Philae (sonda spaziale)

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Philae
Immagine del veicolo
Philae lander (transparent bg).png
Dati della missione
Proprietario ESA
Numero di catalogazione 2004-006C
Destinazione 67P/Churyumov-Gerasimenko
Esito Missione primaria conclusa
in ibernazione
Vettore Ariane 5G+ V-158
Luogo lancio Centre spatial guyanais, Kourou
Lancio 2 marzo 2004, 07:17 UTC
Inizio operatività 12 novembre 2014, 8:35 UTC
Fine operatività 15 novembre 2014, 0:36 UTC
Durata 2 giorni, 7 ore, 4 minuti
Potenza 32 W a 3 UA[1]
Massa 100 kg
Carico 21 kg
Strumentazione
  • APX
  • CIVA
  • CONSERT
  • COSAC
  • MUPUS
  • PTOLEMY
  • ROLIS
  • ROMAP
  • SD2
  • SESAME
Sito ufficiale

Philae è il lander trasportato dalla sonda spaziale Rosetta. È stato sviluppato dalla Agenzia Spaziale Europea per effettuare un atterraggio sulla cometa 67P/Churyumov-Gerasimenko. L'atterraggio è stato realizzato il 12 novembre 2014, rendendo il lander il primo manufatto umano ad eseguire un atterraggio controllato sul nucleo di una cometa (o accometaggio). Il lander era originalmente indicato come RoLand.

Missione[modifica | modifica wikitesto]

Rappresentazione artistica di Philae sulla superficie della cometa.

Philae è stato sviluppato nell'ambito della missione Rosetta per eseguire osservazioni in situ del nucleo della cometa 67P/Churyumov-Gerasimenko, obiettivo della missione. Trasportato a destinazione a bordo della sonda madre, è stato progettato affinché fosse rilasciato da una quota di 22,5 km dalla superficie ed immesso direttamente su una traiettoria in caduta libera,[2] al termine della quale avrebbe toccato il suolo ad una velocità di m/s.[3] Gli ammortizzatori presenti nelle gambe avrebbero avuto il compito di smorzare l'impatto ed impedire un rimbalzo che avrebbe potuto determininare la perdita nello spazio della sonda, considerando che la velocità di fuga dal nucleo della cometa è solo di circa 0,46 m/s.[4] Il lancio di due arpioni[5][6] e l'accensione di un razzo per ostacolare il rinculo[7] avrebbero completato la sequenza ed assicurato Philae alla superficie.

Sulla superficie, Philae avrebbe caratterizzato «la composizione elementare, isotopica, molecolare e mineralogica del suolo; avrebbe caratterizzato le proprietà fisiche della superficie e del materiale al di sotto di essa, cercato indizi sulla struttura del nucleo e condotto misurazioni del campo magnetico e delle caratteristiche del plasma».[8]

Era stata prevista una vita nominale di tre mesi,[6] con stime ottimistiche di quattro o cinque mesi.[9]

Caratteristiche tecniche[modifica | modifica wikitesto]

Il lander misura 1 × 1 × 0,8 m ed è realizzato in fibre di carbonio;[10] la piattaforma che sostiene gli strumenti scientifici è supportata da una piastra centrale, che dà forma alla struttura. La massa totale è di 98 kg, 21 dei quali di strumenti scientifici.[11]

La generazione della potenza a bordo di Philae è affidata a due sistemi differenti.[9] In una prima fase, della durata di circa 60 ore, il lander è stato alimentato dalla potenza erogata da una batteria primaria che immagazzinava kWh di energia; in una seconda fase, sarebbe dovuto entrare in attività il sistema costituito dai pannelli fotovoltaici, che costituiscono il rivestimento esterno del corpo del lander, e da una batteria secondaria da 140 Wh di energia. A 3 UA dal Sole, i pannelli solari avrebbero dovuto fornire una potenza di 32 W.[1]

Le comunicazioni non sono avvenute direttamente con la Terra, ma utilizzano Rosetta come elemento di collegamento, in modo da ridurre il quantitativo di energia richiesto per il funzionamento di Philae.

