Delfino Pescara 1936

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Delfino Pescara 1936
Calcio Football pictogram.svg
Pescarastemma.png
Biancoazzurri, Delfini
Segni distintivi
Uniformi di gara
Manica sinistra
Manica sinistra
Maglietta
Maglietta
Manica destra
Manica destra
Pantaloncini
Pantaloncini
Calzettoni
Casa
Manica sinistra
Manica sinistra
Maglietta
Maglietta
Manica destra
Manica destra
Pantaloncini
Pantaloncini
Calzettoni
Calzettoni
Trasferta
Manica sinistra
Manica sinistra
Maglietta
Maglietta
Manica destra
Manica destra
Pantaloncini
Pantaloncini
Calzettoni
Terza divisa
Colori sociali Flag of Pescara calcio.svg Bianco e azzurro
Simboli Delfino
Inno Evviva Pescara
Riccardo Sprecacenere
Dati societari
Città Pescara-Stemma.png Pescara
Paese bandiera Italia
Confederazione UEFA
Federazione Flag of Italy.svg FIGC
Campionato Serie B
Fondazione 1936
Rifondazione 2009
Presidente Bandiera dell'Italia Daniele Sebastiani
Allenatore Bandiera della Rep. Ceca Zdeněk Zeman
Stadio Stadio Adriatico
(24.400 posti)
Sito web www.pescaracalcio.com
Palmarès
Titoli nazionali 1 Campionato di Serie B
2 Campionato di Serie C
1 Campionato di Serie D
Trofei nazionali
Trofei internazionali
Soccerball current event.svg Stagione in corso
Si invita a seguire lo schema del Progetto Calcio

Il Delfino Pescara 1936 (spesso abbreviato semplicemente come Pescara) è la principale società calcistica abruzzese. Nella stagione 2011-2012 partecipa alla Serie B, la seconda divisione del campionato italiano.

Fondata nel 1936 - come continuazione della squadra di calcio Puritas di Angelo Delfino - ha disputato cinque campionati di Serie A (1977/78, 1979/80, 1987/88, 1988/89, 1992/93) e trentatré campionati di Serie B; ha inoltre vinto un campionato di Serie B (1986/1987), due campionati di Serie C (1940/1941, 1973/1974) e un campionato di Serie D (1972/73) prima di essere stata dichiarata fallita il 19 dicembre 2008[1]. Inoltre, fino ad oggi, è la prima e unica squadra di calcio abruzzese ad aver raggiunto la Serie A.

Il 20 gennaio 2009 è stata rilevata all'asta fallimentare da un nuovo assetto societario che fa capo all'imprenditore della pasta e dell'edilizia Giuseppe De Cecco e all'imprenditrice edile Deborah Caldora, figlia di Armando, già presidente della squadra ai tempi della prima promozione in Serie A[2]. La società attuale, quindi, seppur fondata nel 2009, riprende lo stemma, i risultati e i piazzamenti del Pescara Calcio nato nel 1936.

Nella classifica perpetua della Serie A, che tiene conto di tutte le 60 squadre di calcio che hanno militato almeno una volta nella massima serie nazionale, il Delfino Pescara si colloca al 51º posto con 101 punti.[3]

Indice

[modifica] Storia

[modifica] Gli albori del calcio a Pescara (1910-1940)

Nel 1927, su proposta di Gabriele D'Annunzio, il governo istituì la Provincia di Pescara unendo i due centri di Pescara e Castellamare in un'unica città. In questo contesto di spirito unitario si unirono le società calcistiche formando la società Tito Acerbo, dalla vita effimera.

