Phantom Manor

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Phantom Manor è una dark ride situata nell'area tematica Frontierland del Disneyland Park, Marne-la-Vallée. Seppur non uguale, Phantom Manor è basata sull'Haunted Mansion, attrazione già presente nelle controparti americane del parco. È stata aperta con l'inaugurazione del parco, avvenuto il 12 aprile 1992.

Storia dell'attrazione[modifica | modifica wikitesto]

Negli anni precedenti al 1992, prima che il parco venisse inaugurato, il capo dei Disney Imagineers Tony Baxter decise che alcune attrazioni tipiche dei parchi a tema Disney avrebbero dovuto figurare, con alcune modifiche, anche in quello europeo. Tra di esse c'era anche The Haunted Mansion, alla quale si decise di dare una trama che avrebbe dovuto collegare idealmente Phantom Manor alle altre attrazioni di Frontierland, in particolare il Mine Coaster Big Thunder Mountain Railroad e un'altra attrazione che però non superò mai lo stadio di progettazione, denominata Western River Expedition (della tipologia dark ride).

La trama della versione francese di Haunted Mansion, in definitiva, è stata resa più accattivante per il pubblico europeo, e contiene elementi de Il fantasma dell'opera di Gaston Leroux, nonché di altre leggende gotiche francesi miscelati ad una storia tipicamente western. Anche lo stile esterno della costruzione fu modificato: nei parchi americani l'attrazione ha le sembianze di una magione in stile neoclassico americano, mentre in quello parigino si è preferito darle un aspetto in stile vittoriano con alcuni elementi di casa Bates del film Psycho. L'idea di dare alla casa e al giardino esteriore un aspetto lugubre e decadente fu inizialmente contestata, dato che nei parchi americani la facciata esterna è linda e magnificente; tuttavia il successo ottenuto da questa tematizzazione fu tale che nelle successive versioni costruite si preferì sempre l'aspetto fatiscente.

Sebbene il percorso e i modi di realizzazione dell'attrazione siano praticamente identici agli epigoni americani, Phantom Manor è stata progettata per essere decisamente più spaventosa, e possiede una sua colonna sonora differente da tutti gli altri parchi. Alcuni elementi della dark ride Western River Expedition, progettata ma mai costruita, furono ridisegnati e attualmente fanno parte di Phantom Manor. Anche la trama ha in sé alcuni elementi originariamente pensati per WRE.

Trama[modifica | modifica wikitesto]

Siamo circa a metà del 1800. Dopo aver trovato dell'oro nella montagna denominata Big Thunder, Henry Ravenswood fondò la compagnia di scavo Thunder Mesa Mining Company per estrarre da essa il prezioso materiale; attorno alla montagna iniziarono a stabilirsi le famiglie dei minatori, creando una piccola cittadina chiamata Thunder Mesa (corrispondente a Frontierland nella sua interezza). Divenuto ricco, Ravenswood si sposò con una donna di nome Martha ed ebbe una figlia di nome Melanie; per sé e la sua famiglia l'uomo costruì una casa vittoriana in cima alla collina Boot Hill che dominava la città, dalla quale poteva avere un ottimo panorama della montagna.

Mentre i lavori procedevano, i Nativi americani avvertirono Ravenswood di prestare molta attenzione, poiché secondo i loro antenati nelle viscere della montagna dimorava l'Uccello del Tuono, uno spirito malvagio che custodiva un prezioso tesoro: se gli scavi fossero arrivati troppo vicini a lui, l'Uccello avrebbe scatenato la sua ira sotto forma di un terribile terremoto. Ravenswood ritenne queste leggende stupide e proseguì i lavori finché nella parte superficiale della montagna l'oro non si esaurì, costringendo i minatori a scavare sempre più a fondo.

