Pianoforte preparato
Un pianoforte preparato è un pianoforte il cui suono è stato modificato inserendo vari oggetti tra le sue corde. L'idea di cambiare il timbro di uno strumento mediante l'uso di oggetti esterni è stata applicata ad altri strumenti oltre al pianoforte: si veda ad esempio la chitarra preparata.
Nei pezzi per piano preparato si inseriscono tra le corde del pianoforte svariati oggetti, in modo che l’esecutore produca suoni che non sono del tutto volontari. È uno studio sulla casualità del timbro: il compositore indica la preparazione dello strumento, ma non decide completamente il risultato sonoro della sua opera. Si generano suoni che suggeriscono il suono prodotto da un'orchestra di percussioni. È una provocazione nei riguardi dell’inviolabilità degli strumenti classici.
[modifica] Storia
I primi esperimenti di piano preparato risalgono ad Erik Satie, che nell'opera Le Piège de Méduse. Sept pièces pour piano ("La trappola di Medusa. Sette pezzi per pianoforte") inserì per la prima volta nella cassa armonica del piano degli oggetti (pezzetti di carta, striscioline di metallo ed altro) che, vibrando insieme alle corde quando queste venivano martellate, modificavano il suono producendone uno alterato. Successivamente il compositore statunitense Henry Cowell compose pezzi per piano in cui bisognava suonare le corde con le dita e con barrette di metallo, e poi nel 1940 viene commissionata a John Cage una musica per il balletto Bacchanale: qui per la prima volta Cage sperimenta coscientemente la tecnica del "piano preparato" piazzando una piastra di metallo sulle corde, così da modificare il timbro dello strumento e produrre suoni percussivi.