Nel 1930 venne invece a formarsi il primo embrione del Pescara Calcio grazie alla fondazione della Società Sportiva Abruzzo, allenata da un allenatore professionista. La squadra, nella stagione 1931-32, partecipò al Campionato di Seconda Divisione Regionale vincendolo. La compagine, guidata da Pietro Piselli, assunse nel 1932-33 il nome di Associazione Sportiva Pescara, ma dopo due anni fu sciolta per problemi economici. Nel 1936, grazie all'interesse di Angelo Vetta, la squadra risorse sempre col nome di Associazione Sportiva Pescara. Il nuovo club, che adottò quali colori sociali il bianco e l'azzurro, ebbe come primo allenatore Edmondo De Amicis ed esordì nel 1937-38 nel girone D di Prima Divisione Abruzzese, ottenendo subito la promozione in Serie C.[senza fonte]

Nei due anni successivi la squadra disputò due buoni campionati in Serie C, classificandosi ottavo, con alla guida Pietro Piselli, e poi sesto, allenato da Armando Bonino.[4][5]

[modifica] La prima promozione in Serie B (1940-1951)

Al termine della stagione 1940-41 arrivò per il Pescara la prima promozione in Serie B. La squadra, allenata dal campione del mondo Mario Pizziolo e forte di elementi come Mario Tontodonati (che di lì a poco esordirà in Serie A), vinse il proprio girone totalizzando 44 punti e arrivò seconda nel girone finale dietro alla Fiumana. L'anno successivo la squadra, esordiente in seconda categoria, sfiorò la promozione venendo superato dal Vicenza alle ultime giornate.

Durante la Seconda guerra mondiale la squadra disputò un torneo locale chiamato Campionato Abruzzese, vincendolo. Alla fine delle ostilità, nella stagione 1945-46, il Pescara fu iscritto ad un campionato misto di A e B diviso in due gironi istituiti secondo criteri geografici. Il Pescara terminò il primo anno al sesto posto nel girone del Sud Italia, poi, dopo un terzo e un ottavo posto, la squadra fu inserita nel girone meridionale della Serie B. A partire dalla stagione 1948-49, il Pescara conobbe un periodo di crisi con due retrocessioni consecutive che lo fecero sprofondare in Promozione.

[modifica] Gli anni della Serie C (1950-1970)

Al termine della stagione 1951-52 i biancazzurri, guidati da Del Grosso, raggiunsero la promozione in IV Serie vincendo il girone L. Per gran parte degli anni cinquanta la squadra, con Umberto De Angelis in panchina, non riuscì a centrare l'obiettivo della promozione in Serie C, sfiorandola durante la stagione 1955-56 (prima stagione in cui la squadra giocò nello Stadio Adriatico, inaugurato il 29 dicembre 1955), perdendo in casa lo spareggio contro la Reggina. La promozione in terza divisione avvenne due anni dopo, al termine della stagione 1958-59. Nel corso degli anni sessanta la compagine adriatica disputò stagioni anonime in serie C (con picchi nella stagione 1962-63, terminata al quarto posto, e la stagione 1967-68 al sesto posto), caratterizzate dall'avvicendamento di vari allenatori alla panchina della squadra.[6][7]

[modifica] Il ritorno in Serie B e l'approdo in Serie A con Armando Caldora (1970-1977)

Al termine della stagione 1971-72 la compagine adriatica, partita con l'obiettivo della promozione, sprofondò in Serie D. Il Pescara si riscattò ottenendo una doppia promozione: nella 1972-73 la squadra vinse il girone H tornando così in Serie C, mentre nella stagione seguente, sotto la guida di Tom Rosati, il Pescara tornò in Serie B dopo un testa a testa con il Lecce da cui gli adriatici uscirono vincitori, favoriti tra l'altro da un punto di penalizzazione inferto ai salentini che si erano rifiutati di scendere in campo nella partita contro il Marsala per la mancanza dell'arbitro designato.