Nel frattempo Melanie diventò una bellissima ragazza e si fidanzò con un ingegnere ferroviario che la chiese in sposa, promettendole di portarla via da Thunder Mesa una volta sposati. Henry non approvava questa scelta e fece di tutto per annullare il matrimonio, non riuscendo mai nell'intento. Tutto sembrava pronto per il matrimonio, quando si scatenò un terribile terremoto che uccise Henry e Martha. Credendo di aver scatenato l'ira dell'Uccello del Tuono, gli abitanti di Thunder Mesa lasciarono gradualmente la città, e nessuno seppe più nulla della famiglia Ravenswood. Solo molti anni dopo si scoprì la verità.

Nel giorno del matrimonio di Melanie, un misterioso Fantasma era apparso nella magione; mentre la ragazza si preparava nella sua camera, il Fantasma attirò lo sposo in soffitta e lo costrinse a impiccarsi. Melanie attese per ore il suo futuro marito nella sala da ballo, ma nessuno si presentò. Gli ospiti andarono via, lasciando la ragazza sola con la servitù. Lei però era sicura dell'amore del suo fidanzato e decise di attenderlo finché non fosse arrivato: non si tolse l'abito bianco e cominciò a vagare senza meta per tutta la casa, cantando malinconiche canzoni d'amore.

Il Fantasma aveva intanto preso possesso della casa e, deridendo l'ingenuità di Melanie, aveva invitato tutti i suoi amici fantasmi per un party eterno; il maniero venne così trasformato in una spaventosa copia di se stesso, con le suppellettili e gli ambienti deformati a uso e consumo dei demoni che la abitano. Non solo: il terremoto che aveva ucciso i genitori di Melanie aveva anche aperto, sul retro della casa, un passaggio soprannaturale per Ghost Town', la versione infernale di Thunder Mesa; chiunque vi si fosse avventurato non era mai più tornato vivo.

Cosa ne è stato di Melanie? Nonostante il destino infausto della sua famiglia e della sua casa, la ragazza sta ancora attendendo il suo sposo. Vestita col suo abito bianco, il bouquet in mano, si aggira ancora per i corridoi del maniero, e attenderà il suo amato fino al Giudizio Universale. Non si sa chi sia il Fantasma: alcuni credono sia Henry, tornato dall'oltretomba per impedire il matrimonio della figlia; altri ritengono sia semplicemente il diavolo in persona, evocato da Ravenswood per maledire lo sposalizio della figlia.

L'attrazione[modifica | modifica wikitesto]

L'attrazione è composta da quattro momenti principali, che si svolgono in altrettanti distinti ambienti:

  • La coda per entrare nell'attrazione fa parte dell'attrazione stessa. Lo spettatore non cammina passivamente, ma la sua attenzione è attirata dalle scenografie e da alcuni effetti speciali che trasformano l'attesa in un vero e proprio walkthrough. Essa si svolge nel giardino che circonda Phantom Manor e, per un brevissimo tratto, nel vestibolo del maniero.
  • Il pre-show, un breve momento che precede l'attrazione vera e propria, l'unico dei tre che effettivamente si svolge nel maniero visibile all'esterno (anche se l'illusione è che tutto il giro sia là dentro). Esso prevede una sosta nella cosiddetta "camera che si allunga" e un altro veloce walkthrough nella "galleria dei ritratti".
  • La dark ride vera e propria: lo spettatore sale su speciali veicoli Omnimovers (in grado di ruotare su se stessi per dare una prospettiva diversa a seconda delle scene) chiamati familiarmente Doom Buggies, gioco di parole con le famose Dune Buggy, e viene trasportato in giro per le varie scene dell'attrazione. Anche se si ha l'impressione di essere rimasti nel maniero, in realtà durante il pre-show si è stati impercettibilmente trasportati in un capannone sul retro nascosto alla vista poiché ad un livello inferiore rispetto alla facciata esterna e mimetizzato da alberi e altri espedienti.
  • Un piccolissimo post- show, che si svolge all'esterno del Maniero, sul retro, tematizzato come un cimitero.