Sistema di atterraggio[modifica | modifica wikitesto]

Philae è dotato di un particolare carrello di atterraggio[12], equipaggiato con viti di ancoraggio sulle tre zampe e con due arpioni nella parte centrale, aventi il compito di trattenere il lander ed evitarne eventuali rimbalzi durante la procedura di atterraggio; più che di atterraggio vero e proprio, infatti, trattasi di un attracco o rendez-vous spaziale, considerato che la gravità della cometa 67P/Churyumov-Gerasimenko è circa 1/10 000 di quella terrestre.

Ogni arpione è costituito da un proiettile in rame-berillio, un sistema di espulsione pirotecnico, un rocchetto di cavo e un sistema di riavvolgimento del cavo basato su un motore brushless. Il lancio del primo arpione è comandato automaticamente al rilevamento del contatto di una delle tre zampe con il suolo: il proiettile viene espulso a una velocità di 90 m/s (324 km/h) da un meccanismo a gas compresso a 300 bar, che permette fino a 10 000 g di accelerazione; lo sparo ha una durata di 1,5 ms e il pistone una corsa di 50 mm; subito dopo viene attivato il meccanismo di riavvolgimento per serrare la sonda alla cometa, richiamando il proiettile a sé alla velocità di 0,32 m/s (1,1 km/h). La forza esercitata dal meccanismo di ritenuta è regolabile su 8 step tra 1 e 30 N.

In caso il primo arpione fallisca, viene lanciato un secondo arpione. L'arpione ha a disposizione 2,5 metri di cavo; se per qualche motivo non dovesse fare presa entro questa distanza, un apposito meccanismo provvede a dissipare l'energia cinetica in eccesso senza danneggiare il lander.

Sul proiettile dell'arpione è installato un accelerometro che misura accelerazione e decelerazione al momento dello sparo e dell'impatto; è presente anche un sensore di temperatura. L'arpione è in grado di penetrare materiali che offrano una resistenza compresa tra 300 kPa e 5 MPa.

Il proiettile è dotato di due tipi di sporgenze e uncini, adatti a mantenere la presa sia su materiali duri che morbidi.

Il meccanismo di sparo dell'arpione è stato prodotto da Pyroglobe GmbH e Max Planck Institute for Extraterrestrial Physics (MPE).

Insieme a un penetratore elettromagnetico che viene estroflesso a una distanza di un metro dal lander, i due arpioni costituiscono il sistema MUPUS[13].

Strumentazione[modifica | modifica wikitesto]

Distribuzione della strumentazione.
APXS 
Spettrometro per analizzare la composizione chimica della superficie sotto il lander e le sue possibili alterazioni durante l'avvicinamento al Sole.
COSAC 
Trova e identifica le molecole organiche complesse. Fondamentale per la ricerca di vita.
PTOLEMY 
Mini-laboratorio, costituito da un Cromatografo dei gas e spettrometro di massa con risoluzione media, per la ricerca delle componenti chimiche più complesse.
CIVA 
Microcamere per foto panoramiche e spettrometro per studiare composizione, struttura e albedo della superficie.
ROLIS 
Fornisce immagini e dati durante la discesa e foto ad alta risoluzione del luogo di atterraggio.
CONSERT 
Una radio sonda per studiare la struttura interna del nucleo della cometa.
MUPUS 
Misura densità e proprietà termiche e meccaniche della superficie e della immediata sotto superficie della cometa. È dotato di 3 modalità di funzionamento corrispondenti a tre livelli di potenza progressivi, che consentono di operare in sicurezza il martello. L'imprevista durezza della superficie ha portato i ricercatori a ricorrere ad un quarto livello di potenza, superiore agli altri ed indicato come Desperate Mode, che potrebbe aver parzialmente danneggiato lo strumento.[14]
ROMAP 
Magnetometro per lo studio del campo magnetico della cometa e dell'interazione cometa/vento solare.
SESAME 
Tre strumenti per misurare le proprietà elettriche e meccaniche della cometa. Misura le polveri rilasciate dalla cometa.
SD2 
Trivella fino a 23 cm di profondità e trasporta i campioni trovati nel sottosuolo a bordo di Philae per le analisi successive.