Nelle due stagioni successive il Pescara (divenuto società per azioni nel 1974) ottenne due tranquille salvezze mentre andavano a formarsi i primi gruppi di tifoseria organizzata. Nella stagione 1976-77, con alla guida Giancarlo Cadè, chiamato dal nuovo presidente Armando Caldora, il Pescara concluse il campionato al secondo posto con 49 punti, alla pari col Cagliari e con l'Atalanta rendendo quindi necessari gli spareggi per decretare le due promosse: grazie a due pareggi a reti inviolate con Cagliari e Atalanta, il Pescara si classificò secondo nella graduatoria ottenendo così la promozione, la prima in Serie A per il club adriatico.[8]

[modifica] Alti e bassi (1977-1982)

Per la stagione 1977-78 il Pescara, al suo esordio in massima serie, vide un altro cambio ai vertici della società con Attilio Taraborrelli che divenne presidente. Con una formazione in sostanza simile a quella dell'anno precedente e con Giancarlo Cadè alla guida, la squadra retrocesse in Serie B al termine della stagione piazzandosi all'ultimo posto con 17 punti (frutto di 4 vittorie, 9 pareggi e 17 sconfitte con 21 reti segnate e 44 subite), stabilendo tra l'altro alcuni record negativi. Unica soddisfazione fu la vittoria per 2-1 contro l'Inter che veleggiava nelle prime posizioni di classifica.[9]

Il ritorno in massima serie degli abruzzesi fu immediato: nella stagione 1978-79, che vide un ennesimo cambio alla presidenza con l'arrivo di Gianni Capacchietti, il Pescara, allenato da Antonio Valentin Angelillo, raggiunse alla penultima giornata il Monza e lo sconfisse nello spareggio di Bologna per 2-0 (con un goal di Pavone al 40' e un autogoal di Giusto su tiro di Nobili al 61'). Per l'occasione fu forte l'affluenza dei tifosi biancazzurri che giunsero da Pescara in circa 40 000 unità (tuttora una delle trasferte più massicce nella storia del calcio italiano). Il campionato 1979-80 fu però anche in questo caso avaro di soddisfazioni: la squadra rimase infatti tutta la stagione a fondo classifica e a nulla valse l'avvicendamento di Gustavo Giagnoni in panchina per risollevare le sorti del campionato.
Dopo una stagione in cui la squadra terminò (con Aldo Agroppi in panchina) a ridosso della zona promozione, al sesto posto, il Pescara nella stagione 1981-82 retrocesse in Serie C1 in una stagione caratterizzata dall'avvicendamento di tre allenatori (Saul Malatrasi, Mario Tiddia e Giuseppe Chiappella) alla guida della squadra.[10]

[modifica] La riconquista della Serie B ed il periodo Catuzzi (1982-1986)

All'inizio del campionato 1982-83 il presidente Vincenzo Marinelli (coadiuvato dal general manager Franco Manni, ex direttore sportivo dell'Inter), richiamò in panchina Tom Rosati che al termine della stagione riporterà la squadra in Serie B.

Rosati rimase sulla panchina del Pescara anche nella stagione 1983-84, mettendo in evidenza giovani attaccanti come Sandro Tovalieri e Stefano Rebonato.

Nel campionato 1984-1985 fu assunto sulla panchina Enrico Catuzzi, tecnico dalle idee innovative e inventore del gioco a zona praticato con successo negli anni precedenti a Bari; a Pescara arrivano dal Bari elementi importanti richiesti ed avuti proprio da Catuzzi nel suo trascorso in Puglia: Gigi De Rosa, Acerbis e Franco Baldini. Si misero in mostra anche i nuovi giovani Cristiano Bergodi e Andrea Camplone. Si ricordano le gare in Coppa Italia contro il forte Napoli di Maradona, Ciro Ferrara e Daniel Bertoni, vittorioso all'Adriatico per 3 a 0, e la sconfitta casalinga (3-0) contro la temibile Fiorentina di Giancarlo De Sisti, Claudio Gentile, Daniel Passarella, Oriali, Daniele Massaro, Paolo Pulici, Giancarlo Antognoni e Sócrates; il girone di Coppa-Italia da sei squadre lo terminò al quarto posto con 4 punti, frutto della vittoria a Perugia (3-0) e dei pareggi contro Arezzo (1-1) e Casertana (0-0).

