Delfino Pescara 1936

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Delfino Pescara 1936
Calcio Football pictogram.svg
Attuale campione del mondo Campione del mondo in carica
Attuale campione d’Europa Campione d’Europa in carica
Detentore della Coppa UEFA Detentore della Coppa UEFA
Detentore della Supercoppa europea Detentore della Supercoppa UEFA
Attuale campione del Sudamerica Campione del Sud America in carica
Detentore della Copa Sudamericana Detentore della Copa Sudamericana
Detentore della Recopa Sudamericana Detentore della Recopa Sudamericana
Badge of Honour UEFA
Attuale campione d’Italia Campione d’Italia in carica
Detentore della Coppa Italia Detentore della Coppa Italia
Detentore della Coppa Italia di C
Detentore della Coppa Italia di D Detentore della Coppa Italia di D
Detentore della Supercoppa italiana Detentore della Supercoppa italiana
Campione d’Inghilterra in carica Campione d’Inghilterra in carica
Campione in carica MLS Campione in carica Major League Soccer
Detentore della U.S. Open Cup
Campione di Germania Campione di Germania in carica
Campione di Spagna Campione di Spagna in carica
Campione di Portogallo in carica
FA Cup Detentore della FA Cup
Campione d’Olanda in carica
Campione di Grecia in carica
Campione d'Uruguay in carica
Pescarastemma.png
Biancoazzurri, Delfini
Segni distintivi
Uniformi di gara
Manica sinistra
Manica sinistra
Maglietta
Maglietta
Manica destra
Manica destra
Pantaloncini
Calzettoni
Casa
Manica sinistra
Manica sinistra
Maglietta
Maglietta
Manica destra
Manica destra
Pantaloncini
Calzettoni
Trasferta
Manica sinistra
Manica sinistra
Maglietta
Maglietta
Manica destra
Manica destra
Pantaloncini
Calzettoni
Terza
Colori sociali: Flag of Pescara calcio.svg Celeste-Bianco-Azzurro
Inno: Evviva Pescara
Riccardo Sprecacenere
Dati societari
Città: Pescara-Stemma.png Pescara
Paese: bandiera Italia
Confederazione: UEFA
Federazione: Flag of Italy.svg FIGC
Campionato: Lega Pro Prima Divisione
Fondazione: 1936
Rifondazione: 2009
Presidente: Bandiera dell'Italia Deborah Caldora
Allenatore: Bandiera dell'Italia Antonello Cuccureddu
Stadio: Adriatico
(24.400 posti)
Sito web: www.pescaracalcio.com
Palmarès
Titoli nazionali: 1 Campionato di Serie B (1986/1987)
2 Campionati di Serie C (1940/1941)(1973/1974)
1 Campionato di Serie D (1972-73)
Trofei nazionali:
Trofei internazionali:
Si invita a seguire lo schema del Progetto Calcio

Il Pescara Calcio era la principale società calcistica di Pescara nonché la società calcistica di maggior prestigio della regione Abruzzo. Fondata nel 1936, ha disputato cinque campionati di Serie A (1977/78) (1979/80) (1987/88) (1988/89) (1992/93) e trenta campionati di Serie B; inoltre la squadra abruzzese ha vinto un campionato di Serie B (1986/1987), 2 campionati di serie C (1940/1941) (1973/1974) e un campionato di serie D (1972/73) prima di essere stata dichiarata fallita il 19 dicembre 2008[1]. Inoltre fino ad oggi, è la prima e unica squadra di calcio abruzzese a raggiungere la Serie A.

Il 20 gennaio 2009 è stata rilevata all'asta fallimentare dalla nuova Delfino Pescara 1936, società che fa capo all'industriale della pasta Peppe De Cecco e all'imprenditrice edile Deborah Caldora, figlia di Armando, già presidente della squadra ai tempi della prima promozione in serie A. La squadra attuale, quindi seppur fondata nel 2009, riprende lo stemma, i risultati e i piazzamenti del Pescara Calcio nato nel 1936. Le vittorie più prestigiose in Serie A sono il 2-1 in casa contro il Milan nel 1979/80, il 2-0 a Milano contro l'Inter nel 1987/88, le vittorie per 5-1 e 2-0 in casa contro la Juventus e l'1-3 in trasferta contro la Roma nel 1988/89 con tripletta del brasiliano Tita, e nuovamente 0-1 all'Olimpico il 6 settembre del 1992 prima di campionato con gol al minuto 72 di Salvatore Antonio Nobile.

