Pianeta X

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Il pianeta X (o Transplutoniano, o decimo pianeta) è un pianeta ipotetico al di là di Plutone ed anche di Eris. La sua esistenza fu ipotizzata sulla base di apparenti discrepanze nell'orbita di Nettuno. Un nome comunemente utilizzato per questo eventuale pianeta era Persefone, sebbene esso sia già stato assegnato ad un asteroide.

Oggigiorno il decimo pianeta viene considerato un falso problema: le scoperte nel sistema solare esterno si moltiplicano, e numerose fasce di asteroidi e altri oggetti vengono delineate. A partire proprio da Plutone, numerosi oggetti - per i quali si è coniata la definizione di oggetto transnettuniano - orbitano attorno al Sole e fanno svanire la distinzione tra pianeti ed asteroidi (lo stesso Plutone, il 24 agosto 2006, è stato declassato da nono pianeta a pianeta nano, e cioè semplicemente il maggiore, o uno dei maggiori, di questi oggetti).[1]

Ciò non evita naturalmente che ogni nuova scoperta venga salutata come quella del decimo pianeta. Nel 2004 alcuni lo identificarono con Sedna.[2] All'inizio del 2006 la notizia che Eris superasse Plutone per dimensioni suscitò grande clamore nella stampa.[3]

Il Pianeta X è anche citato nei testi dello scrittore azero Zecharia Sitchin, in riferimento al pianeta Nibiru.

Prima della classificazione di Plutone a pianeta nano (dunque col modello di Sistema solare a nove pianeti) era ironico chiamare il presunto decimo pianeta come "Pianeta X" dato che la "X", presso i Romani, stava a significare il numero 10.

Ragioni dell'esistenza del Pianeta X[modifica | modifica wikitesto]

Molti astronomi, alla fine del XIX secolo, ipotizzavano l'esistenza di un Pianeta X. La ragione di questo entusiasmo era che, meno di 50 anni prima, il pianeta Nettuno era stato scoperto seguendo le indicazioni dei matematici John Couch Adams e Urbain Le Verrier, che basarono i loro calcoli su discrepanze delle orbite di Urano, Saturno e Giove.

Secondo il loro ragionamento, se un pianeta era stato sorprendentemente scoperto solo calcolando le differenze tra orbite teoriche e reali dei pianeti già noti, allora c'era una reale possibilità che gli errori nell'orbita di Nettuno potessero essere spiegati da un nuovo pianeta, ignoto.

La ricerca del Pianeta X[modifica | modifica wikitesto]

Percival Lowell, che è meglio noto come proponente dei canali su Marte, chiamò questo ipotetico pianeta "Pianeta X" (X sta per ignoto, e per coincidenza è anche il numero dieci in numeri romani). Compì due ricerche separate senza successo; la prima finì nel 1909, la seconda cominciò nel 1913, dopo avere revisionato la sua predizione sull'ipotetica posizione. Questa ricerca finì nel 1915, dopo di che pubblicò i suoi parametri teorici per il Pianeta X. Ironicamente, nello stesso anno furono registrate al suo osservatorio due deboli immagini di Plutone, ma esse non furono riconosciute come tali fino alla scoperta di Plutone, nel 1930.

Conclusione della ricerca[modifica | modifica wikitesto]

All'inizio si pensò che Plutone potesse essere il Pianeta X, ma la sua massa non era sufficiente a spiegare le anomalie osservate nell'orbita di Nettuno, così la ricerca continuò. Tuttavia, le apparenti discrepanze furono risolte quando la sonda spaziale Voyager 2 scoprì che la massa di Nettuno era stata calcolata male. Prendendo in considerazione la nuova massa di Nettuno, non c'era più bisogno di nessun pianeta ignoto per spiegarne l'orbita.

Nel 2014 la NASA ha comunicato la notizia che il suo programma di esplorazione Wide-Field Infrared Survey Explorer (WISE) dopo avere sondato lo spazio ha escluso l'esistenza di un pianeta X.[4]

Altri possibili pianeti X[modifica | modifica wikitesto]

Le attuali tecniche di scoperta più potenti sono in grado di scoprire pianeti delle dimensioni della Terra a 70 UA di distanza dal Sole, delle dimensioni di Urano a 90 UA, e delle dimensioni di Giove a 120 UA (trascurando i suoi effetti gravitazionali sul Sole). Per confronto, la distanza media di Plutone dal Sole è pari a 39,5 UA.

Naturalmente il cielo è molto grande, e anche il più potente telescopio può scandagliarne solamente una piccolissima frazione alla volta.

