Phronesis

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La phronesis (Greco antico: φρόνησις) è una parola usata nel greco antico e significa "saggezza" o anche "intelligenza", tema comune nei dibattiti filosofici. Nell'etica di Aristotele, per esempio in quella Nicomachea, si differenzia da altre parole che esprimono lo stesso concetto; ad esempio la virtù del pensiero pratico che viene spesso tradotta come "saggezza pratica" o come "prudenza". A volte si può trovare scritto, oltre che Phronesis, Fronesis.

Concetti correlati[modifica | modifica sorgente]

Virtù dianoetiche[modifica | modifica sorgente]

Aristotele fa una distinzione tra due virtù intellettuali (dianoetiche) sophia e phronesis. Sophia (che di solito viene tradotta come saggezza) è l'abilità di saper pensare bene riguardo alla natura del mondo, di capire perché il mondo è così com'è (questo a volte si identifica con la scienza); la sophia inoltre comporta la ragione riguardante le verità universali. La Phronesis, invece, è la capacità di intuire qual è il giusto modo per raggiungere un obiettivo, il miglioramento che si è prefissato di raggiungere dalla sophia per incrementare la qualità della propria vita: si tratta quindi di un'azione, o una serie di azioni, condotte secondo un preciso criterio. Aristotele specifica però che la phronesis non è semplicemente l'abilità di decidere come raggiungere un determinato scopo ma è anche la capacità di riflettere e di decidere quale deve essere il fine. Tuttavia quest'ultimo punto non è accettato da alcuni commentatori che sostengono che per Aristotele l'obiettivo desiderato è eudaimonia (felicità) così che la phronesis è semplicemente la capacità di raggiungere tale scopo.

Sappiamo comunque per certo che Aristotele definisce saggezza come "una disposizione pratica, accompagnata da ragione verace, nel saper deliberare intorno a ciò che è bene e male per l'uomo" (EN, VI, 5)[1]

Etica[modifica | modifica sorgente]

Secondo la teoria della retorica di Aristotele, la phronesis è una delle tre doti essenziali che un oratore deve possedere insieme ad altre due: volontà (eunoia, ovvero εὔνοια dal greco èu= buono e νοια= intelligenza, possibile traduzione "benevolenza") e virtù (dal greco ἀρετή, aretè). Aristotele, inoltre, pensa che l'acquisizione della phronesis dipende anche dalla maturazione:

« La saggezza riguarda anche i particolari, i quali diventano noti in base all’esperienza, mentre il giovane non è esperto: infatti, è la lunghezza del tempo che produce l’esperienza. Perché ci si potrebbe chiedere anche questo: per quale ragione un ragazzo può essere un matematico, ma non un sapiente o un fisico? Non si deve forse rispondere che gli oggetti della matematica derivano dall’astrazione, mentre i principi della sapienza e della fisica si ricavano dall’esperienza" (Etica Nicomachea, 1142 a). »

Bisogna dunque tenere presente che una persona può possedere la phronesis; ad esempio può conoscere i giusti principi di una determinata azione. Tuttavia applicarla nel mondo reale, in modo concreto, in situazioni inaspettate, richiede esperienza. Infatti, Aristotele, nel libro VII dell'Etica nicomachea critica Socrate poiché secondo lui il problema non è solo riconoscere il bene dal male; esistono persone che non esitano a compiere un'azione anche se sanno che il suo esito non sarà buono. Aristotele capisce, perciò, che a volte si crede di conoscere qualcosa, ma in realtà non è così. Quindi non bisogna apprendere qualcosa senza interiorizzarla: ciò non comporta il saper seguire il bene. È invece assolutamente importante il modo con cui si apprende qualcosa e quindi il metodo di educazione utilizzato.

La phronesis, inoltre, sarà una delle quattro virtù cardinali e senza di lei non potrebbero esistere neanche le altre poiché essa è la virtus (virtù) suprema: Tommaso D'Aquino la definice "retta norma d'azione".[2]

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Giovanni Reale, Il pensiero antico, Vita e pensiero, 2001, ISBN 88-343-0700-3
  2. ^ Franco volpi, Dizionario delle opere filosofiche, Bruno Mondadori, ISBN 88-424-9654-5

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

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