Il campionato, invece, è esaltante. La squadra gioca un ottimo calcio grazie ai nuovi schemi a "zona" di Catuzzi.

Il Pescara vince le prime 3 gare casalinghe: all'esordio dinanzi al proprio pubblico, il Pescara batte 2-1 la Triestina per poi vincere 2-0 contro l'Empoli di Sebastiano Rossi e Walter Mazzarri, e 3-0 contro il Varese di Angelo Orlando. I "delfini abruzzesi" sconfiggono anche 2-0 il Cagliari di Renzo Ulivieri, Julio César Uribe e Marco Branca, vincono 3-0 contro il Parma di Nicola Berti e Gabriele Pin, e battono il Monza col largo risultato di 4-0.

Il Pescara chiude la stagione allo Stadio Adriatico regalando ai propri tifosi la bella vittoria contro il forte Genoa di Tarcisio Burgnich, Stefano Eranio ed Elói, battendo i "grifoni" 3-0 con reti di Giorgio Roselli, De Martino e Gigi De Rosa.

La squadra concluse il campionato al settimo posto in classifica esprimendo ottimo gioco e tante belle vittorie.

Il Pescara in casa si rivela una garanzia, ottenendo il record di 33 gol fatti e la seconda miglior difesa con soli 8 gol subiti; perse una sola volta contro il Campobasso.

Nella stagione successiva, sempre con Catuzzi alla guida, arrivarono Onofrio Loseto, Rebonato, Pagano, Carrera, Gasperini e Bosco. La squadra iniziò la nuova stagione ottenendo un pareggio (0-0) nella la gara di Coppa-Italia affrontando nuovamente il Napoli spinto da Maradona, Bruno Giordano e Salvatore Bagni. In campionato si parte con buoni propositi, infatti i biancoazzurri all'esordio sconfiggono 2-1 il Bologna per poi dare seguito ad alti e bassi; si ricordano le vittorie più significative contro squadre blasonate come Genoa (3-0) e Lazio (2-0).

Memorabile in quell'annata il gol da record segnato di testa da quasi centrocampo da Gigi De Rosa nell'acceso derby contro la Sambenedettese vinto per 1-0, proprio nell'ultimo minuto di recupero.

In quella stagione, travagliata per lo scandalo del calcio-scommesse in cui venne coinvolto e successivamente radiato il portiere biancoazzzurro Maurizio Rossi, la squadra non riuscì a ripetere la positiva stagione precedente e, seppur monstrando un calcio piacevole, al termine della stagione 1985-86 retrocesse all'ultima giornata perdendo la gara interna contro la Triestina (1-2), che fino alla fine del campionato era rimasta in lotta per la promozione.[11]

Nel biennio di Catuzzi i giocatori simbolo di quel Pescara erano Giorgio Roselli, Luigi De Rosa e Acerbis.

[modifica] La storica promozione in Serie A con Galeone (1986-1988)

Nell'estate del 1986, a causa della radiazione per fallimento del Palermo, la squadra fu ripescata in Serie B. Al posto di Catuzzi fu assunto Giovanni Galeone, allenatore emergente proveniente dalla SPAL. La squadra, allestita per affrontare la Serie C1 si trova, contro tutti i pronostici, a giocare un campionato di vertice pur avendo una rosa non molto ampia e piuttosto giovane. Il modulo adottato da Galeone è un 4-3-3 a zona. Il Pescara di Galeone sorprese tutto il calcio italiano, per qualità di gioco offensivo e divertente, basato sull'innovatività, aggiudicandosi il soprannome "calcio-champagne".

Durante la stagione la squadra agguanta tante vittorie, da ricordare quelle contro Cagliari (3-2), Genoa (2-1), Taranto (3-0), Vicenza (3-1 in trasferta e 2-0 in casa), Cremonese (2-0), Parma (2-1 in trasferta), (Pisa (3-1) e Bologna (1-0 sia in casa che in trasferta).