Indice

[modifica] Storia

[modifica] Gli albori del calcio a Pescara (1910-1940)

Nel 1927, su proposta di Gabriele D'Annunzio, il governo istituì la Provincia di Pescara unendo i due centri di Pescara e Castellamare in un'unica città. In questo contesto di spirito unitario si unirono le società calcistiche formando la società Tito Acerbo, dalla vita effimera.

Nel 1930 venne invece a formarsi il primo embrione del Pescara Calcio grazie alla fondazione della Società Sportiva Abruzzo, allenata da un allenatore professionista. La squadra, nella stagione 1931-32, partecipò al Campionato di Seconda Divisione Regionale vincendolo con ampio margine sulle compagini di L'Aquila e di Chieti. La compagine, guidata da Pietro Piselli, assunse nel 1932-33 il nome di Associazione Sportiva Pescara, ma dopo due anni fu sciolta per problemi economici. Nel 1936, grazie all'interesse di Angelo Vetta, la squadra risorse sempre col nome di Associazione Sportiva Pescara. Il nuovo club, che adottò quali colori sociali il bianco e l'azzurro, ebbe come primo allenatore Edmondo De Amicis ed esordì nel 1937-38 nel girone D di Prima Divisione Abruzzese, ottenendo subito la promozione in Serie C.

Nei due anni successivi la squadra, affidata a Pietro Piselli, disputò due buoni campionati in Serie C, classificandosi ottavo e sesto.

[modifica] La prima promozione in Serie B (1940-1951)

Al termine della stagione 1940-41 arrivò per il Pescara la prima promozione in Serie B. La squadra, allenata dal campione del mondo Mario Pizziolo e forte di elementi come Mario Tontodonati (che di lì a poco esordirà in Serie A), vinse il proprio girone totalizzando 44 punti e arrivò seconda nel girone finale dietro alla Fiumana. L'anno successivo la squadra, esordiente in seconda categoria, sfiorò la promozione venendo superato dal Vicenza alle ultime giornate.

Durante la seconda guerra mondiale la squadra disputò un torneo locale chiamato Campionato Abruzzese, vincendolo. Alla fine delle ostilità, nella stagione 1945-46, il Pescara fu iscritto ad un campionato misto di A e B diviso in due gironi istituiti secondo criteri geografici. Il Pescara terminò il primo anno al sesto posto nel girone del Sud Italia, poi, dopo un terzo e un ottavo posto, la squadra fu inserita nel girone meridionale della Serie B. A partire dalla stagione 1948-49, il Pescara conobbe un periodo di crisi con due retrocessioni consecutive che lo fecero sprofondare in Promozione Interregionale.

[modifica] Gli anni della Serie C (1950-1970)

Al termine della stagione 1951-52 i biancazzurri, guidati da Del Grosso, raggiunsero la promozione in IV Serie vincendo il girone L. Per gran parte degli anni '50 la squadra, con Umberto De Angelis in panchina, non riuscì a centrare l'obiettivo della promozione in Serie C, sfiorandola durante la stagione 1955-56 (prima stagione in cui la squadra giocò nello Stadio Adriatico, inaugurato il 29 dicembre 1955), perdendo in casa lo spareggio contro la Reggina. La promozione in terza divisione avvenne due anni dopo, al termine della stagione 1958-59. Nel corso degli anni '60 la compagine adriatica disputò stagioni anonime in serie C (con picchi nella stagione 1962-63, terminata al quarto posto, e la stagione 1967-68 al sesto posto), caratterizzate dall'avvicendamento di vari allenatori alla panchina della squadra.

[modifica] Il ritorno in B e l'approdo in Serie A con Armando Caldora (1970-1977)

Al termine della stagione 1971-72 la compagine adriatica, partita con l'obiettivo della promozione, sprofondò in Serie D. Il Pescara si riscattò ottenendo una doppia promozione: nella 1972-73 la squadra vinse il girone H tornando così in Serie C, mentre nella stagione seguente, sotto la guida di Tom Rosati, il Pescara tornò in Serie B dopo un testa a testa con il Lecce da cui gli adriatici uscirono vincitori, favoriti tra l'altro da un punto di penalizzazione inferto ai salentini che si erano rifiutati di scendere in campo nella partita contro il Marsala per la mancanza dell'arbitro designato.

