Phoenix (videogioco)

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Phoenix
Phoenix.png
Immagine di gioco
Sviluppo Amstar Electronics
Pubblicazione Centuri Stati Uniti, Taito Giappone
Data di pubblicazione 1980
Genere Sparatutto
Modalità di gioco giocatore singolo, multiplayer
Piattaforma Arcade, Atari 2600
Specifiche arcade
CPU Intel 8085A @ 2.75MHz
Processore audio TMS36XX @ 0.000372MHz
Schermo Orientamento: verticale
tipo: raster
frequenza: 60.61 Hz
Risoluzione 248×208
Periferica di input pulsanti

Phoenix è un videogioco arcade del genere sparatutto sviluppato nel 1980 da Amstar Electronics (che era situata a Phoenix, in Arizona) e distribuito da Centuri negli Stati Uniti e da Taito in Giappone.

Descrizione[modifica | modifica sorgente]

Come molti altri titoli dell'epoca, Phoenix è uno sparatutto a schermata fissa a tema spaziale. Il giocatore controlla una nave spaziale che si muove solo orizzontalmente nella parte bassa dello schermo, e che spara verso l'alto. I nemici, in genere costituiti da uno o due tipi di uccelli, appaiono nella parte alta dello schermo: essi sparano alla nave spaziale e periodicamente planano verso il basso cercando di schiantarsi contro di essa. La navicella del giocatore è equipaggiata, oltre che dei missili per sparare, di uno scudo difensivo che può essere attivato per difendersi dagli uccelli che cercano di colpire la navicella: una volta attivato, lo scudo dura un paio di secondi, durante i quali la navicella non si può muovere. Prima di poter essere riattivato nuovamente, deve passare un certo periodo di tempo (normalmente 7 secondi).

Phoenix è stato uno dei primi videogiochi arcade completamente a colori, insieme a Galaxian del 1979 e Pac-Man del 1980. Un altro segno distintivo del gioco, che lo ha reso famoso, è la serie di suoni particolari degli spari, divenuti poi familiari agli amanti del genere.

Ogni livello è costituito da 5 ondate, con la presenza, nell'ultima di esse, di un boss di fine livello (è anche il primo videogioco a contenerne uno) rappresentato da una nave madre, una novità introdotta per la prima volta proprio da Phoenix.

Phoenix presenta da 3 a 6 vite, a seconda delle impostazioni dell'arcade.

Modalità di gioco[modifica | modifica sorgente]

Ogni livello consiste di 5 ondate differenti: il giocatore deve completare un'ondata prima di avanzare alla successiva.

  • Ondate 1 e 2: il giocatore deve distruggere una formazione di uccelli alieni. Mentre sono in formazione, alcuni degli uccelli si lanciano verso il basso in stile kamikaze nel tentativo di distruggere la navicella del giocatore schiantandocisi contro. Se si colpisce un uccello mentre sta volando, si ottiene un punteggio extra. Gli uccelli sono gialli nella prima ondata e rosa nella seconda. La navicella viene dotata di un fuoco più rapido durante la seconda ondata perché in essa gli uccelli hanno un comportamento più imprevedibile. Queste prime ondate ricordano molto Galaxian.
  • Ondate 3 e 4: sullo schermo compaiono delle uova volanti che, dopo un po', si schiudono rivelando degli uccelli alieni, che ricordano vagamente le fenici, più grandi di quelli delle precedenti ondate e che si gettano anch'essi contro la navicella del giocatore. L'unico modo per distruggere questi uccelli è di colpirli in pieno petto: se si colpisce una delle loro ali, viene distrutta solo quell'ala mentre l'uccello continua a volare; se si colpiscono entrambe le ali, queste prontamente rinascono. Ogni tanto questi uccelli regrediscono allo stato di uovo, ma solo per un breve periodo. Le fenici sono blu nell'ondata 3 e rosa nell'ondata 4.
  • Ondata 5: il giocatore deve fronteggiare l'astronave madre, che è controllata da una creatura aliena che risiede al suo interno. L'astronave si posiziona nella metà alta dello schermo e lentamente scende verso il basso. L'astronave, oltre a sparare per proprio conto, è difesa da uno stormo di uccelli simili a quelli delle prime 2 ondate che, oltre a sparare, si dirigono verso la navicella del giocatore. Per completare con successo questo schema il giocatore deve prima aprirsi un varco sparando allo scafo inferiore dell'astronave madre, poi deve eliminare uno scudo rotante che protegge l'alloggiamento dell'alieno, dopodiché potrà ucciderlo (basta un singolo colpo). Durante quest'azione, se il giocatore elimina tutti gli uccelli che difendono l'astronave madre, ne compare subito un nuovo stormo.