Il 21 giugno 1987 il Pescara conquistò la serie A classificandosi al primo posto alla pari con il Pisa. La formazione che conquistò la massima serie, sconfiggendo in un gremito Stadio Adriatico il Parma di Arrigo Sacchi era così composta: Gatta, Benini, Camplone, Bosco, Bergodi, Dicara, Pagano, Gasperini, Rebonato, Marchegiani, De Rosa[12]. La squadra ottenne anche il maggior numero di vittore di tutta la Serie B ed il miglior attacco della categoria con 43 reti realizzate. Il centravanti Rebonato diventerà capocannoniere del campionato di Serie B 1986-1987 con 21 gol di cui nessuno realizzato su rigore. Altri calciatori utilizzati in quella stagione erano Gianluca Gaudenzi, Primo Berlinghieri, Onofrio Loseto, Luigi Ciarlantini e Luigi Marchionne.

L'inizio del campionato 1987-88 vedrà l'ingresso in società dell'imprenditore Pietro Scibilia, patron dell'industria alimentare Gis già partner pubblicitario del Pescara e sponsor della squadra ciclistica GIS-TUC-LU guidata da Francesco Moser. Dopo la cessione alla Fiorentina del centravanti goleador Rebonato, il Pescara prenderà Nicola Zanone per sostituirlo; lasciò il Pescara anche la mezza punta Gigi De Rosa passato al Cosenza e fu ingaggiato il talentuoso ed esperto centrocampista brasiliano Júnior dal Torino. Come mezzala sinistra la società, guidata da Scibilia prenderà il geniale anche se un po' discontinuo Blaž Slišković. Inizialmente sembrò che Gasperini fosse destinato a lasciare la maglia bianco azzurra perché chiuso dalla presenza del giocatore slavo ma, a causa di un infortunio che terrà Zanone lontano dai campi per parecchio tempo, Galeone sarà costretto a ridisegnare l'assetto tattico della squadra spostando la mezzala Slišković nel ruolo di centravanti e reinserendo Gasperini, che nel frattempo ha ceduto la fascia da capitano a Júnior, nel suo ruolo di mezz'ala sinistra. Al termine della stagione la squadra si salvò grazie alla riduzione del numero delle squadre che sarebbero retrocesse e alla penalizzazione dell'Empoli, partito da -5.

Nella stagione successiva la squadra acquisterà altri due calciatori brasiliani: il centravanti Edmar e la mezza punta Tita e lascerà andare Slišković. Nonostante alcune sconfitte clamorose come quella per 8 a 2 contro il Napoli al San Paolo il Pescara sembrò comunque poter disputare un campionato tranquillo e raggiungerà anche il centro classifica alla fine del girone di andata. Invece retrocesse dopo un girone di ritorno disastroso nel quale riuscì a vincere per 3 a 1 solo la prima giornata in casa della Roma mentre pareggiò e perse le restanti partite. Durante questi due anni nella squadra militarono alcuni volti noti. Oltre ai già citati brasiliani Júnior, Edmar e Tita, e Blaž Slišković vi furono anche i difensori Romano Galvani, Roberto Bruno, il centrocampista Paolo Miano e il portiere Giuseppe Zinetti.[11]

[modifica] Il lento declino (1988-2001)

Dopo due stagioni deludenti il Pescara, con Galeone in panchina, tornò in Serie A al termine del campionato 1991-92, classificandosi secondo dietro al Brescia. La permanenza della compagine adriatica fu però ancora una volta breve: dopo aver impressionato favorevolmente ad inizio campionato battendo la Roma e mettendo sotto il Milan per 4-2 per poi perdere 5-4, la squadra retrocederà al termine della stagione nonostante la presenza di importanti giocatori come Dunga, John Sivebæk appena laureatosi Campione d'Europa e il redivivo Slišković. Unica vittoria importante fu il 5-1 inferto alla Juventus alla penultima giornata del campionato.