Nelle due stagioni successive il Pescara (divenuto società per azioni nel 1974) ottenne due tranquille salvezze mentre andavano a formarsi i primi gruppi di tifoseria organizzata. Nella stagione 1976-77, con alla guida Giancarlo Cadè, chiamato dal nuovo presidente Armando Caldora, il Pescara concluse il campionato al secondo posto con 49 punti, alla pari col Cagliari e con l'Atalanta rendendo quindi necessari gli spareggi per decretare le due promosse: grazie a due pareggi a reti inviolate con Cagliari e Atalanta, il Pescara si classificò secondo nella graduatoria ottenendo così la promozione, la prima in massima serie per il club adriatico.

[modifica] Alterne Fortune (1977-1982)

Per la stagione 1977-78 il Pescara, al suo esordio in massima serie, vide un altro cambio ai vertici della società con Attilio Taraborrelli che divenne presidente. Con una formazione in sostanza simile a quella dell'anno precedente e con Giancarlo Cadè alla guida, la squadra retrocesse in Serie B al termine della stagione piazzandosi all'ultimo posto con 17 punti (frutto di 4 vittorie, 9 pareggi e 17 sconfitte con 21 reti segnate e 44 subite), stabilendo tra l'altro alcuni record negativi. Unica soddisfazione fu la vittoria per 2-1 contro l'Inter che veleggiava nelle prime posizioni di classifica.

Il ritorno in massima serie degli abruzzesi fu immediato: nella stagione 1978-79, che vide un ennesimo cambio alla presidenza con l'arrivo di Gianni Capacchietti, il Pescara, allenato da Antonio Valentin Angelillo, raggiunse alla penultima giornata il Monza e lo sconfisse nello spareggio di Bologna per 2-0 (con un goal di Pavone al 40' e un'autogoal di Giusto su tiro di Nobili al 61'). Per l'occasione fu forte l'affluenza dei tifosi biancazzurri che giunsero da Pescara in circa 40'000 unità (tutt'ora una delle trasferte più massicce nella storia del calcio italiano). Il campionato 1979-80 fu però anche in questo caso avaro di soddisfazioni: la squadra rimase infatti tutta la stagione a fondo classifica e a nulla valse l'avvicendamento di Gustavo Giagnoni in panchina per risollevare le sorti del campionato.
Dopo una stagione in cui la squadra terminò (con Aldo Agroppi in panchina) a ridosso della zona promozione, al sesto posto, il Pescara nella stagione 1981-82 retrocesse in Serie C1 in una stagione caratterizzata dall'avvicendamento di tre allenatori (Saul Malatrasi, Mario Tiddia e Giuseppe Chiappella) alla guida della squadra.

[modifica] La riconquista della Serie B (1982-1986)

All'inizio del campionato 1982-83 il presidente Vincenzo Marinelli (coadiuvato dal general manager Franco Manni, ex direttore sportivo dell'Inter), richiamò in panchina Tom Rosati che al termine della stagione riporterà la squadra in Serie B.

Rosati rimase sulla panchina del Pescara anche nella stagione 1983-84, mettendo in evidenza giovani attaccanti come Sandro Tovalieri e Stefano Rebonato, ma per la stagione successiva fu assunto sulla panchina Enrico Catuzzi che, nonostante l'introduzione di un nuovo modulo di gioco, non riuscirà a far decollare la squadra che al termine della stagione 1985-86 retrocederà all'ultima giornata perdendo la gara interna contro la Triestina, che fino alla fine del campionato era rimasta in lotta per la promozione.

[modifica] L'avvio dell'era Galeone e il ritorno in A (1986-1988)

Nell'estate del 1986, a causa della radiazione per fallimento del Palermo, la squadra fu ripescata in Serie B. Al posto di Catuzzi fu assunto Giovanni Galeone, allenatore emergente proveniente dalla Spal. Grazie all'introduzione del modulo 4-3-3, e ai goal di Stefano Rebonato, capocannoniere del torneo con 21 reti, la squadra, allestita per affrontare la Serie C1, centrerà la promozione in Serie A classificandosi al primo posto alla pari col Pisa. La formazione tipo che conquistò la promozione sconfiggendo il Parma di Arrigo Sacchi era così composta: Gatta, Benini, Camplone, Bosco, Bergodi, Dicara, Pagano, Gasperini, De Rosa, Marchegiani, Berlinghieri.