Phantom Manor utilizza gli stessi effetti speciali e ricalca quasi tutte le stesse scene presenti nelle Haunted Mansion dei parchi americani; tuttavia in questa versione il percorso è leggermente più lungo e ha una tematizzazione più omogenea, dovuta al fatto di avere effettivamente una trama che gli altri parchi non hanno. Anche le scene sono state modificate per adattarsi alla storia raccontata, ad esempio quelle finali, che in America si svolgono in un cimitero, qui hanno luogo in una città demoniaca ispirata al vecchio west.

La zona della fila e il vestibolo[modifica | modifica wikitesto]

Mentre fa la fila per entrare nel maniero, lo spettatore ha un panorama su Big Thunder Mountain; da questa prospettiva può vedere elementi altrimenti nascosti, come l'accampamento dei minatori ormai abbandonato. Il giardino della casa è inoltre in stato d'abbandono, con piante ormai morte e infestato da erbacce. All'ingresso dell'attrazione si può leggere una targa col motto latino Non Omnis Moriar (“Non morirò del tutto”). Poco oltre c'è un gazebo dove un servizio da the si muove da solo, come se due invisibili avventori lo stiano bevendo. Una volta arrivati sotto il patio, un membro dello staff del parco farà entrare volta per volta un piccolo gruppo di visitatori nel vestibolo, anch'esso in stato d'abbandono: qui si sentirà per la prima volta la voce del Fantasma, mentre il volto di Melanie appare e scompare in uno specchio.

Il pre-show: la camera deformante e la galleria dei ritratti[modifica | modifica wikitesto]

I visitatori vengono fatti entrare in una piccola stanza ottagonale; quando l'ultimo di loro è entrato, la piccola porta d'ingresso si chiude, lasciandoli intrappolati in compagnia di quattro ritratti di Melanie, ripresa in situazioni felici. Improvvisamente la stanza inizia ad allungarsi verso l'alto, così come i quadri che si deformano rivelando particolari inquietanti:

  • Nel primo vedevamo Melanie fare un pic-nic col suo fidanzato; quando la camera si allunga, si vedono formiche, scorpioni, un serpente a sonagli e altri animali feroci puntare verso di loro.
  • Nel secondo Melanie regge un ombrellino mentre naviga tranquilla in una barca; scopriamo che la barca è sul ciglio di una spaventosa cascata.
  • Nel terzo Melanie raccoglie delle rose; viene rivelato che si trova presso una tomba dalla quale esce la mano di uno scheletro.
  • Nell'ultimo Melanie sta guardando un fiumiciattolo, dal quale spunta la mano di un mostro acquatico.

Improvvisamente la luce va via, e si vedono fulmini e lampi; il soffitto scompare e nello spazio apparentemente infinito vediamo il Fantasma impiccare il fidanzato di Melanie. Poi le luci si riaccendono e una porticina invisibile si apre, rivelando l'accesso alla sala dei ritratti. Qui si deve fare un'altra breve fila per salire sugli omnimovers; per arrivarci si passa davanti a dei ritratti che, grazie ad un gioco di luci, rivelano gradualmente delle immagini terrificanti:

  • Un cavaliere in sella al suo destriero diventa improvvisamente uno scheletro;
  • Una bellissima donna in un antico tempio greco si trasforma in Medusa;
  • Una nave diventa una nave fantasma;
  • Una donna stesa su un divano diventa una pantera mannara.

Alla fine del corridoio c'è infine il ritratto di Melanie Ravenswood in abito da sposa. I visitatori arrivano quindi nella hall del maniero, al centro della quale c'è una scala che porta ai piani superiori; dalla finestra sul retro si può vedere un panorama nebbioso. Tutto intorno ci sono mobili rotti e polverosi, e su uno scaffale il busto bronzeo di una brutta donna ci guarda mentre passiamo. Davanti alla scala scorre il binario degli Omnimovers: i visitatori vengono fatti accomodare su di essi, due per ognuno.