Negli anni successivi il Pescara disputò alcune stagioni mediocri in Serie B: nella stagione successiva alla retrocessione, con Giorgio Rumignani in panchina, la squadra, penalizzata di 3 punti per un presunto illecito sportivo relativo a due stagioni prima, si salvò dalla retrocessione. Con Francesco Oddo, in panchina tra il 1994 e il 1996 salvo un breve periodo con Luigi Maifredi la squadra si salvò il primo anno, mentre nel secondo anno si classificò a metà tabellone dopo aver concluso il girone di andata in vetta alla classifica. Dopo un periodo interlocutorio che vide prima Delio Rossi e poi Adriano Buffoni, nella stagione 1998-99 la squadra, guidata inizialmente da Giorgini poi da Gigi De Canio, sfiorò la promozione perdendola definitivamente all'ultima giornata a causa di una vittoria della Reggina sul Torino già promosso. Dopo una stagione conclusa al tredicesimo posto, il campionato 2000-01 si rivelò disastroso per la squadra che al termine della stagione retrocederà nonostante l'avvicendamento di quattro allenatori (Delio Rossi, Giovanni Galeone, Tarcisio Burgnich e di nuovo Delio Rossi). Da segnalare, durante questo periodo, l'affermazione di alcuni giovani provenienti dal vivaio come Mauro Esposito, Massimo Margiotta e Morgan De Sanctis.[13]

[modifica] Gli anni 2000

[modifica] Cambi ai vertici (2001-2007)

Ritrovatasi dopo diciotto anni in terza divisione, per la stagione 2001-02 la squadra fu rifondata con elementi provenienti dalla Serie C1 ed affidata al fratello del direttore sportivo della squadra, Ivo Iaconi. Tali scelte della dirigenza suscitarono il malcontento della tifoseria che chiese a gran voce le dimissioni dello staff tecnico e dirigenziale. Nonostante la contestazione la squadra in campionato si trovò subito nei piani alti della classifica, qualificandosi infine per i play-off all'ultima giornata, battendo il Giulianova per 2-0. Tuttavia gli spareggi non saranno favorevoli al Pescara che fu eliminato dal Catania in semifinale dopo aver perso la partita di ritorno a causa di un clamoroso errore da parte del direttore di gara Bergonzi, che convalidò il goal-vittoria del Catania nonostante un evidente fuorigioco del marcatore Cicconi. Nella stagione successiva, con una formazione rinnovata, la squadra concluse al primo posto con 69 punti ex aequo con Avellino(scontri diretti: 1-0 ad Avellino e 1-2 a Pescara) ma dovette disputare i playoff per classifica avulsa, vincendoli contro il Martina dopo aver eliminato in semifinale la Sambenedettese.

Tornato in Serie B, il Pescara disputò un buon girone di andata, ma un calo di rendimento nel girone di ritorno (favorito anche dagli infortuni dei titolari Saul Santarelli e Carlo Luisi) portando alla retrocessione in Serie C1 nonostante i 21 goal di Emanuele Calaiò e l'avvicendamento in panchina di Cetteo Di Mascio al posto di Ivo Iaconi. Nell'estate del 2004 il gruppo Scibilia-Oliveri passò la proprietà della squadra all'imprenditore Dante Paterna con cui iniziò un lungo periodo di crisi, nonostante il quale la società fu ripescata in Serie B a causa della mancata iscrizione del Napoli e dell'Ancona. La squadra, affidata a Giovanni Simonelli, allora esordiente in Serie B, il primo anno venne ripescata dopo aver concluso il campionato al terzultimo posto, mentre il campionato successivo lo concluse a centro classifica (con Maurizio Sarri in panchina).

La stagione 2006-2007 fu molto travagliata sia a livello societario che tecnico.