Denominazione[modifica | modifica wikitesto]

Il nome Philae è stato scelto attraverso una competizione indetta nel 2004 dall'Agenzia Spaziale Europea in Francia, Germania, Italia e Ungheria - i paesi che hanno contribuito maggiormente alla missione - e rivolta a ragazzi di età compresa tra 12 e 25 anni, che fu vinto dall'alunna delle scuole medie superiori Serena Olga Vismara, allora quindicenne. Il nome richiama lo stesso episodio da cui deriva quello della sonda madre, Rosetta, che fa riferimento alla stele che permise a Jean-François Champollion di comprendere i geroglifici egizi. Egli, per poter completare la traduzione, ebbe la necessità di usare anche gli obelischi sull'isola di File; in similitudine il lander Philae aiuterà l'orbiter Rosetta a completare lo studio della cometa.[15][16]

Durante la fase di sviluppo, Philae era indicato come RoLand, abbreviazione di Rosetta Lander.[17]

Operazioni[modifica | modifica wikitesto]

Crociera[modifica | modifica wikitesto]

Rappresentazione grafica del lander agganciato alla sonda Rosetta.

Durante la fase di crociera, Philae è stato trasportato dalla sonda Rosetta, lanciata il 2 marzo 2004, 7:17 UTC dal Centre spatial guyanais di Kourou a bordo di un razzo Ariane 5G+.[18] Le prime operazioni autonome sono state eseguite durante il sorvolo ravvicinato di Marte, il 25 febbraio 2007, quando furono attivati alcuni strumenti per testarne il funzionamento. Attraverso ROMAP furono eseguite delle misure del campo magnetico marziano, mentre la fotocamera CIVA raccolse delle immagini di Rosetta con il pianeta rosso sullo sfondo.[19] Non furono attivati, invece, quegli strumenti - la maggior parte di quelli presenti a bordo del lander - che avrebbero avuto bisogno di essere in contatto con una superficie per condurre le proprie analisi.

Rosetta raggiunse la Cometa Churyumov-Gerasimenko il 6 agosto 2014, dopo un viaggio durato 10 anni e 5 mesi.[20] Le osservazioni condotte già nelle prime settimane furono volte non solo a caratterizzare la superficie della cometa, ma anche ad individuare un sito adatto per l'atterraggio di Philae. Il 25 agosto, l'ESA comunicava di aver individuato cinque siti (contrassegnati dalle lettere A, B, C, I e J) adatti a tale scopo.[21] Tra questi, fu infine selezionato il sito "J", che rispettava quasi pienamente sia i requisiti tecnici sulla sicurezza della traiettoria di discesa e sulla durata giornaliera dell'illuminazione solare e della visibilità dell'orbiter, sia quelli scientifici.[22] Anche la sua denominazione fu affidata ad un concorso indetto dall'ESA nell'ottobre del 2014,[23] che condusse alla scelta di Agilkia, dal nome dell'isola del Nilo dove furono spostati gli edifici rimossi dall'isola di File, prima che questa fosse sommersa dalle acque del Lago Nasser (il lago artificiale generato dalla Diga di Assuan).[24] L'atterraggio fu programmato per il 12 novembre, prima che l'attività della cometa potesse diventare così intensa da disturbare la discesa.[25]

L'atterraggio[modifica | modifica wikitesto]

Rappresentazione artistica del contatto di Philae col suolo della cometa 67P/Churyumov-Gerasimenko.

La preparazione di Rosetta per il rilascio di Philae sull'orbita di discesa iniziò con alcune settimane di anticipo rispetto alla data prevista per l'atterraggio. Il 31 ottobre la sonda fu posta su di un'orbita ad una quota di 30 km dalla superficie della cometa;[26] tra l'11 ed il 12 novembre furono eseguite delle verifiche che avrebbero dovuto anticipare la separazione di Philae da Rosetta, programmata per le 08:35 UTC del 12 novembre.[27] Alle 7:35 UTC Rosetta fu spostata sull'orbita di lancio, che - se non corretta dopo la separazione con il lander - l'avrebbe portata a transitare a 5 km dalla superficie della cometa. La separazione avvenne come programmato alle 8:35 UTC,[28] quando le due sonde erano a 22 km dalla cometa, nonostante una delle ultime verifiche avesse segnalato il malfunzionamento del razzo a propellente freddo a bordo di Philae.[27]