Il viaggio a bordo degli Omnimovers[modifica | modifica wikitesto]

I visitatori vengono accolti da Melanie in persona, che si inchina mentre tiene tra le mani un candelabro. Ci si muove quindi per i corridoi del Maniero, immergendosi gradualmente nella dimensione terrorizzante dell'attrazione. Vediamo un'armatura semovente, dietro la quale c'è un corridoio apparentemente deformato all'infinito, in fondo al quale Melanie appare e scompare. Dall'altra parte vediamo un pianoforte i cui tasti suonano da soli, mentre l'ombra di un pianista invisibile è proiettata sul pavimento. Si passa poi in un corridoio pieno di porte; mentre le si oltrepassa, sentiamo dietro di esse rumori, urla e strepiti come se chi si trova all'interno voglia disperatamente uscire. Al termine del corridoio c'è un orologio a pendolo con tredici ore al posto delle canoniche dodici, con le lancette che ruotano vorticosamente in senso antiorario. Si entra dunque in un'ampia sala a semicerchio al centro del quale c'è un tavolo fluttuante, sul quale è posata una sfera di cristallo; all'interno di essa c'è la testa di una medium di nome Madame Leota, che recita una formula in grado di richiamare demoni e fantasmi dagli inferi. Grazie alla sua magia, da questo momento in poi i fantasmi si faranno vedere "fisicamente" piuttosto che rimanere invisibili; i visitatori possono così rivivere ciò che successe a casa Ravenswood: si passa infatti su una balconata che si affaccia su una sala da ballo. Qui si sta svolgendo la scena del matrimonio mancato di Melanie, che si può vedere in piedi da sola su una scala mentre guarda il Fantasma, che si affaccia minaccioso da una finestra. Sotto di loro, si vedono le figure evanescenti degli ospiti, che ignari della maledizione arrivano, lasciano i regali in una catasta e si accomodano ad un tavolo con una torta nuziale visibilmente decrepita. Poco distante, appaiono e scompaiono dei danzatori di valzer, suonato da un organo fantasmatico. Gli omnimovers salgono poi nella camera di Melanie, colta mentre piange davanti ad uno specchio a forma di teschio. Si vola poi fuori dalla finestra per atterrare in un enorme cimitero, dove vediamo di nuovo il Fantasma, uno scheletro di cane che abbaia e quattro busti che cantano una spettrale canzone. Un gruppo di scheletri danzanti danzano alle sue note. Tutto sembra una vera e propria danza macabra. Da un buco nel cimitero si entra a Ghost Town, la città fantasma: qua e là si vedono ancora i segni del terribile terremoto che aveva distrutto Thunder Mesa. Nella città fantasma trovano posto le versioni spettrali degli abitanti del mondo reale: ballerine, capitreno, baristi, farmacisti, persino un sindaco... ciascuno di loro cerca di attrarre il visitatore in una trappola perché rimanga per sempre lì. Il Fantasma stesso compare improvvisamente, con una risata terrificante. Più avanti, troviamo Melanie ad indicarci la strada per uscire: si passa in un altro corridoio pieno di specchi, nel quale i visitatori vedono il riflesso del Fantasma incombere su di loro. Si approda finalmente in una cantina, dove un membro del cast fa scendere i visitatori dagli omnimovers. Qui troviamo Melanie in una versione miniaturizzata, che ci dice di tornare presto e di portare i certificati di morte.

Post- show: il cimitero[modifica | modifica wikitesto]

Una volta uscito dall'attrazione, il visitatore si ritrova nel cimitero di Boot Hill, sul retro del maniero. Qui ci sono diverse lapidi che riportano nomi e citazioni umoristiche, oltre a quelle della famiglia Ravenswood. Se si guarda verso la casa, inoltre, vedremo il Fantasma affacciato a una finestra sopra l'uscita.