La squadra parte male con Ballardini alla guida perdendo le prime 3 gare di campionato a cui fanno seguito 2 pareggi e un'altra sconfitta a Modena che costa la panchina al tecnico che viene esonerato dopo appena 6 giornate e un magro bottino di 2 punti. Al suo posto subentra Aldo Ammazzalorso ma la musica non cambia, in quanto i biancoazzurri non riescono a conquistare nemmeno una vittoria e collezionano in 9 gare solo 3 pareggi e 6 sconfitte, tra cui il ko interno contro il Rimini (0-5). Al posto di Ammazzalorso arriva sulla panchina pescarese Luigi De Rosa, ex glorioso centrocampista biancoazzurro della storica promozione in A del Pescara "champagne" di Galeone, che guiderà il Pescara per tutto il girone di ritorno ottenendo le uniche soddisfazioni in quell'annata sfortunata. All'esordio casalingo il Pescara di De Rosa batte 2-1 il forte Lecce di Papadopulo, Osvaldo, Valdes e Tiribocchi, in corsa per la Serie A. Segue la bella vittoria per 2-1 in trasferta a Bari, dove i biancoazzurri rimontarono 2 gol grazie alla doppietta di Daniele Vantaggiato, e la gara vinta in casa contro il Cesena di Lazzari e Papa Waigo che navigava nelle zone alte della classifica. La squadra con De Rosa cambia pelle e conquista subito 10 punti in 4 partite, una media da promozione, risollevandosi subito in classifica balzando dall'ultimo posto alla zona play-out. La tifoseria inizia a sperare nella salvezza. Seguirono, poi, alti e bassi tra risultati positivi e sconfitte. Contemporaneamente ci fu l'avvicendamento ai vertici della società del nuovo presidente Angelo Renzetti al posto di Dante Paterna, che durò però poco tempo, infatti la società viene ridata nelle mani di Paterna per poi essere acquistata da Massimiliano Pincione. In 2 mesi ci furono 4 presidenti. I problemi societari, portati avanti per tutto il girone di ritorno, si fanno sempre più gravi tanto da prospettarsi il fallimento e influiscono negativamente sulla squadra. La squadra dopo un buon periodo di ripresa retrocesse all'ultimo posto con 24 punti.[14]

[modifica] Dal Pescara al "Delfino Pescara 1936": fallimento e rifondazione (2007-2009)

Il 5 ottobre 2007 la squadra, in ormai carenti condizione economiche (era stata penalizzata di un punto a causa di un ritardo nel pagamento dei versamenti IRPEF), fu acquistata dall'imprenditore immobiliare Gerardo Soglia che, dopo una stagione in cui il club concluse al settimo posto, rassegnò le proprie dimissioni il 9 ottobre 2008[15], mettendo in vendita la società.

La squadra dopo passò dapprima alla CIT Travel, quindi alla società anonima svizzera Eurocat SA. Dopo una serie di manifestazioni dei tifosi contro la società inadempiente, il Pescara è ancora in vendita, ma il 19 dicembre 2008 a causa di pesanti debiti societari la Pescara Calcio SPA è stata dichiarata fallita dal tribunale civile cittadino. In seguito, dopo l'affidamento al curatore fallimentare Dott. Saverio Mancinelli, sarà egli stesso a fissare per il 20 gennaio 2009 presso il medesimo Tribunale Civile una base d'asta di vendita aziendale di 600.000 euro per l'acquisizione del club.

La Curva Nord Marco Mazza nella Finale play-off 2010 contro il Verona, allo Stadio Adriatico di Pescara.

Ed in quella sede, tra l'entusiasmo di una foltissima rappresentanza della tifoseria organizzata (il cui ruolo si è rivelato determinante nell'opera di ricostruzione), aggiudicataria dell'asta si rivela essere la Delfino Pescara 1936. Il nuovo sodalizio, tutto pescarese, è presieduto da Deborah Caldora, figlia dell'ex presidente della prima Serie A e dall'industriale dell'omonima pasta Giuseppe De Cecco. Dopo l'esonero di Giuseppe Galderisi al culmine di una perdurante crisi tecnica, la guida della squadra è affidata ad Antonello Cuccureddu. L'ex bandiera della Juventus riuscirà a condurre il Delfino biancazzurro alla salvezza.[16]

[modifica] La conquista della Serie B (2009-2010) e l'arrivo di Zeman

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi le voci Delfino Pescara 1936 2009-2010 e Delfino Pescara 1936 2010-2011.