L'inizio del campionato 1987-88 vedrà l'ingresso in società dell'imprenditore Pietro Scibilia, patron dell'industria alimentare Gis già partner pubblicitario del Pescara e del ciclista Francesco Moser. Al termine della stagione la squadra si salvò grazie alla riduzione del numero delle squadre che sarebbero retrocesse e alla penalizzazione dell'Empoli, partito da -5. Nella stagione successiva la squadra retrocesse dopo un girone di ritorno disastroso. Durante questi due anni nella squadra militarono alcuni volti noti, tra cui i brasiliani Júnior, Edmar e Tita, e il discontinuo Blaž Slišković.

[modifica] Il lento declino (1988-2001)

Dopo due stagioni deludenti, in cui fallirono tecnici come Ilario Castagner e Carlo Mazzone, il Pescara, con Galeone in panchina, tornò in Serie A al termine del campionato 1991-92, classificandosi secondo dietro al Brescia. La permanenza della compagine adriatica fu però ancora una volta breve: dopo aver impressionato favorevolmente ad inizio campionato battendo la Roma e mettendo sotto il Milan per 4-2 per poi perdere 5-4, la squadra retrocederà al termine della stagione nonostante la presenza di importanti giocatori come Dunga, John Sivebæk appena laureatosi Campione d'Europa e il redivivo Slišković. Unica vittoria importante fu il 5-1 inferto alla Juventus alla penultima giornata del campionato.

Negl anni successivi il Pescara disputò alcune stagioni mediocri in Serie B: nella stagione successiva alla retrocessione, con Giorgio Rumignani in panchina, la squadra, penalizzata di 3 punti per un presunto illecito sportivo relativo a due stagioni prima, si salvò dalla retrocessione. Con Francesco Oddo, in panchina tra il 1994 e il 1996 salvo un breve periodo con Luigi Maifredi la squadra si salvò il primo anno, mentre nel secondo anno si classificò a metà tabellone dopo aver concluso il girone di andata in vetta alla classifica. Dopo un periodo interlocutorio che vide prima Delio Rossi e poi Adriano Buffoni, nella stagione 1998-99 la squadra, guidata inizialmente da Giorgini poi da Gigi De Canio, sfiorò la promozione perdendola definitivamente all'ultima giornata a causa di una vittoria della Reggina sul Torino già promosso. Dopo una stagione conclusa al tredicesimo posto, il campionato 2000-01 si rivelò disastroso per la squadra che al termine della stagione retrocederà nonostante l'avvicendamento di quattro allenatori (Delio Rossi, Giovanni Galeone, Tarcisio Burgnich e di nuovo Delio Rossi). Da segnalare, durante questo periodo, l'affermazione di alcuni giovani provenienti dal vivaio come Mauro Esposito, Massimo Margiotta e Morgan De Sanctis.

[modifica] Cambi ai vertici (2001-2007)

Ritrovatasi dopo diciotto anni in terza divisione, per la stagione 2001-02 la squadra fu rifondata con elementi provenienti dalla Serie C1 ed affidata al fratello del direttore sportivo della squadra, Ivo Iaconi. Tali scelte della dirigenza suscitarono il malcontento della tifoseria che chiese a gran voce le dimissioni dello staff tecnico e dirigenziale. Nonostante la contestazione la squadra in campionato si trovò subito nei piani alti della classifica (anche se la squadra delude nei due sentitissimi derby contro il Chieti ottenendo un solo punto e perdendo la partita allo stadio Angelini davanti a 12000 spettatori 1-0 con goal di Zaccagnini), qualificandosi infine per i playoff all'ultima giornata, battendo il Giulianova per 2-0. Tuttavia gli spareggi non saranno favorevoli al Pescara che fu eliminato dal Catania in semifinale dopo aver perso la partita di ritorno a causa di un clamoroso errore da parte del direttore di gara Bergonzi, che convalidò il goal-vittoria del Catania nonostante un evidente fuorigioco del marcatore Cicconi[senza fonte]. Nella stagione successiva, con una formazione rinnovata, la squadra concluse al primo posto con 69 punti ex aequo con Avellino(scontri diretti: 1-0 ad Avellino e 1-2 a Pescara)ma dovette disputare i playoff per classifica avulsa, vincendoli contro il Martina dopo aver eliminato in semifinale la Sambenedettese.