Immagine della cometa 67P/Churyumov-Gerasimenko nella quale è stata evidenziata la regione entro la quale dovrebbe essersi arrestata Philae.[29]

Mentre Rosetta venne spostata su un'orbita di sicurezza che le avrebbe permesso di mantenere le comunicazioni con il lander,[26] quest'ultimo intraprese una lenta discesa in caduta libera durata circa sette ore che lo portò a toccare il suolo con una velocità di circa m/s.[N 1] Il segnale di avvenuto atterraggio fu trasmesso da Philae a Rosetta e da questa alla Terra (a 28 minuti luce di distanza), dove fu ricevuto alle 16:03 UTC (17:03 CET) del 12 novembre.[30] A questa fase corrispose l'introduzione del neologismo "accometaggio" utilizzato dall'Agenzia Spaziale Italiana[31] e ripreso nelle testate giornalistiche nazionali.

I risultati dell'analisi della telemetria - resi noti in modo ufficiale dall'Agenzia Spaziale Europea il 14 novembre[32] e in parte anticipati nel web[33][34] - mostrarono che il contatto con la superficie fu più morbido rispetto a quanto atteso, ma che né gli arpioni,[N 2] né il razzo posteriore funzionarono correttamente, lasciando incertezze sulla posizione e stabilità del lander. In particolare, fu rilevato che il lander eseguì due rimbalzi e toccò il suolo tre volte, prima di stabilizzarsi sulla superficie: dopo il primo contatto, Philae rimbalzò nello spazio con una velocità di 0,38 m/s e rimase in volo per un ora e 51 minuti, raggiungendo una quota di circa 1 km (considerata la bassa attrazione gravitazionale esercitata dalla cometa); al secondo rimbalzo corrispose una velocità inferiore, 0,03 m/s, e durò appena sei minuti.[N 3][32] Di conseguenza, il sito in cui si arrestò il lander non corrispose a quello originariamente programmato.

Prime operazioni sulla superficie[modifica | modifica wikitesto]

Sebbene la posizione di Philae non fosse nota, il Centro europeo per le operazioni spaziali (ESOC) iniziò a ricevere le immagini panoramiche raccolte attraverso CIVA, che testimoniavano come il lander fosse attivo e funzionante.[35] Risultò tuttavia presto evidente che sebbene la posizione fosse stabile, con tutt'e tre le gambe che toccavano il suolo, era parzialmente in ombra; l'illuminazione solare sarebbe quindi stata insufficiente per ricaricare le batterie del lander.[36]

Philae era infatti dotato di una batteria primaria che ne avrebbe garantito il funzionamento per le prime 60 ore dal distacco da Rosetta; sulla superficie, sarebbe dovuta entrare progressivamente in funzione la batteria secondaria, ricaricabile attraverso i pannelli fotovoltaici all'esterno del lander. Mentre però Agilkia era stato selezionato anche perché fosse illuminato per almeno sei ore durante ogni rotazione della cometa,[N 4][21] il sito in cui si era arrestato il moto del lander riceveva luce per appeno un'ora e mezzo al giorno; durata insufficiente, alla distanza di circa 3 UA dal Sole, per caricare adeguatamente la batteria e permettere il funzionamento di Philae.[29][34]

Ultime operazioni e perdita delle comunicazioni[modifica | modifica wikitesto]

La mattina del 14 novembre fu stimato che la carica rimasta nella batteria avrebbe assicurato l'operatività del lander solo per il resto del giorno. Fu quindi programmato di eseguire tutte le osservazioni scientifiche consentite: furono attivati per primi gli strumenti che non prevedevano dei meccanismi e successivamente furono dispiegati il penetratore MUPUS e la trivella SD2. Tutti i risultati ottenuti furono comunicati al centro di controllo con successo.[37]

