Pet therapy

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Con il termine pet therapy (in italiano zooterapia) s'intende, generalmente, una terapia dolce, basata sull'interazione uomo-animale.

Si tratta di una terapia che integra, rafforza e coadiuva le tradizionali terapie e può essere impiegata su pazienti affetti da differenti patologie con obiettivi di miglioramento comportamentale, fisico, cognitivo, psicosociale e psicologico-emotivo.[1]

La pet therapy non è quindi una terapia a sé stante, ma una co-terapia che affianca una terapia tradizionale in corso. Lo scopo di queste co-terapie è quello di facilitare l'approccio medico e terapeutico delle varie figure mediche e riabilitative soprattutto nei casi in cui il paziente non dimostra collaborazione spontanea. La presenza di un animale permette in molti casi di consolidare un rapporto emotivo con il paziente e, tramite questo rapporto, stabilire sia un canale di comunicazione paziente-animale-medico sia stimolare la partecipazione attiva del paziente.

Storia[modifica | modifica sorgente]

Fu lo psichiatra infantile, Boris Levinson, a enunciare per la prima volta, intorno al 1960, le sue teorie sui benefici della compagnia degli animali, che egli stesso applicò nella cura dei suoi pazienti.[2]

Nel 1981, viene fondata negli Stati Uniti la Delta Society, che si occupa di studiare gli effetti terapeutici legati alla compagnia degli animali.[3]

Oggi la pet therapy, che solo recentemente ha ottenuto il giusto riconoscimento[4], trova ampia applicazione in svariati settori socio-assistenziali, tra i quali: case di riposo, ospedali, comunità di recupero.

Teoria di Levinson[modifica | modifica sorgente]

Effetti terapeutici[modifica | modifica sorgente]

Levinson constatò che prendersi cura di un animale può calmare l'ansia, può trasmettere calore affettivo, e aiutare a superare lo stress e la depressione.[5]

La pet therapy oggi[modifica | modifica sorgente]

Dei Garra rufa utilizzati per la fish pedicure.

Ad oggi, fatta eccezione per la regione Veneto, non esiste una netta definizione giuridica per quanto riguarda le procedure ed i requisiti minimi necessari per poter effettuare l'attività della pet therapy. Ciò è dovuto al fatto che spetta alle singole regioni normare sulla materia. Questo ha portato al formarsi di un panorama eterogeneo di ambienti di lavoro auto gestito (e spesso auto certificato) con metodologie operative spesso molto differenti da una realtà all'altra. Tali approcci si sono spesso rivelati dannosi sia per il paziente che per l'animale coinvolto, a causa della mancanza di un'equipe che potesse monitorare contemporaneamente sia lo stato del paziente che dell'animale coinvolto nel progetto.

Per ovviare a queste problematiche la regione Veneto, recependo la legge regionale 3/2005, ha redatto il MOR (Manuale Operativo Regionale regione Veneto) ed avviato un progetto di rete regionale per la pet therapy (net Pet Therapy). Questo manuale definisce:

  • le A.A.A.
  • le A.A.T.
  • l'equipe prescrittivo progettuale
  • l'equipe operativa
  • le schede di valutazione

Le A.A.A.[modifica | modifica sorgente]

Le Attività Assistite con Animali consistono in interventi di tipo educativo-ricreativo e di supporto psico-relazionale, finalizzati al miglioramento della qualità di vita di varie categorie di utenti (bambini, soggetti portatori di handicap, pazienti ospedalizzati, pazienti psichiatrici, anziani, detenuti) e realizzati mediante animali in possesso di adeguate caratteristiche. Non essendo attività con valenza di tipo terapeutico, non è necessaria una specifica prescrizione medica. Tuttavia è comunque opportuna l’indicazione da parte di un professionista del settore sanitario o educativo che abbia in carico il soggetto destinatario dell’intervento. Le AAA vengono progettate dalla EPP ed effettuate dalla EO (fonte: estratto dalle Linee Guida Regionali relative agli interventi assistiti dagli animali D.G.R.V. n. 4130 del 19/12/2006 e della Legge Regionale del Veneto n. 3 del 3/01/2005).

