Peter Burke (storico)

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Peter Burke nel 2009

Peter Ulick Burke (Stanmore, 1937) è uno storico britannico.

Con 25 libri e circa 240 pubblicazioni (al 2010), Burke è ritenuto uno dei più autorevoli ed è tra i più noti storici europei. È considerato, inoltre, uno dei più competenti studiosi del periodo del Rinascimento italiano al quale ha dedicato importanti testi. Burke ha dato inoltre un contributo fondamentale, come curatore, al volume Storia dell'umanità commissionato dall'UNESCO nel 1999. Conferenziere instancabile, ha tenuto conferenze nelle università e nei luoghi più disparati nel mondo dalla Repubblica Popolare Cinese al Giappone, dalla Nuova Zelanda all'India.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Inizia gli studi al Saint Ignatius College di Londra quindi al Saint John's College dell'Università di Oxford, ma prima di conseguire il dottorato al St Antony's College di Oxford viene chiamato come professore presso la Scuola di Studi europei dell'Università del Sussex, dove rimane dal 1962 al 1979 insegnando Storia europea e Storia intellettuale. Nel 1979 è all'Università di Cambridge in qualità di professore di Storia moderna europea e di fellow presso l'Emmanuel College dove ha insegnato Storia culturale fino al 2004.

Ha tenuto corsi e seminari all'Institute for Advanced Study di Princeton, l'Humanities Research Centre dell'Australian National University di Canberra, l'École des Hautes Études en Sciences Sociales di Parigi, il Wissenschaftskolleg di Berlino, l'Instituto para Estudos Avançados dell'Universidade de São Paulo, il Getty Research Institute di Los Angeles, il Netherlands Institute of Advanced Study. È stato anche visiting professor nelle università di Nijmega, Groningen, Heidelberg, Bruxelles e Princeton. Ha tenuto le Wiles Lectures presso l'Università di Belfast nel 2002. È socio della British Academy, membro dell'Accademia Europea e ha ricevuto il premio Erasmo; ha ricevuto il dottorato di ricerca honoris causa dall'Università di Lund.

L'Emmanuel College di Cambridge, dove Burke è stato fellow ed insegnante di Storia Culturale

Apporti teorici[modifica | modifica wikitesto]

La New Cultural History[modifica | modifica wikitesto]

Peter Burke ha definito la New Cultural History come un cluster di approcci alla storia, mettendo in rilievo sei aspetti di tale approccio composito: la storia dal basso, la storia del quotidiano, la storia della cultura materiale, la storia delle mentalità, il costruttivismo (inteso come enfasi sulla creatività individuale dei soggetti storici, e/o sull’agency), la microstoria[1][2]. Secondo Burke, una definizione univoca e non ambigua di "cultura" renderebbe le cose più semplici. Burke così esplicita la propria definizione: «un sistema di significati, atteggiamenti e valori condivisi, unitamente alle forme simboliche (azioni, manufatti) in cui essi si esprimono e si traducono»[3]. Tale definizione lascia però aperto il problema (secondo Carlo Ginzburg che ha curato l'introduzione a Popular culture in Early Modern Europe) del rapporto tra cultura alta e cultura bassa nonché il problema delle relazioni tra locale e generale, della definizione stessa dei campi di pertinenza di culture e subculture, e infine, resta ancora problematica l'identificazione dei meanings (significati), delle performances (azioni) e degli artifacts (manufatti).

La storia sociale della lingua[modifica | modifica wikitesto]

Secondo Burke la "coscienza" dell'importanza della lingua nella vita quotidiana si è diffusa «più o meno a partire dall'ultima generazione». Oltre che a filosofi, critici e altri studiosi legati ai movimenti dello strutturalismo e del decostruzionismo, anche molti storici si sono infatti resi conto della importanza dello studio della lingua per due fondamentali ragioni: in primo luogo come fine a se stessa, come istituzione sociale, come parte della cultura e della vita quotidiana e in secondo luogo come strumento per una migliore comprensione, attraverso la riflessione sulle convenzioni linguistiche delle fonti orali e scritte.