Il gioco continua teoricamente senza fine, con la difficoltà che incrementa ad ogni livello: la difficoltà consiste nell'aumento della velocità e dell'imprevedibilità dei voli degli uccelli e delle fenici.

Punteggio[modifica | modifica sorgente]

I vari uccelli hanno un diverso punteggio se colpiti in formazione o in volo:

  • uccelli delle prime 2 ondate:
    • 20 punti se in formazione
    • 40 punti se in volo
    • 200 punti se volano diagonalmente con le ali spiegate
  • fenici:
    • 50 punti quando sono nelle uova
    • 100 punti quando stanno chiudendo le ali
    • da 100 a 800 quando stanno dispiegando le ali
    • punteggi superiori si ottengono quando si colpisce una fenice priva di entrambe le ali
  • alieno dell'astronave madre: da 1.000 a 9.000 punti

A 3.000 punti e poi ogni 30.000 punti il giocatore vince una vita.

Record[modifica | modifica sorgente]

Matt Gotfraind detiene il record ufficiale, avendo totalizzato il 17 marzo 1983 987.620 punti[1][2].

Hardware[modifica | modifica sorgente]

Primo piano del set di schede logiche di un bootleg italiano di Phoenix versione arcade

L'hardware prevede l'utilizzo di una CPU Intel 8085A a 2,75 MHz e di diversi chip audio: un TMS36XX a 0,000372 MHz, un chip custom ed un circuito discreto a 0,12 MHz.

Molti cabinet del gioco utilizzano quello standard di Centuri in legno con venature a vista ma, dato che Phoenix fu venduto da diverse società contemporaneamente, esistono diverse versioni di cabinet, che utilizzando diversi adesivi per l'esterno del cabinet e per il vetro. Il pannello di controllo prevede solo pulsanti, senza joystick. Il monitor è montato verticalmente.

Lo standard JAMMA[modifica | modifica sorgente]

Il gioco utilizza un cablaggio proprietario, non rispettando lo standard Jamma. Tuttavia è molto semplice da convertire: basta un semplice adattatore.

Musica[modifica | modifica sorgente]

Il gioco include due tracce musicali:

  • Romance de Amor, nota anche come Spanish Romance, di un compositore ignoto;
  • Für Elise di Beethoven

Cloni[modifica | modifica sorgente]

  • Griffon, pubblicato da Videotron nel 1980
  • Falcon, pubblicato da BGV nel 1980
  • Vautour, pubblicato da Jeutel nel 1980 in Francia
  • Condor, pubblicato da Sidam nel 1981 in Italia

Bootleg[modifica | modifica sorgente]

  • Phoenix, pubblicato da T.P.N nel 1980
  • Phoenix, pubblicato da IRECSA, G.G.I Corp nel 1980

Porting e seguiti[modifica | modifica sorgente]

Il seguito ufficiale di Phoenix si chiamava Pleiads (o Pleiades, secondo quanto riportato dal nome scritto sul cabinet di Centuri). Il gioco fu sviluppato dalla Giapponese Tehkan nel 1981 e pubblicato da Centuri negli Stati Uniti: esso presentava un maggior numero di alieni che attaccavano contemporaneamente, bilanciato dalla possibilità per il giocatore di poter avere un numero illimitato di colpi sullo schermo contemporaneamente.

Il livello Flag Ship del gioco Gorf di Midway era simile al livello del boss di Phoenix.

Attualmente Taito detiene i diritti sul gioco, e nel 2005 Phoenix è stato rilasciato per Xbox, PlayStation 2, PSP e per i PC come parte della raccolta Taito Legends per gli USA e l'Europa, in Taito Memories II Gekan per il Giappone.

Porting[modifica | modifica sorgente]

Atari, Inc. acquistò i diritti sul gioco, proponendone un port per la sua console 2600. Imagic propose Demon Attack, che ricordava molto da vicino Phoenix: per questo motivo Atari denunciò Imagic, che si accordò con Atari senza andare in tribunale. La versione di Atari resta il porting più accurato del tempo.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Record di Phoenix su Spy Hunter
  2. ^ Record di Phoenix su Classic Arcade Gaming

Altri progetti[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

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