Al termine della sessione di comunicazione, fu ordinato a Philae di sollevarsi di 4 cm e di ruotare di 35°, in un tentativo di migliorare l'esposizione alla luce solare dei suoi pannelli fotovoltaici per una futura possibilità di recupero.[37][38] Poco dopo, l'energia elettrica diminuì rapidamente e tutti gli strumenti si spensero; anche la velocità di downlink rallentatò, prima di interrompersi.[39] Il contatto si interruppe alle 0:36 UTC del 15 novembre.[40]

Il direttore della missione di Philae, Stephan Ulamec dell'Agenzia spaziale tedesca (DLR) dichiarò:

(EN)
« Prior to falling silent, the lander was able to transmit all science data gathered during the First Science Sequence. [...] This machine performed magnificently under tough conditions, and we can be fully proud of the incredible scientific success Philae has delivered. »
(IT)
« Prima che cadesse il silenzio, il lander è stato in grado di trasmettere tutti i dati scientifici raccolti durante la prima sequenza scientifica. [...] Questa macchina ha operato magnificamente in condizioni difficili e possiamo essere pienamente orgogliosi dell'incredibile successo scientifico che Philae ha consegnato. »
(Stephan Ulamec, 15 novembre 2014[40])

L'analisi dei dati relativi a MUPUS sembrerebbero indicare che lo strumento non sia penetrato, se non per qualche millimetro, nel suolo, che si è rivelato duro come il ghiaccio e non soffice come invece ci si attendeva.[41] SD2 avrebbe dovuto trasferire dei campioni del suolo a PTOLEMY e COSAC, ma - almeno per quest'ultimo - l'operazione non sembrerebbe riuscita.[42]

Possibilità di recupero[modifica | modifica wikitesto]

Operazione preliminare per valutare una qualche possibilità di recupero è individuare l'effettiva posizione di Philae. A tal riguardo, lo strumento OSIRIS a bordo di Rosetta continua a raccogliere immagini ad alta risoluzione della superficie.[36] Un altro importante contributo è atteso dai dati dello strumento CONSERT (un sistema radio progettato per sondare il nucleo della cometa); dati preliminari hanno permesso di effettuare una triangolazione di massima e di individuare un'area approssimativa in cui potrebbe essersi arrestato il lander, in prossimità del "sito B" in precedenza preso in considerazione come luogo per un possibile atterraggio.[senza fonte]

Il futuro di Philae è incerto, essendo cessate tutte le comunicazioni con il lander. È possibile che nell'agosto del 2015, quando la cometa sarà più vicina al Sole nella sua orbita, l'illuminazione ricevuta dai pannelli solari sia sufficiente a ricaricare le batterie e permettere la riaccensione di Philae.[39][43]

Note[modifica | modifica wikitesto]