Ciò nonostante, rimanendo un certo divario fra le varie discipline come storia, linguistica e sociologia (antropologia sociale inclusa), Burke è convinto che questo divario possa e debba essere colmato dalla storia sociale della lingua.

Che la lingua abbia una sua storia non è certamente un'idea nuova: studiosi romani come Varrone e umanisti come Leonardo Bruni e Flavio Biondo erano interessati alla storia del latino. Nel Cinquecento e nel Seicento furono pubblicati vari trattati sull'origine del francese, dell'italiano, dello spagnolo e di altre lingue; questi trattati facevano parte dei dibattiti sui rispettivi meriti del latino e dei volgari e sui modi corretti di parlare e di scrivere questi ultimi. Nell'Ottocento la scuola linguistica dei neogrammatici fu molto interessata alla ricostruzione delle forme originarie di alcune lingue, ad esempio, il protoromanzo ed il protogermanico e alla formulazione delle leggi dell'evoluzione fonetica. Approccio al quale reagiva Ferdinand de Saussure (considerato il padre dello strutturalismo) sostenendo che la linguistica storica si occupava troppo poco del rapporto tra le diverse parti del sistema linguistico. Tuttavia, secondo Burke, questo approccio alla storia mancava della dimensione sociale e questi studiosi dell'Ottocento consideravano la lingua un organismo che "cresce" e si "evolve" attraverso fasi precise ed esprimeva i valori dello "spirito" della nazione che la usava; il loro interesse era a livello nazionale, se non nazionalistico, ma certamente non sociale. Non avevano molto interesse per le varietà della stessa lingua parlate da diversi gruppi sociali, come è interesse specifico della sociolinguistica contemporanea che si è fatta una disciplina separata verso la metà degli anni cinquanta negli Stati Uniti d'America e altrove.[4]

Storia sociale della comunicazione[modifica | modifica wikitesto]

Oltre allo sviluppo e all'analisi della storia sociale della lingua, Burke si è anche cimentato nell'analisi dello sviluppo storico-sociale della comunicazione. La sua analisi fatta su un periodo che va dall'invenzione della stampa di Johann Gutenberg agli attuali mass media, fra cui internet, attraversa e spiega i diversi mezzi di comunicazione includendo fra di essi il peso e l'evoluzione di mezzi apparentemente inusuali, come la stessa predicazione, la posta, la canzone, il teatro e l'immagine o il giornale[5] stesso e stabilendo un nesso stretto tra questi mezzi e la nascita di comunità che fra loro hanno comunicato o comunicano[6][7].

Opere principali[modifica | modifica wikitesto]

  • The Italian Renaissance: Culture and Society in Italy (1972)
  • Venice and Amsterdam: A Study of Seventeenth-Century Élites (1974)
  • Popular Culture in Early Modern Europe (1978)
  • Sociology and History (1980)
  • Montaigne (1982)
  • Vico (1985)
  • The Renaissance (1987)
  • The Social History of Language (con Roy Porter, 1987)
  • History and Social Theory (1992)
  • The Fabrication of Louis XIV (1992)
  • New Perspectives on Historical Writing (a cura di, 1992)
  • The Art of Conversation (1993)
  • The Fortunes of the Courtier: The European Reception of Castiglione's Cortegiano (1995)
  • Varieties of Cultural History (1997)
  • The European Renaissance: Centres and Peripheries (1998)
  • A Social History of Knowledge: From Gutenberg to Diderot (2000)
  • Eyewitnessing: The Uses of Images as Historical Evidence (2001)
  • History and Historians in the Twentieth Century (2002)
  • What is Cultural History? (2004)
  • Languages and Communities in Early Modern Europe (2004)
  • Towards a Social History of Early Modern Dutch (2005)
  • Cultural Hybridity (2009)
  • A Social History of Knowledge II: From the Encyclopédie to Wikipedia (2012)

Traduzioni e saggi in italiano[modifica | modifica wikitesto]