Le T.A.A.[modifica | modifica sorgente]

Le Terapie Assistite con Animali sono interventi individualizzati sul paziente, utilizzati a supporto delle terapie tradizionali (e pertanto definite co-terapie), per la cura della patologia di cui egli è affetto e sono praticati mediante animali appositamente educati. Esse sono finalizzate al miglioramento di disturbi della sfera fisica, motoria, psichica, cognitiva o emotiva. Sono progettate sulla base delle indicazioni sanitarie e psico-relazionali fornite dal medico e/o dallo psicologo di riferimento del paziente e prevedono precisi obiettivi ed indicatori di efficacia (fonte: Estratto dalle Linee Guida Regionali relative agli interventi assistiti dagli animali D.G.R.V. n. 4130 del 19/12/2006 e della Legge Regionale del Veneto n. 3 del 3/01/2005)

L’intervento riabilitativo viene finalizzato verso quattro obiettivi:

  1. il recupero di una competenza funzionale che, per ragioni patologiche, è andata perduta;
  2. l’evocazione di una competenza che non è comparsa nel corso dello sviluppo;
  3. la necessità di porre una barriera alla regressione funzionale, cercando di modificare la storia naturale delle malattie croniche e degenerative riducendone i fattori di rischio e dominandone la progressione;
  4. la possibilità di reperire formule facilitanti alternative.

(fonte: Estratto da linee guida nazionali del Ministero Salute per le attività di riabilitazione G.U. 30 maggio 1998, n. 124)

Chi può prescrivere queste attività?

  1. il medico di medicina generale del paziente
  2. il medico specialista di riferimento del paziente
  3. lo psicologo/psicoterapeuta che ha in carico il paziente

Le TAA vengono progettate dalla E.P.P. ed effettuate dalla E.O. (fonte: MOR regione Veneto)

Le équipe coinvolte[modifica | modifica sorgente]

Secondo le linee guida della regione Veneto le attività di pet therapy devono venire dapprima progettate da una équipe "prescrittivo progettuale" (E.P.P.) e poi venir attivate da una équipe "operativa" (E.O.). Questa innovazione permette di stabilire una procedura univoca (protocollo operativo) da seguire che tenga conto sia del benessere della persona che dell'animale coinvolto.

Per entrambe le tipologie di attività (A.A.A. e T.A.A.) si prevedono le seguenti figure:

  • Responsabile di progetto (un professionista del campo sanitario per le a.a.a. e clinico per le t.a.a.).
  • Medico veterinario (valuta i requisiti comportamentali e sanitari dell'animale, l'aspetto igienico sanitario ed il benessere animale).
  • Coordinatore d'intervento (nelle a.a.a. può essere: psicologo, educatore, infermiere/assistente sanitario, OSS, laureato in scienze motorie, insegnante; nelle t.a.a. può essere: psicologo/psicoterapeuta, infermiere/assistente sanitario, educatore, terapeuta della riabilitazione, terapeuta occupazionale, psicomotricista.
  • Coadiutore dell'animale (promuove la relazione uomo animale e monitora lo stato di salute ed il benessere dell'animale in collaborazione con il veterinario).
  • Altre figure professionali individuate dalla E.P.P. e dall'E.P.

La formazione[modifica | modifica sorgente]

Le figure professionali coinvolte devono (o dovrebbero) avere una preparazione specifica per quanto riguarda le caratteristiche generali degli animali coinvolti nella pet therapy, come la possibilità di zoonosi e l'etologia degli animali a disposizione. L'intervento degli enti pubblici, quali università e gli enti sanitari regionali, costituiscono oggigiorno l'unico modo per permettere una formazione il più possibile uniforme ed accessibile dal punto di vista economico, in modo da abbattere in parte gli esorbitanti costi della macchina della pet therapy.