Note al testo
  1. ^ La fotocamera OSIRIS a bordo della sonda Rosetta ha raccolto una sequenza di immagini che mostrano la discesa di Philae nei 30 minuti precedenti al primo contatto.
    (EN) Emily Baldwin, OSIRIS spots Philae drifting across the comet in Rosetta Blog, ESA, 17 novembre 2014. URL consultato il 20 novembre 2014.
  2. ^ L'origine del malfunzionamento non è ancora nota, ma nel 2013 Copenhagen Suborbitals aveva mostrato come la nitrocellulosa - che costituiva il sistema di propulsione degli arpione - è inaffidabile se utilizzata nel vuoto.
    (DA) Thomas Djursing, ESA skrev til danske raketbyggere om eksplosiv-problem på Philae, Ingeniøren, 13 novembre 2014. URL consultato il 19 novembre 2014. Video su YouTube.
  3. ^ Informazioni esatte dei contatti con il suolo sono state pttenute attraverso lo strumento ROMAP.
    (EN) K.-H. Glaßm, Rosetta at the comet, Institut für Geophysik und Extraterrestrische Physik. URL consultato il 20 novembre 2014.
  4. ^ La cometa Churyumov-Gerasimenko completa una rotazione attorno al proprio asse in 12 ore e 45 minuti.
Fonti
  1. ^ a b (EN) Philae lander fact sheet (PDF), DLR. URL consultato il 28 gennaio 2014.
  2. ^ (EN) Jonathan Amos, Rosetta: Date fixed for historic comet landing attempt in BBC News, BBC.com, 26 settembre 2014. URL consultato il 17 novembre 2014.
  3. ^ (EN) Jonathan Amos, Rosetta mission: Potential comet landing sites chosen in BBC News, BBC.com, 25 agosto 2014. URL consultato il 17 novembre 2014.
  4. ^ Giuseppe Conzo, The Analysis of Comet 67P/Churyumov-Gerasimenko in Astrowatch.net, 2 September 2014. URL consultato il 4 October 2014.
  5. ^ (EN) J. Biele, et al., The Strength of Cometary Surface Material: Relevance of Deep Impact Results for Philae Landing on a Comet in Hans U. Käufl, Christiaan Sterken (a cura di), Deep Impact as a World Observatory Event: Synergies in Space, Time, and Wavelength, Springer, 2009, p. 297, DOI:10.1007/978-3-540-76959-0_38, ISBN 9783540769583.
  6. ^ a b (EN) Jens Biele, Stephan Ulamec, Preparing for Landing on a Comet – The Rosetta Lander Philae, 44th Lunar and Planetary Science Conference. 18–22 Marzo 2013. The Woodlands, Texas., 2013, LPI Contribution No. 1719. URL consultato il 17 novembre 2014.
  7. ^ Will Philae successfully land on comet? Thruster trouble heightens drama., 12 November 2014.
  8. ^ (EN) J.-P. Bibring, et al., The Rosetta Lander ("Philae") Investigations in Space Science Reviews, vol. 128, 1–4, 2007, pp. 205–220, DOI:10.1007/s11214-006-9138-2.
    «The scientific goals of its experiments focus on elemental, isotopic, molecular and mineralogical composition of the cometary material, the characterization of physical properties of the surface and subsurface material, the large-scale structure and the magnetic and plasma environment of the nucleus.».
  9. ^ a b (EN) Lyndsey Gilpin, The tech behind the Rosetta comet chaser: From 3D printing to solar power to complex mapping in TechRepublic, 14 agosto 2014. URL consultato il 17 novembre 2014.
  10. ^ (EN) Jens Biele, The Experiments Onboard the ROSETTA Lander, vol. 90, 1–4, 2002, pp. 445–458, DOI:10.1023/A:1021523227314.
  11. ^ (EN) Patrick Blau, Rosetta & Philae, spaceflight101.com. URL consultato il 17 novembre 2014.
  12. ^ (EN) Markus Thiel, Jakob Stocker, Christian Rohe, Norbert I. Komle, Gunter Kargl, Olaf Hillenmaier, The Rosetta Lander Anchoring System (PDF), European Space Mechanisms and Tribology Symposium, 2003. URL consultato il 13 novembre 2014.
  13. ^ [file:///N:/Users/luca/Downloads/art%253A10.1007%252Fs11214-006-9081-2.pdf Documento tecnico su sistema MUPUS].
  14. ^ Marco Malaspina, La cometa? Così dura da rompere il martello in MEDIA INAF, Istituto Nazionale di Astrofisica, 18 novembre 2014. URL consultato il 21 novembre 2014.
  15. ^ (EN) ESA Media Relations Service, Unlocking the secrets of the universe Rosetta lander named Philae, ESA, 5 febbraio 2004. URL consultato il 17 novembre 2014.