Dietro le quinte[modifica | modifica wikitesto]

Come già specificato in precedenza, l'area dell'attrazione è molto più estesa di quanto non appaia agli occhi dei visitatori: ad esempio, l'intero capannone dove si svolge la corsa è posizionato più in basso rispetto al Maniero, ed è mimetizzato con alberi e altri espedienti. Poiché l'entrata e l'uscita sono posizionati piuttosto vicini tra loro, si ha però l'impressione di essere sempre rimasti all'interno del Maniero durante tutta la visita. I membri del cast e gli addetti alla sicurezza possono entrare nell'attrazione percorrendo dei corridoi speciali in parte sotterranei e condivisi con i backstages di altre attrazioni limitrofe; in caso di emergenza gli stessi percorsi verrebbero utilizzati come uscite di sicurezza mediante aperture strategicamente posizionate lungo l'intero percorso e sapientemente nascoste. L'attrazione fa un massiccio utilizzo di animatronic, gli speciali automi in grado di effettuare semplici movimenti a tempo di musica. Sono meccanizzati anche quasi tutti gli oggetti semoventi. I materiali utilizzati sono prevalentemente plastici e ogni singolo elemento dell'attrazione è stato realizzato in molte copie per facilitare la manutenzione (i pezzi vengono scambiati tra loro e manutenuti a turno a intervalli regolari di tempo). Oltre agli animatronic, l'atmosfera dell'attrazione è garantita dall'utilizzo di numerosi effetti speciali.

Gli effetti speciali[modifica | modifica wikitesto]

  • La stanza deformante: l'effetto “allungante” della stanza deformante è dato dal fatto che in realtà l'intera stanza è un ascensore abilmente camuffato che scende nel capannone dell'attrazione. Inoltre, anche la parte superiore viene leggermente alzata con un sistema a pressione idraulica. Il soffitto, invece, è realizzato con uno speciale tipo di plexiglas che riflette la luce se illuminato di fronte e la assorbe se retroilluminato: in questo modo si ottiene la sensazione di vederlo improvvisamente sparire. In effetti le camere deformanti sono in realtà due, costruite l'una a fianco all'altra e con due entrate diverse: mentre nella prima avviene il pre-show, l'altra ritorna nella posizione di partenza e vengono fatti entrare i visitatori, e viceversa. In questo modo si aumenta la portata oraria.
  • I ritratti cangianti: quello di Melanie all'ingresso e tutti quelli presenti nella galleria hanno sono composti da due strati trasparenti sovrapposti, dietro i quali viene accesa e spenta a intervalli regolari una luce. Se retroilluminati, lo strato inferiore emerge su quello superiore, più opaco.
  • Il corrodoio infinito: è realizzato con due specchi affrontati, all'interno dei quali viene proiettata l'immagine di Melanie.
  • Madame Leota: il volto di un'attrice è proiettato su una forma di testa in plastica. Il proiettore si trova all'interno della sfera di cristallo. Lo stesso trucco è utilizzato per i busti cantanti nel cimitero e per la figura in miniatura di Melanie alla fine del giro.
  • La sala da ballo: molti credono che le figure spettrali nella sala da ballo siano ologrammi, ma ovviamente non è così. Si tratta di una versione modificata del Fantasma di Pepper, un'illusione ottica del XIX secolo: la stanza in cui si svolge la scena è provvista di lastre di vetro disposte in modo da risultare invisibili a chi le guarda; essi sono posizionati in modo da riflettere gli animatronic che si trovano in una stanza sotto la balconata, tenuta nell'oscurità. Quando gli automi vengono illuminati, il loro riflesso appare nelle lastre di vetro; quando la luce va in dissolvenza, essi sembrano scomparire.
  • Il Fantasma nello specchio: gli specchi in cui ci si riflette al termine del giro sono in realtà “specchi a due vie”. Il Fantasma che vediamo incombere sull'omnimover è in realtà un animatronic che si trova dall'altro lato dello specchio, che è tenuto al buio e quindi è impossibile da vedere. Solo il Fantasma è illuminato e si muove in sincrono alla vettura.
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