Tornato in Serie B, il Pescara disputò un buon girone di andata, ma un calo di rendimento nel girone di ritorno (favorito anche dagli infortuni dei titolari Saul Santarelli e Carlo Luisi) portando alla retrocessione in Serie C1 nonostante i 21 goal di Emanuele Calaiò e l'avvicendamento in panchina di Cetteo Di Mascio al posto di Ivo Iaconi. Nell'estate del 2004 il gruppo Scibilia-Oliveri passò la proprietà della squadra all'imprenditore Dante Paterna con cui iniziò un lungo periodo di crisi, nonostante il quale la società fu ripescata in Serie B a causa della mancata iscrizione del Napoli e dell'Ancona. La squadra, affidata a Giovanni Simonelli, allora esordiente in Serie B, il primo anno venne ripescata dopo aver concluso il campionato al terzultimo posto, mentre il campionato successivo lo concluse a centroclassifica (con Maurizio Sarri in panchina). La stagione 2006-2007 fu molto travagliata a livello societario poiché ci fu l'avvicendamento ai vertici di Angelo Renzetti e poi Massimiliano Pincione al posto di Paterna. La squadra, dopo un girone di andata disastroso condito dagli esoneri di Ballardini e Ammazzalorso, fu affidata a Luigi De Rosa, ex storico calciatore biancoazzurro ai tempi di Galeone, e dopo un buon periodo di ripresa, retrocesse all'ultimo posto con 24 punti.

[modifica] Dal Pescara al "Delfino Pescara 1936": fallimento e rinascita (2007-oggi)

Il 5 ottobre 2007 la squadra, in ormai carenti condizione economiche (era stata penalizzata di un punto a causa di un ritardo nel pagamento dei versamenti IRPEF), fu acquistata dall'imprenditore immobiliare Gerardo Soglia che, dopo una stagione in cui il club concluse al settimo posto, rassegnò le proprie dimissioni il 9 ottobre 2008[2], mettendo in vendita la società.

La squadra dopo passò dapprima alla CIT Travel, quindi alla società anonima svizzera EUROCAT SA.

Dopo una serie di manifestazioni dei tifosi contro la società inadempiente, il Pescara è ancora in vendita, ma il 19 dicembre 2008 a causa di pesanti debiti societari la Pescara Calcio SPA è stata dichiarata fallita dal tribunale civile cittadino.

In seguito, dopo l'affidamento al curatore fallimentare Dott. Saverio Mancinelli, sarà egli stesso a fissare per il 20 gennaio 2009 presso il medesimo Tribunale Civile una base d'asta di vendita aziendale di 600.000 euro per l'acquisizione del club.

Ed in quella sede, tra l'entusiasmo di una foltissima rappresentanza della tifoseria organizzata (il cui ruolo si è rivelato determinante nell'opera di ricostruzione), aggiudicataria dell'asta si rivela essere la Delfino Pescara 1936. Il nuovo sodalizio, tutto pescarese, è presieduto da Deborah Caldora, figlia dell'ex presidente della prima Serie A e dall'industriale dell'omonima pasta Peppe De Cecco. Dopo l'esonero di Giuseppe Galderisi al culmine di una perdurante crisi tecnica, la guida della squadra è affidata ad Antonello Cuccureddu. L'ex bandiera della Juventus riuscirà a condurre il Delfino biancazzurro alla salvezza, risultato tutto sommato non disprezzabile vista la problematica stagione; sicuramente un buon viatico in vista del definitivo rilancio nel calcio che conta. L'obiettivo per la neonata società pescarese per la stagione 2009-2010 è infatti il ritorno in serie B. I risultati iniziali sono molto buoni e portano gli abruzzesi nelle primissime posizioni. Alla decima giornata il Pescara ed un vecchio ma rispettabile "nemico", il Verona (partito con lo stesso prestigioso obiettivo), si ritrovano al primo posto in classifica, inseguite dal Portogruaro.

Visto lo spaccamento già ben evidente della classifica si può già parlare di una corsa a sole tre squadre per la vittoria finale.

[modifica] Palmarès

(1986/1987)

(1940/1941) (1973/1974)

(1972-73)

[modifica] Inno

L'attuale inno del Pescara, introdotto per la prima volta nel 1976, si intitola Evviva Pescara. Il testo è stato scritto da Riccardo Sprecacenere riadattando il brano Y viva España (composto da Caerts, Rozentraten e Degómez).