  • Cultura popolare nell'Europa moderna, Mondadori, Milano 1980
  • Sociologia e storia, Il Mulino, Bologna 1982
  • Cultura e società nell'Italia del Rinascimento, Einaudi, Torino 1984
  • Venezia e Amsterdam, Transeuropa, Ancona 1988 ISBN 8878280011
  • Scene di vita quotidiana nell'Italia moderna, Laterza, Roma-Bari 1988 ISBN 8842032360
  • Il cortigiano, in Eugenio Garin (a cura di), L'uomo del Rinascimento, Laterza, Roma-Bari 1988 ISBN 8842032778
  • Il Rinascimento, Il Mulino, Bologna 1990 ISBN 8815063900; Abscondita, Milano 2013 ISBN 9788884164230
  • Lingua, società e storia, Laterza, Roma-Bari 1990 ISBN 8842036994
  • Una rivoluzione storiografica. La scuola delle "Annales" 1929-1989, Laterza, Roma-Bari 1992 ISBN 884203956X
  • La fabbrica del Re Sole, Il Saggiatore, Milano 1993 ISBN 8842801240
  • La storiografia contemporanea (a cura di), Laterza, Roma-Bari 1993 ISBN 8842042757
  • Storia e teoria sociale, Il Mulino, Bologna 1995 ISBN 8815050604
  • L'arte della conversazione, Il Mulino, Bologna 1997 ISBN 8815060553
  • Montaigne. Un profilo, Donzelli, Roma 1998 ISBN 8879894048
  • Le fortune del Cortegiano: Baldassarre Castiglione e i percorsi del Rinascimento europeo, Donzelli, Roma 1988 ISBN 8879894412
  • Il Rinascimento europeo. Centri e periferie, Laterza, Roma-Bari 1999 ISBN 8842057428
  • Sogni, gesti, beffe. Saggi di storia culturale, Il Mulino, Bologna 2000 ISBN 8815076905
  • Cultura e societa nell'Italia del Rinascimento, Il Mulino, Bologna 2001
  • Storia sociale della conoscenza. Da Gutenberg a Wikipedia, 2 voll., Il Mulino, Bologna 2002 ISBN 9788815084477 ISBN 9788815244574
  • Storia sociale dei media. Da Gutenberg a Internet (con Asa Briggs), Il Mulino, Bologna, 2002 ISBN 9788815083029
  • Testimoni oculari. Il significato storico delle immagini, Carocci, Roma 2002 ISBN 9788843022632
  • La storia culturale, Il Mulino, Bologna 2006 ISBN 9788815112927
  • Lingue e comunità nell'Europa moderna, Il Mulino, Bologna 2006 ISBN 9788815114624
  • Ibridismo, scambio, traduzione culturale. Riflessioni sulla globalizzazione della cultura in una prospettiva storica, QuiEdit, Verona 2009 ISBN 9788889480533

Saggi e articoli[modifica | modifica wikitesto]

  • "Tropicalizzazione, tropicalismo, tropicologia", in Agalma, n. 10, settembre 2005, pp. 10-19.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Ida Fazio, Nuova storia culturale. URL consultato l'8 maggio 2011.
  2. ^ Peter Burke, Varieties of Cultural History, Ithaca, New York, Cornell University Press, 1997.
  3. ^ Peter Burke, Popular culture in Early Modern Europe, 1978.
  4. ^ Peter Burke, Lingua, società e storia, a cura di traduzione di Lorenza Raponi, Roma - Bari, Laterza, 1990, pp. 1-6, ISBN 88-420-3699-4.
  5. ^ Il giornale come mezzo e nascita di una comunità
  6. ^ Storia sociale dei media: da Gutenberg a Internet, di Peter Bruke e Asa Briggs, Bologna, Il Mulino, 2007
  7. ^ Lingue e comunità nell'Europa moderna , di Peter Burke, Bologna, Il Mulino, 2006.

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]


Controllo di autorità VIAF: (EN276477703 · LCCN: (ENn50032316 · ISNI: (EN0000 0001 1839 0893 · GND: (DE12029401X · BNF: (FRcb12022709c (data)
storia Portale Storia: accedi alle voci di Wikipedia che trattano di storia