Philippe Petit

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« Uomo dell'aria, tu colora col sangue le ore sontuose del tuo passaggio fra noi. I limiti esistono soltanto nell'anima di chi è a corto di sogni »
(P. Petit, Trattato di funambolismo, Ed. Ponte alle Grazie 1999)
Philippe Petit nel febbraio 2009

Philippe Petit (Nemours, 13 agosto 1949) è un artista francese, noto funambolo, mimo e giocoliere.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Autodidatta del funambolismo, Philippe Petit ha sei anni quando annuncia di voler diventare regista teatrale ed impara da solo l'arte dei giochi di prestigio. Studia per dieci anni pittura, scultura, scherma, stampa, falegnameria, teatro, equitazione. A diciassette si destreggia abbastanza bene da divenire presto giocoliere e funambolo autodidatta, ed è già abbastanza abile da fuggire dalla polizia col suo monociclo (nonostante questo, sarà arrestato più di cinquecento volte). A diciotto anni è già espulso da cinque scuole per aver borseggiato gli insegnanti e manipolato carte da gioco, si rifiuta di dare esami per dimostrare qualcosa e va via di casa diventando artista di strada. S’iscrivono nel suo percorso sporadiche apparizioni all’interno dell’edificio teatro e nel circo, ma sono soprattutto la strada con “quel che sta sopra”, l’aria e lo spazio tra il suolo e l’etere, a costituire il suo teatro.

Quelli che divengono i suoi speciali spettacoli dell’aria, sono progettati e realizzati come veri e propri colpi cui non segue né precede una conferenza, un manifesto, una qualsiasi sorta di pubblicità, o, ancor meno, di ricompensa. Divenuto famoso per le sue traversate clandestine sul cavo a grandi altezze, fanno parte del suo lungo curriculum la traversata che nel 1971 unisce i campanili di Notre Dame a Parigi, quella di Sydney, che nel 1973 unirà le cime dei piloni nord dell'Harbour Bridge; e ancora la traversata delle Grandi Cascate di Peterson, quella delle cascate del Niagara, il Superdome a New Orleans, le guglie della cattedrale di Laon, in Francia.

Il 7 agosto 1974 compie la sua impresa più famosa: la traversata delle Torri Gemelle del World Trade Center di New York. Il funambolismo di Philippe Petit sembra segnalare un territorio nuovo di un’arte stupefacente e sovversiva, letteralmente sul filo della legalità, clandestina e pubblica ad un tempo, ed in grado di tenere insieme in una forte tensione, la coincidenza di presenza, azione e creazione, oltre ogni categoria. Non si tratta meramente di circo, o di enorme virtuosismo. Fuori dal controllo dei canoni e dei confini, teatro, happening, situazione, azione perturbante ed azione pubblica, aprono il loro senso sotto i piedi di Petit, che gioca un’azione fondata sull’inseguimento costante di un assoluto equilibrio e sul controllo armonico del suo attore.

Opere[modifica | modifica wikitesto]

  • Petit P. (1985), Trattato di funambolismo, Ponte alle Grazie, Firenze 1999; (prefazione all'edizione italiana: Paul Auster; quarta di copertina: Werner Herzog)
  • Petit P. , Toccare le nuvole, Tea, Milano 2006.
  • Petit P. , Credere nel vuoto, Bollati Boringhieri, Torino 2008.
  • Petit P. , Creatività. Il crimine perfetto, Ponte alle Grazie, Torino 2014.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Mordicai Gerstein, The man who walked between the towers, Brookfield, Conn. : Roaring Brook Press, 2003.

Filmografia[modifica | modifica wikitesto]

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Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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