Sugli spalti comincia l'avventura
40 mila saremo a tifar
splende il sole lo stadio è tutto in festa
quando difendi i nostri bei color
il biancazzurro in ciel sventolerà
è la bandiera più bella che ci sta.

Sei forte più di un battaglion
evviva Pescara
sconfiggi tutti gli squadron
dai forza Pescara
un grido solo echeggerà
evviva Pescara
un nome solo vincerà
dai forza Pescara!

Ti ammiriamo dall'alto mentre corri
Alla conquista di un altro bel gol
La tua forza in campo si scatena
Per l'avversario più niente c'è da far
il biancazzurro in ciel sventolerà
è la bandiera più bella che ci sta.

Sei forte più di un battaglion
evviva Pescara
sconfiggi tutti gli squadron
dai forza Pescara
un grido solo echeggerà
evviva Pescara
un nome solo vincerà
dai forza Pescara!

[modifica] Cronistoria

Cronistoria del Pescara Calcio
  • 1932 - La società pescarese dell'S.S. Abruzzo, primatista regionale, assume il nome di A.S. Pescara.
  • 1932-33 - 10° nel girone G della Prima Divisione.
  • 1933-34 - 1° nel girone C della Prima Divisione, avendo battuto allo il Taranto 1-0 allo spareggio. 3° nel girone C delle finali per la promozione in Serie B.
  • 1934-35 - 7° nel girone G di Prima Divisione.
  • 1935 - La A.S. Pescara rinuncia al campionato di Serie C a calendari già compilati e si scioglie.
  • 1936 - 10 giugno, costituzione dell'Associazione Sportiva Pescara.
  • 1936-37 - In Prima Divisione Abruzzese.
  • 1937-38 - 1° nel girone G della Prima Divisione Abruzzese. Promosso in Serie C.
  • 1938-39 - 8° nel girone G della Serie C.
  • 1939-40 - 6° nel girone G della Serie C.
  • 1940-41 - 1° nel girone F della Serie C, ammesso alle finali. 2° nel girone B delle finali (quoziente reti 1 contro l'1,75 della Fiumana). Promosso in Serie B.
  • 1941-42 - 3° in Serie B.
  • 1942-43 - 8° in Serie B.
  • 1943-44 - Inattivo per cause belliche.
  • 1944-45 - 1° nel Campionato Bellico Abruzzese.
  • 1945-46 - 6° nel Campionato Misto A-B del Centro-Sud.
  • 1946-47 - 3° nel girone C della Serie B.
  • 1947-48 - 7° nel girone C della Serie B.
  • 1948-49 - 21° in Serie B. Retrocesso in Serie C.
  • 1949-50 - 17° nel girone C della Serie C. Retrocesso in Promozione Interregionale.
  • 1950-51 - 2° nel girone L della Promozione Interregionale.
  • 1951-52 - 1° nel girone L della Promozione Interregionale.
  • 1952-53 - 12° nel girone G della IV Serie.
  • 1953-54 - 3° nel girone F della IV Serie.
  • 1954-55 - 3° nel girone G della IV Serie.
  • 1955-56 - 1° nel girone G della IV Serie. Perde le finali per la promozione in Serie C.
  • 1956-57 - 6° nel girone G della IV Serie.
  • 1957-58 - 3° nel girone B dell'Eccellenza della IV Serie. Ammesso d'ufficio in Serie C.
  • 1958-59 - 14° nel girone C della Serie C.
  • 1959-60 - 10° nel girone C della Serie C.
  • 1960-61 - 12° nel girone C della Serie C.
  • 1961-62 - 10° nel girone C della Serie C.
  • 1962-63 - 4° nel girone C della Serie C.
  • 1963-64 - 10° nel girone C della Serie C.
  • 1964-65 - 11° nel girone C della Serie C.
  • 1965-66 - 9° nel girone C della Serie C.
  • 1966-67 - 7° nel girone C della Serie C.
  • 1967-68 - 6° nel girone C della Serie C.
  • 1968-69 - 15° nel girone C della Serie C.
  • 1969-70 - 9° nnel girone C della Serie C.
  • 1970-71 - 12° nel girone C della Serie C.
  • 1971-72 - 18° nel girone C della Serie C. Retrocesso in Serie D.
  • 1972-73 - 1° nel girone H della Serie D. Promosso in Serie C.
  • 1973-74 - 1° nel girone C della Serie C. Promosso in Serie B.
  • 1974-75 - 10° in Serie B.
  • 1975-76 - 12° in Serie B.
  • 1976-77 - 3° in Serie B. Promosso in Serie A dopo gli spareggi con Atalanta e Cagliari.
  • 1977-78 - 16° in Serie A. Retrocesso in Serie B.
  • 1978-79 - 3° in Serie B dopo spareggio col Monza. Promosso in Serie A.
  • 1979-80 - 16° in Serie A. Retrocesso in Serie B.
  • 1980-81 - 6° in Serie B.
  • 1981-82 - 20° in Serie B. Retrocesso in Serie C1.
  • 1982-83 - 2° nel girone B della Serie C1. Promosso in Serie B.
  • 1983-84 - 12° in Serie B.
  • 1984-85 - 7° in Serie B.
  • 1985-86 - 17° in Serie B. Riammesso per mancata iscrizione del Palermo.
  • 1986-87 - 1° in Serie B. Promosso in Serie A.
  • 1987-88 - 12° in Serie A.
  • 1988-89 - 15° in Serie A. Retrocesso in Serie B.
  • 1989-90 - 8° in Serie B.
  • 1990-91 - 13° in Serie B.
  • 1991-92 - 2° in Serie B. Promosso in Serie A.
  • 1992-93 - 18° in Serie A. Retrocesso in Serie B.
  • 1993-94 - 15° in Serie B.
  • 1994-95 - 11° in Serie B.
  • 1995-96 - 9° in Serie B.
  • 1996-97 - 6° in Serie B.
  • 1997-98 - 13° in Serie B.
  • 1998-99 - 5° in Serie B.
  • 1999-00 - 13° in Serie B.
  • 2000-01 - 20° in Serie B. Retrocesso in Serie C1.
  • 2001-02 - 4° nel girone B della Serie C1.
  • 2002-03 - 2° nel girone B della Serie C1, vince i playoff col Martina. Promosso in Serie B.
  • 2003-04 - 22° in Serie B. Ripescato al posto dell'Ancona.
  • 2004-05 - 19° in Serie B per effetto della condanna sportiva del Genoa. Riammesso grazie alla mancata iscrizione di Perugia e Salernitana.
  • 2005-06 - 11° in Serie B.
  • 2006-07 - 22° in Serie B. Retrocesso in Serie C1.
  • 2007-08 - 6° nel girone B della Serie C1.
  • 2008-09 - 12° nel girone B della Prima Divisione Lega Pro. Fallimento societario, nasce la Delfino Pescara 1936 che rileva il titolo sportivo del Pescara Calcio S.p.a.
  • 2009-10 - nel girone B della Prima Divisione Lega Pro.

