice delle foglioline di alcune specie di Acacia;
  • i corpuscoli del Müller, piccole formazioni ghiandolari biancastre, lunghe 1–2 mm, ricche di glicogeno, che si trovano alla base del picciolo di alcune specie di Cecropia;
  • i corpi beccariani, presenti sulle giovani foglie di alcune specie di Macaranga, particolarmente ricchi di lipidi;
  • i pearl bodies, corpuscoli sferici ad alto contenuto lipidico che si sviluppano sulle foglie e sui fusti di Ochroma pyramidale.

Nettari extrafiorali[modifica | modifica sorgente]

I nettàri extrafiorali sono strutture ghiandolari in grado di produrre nettare, che possono trovarsi sulle foglie, i fusti o i giovani ramoscelli di alcune specie di piante.[10]
Il termine non si riferisce ad una struttura anatomica ben definita, essi infatti possono essere morfologicamente diverso in piante di diverse specie e avere una origine anatomica differente. Da un punto di vista evolutivo la prima specie in cui è documentata la presenza di nettàri è la felce Pteridium aquilinum.[11] Nettari extrafiorali possono essere trovati anche in piante non mirmecofile e i loro secreti possono attrarre insetti diversi dalle formiche. Tuttavia nelle mirmecofite il nettare spesso contiene sostanze gradite alle formiche, che al tempo stesso fungono da deterrente per gli altri insetti.[10][12][13] Il risultato di questa simbiosi mutualistica, in cui sia piante che formiche ricevono vantaggi, è una riduzione dei danni da parte dei fitofagi ed un maggiore tasso riproduttivo della pianta.[14]

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Fiala B, Maschwitz U, Pong TY, The association between Macaranga trees and ants in South-east Asia in Huxley & Cutler 1991, op.cit, pp. 263–270.
  2. ^ a b Janzen DH, Coevolution of Mutualism Between Ants and Acacias in Central America in Evolution 1966; 20(3): 249-275.
  3. ^ Aivarez G, Armbrecht I, Jiménez E, Armbrecht H & Ulloa-Chacon P, Ant-plant Association in Two Tococa Species From a Primary Rain Forest of Colombian Choco (Hymenoptera: Formicidae).
  4. ^ a b Jebb M, Cavity structure and function in the tuberous Rubiaceae in Huxley & Cutler 1991, op.cit, pp.374–389.
  5. ^ Rico-Gray V, Barber JT, Thien LB, Ellgaard EG and Toney JJ, An Unusual Animal-Plant Interaction: Feeding of Schomburgkia tibicinis (Orchidaceae) by Ants in American Journal of Botany 1989; 76(4): 603-608.
  6. ^ Rico-Gray V, Oliveira PS, The Ecology and Evolution of Ant-Plant Interactions, Chicago, IL, University of Chicago Press, 2007, pp. 42–51, 101–109.
  7. ^ Heil M, Fiala B, Linsenmair KE, Zotz G, Menke P, Maschwitz U, Food body production in Macaranga triloba (Euphorbiaceae): A plant investment in anti-herbivore defense via symbiotic ant partners in Journal of Ecology 1997; 85: 847– 861.
  8. ^ Heil M, Baumann B, Kruger R, Linsenmair KE, Main nutrient compounds in food bodies of Mexican Acacia ant-plants in Chemoecology 2004; 14(1): 45–52.
  9. ^ O'Dowd DJ, Pearl Bodies of a Neotropical Tree, Ochroma pyramidale: Ecological Implications in American Journal of Botany 1980; 67(4): 543-549.
  10. ^ a b Koptur S, Extrafloral nectarines of herbs and trees: modeling the interaction with ants and parasitoids in Huxley & Cutler 1991, op.cit, pp.213–230.
  11. ^ Pacini E, Nepi M, Ciampolini F, Il nettare e l'impollinazione in Le scienze 1995; 321: 64-70.
  12. ^ Heil M, Rattke J, Boland W, Postsecretory Hydrolysis of Nectar Sucrose and Specialization in Ant/Plant Mutualism in Science 2005; 308(5721): 560–563.
  13. ^ Gonzalez-Teuber M, Heil M, The Role of Extrafloral Nectar Amino Acids for the Preferences of Facultative and Obligate Ant Mutualists in Journal of Chemical Ecology 2009; 35(4): 459–468.
  14. ^ Trager MD, Bhotika S, Hostetler JA, Andrade GV, Rodriguez-Cabal MA, et al, Benefits for Plants in Ant-Plant Protective Mutualisms: A Meta-Analysis in PLoS ONE 2010; 5(12): e14308.

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]