Peter Cunnah

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Peter Cunnah
Nazionalità Irlanda del Nord Irlanda del Nord
Genere Musica elettronica
Pop rock
Synth pop
Dance
Soul
Ballata
Periodo di attività 1993-1997
(come D:Ream)
1998-oggi
(come cantante solista e compositore/produttore per altri artisti / gruppi; compresi i D:Ream & gli AB)
Album pubblicati 3 (+ 1)
Studio 2
Live 0
Raccolte 1 (+1 non ufficiale)
Sito web

Peter Cunnah (Derry, 30 agosto 1966) è un cantante nordirlandese di musica leggera.

Di origini nordirlandesi (secondo alcuni, nederlandesi), Peter Cunnah è maggiormente conosciuto come cantante solista e compositore in un gruppo musicale dance / pop, piuttosto famoso negli anni novanta, i D:Ream (inizialmente un duo, formato da Peter Cunnah assieme al DJ, musicista e produttore Al Mackenzie, poi trasformatosi in una vera e propria «one man band» costituita dal solo Peter).

Prima di formare i D:Ream, Cunnah è stato il chitarrista solista della band di Belfast Tie The Boy. Dopo aver firmato un contratto con l'etichetta degli U2, la Mother Records, il gruppo si trasferisce da Belfast a Londra, dove si scioglie però subito dopo, a causa di continue discussioni tra i membri.

Ritrovatosi nel cuore della cosiddetta «clubland» londinese (vale a dire il "paese delle discoteche" della capitale britannica), Peter, già con una notevole esperienza come produttore alle spalle, concepisce i D:Ream allo scopo di riutilizzare i pezzi scritti per la precedente band. Senza molti agganci nella capitale britannica, il musicista si appoggia al DJ Al Mackenzie, realizzando una serie di dischi dance, accreditati ad un gruppo senza volto che, sia nelle performance registrate che in quelle dal vivo, utilizza la voce di una diva del genere, di volta in volta diversa, il che lascia Peter Cunnah libero di concentrarsi sulla produzione e sulla composizione, mentre Al Mackenzie cerca di costruirsi una solida reputazione come DJ.

Durante un concerto dal vivo, però, Peter sale casualmente sul palco per cantare, divertendosi così tanto, al punto di rimodellare ben presto l'idea dei D:Ream attorno alla sua stessa voce. La band si ripropone così come un duo, ricevendo un'accoglienza positiva nelle discoteche, ottenendo subito un contratto con una casa discografica, la Magnet Records, distribuita dalla major Warner Bros, e affidandosi alla gestione della FXU.

Alla fine del 1991, i D:Ream sono ormai ben noti nel giro dei club e delle serate in discoteca, ma, soprattutto, la band viene indicata da molti come l'act giusto che potrebbe di fatto riportare le canzoni cantate sulle piste da ballo, dato che, all'epoca, i locali sono dominati per lo più da pezzi completamente strumentali o basati su loop e campionamenti.

La reputazione iniziale dei D:Ream si basa su una serie continua di mix 12", pubblicati su etichetta bianca, che produce una lunga successione di Numeri 1, nelle classifiche dance del Regno Unito e dell'Europa continentale. Una combinazione di groove potenti, a tratti orientati verso la house music, e melodie orecchiabili mantiene sempre aggiornate alla tendenza prevalente nel dato momento canzoni come "U R The Best Thing", che continuano a girare sulle consolle dei DJ e ad essere ballate in club e discoteche, nel corso di un lungo periodo di 18 mesi, in cui vengonoo continuamente remixate da DJ, più o meno noti, amici del duo, quali Sasha, Leftfield, Sine e David Morales. Questo ripetuto successo nel «paese delle discoteche» raggiunge l'apice con l'ottimismo di un brano che suona quasi come un inno (e che come tale verrà difatti adottato, anni dopo, per la campagna elettorale del 1997 dai laburisti inglesi), la celebre "Things Can Only Get Better", «le cose non possono far altro che migliorare», a riflesso dell'energia e della positività della «clubland» dei primi anni novanta. Il brano segna anche un punto di svolta, dato che, ormai famoso in una nicchia ristretta del mercato discografico, Peter Cunnah è già interessato a trasformare i suoi pezzi in formati brevi (i cosiddetti «edit», cfr. sotto), più adatti ai passaggi radiofonici diurni.

Nel 1993, sostenuti dalla pubblicazione ininterrotta di remix 12", i D:Ream iniziano il tenace attacco alla UK Top 40, dove piazzeranno, uno dopo l'altro, una serie di quattro versioni «7" edit» (adattamenti brevi di brani più lunghi o di remix), di "U R The Best Thing" e "Things Can Only Get Better"; e delle nuove tracce: "Unforgiven" e "I Like It". Quest'ultima in particolare sottolinea la nuova direzione della band: uscita nel formato commerciale del cosiddetto «doppio lato A», "I Like It", brano pop / dance, nello stile più tipico dei primi D:Ream, con tanto di voce femminile solista, viene accoppiata alla loro unica ballata, la romantica "Star", un brano marcatamente pop / soul. Contemporaneamente, Al Mackenzie lascia la band, alla fine dell'anno. Poco dopo, all'inizio del 1994, Peter Cunnah porta egregiamente a termine la sua missione, non solo entrando nella Top 5 inglese, ma arrivando fino al Numero 1, con una rivisitazione di "Things Can Only Get Better", che finirà col diventare il singolo più venduto dell'intera annata (un risultato doppiamente eccellente, calcolando che il brano arriva in vetta nel mese di gennaio, e che nessun'altra canzone riuscirà a strapparle il primato nei dodici mesi successivi).