[modifica] Campionati nazionali

Categoria Partecipazioni Debutto Ultima stagione

A

5 1977-1978 1992-1993

B

31 1941-1942 2006-2007

C

27 1932-1933 2008-2009

D

9 1950-1951 1972-1973

In 72 stagioni sportive a partire dall'esordio a livello nazionale in Serie C, conteggiando anche le tre stagioni in C dell'antenata SS Pescara, e compreso un Campionato Misto Bassitalia disputato in qualità di società di Serie B.

[modifica] Rosa 2009-2010

N. Ruolo Giocatore
Bandiera dell'Italia P Gabriele Bartoletti
Bandiera dell'Italia P Salvatore Pinna
Bandiera dell'Italia P Lorenzo Prisco
Bandiera dell'Italia D Filippo Petterini
Bandiera dell'Italia D Samuele Olivi
Bandiera dell'Italia D Stefano Medda
Bandiera dell'Italia D Andrea Mengoni
Bandiera dell'Italia D Tommaso Romito
Bandiera dell'Italia D Emanuele Sembroni
Bandiera dell'Italia D Damiano Zanon
Bandiera dell'Italia D Simone Vitale
N. Ruolo Giocatore 600px Blu Bianco e Celeste (Strisce Orizzontali).png
Bandiera dell'Italia C Salvatore Carboni
Bandiera dell'Italia C Francesco Dettori
Bandiera dell'Italia C Tommaso Roberto Coletti
Bandiera dell'Italia C Massimo Bonanni
Bandiera dell'Italia C Andrea Gessa
Bandiera dell'Italia C Diego Matarazzo
Bandiera dell'Italia C Giacomo Zappacosta
Bandiera dell'Italia C Luca Tognozzi
Bandiera dell'Italia C Marco Verratti
Bandiera dell'Italia A Massimo Ganci
Bandiera dell'Italia A Marco Sansovini
Bandiera dell'Italia A Mario Artistico
Bandiera dell'Italia A Francesco Zizzari

[modifica] Staff tecnico

Allenatore: Bandiera dell'Italia Antonello Cuccureddu
Allenatore in seconda: Bandiera dell'Italia Giuseppe Salaris

[modifica] Giocatori

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi la voce Categoria:Calciatori del Pescara Calcio.