Se davvero esiste un pianeta di grosse dimensioni nel sistema solare esterno, è improbabile che sia nativo del sistema solare: sono stati intrapresi esami esaurienti sull'eclittica, concludendo che in tale regione non esiste nessun pianeta di taglia simile alla Terra (o più grande) entro 60 UA. Perciò un decimo pianeta dovrebbe essere in un'orbita estremamente inclinata, e in quel caso sarebbe probabilmente un oggetto catturato e non uno formatosi col sistema solare. Sono stati scoperti numerosi oggetti più piccoli di Plutone ma più grandi di Cerere, come Sedna e Orco, ma questi non sono l'obiettivo della ricerca, ed attualmente sono considerati troppo piccoli per essere chiamati pianeti.

Va tuttavia notato che quanto detto vale se si considerano pianeti relativamente vicini al Sole: si tenga conto infatti che la stella più vicina si trova ad una distanza dell'ordine di 1 × 105  UA e si valuti la quantità di spazio disponibile per alloggiare uno o più pianeti oltre a quelli noti.

Inoltre la luminosità di un corpo che non emette luce propria (e che quindi è visibile grazie alla luce riflessa dal Sole) decresce a tali distanze con la quarta potenza della distanza dal Sole (o, che è lo stesso, dalla Terra), diventando quindi rapidamente invisibile se la sua distanza al perielio risulta sufficientemente grande.

Eris[modifica | modifica wikitesto]

Il 29 luglio 2005 è stata annunciata la scoperta di Eris, il primo oggetto della fascia di Kuiper caratterizzato da dimensioni superiori rispetto a quelle di Plutone.[5] Al momento della scoperta Eris si trovava a 97 UA dal Sole; l'oggetto presenta un'inclinazione orbitale di 44° sull'eclittica. Va precisato che una scoperta del genere era da tempo attesa, visto il proliferare di oggetti transnettuniani recentemente scoperti.

Il Pianeta X nella finzione[modifica | modifica wikitesto]

  • Nel classico film The Man from Planet X (1951) di Edgar G. Ulmer, il pianeta X è il misterioso pianeta d'origine dell'alieno che giunge sulla Terra.
  • Il Pianeta X è lo scenario di battaglia del cortometraggio Duck Dodgers nel XXIV secolo e mezzo del 1953.
  • Nel Ciclo dello Spazio conosciuto di Larry Niven, Persephone è un piccolo gigante gassoso con una sola luna, Kobold.
  • Anche Arthur C. Clarke, nel suo Incontro con Rama, chiama Persefone il decimo pianeta, ipotizzato senza lune e di dimensioni circa 3 volte la Terra.
  • Nel romanzo Guida galattica per autostoppisti di Douglas Adams, Rupert è abitato dall'equipaggio di una nave spaziale che ha dimenticato pressoché tutto della propria missione, eccetto che si presume stiano "controllando" qualcosa.
  • Nel sesto film di Godzilla, l'invasione degli astromostri - anno 2000, gli alieni, noti in Giappone come X-seijin ed in America come Xiliens (Xiliani) vivono sul Pianeta X, satellite di Giove e hanno l'aspetto di umanoidi cibernoidi. Riappariranno in Godzilla: Final Wars che mutano l'aspetto in quello di uomini rettili che tentano di conquistare la terra.
  • In Doctor Who, il decimo pianeta del sistema solare è chiamato Mondas, casa dei Cybermen. Mondas è un pianeta gemello della Terra.
  • Nella serie animata televisiva giapponese Danguard i protagonisti dopo essersi scontrati lungamente sulla terra si contendono la prelazione di Prometeo, il decimo pianeta del sistema solare
  • Nel manga fantascientifico 2001 Nights, il Pianeta X è un supergigante gassoso di nome Lucifero, costituito di antimateria e orbitante, in senso inverso rispetto agli altri pianeti, attorno al Sole in 666 anni; ha tre lune, Brutus, Cassius e Iudas (dai nomi delle tre anime dilaniate da Satana nell'Inferno di Dante) e si suppone che un tempo fosse una stella (riallacciandosi in parte alla teoria della stella Nemesis) ma che, in seguito a vari processi di neutralizzazione causati dall'impatto sulla sua superficie di asteroidi e comete composti di materia ordinaria, avesse perso massa fino al punto da non poter più sostenere reazioni nucleari. Il capitolo in cui compare questo pianeta è ricco di allegorie dove scienza e religione si intrecciano.
  • Nell'anime e manga Sailor Moon il pianeta si chiama Nemesis (Menesis nella versione italiana) ed è il pianeta da cui arriva la Famiglia della Luna Nera, nemici del secondo arco narrativo dell'opera.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Gli astronomi declassano Plutone solo otto i pianeti del sistema solare, La Repubblica, 24 agosto 2006.
  2. ^ Scoperto un nuovo pianeta nel Sistema solare, Corriere della sera, 15 marzo 2004.
  3. ^ (EN) Central Bureau for Astronomical Telegrams, Internation Astronomical Union, 13 settembre 2006.
  4. ^ NASA's WISE Survey Finds Thousands of New Stars, But No 'Planet X' | NASA
  5. ^ (EN) Planetary Scientists Discover Tenth Planet, NASA, 29 luglio 2005.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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