Animali coinvolti nella pet therapy[modifica | modifica sorgente]

L'E.P.P. individua l'animale corretto per il singolo paziente in base alle preferente personali, alle capacità psico-fisiche, all'analisi delle eventuali fobie specifiche, alle allergie ed in base alla risposta emotiva nelle prime sedute. Ad esempio nel caso si dispongano di più cani si dovrà definire l'abbinamento cane-paziente tenendo conto della taglia del cane, dell'indole, del tipo di pelo...

Nella pet therapy è possibile utilizzare anche altri animali come:


Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • Giovanni Ballarini, Animali amici della salute: curarsi con la pet therapy, Milano, Xenia, 1995. ISBN 88-7273-132-1
  • Giovanni Ballarini, Animali terapia dell'anima: le nuove vie dell'applicazione degli animali nella terapia umana (pet therapy), Brescia, Fondazione iniziative zooprofilattiche e zootecniche, 2000.
  • Giuliana Proietti e Walter La Gatta, La pet therapy, Milano, Xenia, 2005. ISBN 88-7273-529-7
  • Elide Del Negro, Pet therapy: un metodo naturale: un programma di riabilitazione e rieducazione psicoaffettiva, Milano, F. Angeli, 1998. ISBN 88-464-0879-9
  • Elide Del Negro Pet therapy: una proposta di intervento per i disabili neuromotori e sensoriali, Milano, F. Angeli, 2004.
  • Roberto Marchesini, Laura Corona, Attività e terapie assistite dagli animali: l'approccio zooantropologico alla pet-therapy, Bologna, Apeiron, 2007. ISBN 978-88-8372-430-5
  • Pet therapy: curarsi con gli animali, atti del Convegno internazionale Pet therapy (Padova, 2 marzo 1997), Cremona, SCIVAC, 1997.
  • Laura Cibeca (a cura di), Pet therapy: quando l'animale aiuta a stare bene, Perugia, EFFE Fabrizio Fabbri, 2007. ISBN 978-88-89298-45-9
  • Maryse de Palma, Pet therapy: il potere di guarigione degli animali, Milano, Armenia, 2007. ISBN 978-88-344-2001-0
  • Alessandro Meluzzi, La via degli spiriti animali: dalle grotte di Altamira alla Pet-therapy, Bresso, Gruppo Futura, 1997. ISBN 88-256-1337-7
  • Riccardo Tangusso, Graziella Tondi, Pet-therapy: terapia pedagogica del disagio emozionale nel bambino, nell'anziano e nel disabile, Enna, la Moderna edizioni, 2008. ISBN 978-88-95693-10-1
  • Renata Fossati, Guida alla pet therapy: verso il benessere psicofisico con gli animali da compagnia, Sesto Fiorentino, Olimpia, 2003. ISBN 88-253-0028-X
  • Carlo Scheggi (a cura di), Pet therapy: i soggetti, le terapie, le esperienze cliniche, Sesto Fiorentino, Olimpia, 2006. ISBN 88-253-0119-7
  • Marzia Giacon, Pet therapy: psicoterapia con l'aiuto di Amici del mondo animale, Roma, Edizioni mediterranee, 1992. ISBN 88-272-0035-5
  • Alessandro Meluzzi et alii, Pet therapy: aiutarsi con gli animali, Torino, Camedda & C., 2000. ISBN 88-7241-303-6
  • Antonio Pugliese, Pet therapy: strategie di intervento e linee guida, Messina, A. Siciliano, 2005. ISBN 88-7442-388-8
  • Edoardo Giusti, Salvatore La Fata, Quando il mio terapeuta e un cane... Animal Assisted (Pet)-Therapy, Roma, Sovera, 2004. ISBN 88-8124-445-4

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Manuale Operativo Regionale regione Veneto (file.pdf)
  2. ^ Prof. Alberto Ferrando, La “Pet Therapy”
  3. ^ Sito ufficiale della Delta Society
  4. ^ Per approfondire il processo legislativo in Italia: Dott.ssa Francesca Allegrucci La pet therapy: iter legislativo, su www.anucss.org. (URL visitato il: 20 agosto 2009)
  5. ^ B. M. Levinson, Pets, child development, and mental illness, J Am Vet Med Assoc. 1970 Dec 1;157(11):1759-66.

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