Alla Numero 1 appena conquistata, segue una seconda ristampa di "U R The Best Thing" (remixata dal DJ Perfecto), la quale, pubblicata in tutto tre volte, finalmente entra nella Top 5, arrivando fino al Numero 4 e diventando anche un successo internazionale. Anche il primo album dei D:Ream, intitolato D:Ream On Volume 1, entra nella Top 5, ripubblicato con una copertina del tutto diversa: mentre la prima stampa presentava un'immagine di chiara ispirazione droghereccia (basata soprattutto sulle distorsioni tipiche dell'ecstasy), con tinte colorate sovrapposte e il volto di Peter in primo piano, sulla guancia del quale era inscritto, più piccolo, il viso di Al Mackenzie, la ristampa è caratterizzata da un immaginario molto più orientato verso la tipica icona di popstar, con Peter che compare in una posa inginocchiata, con un bel completo a scacchi (che lancerà, tra l'altro, una moda internazionale molto apprezzata, arrivata, con l'usuale ritardo di un paio d'anni, anche in Italia - in pratica, all'epoca dell'uscita dell'album successivo dei D:Ream, World, nel 1995, quando Cunnah avrà ormai cambiato completamente look!). La nuova copertina, in cui Al Mackenzie continua a comparire, ma soltanto in una piccola foto secondaria, conferma due cose: che il gruppo è ormai ufficialmente da identificarsi con Peter Cunnah, e che le estese velleità di classifica dei D:Ream puntano ormai ben oltre la ristretta «clubland» londinese.

In tutto, D:Ream On Volume 1 produrrà ben 7 differenti singoli (senza contare le varie ristampe), ed arriverà fino al Numero 5 in classifica, promosso senza interruzioni per due anni, fino all'uscita del primo nuovo singolo, nel 1995, tratto dal secondo album World. Sfortunatamente, il nuovo long playing non potrà contare sul supporto di coloro i quali avevano fino ad allora sostenuto la band, fatto che andrà a combinarsi con problemi interni legati al management. Così, i tre singoli estratti conosceranno fortune alterne, e soltanto il primo dei tre, "Shoot Me with Your Love", raggiungerà la Top 10 in Gran Bretagna, sull'onda ancora alta del successo del primo album, arrivando fino al Numero 7. In realtà, anche World riuscirà a piazzarsi al Numero 5, come il primo lavoro, ma degli altri due singoli, soltanto il secondo, "Party Up the World", entrerà nella Top 20, mentre il terzo, "The Power (Of All the Love in the World)", nonostante l'illustre partecipazione vocale di T.J. Davis, non andrà oltre il Numero 40.

Un altro successo arriverà invece con la terza stampa di "Things Can Only Get Better" che, nel 1997, riceverà un'enorme popolarità per il fatto di essere stata scelta come inno politico, dal Partito Laburista Inglese, a sostegno della propria campagna elettorale, per le Elezioni Generali di quell'anno. A distanza di oltre tre anni dall'aver raggiunto la vetta della classifica britannica, il pezzo rientra nella Top 20, piazzandosi ad un rispettabile Numero 19. A questo punto, però, Peter Cunnah decide di porre fine al progetto D:Ream, accondiscendendo alle richieste della casa discografica, che preme per pubblicare una raccolta riepilogativa, con tutti i singoli tratti dai primi due album: i primi 7 da D:Ream On Volume 1, e gli ultimi tre da World (più un paio di tracce supplementari tratte da quest'ultimo, per riequilibrare una situazione decisamente sbilanciata, in favore del primo lavoro). La raccolta, semplicemente intitolata The Best of D:Ream (ma erroneamente conosciuta anche come «The Singles»), esce al posto del terzo album di inediti di studio, che avrebbe dovuto intitolarsi Leap of Faith, e che invece, a tutt'oggi, non è mai più stato pubblicato.

Successivamente allo scioglimento di un gruppo che, comunque, già consisteva in una «one man band», Peter Cunnah continuerà sia a produrre materiale da solista che a collaborare con altri artisti e gruppi, lavorando come compositore e produttore dietro le quinte. Nel 2001, conosce il cantante e musicista nostrano Alex Baroni, collaborando al suo C'è di più del 2004, dove suona per lo più la chitarra, strumento a cui, in séguito - si riavvicinerà pian piano; mentre, quest'ultimo, prende parte alle registrazioni del terzo lavoro dei D:Ream, In Memory Of... (originariamente intitolato 'Gods In The Making') suonandovi esclusivamente le tastiere, con lo pseudonimo di Bryan Cox. Tra le altre cose, Peter è comparso come voce solista sul singolo "Love on the Run" di Chicane, del 2003, e ha collaborato alla realizzazione della musica per l'anime Inuyasha. Recentemente, Cunnah ha fatto ritorno agli spettacoli dal vivo, con una nuova band (gli Shane) che, incentrata sulla chitarra, rappresenta una specie di ritorno alle origini. Il singolo di debutto degli Shane s'intitola "The Weight of This", ed è uscito a maggio del 2006. Della band, fanno parte Paul Greendale, alle chitarre, e Mark Roberts, alla batteria. Roberts aveva già fatto parte della rock band Tie the Boy, assieme allo stesso Peter. Anche In Memory Of... è stato succintamente promosso con rare esibizioni live.

Discografia[modifica | modifica wikitesto]

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni e riferimenti bibliografici[modifica | modifica wikitesto]

  • Paul Gambaccini, Tim Rice, Jonathan Rice (1995), UK Hit Singles, Guinness Publishing

Controllo di autorità VIAF: 64289645

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