  16. ^ (EN) Claudia Mignone, Naming Philae – An interview with 2004 contest winner Serena Olga Vismara in Rosetta Blog, ESA, 21 ottobre 2014. URL consultato il 17 novembre 2014.
  17. ^ Andrew J Ball, 1997.
  18. ^ (EN) Rosetta begins its 10-year journey to the_origins of the Solar System, ESA, 2 marzo 2004. URL consultato il 18 novembre 2014.
  19. ^ (EN) Stunning view of Rosetta skimming past Mars, ESA, 25 febbraio 2007. URL consultato il 18 novembre 2014.
  20. ^ (EN) Rosetta arrives at comet destination, ESA, 6 agosto 2014. URL consultato il 18 novembre 2014.
  21. ^ a b (EN) Markus Bauer, Rosetta: Landing site search narrows, ESA, 25 agosto 2014. URL consultato il 18 novembre 2014.
  22. ^ (EN) Markus Bauer, 'J' marks the spot for Rosetta's lander, ESA, 15 settembre 2014. URL consultato il 18 novembre 2014.
  23. ^ Dai un nome al sito J, ASI, 16 ottobre 2014. URL consultato il 18 novembre 2014.
  24. ^ (EN) Farewell 'J', hello Agilkia, ESA, 4 novembre 2014. URL consultato il 18 novembre 2014.
  25. ^ (EN) ESA confirms the primary landing site for Rosetta, ESA, 15 ottobre 2014. URL consultato il 18 novembre 2014.
  26. ^ a b (EN) Daniel Scuka, Rosetta lined up for lander delivery in Rosetta Blog, ESA, 31 ottobre 2014. URL consultato il 19 novembre 2014.
  27. ^ a b (EN) Rosetta and Philae Go for separation, ESA, 12 novembre 2014. URL consultato il 19 novembre 2014.
  28. ^ (EN) ESA, SEPARATION CONFIRMED! Safe journey @Philae2014! in ESA Rosetta Mission, Twitter, 12 novembre 2014. URL consultato il 19 novembre 2014.
  29. ^ a b J. Amos, Rosetta: Battery will limit life of Philae comet lander, BBC, 13 novembre 2014. URL consultato il 20 novembre 2014.
  30. ^ (EN) Touchdown! Rosetta's Philae probe lands on comet, ESA, 12 novembre 2014. URL consultato il 19 novembre 2014.
  31. ^ Rosetta entra nella storia e ‘sbarca’ sulla sua cometa, ASI, 12 novembre 2014. URL consultato il 19 novembre 2014.
  32. ^ a b (EN) Three touchdowns for Rosetta's lander, ESA, novembre 2014. URL consultato il 19 novembre 2014.
  33. ^ (EN) Jacob Aron, Problems hit Philae after historic first comet landing, New Scientist, 13 novembre 2014. URL consultato il 19 novembre 2014.
  34. ^ a b (EN) Emily Lakdawalla, Philae status, a day later in Planetary Society blog, The Planetary Society, 13 novembre 2014. URL consultato il 21 novembre 2014.
  35. ^ (EN) Emily Baldwin, Welcome to a comet! in Rosetta Blog, ESA, 13 novembre 2014. URL consultato il 20 novembre 2014.
  36. ^ a b (EN) Claudia Mignone, How (and where) is Philae? in Rosetta Blog, ESA, 14 novembre 2014. URL consultato il 20 novembre 2014.
  37. ^ a b (EN) Pioneering Philae completes main mission before hibernation, ESA, 15 novembre 2014. URL consultato il 20 novembre 2014.
  38. ^ (EN) Emily Lakdawalla, Now Philae down to sleep in Planetary Society blog, The Planetary Society, 15 novembre 2014. URL consultato il 21 novembre 2014.
  39. ^ a b (EN) W. Harwood, Loss of contact with Philae, CBS News, 15 novembre 2014. URL consultato il 15 novembre 2014.
  40. ^ a b (EN) Daniel Scuka, Our lander’s asleep in Rosetta Blog, ESA, 15 novembre 2014. URL consultato il 20 novembre 2014.
  41. ^ (EN) Emily Baldwin, Philae settles in dust-covered ice in Rosetta Blog, ESA, 18 novembre 2014. URL consultato il 21 novembre 2014.
  42. ^ (EN) Emily Baldwin, Did Philae drill the comet? in Rosetta Blog, ESA, 19 novembre 2014. URL consultato il 21 novembre 2014.
  43. ^ (EN) Frank Jordans, Scientists 'confident' comet lander will wake up, Yahoo News, 17 novembre 2014. URL consultato il novembre 2014.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • (EN) Andrew J Ball, Rosetta Lander in CapCom, vol. 8, nº 2, novembre 1997. URL consultato il 17 novembre 2014.

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Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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