Piana di Sant'Eufemia

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Piana di Sant'Eufemia
Piana Sant'Eufemia - Panorama.jpg
Vista della piana da sud
Paese/i bandiera Italia
Regione/i Stemma Calabria
Provincia/e stemma Catanzaro
Comuni principali Lamezia Terme, Gizzeria, San Pietro a Maida, Falerna, Feroleto Antico, Marcellinara, Curinga, Maida, Filadelfia, Pianopoli, Amato, Francavilla Angitola, Jacurso, Pizzo
Fiume Angitola, Amato
Superficie 188 km²

La Piana di Sant'Eufemia, chiamata anche Piana di Lamezia, è una pianura calabrese, che con i suoi 188 km² di estensione rappresenta la terza della regione.

Indice

[modifica] Geografia

Vista della piana di Sant'Eufemia da un aereo in fase di atterraggio

La piana è situata al centro della costa tirrenica in Calabria davanti all'omonimo golfo, si estende da Capo Suvero alla foce dell’Angitola ed ha forma ad anfiteatro. Fra i principali corsi d'acqua del territorio troviamo il fiume Angitola e il fiume Amato, che nei millenni ha formato la stessa piana, ed i torrenti Canne, Piazza e S. Ippolito, affluenti dello stesso Amato, che attraversano da est a ovest la città di Lamezia Terme insieme al torrente Cantagalli ed al torrente Bagni, famoso per le sue acque sulfuree e nella cui piana alluvionale giacciono le rovine dell'antica città greca di Terina nonché il torrente Zinnavo che segna il confine tra il comune di Lamezia e quello di Gizzeria. Nella piana si trovano anche le terme di Caronte famose fin dall'antichità. Degni di nota sono anche il lago Angitola, lago artificiale nato dallo sbarramento del fiume omonimo ed i laghi la Vota, degli specchi di acqua salata, spesso in evoluzione, che si trovano nella frazione Lido del comune di Gizzeria.

I centri in cui è amministrativamente suddivisa sono Lamezia Terme, San Pietro a Maida, Gizzeria, Falerna, Feroleto Antico, Marcellinara, Curinga, Maida, Filadelfia, Pianopoli, Amato, Francavilla Angitola, Jacurso, Maida, Pizzo.

[modifica] Bonifica

Il "maricello" una delle ultime zone umide della piana di S. Eufemia ripresa dalle colline prospicienti Capo Suvero

I primi tentativi di bonifica della piana risalgono al marzo del 1910 quando vengono sistemati gli alvei dei torrenti Allaro e Bagni[1].

Nel 1922, con R.D. № 227 del 1 febbraio viene creato l'"Ente autonomo per la bonifica della Piana di S. Eufemia" successivamente soppresso con R.D. № 2313 del 15 settembre 1923, comunque i proprietari che costituivano l'ente chiedono che lo stesso rimanga attivo fino alla costituzione di un consorzio tra i proprietari stessi (che dovrebbe occuparsi del piano di bonifica) e alla conclusione dei lavori già iniziati, cosa che viene accordata del governo su sollecitazione dell'amministrazione provinciale[2].

La presentazione di una richiesta di appalto da parte della “Società Sindacato Agricolo Cooperativo Italiano per le bonifiche e le colonizzazioni” di Roma nel 1925 spinge infine i proprietari locali a formare la società anonima che dovrebbe essere il primo nucleo del futuro consorzio ed a presentare un primo progetto di bonifica redatto « nello spazio di pochi giorni »[3].

Nel frattempo altri proprietari si uniscono ai primi ed il 15 gennaio 1926 viene costituita la "Società Bonifica S. Eufemia". Il progetto presentato dalla società calabrese viene approvato con decreto del provveditorato ai Lavori Pubblici № 6591 del 6 gennaio 1926 in quanto meno costoso di quello presentato dalla società romana e perché dimostra una migliore conoscenza dei luoghi su cui intervenire e la bonifica viene definitivamente assegnata, dopo aver ridotto l'estensione del territorio da bonificare da 39.611 a 23.000 ettari con decreto del Ministero dei Lavori Pubblici № 9529 del 9 febbraio 1928.

Nel 1927 la "Società Bonifica S. Eufemia" cambia denominazione in "Società Anonima Bonifiche Calabresi" con presidente il senatore e fascista Maurizio Maraviglia, che godeva delle possibilità di avere contatti diretti con Mussolini, dandosi un respiro regionale. Grande influenza sui lavori ebbe anche il vibonese Luigi Razza, sansepolcrista, ministro dei lavori pubblici dal 24 gennaio 1935 al 5 settembre 1935[4].

La bonifica della piana lametina godette comunque di particolare attenzione da parte di molti esponenti politici del regime fascista soprattutto perché si trovava nel "baricentro geografico" regionale. Varie furono comunque le lamentele sia riguardo al costo dell'opera (per ettaro era quasi il doppio di quello della piana di Sibari) sia per le malversazioni e i lavori mal eseguiti[5]. Comunque i lavori procedettero abbastanza rapidamente e già nel 1929 il villaggio di Sant'Eufemia Biforcazione (in seguito Sant'Eufemia Lamezia) aveva il suo forno e 32 chilometri di decauville. Le colmate di vari stagni vengono terminate tra il '32 e il '34.

Un provvedimento che con il tempo ebbe invece effetti negativi fu l'impiego, secondo le direttive del regime fascista, di manodopera proveniente dalla regioni settentrionali. Se durante i lavori di bonifica le opere richiedevano l'impiego sia dei residenti che degli immigrati con la fine delle opere (che coincise in parte con la crisi del 1929 e con il periodo successivo) la situazione divenne più critica portando le autorità, in modo non palese, ad ostacolare in parte l'arrivo di lavoratori "esterni"[6].

Nel 1936 la bonifica si poté considerare conclusa[7].

[modifica] Agricoltura

Le colture diffuse nella Piana di Lamezia comprendono la vite, la fragola, l'olivo da olio, la barbabietola da zucchero, il grano, il granturco e altri prodotti pregiati.

[modifica] Infrastrutture e trasporti

[modifica] Strade

[modifica] Ferrovie

[modifica] Aeroporti

  • Aeroporto di Lamezia Terme, aeroporto internazionale con un ruolo di rilievo a livello nazionale per posizione e incremento passeggeri.

[modifica] Note

  1. ^ Territori e città nell'Italia fascista…, Giovanni Iuffrida, pag. 64
  2. ^ Territori e città nell'Italia fascista…, op. cit., pag. 65
  3. ^ Territori e città nell'Italia fascista…, op. cit., pagg. 66-67
  4. ^ Territori e città nell'Italia fascista…, op. cit., pagg. 70-71
  5. ^ Territori e città nell'Italia fascista…, op. cit., pag. 73
  6. ^ Territori e città nell'Italia fascista…, op. cit., pag. 76
  7. ^ Territori e città nell'Italia fascista…, op. cit., pag. 78

[modifica] Bibliografia

  • Giovanni Iuffrida, Territorio e città nell'Italia fascista : un caso di sintesi : la Piana di S. Eufemia, Roma-Bari, Giuseppe Laterza & figli, 1992. ISBN 88-420-4056-8

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