Philip Meyer

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Philip Meyer

Philip Meyer (Deshler, 27 ottobre 1930) è un giornalista, docente e scrittore statunitense, professore emerito presso la scuola di Giornalismo dell'Università della Carolina del Nord a Chapel Hill e editorialista del USA Today.

Biografia[modifica | modifica sorgente]

Ha lavorato per 26 anni come cronista, iniziando la carriera nel 1950 con delle collaborazioni stagionali con il Dispatch, Capital Topeka Daily, Kansas State Collegian e il Manhattan (Kansas) Mercury. Dopo il diploma all'Università del Nord Carolina a Chapel Hill, viene assunto al Miami Herald nel 1958. Vi rimane fino al 1962, quando diventa corrispondente da Washington per l'Akron Beacon Journal, subito poi promosso a caporedattore degli interni, fino al 1967[1]. Nel 1968 vince il Premio Pulitzer in giornalismo locale e Breaking News con il Detroit Free Press, insieme ad altri giornalisti del quotidiano, per il reportage sulle cause delle rivolte dei neri di Detroit del 1967[2].

Nel 1968-1969 ottiene la borsa di studio Nieman[3] e si prende un anno sabbatico per studiare sociologia, statistica e i metodi della ricerca psicosociologica all'Università di Harvard. Al termine di quell'esperienza ha pubblicato il libro: Giornalismo di Precisione[4], con il quale guadagna la fama nazionale.

Quel libro è stato un antesignano dell'utilizzo dei computer e delle analisi dei dati alla pratica della cronaca giornalistica. A lui si fa riferimento come padre dei giornalisti che utilizzeranno da allora gli strumenti della ricerca sociologica e della statistica per realizzare inchieste, tanto che l'IRE (Istitute Reporters and Editors) assegna ogni anno i premi intitolati a lui, Philip Meyer, per i migliori reportage di Giornalismo di Precisione[5].

Dal 1978 al 1981 torna a lavorare a Miami, dove incontra Stephen Doig, che diventa suo allievo e dal quale apprende l'approccio del Giornalismo di Precisione[6].

Nel 1981 viene chiamato dall'Università del Nord Carolina per insegnare alla nuova scuola di giornalismo a Chapel Hill, di cui dal 1993 fino al 2008 è direttore[7].

I suoi studi e le sue pubblicazioni hanno dato le basi teoriche per il giornalismo di precisione, il giornalismo civico, l'uso dei sondaggi nel giornalismo e il computer-assisted reporting ed è stato un antesignano di Internet[8].

Opere[modifica | modifica sorgente]

  • 2006, Giornalismo e Metodo Scientifico: ovvero il Giornalismo di Precisione, Armando Editore, 2006 (traduzione italiana a cura di Massimo Baldini di "Precision Journalism: A Reporter's Introduction to Social Science Methods", Indiana University Press, Bloomington, 1973, 1979, 1991. Fourth edition)
  • (EN) 2007, Editor, William F. Woo, Letters from the Editor: Lessons on Journalism and Life, University of Missouri Press.
  • (EN) 2004, The Vanishing Newspaper: Saving Journalism in the Information Age, University of Missouri Press.
  • (EN) 1998, Editor, Assessing Public Journalism, with Edmund Lambeth and Esther Thorson, University of Missouri Press, University of Missouri Press.
  • (EN) 1989, Ethical Journalism: a Guide for Students, Practitioners and Consumers, Longman, Inc., 1987. Portugese translation, A Etica No Jornalismo, Rio de Janiero: Forense Universitaria.
  • (EN) 1985, The Newspaper Survival Book: An Editor's Guide to Market Research, Indiana University Press.
  • (EN) 1978, To Keep the Republic: Governing the United States in Its Third Century (with David Olson), McGraw-Hill, New York, 1975. Second edition, retitled Governing the United States.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Tratto dal Curriculum Vitae di Philip Meyer, pubblicato sull'Università del Nord Carolina a Chapel Hill
  2. ^ 1967, The People Beyond 12th Street, Detroit Free Press, di Philip Meyer
  3. ^ Tratto dal Curriculum Vitae di Philip Meyer, pubblicato sull'Università del Nord Carolina a Chapel Hill
  4. ^ (EN) Philip Meyer, Precision Journalism: a reporter's introduction to social science methods, 4ª Edizione, 1973 (versione originale)
  5. ^ Premio Philip Meyer, organizzato dall'IRE
  6. ^ Cap 1. del Giornalismo e Metodo Scientifico, ovvero il Giornalismo di Precisione, Armando Editore, 2006 - pag. 31
  7. ^ Tratto dal Curriculum Vitae di Philip Meyer, pubblicato sull'Università del Nord Carolina a Chapel Hill
  8. ^ Vedi Opere

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]