Petenera

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La petenera è un tipo di cante flamenco che si basa su una strofa di quattro versi ottonari (octosílabos) che diventano sei o più per la ripetizione di alcuni versi e se aggiunge un altro come riempitivo che suole essere “Madre de mi corazón”. I testi di questo palo flamenco sono tristi e malinconici e vengono interpretati in modo lento e coinvolti sentimentalmente, nonostante esistano versioni antiche con ritmi più rapidi e temi meno cupi.
Esisteva come forma musicale indipendente prima del suo adattamento al flamenco, essendo per alguni studiosi imparentata con la sarabanda del secolo XVII. La danza della petenera fu molto popolare alla fine del secolo XIX, essendo insegnata nelle scuole di ballo, dopo le seguidillas sevillanas.

Origini[modifica | modifica sorgente]

Si crede che sia uno forma di canzone molto arcaica, come è stato sempre affermato dallo scrittore Serafín Estébanez Calderón nella metà del secolo XIX, e l'aderenza al ritmo dell'antica sarabanda sembra confermare la sua datazione. Molte teorie hanno apportato suggerimenti riguardo alle sue origini, benché non risulta abbastanza evidente sostenerne alcuna con sicurezza:

  • Teoria di Paterna. Questa famosa teoria sostiene che questo palo ebbe origini nella città di Paterna de Rivera in provincia di Cadice. Secondo la a leggenda, il nome della canzone si riferisce alla cantadora chiamata "La Petenera", che vi nacque. Essa fu accusata di essere, per il potere della sua indole seduttrice, la "dannazione degli uomini". Il nome "Petenera" sarebbe una corruzione fonica di "Paternera" (nata a Paterna). Questa teoria fu sostenuta dal folklorista Demófilo.
  • Teoria delle origini ebree. Secondo questa teoria, suggerita dallo studioso di flamenco Hipólito Rossy, la petenera scaturì dalle canzoni di Sefarditi. Egli anche assicura che Sefarditi nei Balcani ancora suonava i testi contenenti i versi della Petenera come la "dannazione degli uomini"
  • Alcune moderne teorie situano l'origine della Petenera a Petén, un dipartimento del Guatemala [1].

Versioni[modifica | modifica sorgente]

Esistono differenti versioni di questo cante, l'antica e la moderna e questa a sua volta può essere breve (chica) o lunga (grande). La cosiddetta petenera grande non è ballabile a differenza della breve che può essere accompagnata da palmas.

Alla fine del secolo XIX il cantante Medina el Viejo (José Rodríguez Concepción) fece conoscere la sua versione di petenera. Questa fu adottata da un altro grande cantante Antonio Chacón. Di quel paso della Niña de los Peines ne realizzò una versione personale arricchita melodicamente, molto diffusa poi da altri artisti come Pepe el de la Matrona.
Federico García Lorca dedicò a questo cante il suo poema Gráfico a la Petenera e inoltre interpretò alcune peteneras al piano accompagnando La Argentinita in una storica registrazione. Il compositore Pablo Sarasate scrisse un'opera intitolata Peteneras per violino e piano.

Struttura[modifica | modifica sorgente]

La Petenera è un palo del flamenco in 12 beat, con quelli forti distribuiti come segue: [1][2][3][4][5][6][7][8][9][10][11][12]. Quindi di struttura identica alla zarabanda e alla jácara, danze spagnole del secolo XVI.

Testi di peteneras[modifica | modifica sorgente]

Petenera de La Niña de los Peines[modifica | modifica sorgente]

(ES)
« Quisiera yo renegar 

de este mundo por entero, 
volver de nuevo a habitar 
¡madre de mi corazón! 
volver de nuevo a habitar, 
por ver si en un mundo nuevo 
por ver si en un mundo nuevo 
encontraba más verdad. »

(IT)
« Io vorrei rinnegare

questo mondo intero
tornare di nuovo ad abitare
madre del mio cuore!
tornare di nuovo ad abitare,
per vedere se in un mondo nuovo
per vedere se in un mondo nuovo
potessi trovare più verità. »

Petenera de La Argentinita[modifica | modifica sorgente]

(ES)
« En el Café de Chinitas

dijo Paquiro a su hermano
soy más valiente que tú,
más torero y más gitano.
Sacó Paquiro el reloj
y dijo de esta manera:
este toro va a morir
antes de las cuatro y media.
Al dar las cuatro en la calle
salieron del Café;
y era Paquiro en la calle
un torero de cartel. »

(IT)
« Nel Caffè di Chinitas

dice Paquiro a suo fratello
sono più valoroso di te,
più  torero e più gitano.
estrasse Paquiro l'orologio
e dice in questa maniera:
questo toro va a morire
prima delle quattro e mezza.
Allo scoccar delle quattro nella strada
escono dal Caffè;
e stava Paquiro nella strada
un torero da manifesto. »

Petenera de Medina el Viejo[modifica | modifica sorgente]

(ES)
« Nadie me tendío la mano

cuando más hundío estaba.
Que nadie venga a mi puerta
Que nadie venga a mi puerta
pidiendo un sorbo de agua.
Nadie me tendío la mano
Cuando más hundío estaba. »

(IT)
« Nessuno mi tese la mano

quando più affondato io stavo.
Che nessuno venga alla mia porta
Che nessuno venga alla mia porta
chiedendo un sorso di acqua.
Nessuno mi tese la mano
Quando più affondato io stavo. »

Petenera de Carmen Linares[modifica | modifica sorgente]

(ES)
« Por las calles de Judea

Por las calles de Judea
pasa una mujer llorando
dicen que es de Sefarad
¡madre de mi corazón!
dicen que es de Sefarad
que la sigue recordando
que la sigue recordando
y no la puede olvidar. »

(IT)
« Per le strade di Judea

Per le strade di Judea
passa una donna piangendo
dicon che sia di Sefarad
¡madre del mio cuore!
dicono che è di Sefarad
che la segue ricordando
che la segue ricordandoo
e non la può scordare. »

Petenera de José Menese[modifica | modifica sorgente]

(ES)
« Sentenciado estoy a muerte

si me ven hablar contigo
ya pueden los matadores
¡madre de mi corazón!
ya pueden los matadores
a prevenir los cuchillos
Sentenciado estoy a muerte
si me ven hablar contigo. »

(IT)
« Condannato sono a morte

se io vengo a parlare con te
ormai possono i matadores
¡madre del mio cuore!
ormai possono i matadores
a prevenire i coltelli
Condannato sono a morte
se io vengo a parlare con te. »

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • Esteban Jose Maria, Breve enciclopedia del flamenco Editorial Libsa, S.A.

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]