[modifica] Allenatori e presidenti

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Allenatori del Pescara Calcio
Allenatori del Pescara Calcio
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Presidenti del Pescara Calcio
Presidenti del Pescara Calcio
  • 1936-1948 - Angelo Vetta
  • 1948-1949 - Renato De Cecco, Sabatino Di Properzio e Mariano Celsi
  • 1949-1950 - Vianello, Di Properzio, Daidone
  • 1950-1952 - Raffaele Breda[3]
  • 1952-1954 - Angelo Forese e Sabatino Di Properzio
  • 1954-1961 - Sabatino Di Properzio
  • 1961-1964 - Antonio Sacco
  • 1964-1965 - Ennio Giansante[3]
  • 1965-1966 - Vincenzo Scuccimarra
  • 1966-1974 - Salvatore Galeota
  • 1974-1976 - Gianni Capacchietti
  • 1976-1977 - Armando Caldora
  • 1977-1978 - Attilio Taraborelli
  • 1978-1980 - Gianni Capacchietti
  • 1980-1986 - Vincenzo Marinelli
  • 1986-1987 - Panfilo De Leonardis
  • 1987-1989 - Pietro Scibilia
  • 1989-1990 - Alberto Di Lena
  • 1990-1991 - Franco Fedele
  • 1991-2004 - Pietro Scibilia
  • 2004-2007 - Dante Paterna
  • 2007 gen-feb - Angelo Renzetti
  • 2007 feb-ott - Massimiliano Pincione
  • ott 2007-ott 2008 - Gerardo Soglia
  • dic. 2008-febb 2009 - Saverio Mancinelli (curatore fallim.)
  • 2009-attuale - Deborah Caldora
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[modifica] Tifosi

[modifica] Gemellaggi

Da segnalare che il primo gemellaggio (9 gennaio 1977) nato tra gruppi ultras nel mondo è quello (tutt'ora molto consolidato) tra le tifoserie del Lanerossi Vicenza e del Pescara.

[modifica] Amicizie

[modifica] Rivalità

[modifica] Tifo organizzato

[modifica] Pescara Rangers

Il primo gruppo ultras organizzato di Pescara nacque nel novembre 1976 per iniziativa di una decina di tifosi, che dal 1971 seguivano le partite con il Club Fedelissimi. Successivamente si unì al gruppo il Club Excelsior guidato da Angeleo Manzo, in maniera tale che il club assumesse il nome di Club Excelsior (che rappresentava la sezione adulti) - Pescara Rangers (rappresentante invece la sezione giovani). Quest'ultimo nome sarà ripreso in seguito da vari gruppi di tifosi, tra cui quelli di Pisa, Empoli, e Genova.

[modifica] Bad Boys

Il gruppo nacque con il nome di Boys nel 1985 in occasione di una trasferta a Campobasso. Nel 1998, con la fusione di tutti i gruppi ultrà nei Pescara Rangers, i Bad Boys presero definitivamente il posto nell'anello superiore della Curva Nord. Club molto numeroso e quotato,per due volte, nelle stagioni 1987/88 e 1988/89 i BAD BOYS sono stati i " campioni del tifo", risultando il gruppo più votato nel panorama ultras italiano. Il gruppo si sciolse nel 2004, in seguito ad incomprensioni con i Rangers sul ruolo di gruppo leader in Curva Nord.

[modifica] Cherokee

Gruppo nato nel settembre del 1987 e confluito nel 1998 nei Pescara Rangers, rappresentava la frangia violenta dei tifosi del Pescara.

[modifica] Note

  1. ^ FALLIMENTO PESCARA CALCIO. PescaraCalcio.com, 19-12-2008
  2. ^ Pescara, si dimette il presidente Soglia, dal sito corrieredellosport.it
  3. ^ a b Commissario

[modifica] Collegamenti esterni

  • calcio Portale Calcio: accedi alle voci di Wikipedia che trattano di calcio
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