L'obiettivo per la neonata società pescarese per la stagione 2009-2010 è il ritorno in serie B. I risultati iniziali portano gli abruzzesi nelle primissime posizioni. Alla decima giornata il Pescara e l'Hellas Verona (partito con lo stesso prestigioso obiettivo), si ritrovano al primo posto in classifica, inseguite dal Portogruaro. Le tre squadre si inseguono per tutto il campionato, ma nessuna riesce a piazzare l'allungo decisivo. I veronesi vincono il girone di andata e ad un certo punto si ritrovarono con ben sette punti di vantaggio, che però poi furono tutti sciupati a causa di un calo di prestazioni. Gli abruzzesi invece stentano nella prima metà di campionato per poi rimontare nella fase finale.

A sorpresa, fra queste due squadre a trionfare è l'outsider Portogruaro, con una vittoria all'ultima giornata sul Verona, venendo direttamente promosso in B. Pescara (secondo) e Verona (terzo) finiscono alle semifinali play off: da un lato il Verona elimina con facilità il Rimini, nell'altra semifinale i biancazzurri eliminano la Reggiana con uno 0-0 nel match di Reggio Emilia ed un 2-0 allo Stadio Adriatico. Nella finale di ritorno a Pescara, dopo un 2-2 nella gara di andata al Bentegodi di Verona, sono i padroni di casa a imporsi con una rete di Ganci e a poter così festeggiare la promozione, mentre gli scaligeri sono costretti a disputare amaramente un quarto campionato di fila in Lega Pro.

La stagione del ritorno in serie B è caratterizzata da un inizio difficoltoso con 3 soli punti ottenuti nelle prime 5 gare. Successivamente la squadra offre ottime prestazioni in casa alternate ad altre meno convincenti in trasferta ma vede la squadra abruzzese conquistare una tranquilla salvezza dopo aver lottato per lunghi tratti per un posto ai Play-off per la promozione in A, sempre sotto la guida di mister Eusebio Di Francesco. Per la stagione 2011-2012 la guida della squadra viene affidata a Zdenek Zeman visto il passaggio al Lecce di mister Di Francesco. La prima di campionato vede i biancazzurri ospiti di un Hellas Verona voglioso di riscattare quanto successo due anni prima ai Play-off che hanno sancito il ritorno in cadetteria degli abruzzesi ma per la prima volta nella sua storia il Pescara vince al Bentegodi grazie al gol di Ciro Immobile e all'autogol di Ceccarelli (che segnerà successivamente la rete del finale 1-2). La squadra è un mix ben assortito di giocatori più esperti come il capitano Sansovini, Cascione, Gessa e Anania e di giocatori molto promettenti come Verratti, Capuano, Insigne e Immobile. Il credo calcistico del boemo di certo non si è smentito nella prima parte del campionato che vede i Biancazzurri stabilmente in zona play-off e capaci di esprimere un gioco spumeggiante e divertente (il pubblico dell'Adriatico ha dimostrato apprezzamento facendo la "ola" più volte) ma soprattutto concreto. Dal 28/11/2011 viene nominato come presidente Daniele Sebastiani al posto di Giuseppe De Cecco, in seguito agli attriti nati dopo il mancato acquisto da parte della società del Poggio degli Ulivi.

[modifica] Cronistoria

Cronistoria del Pescara Calcio
  • 1932 - La società pescarese dell'S.S. Abruzzo, primatista regionale, assume il nome di A.S. Pescara.
  • 1932-1933 - 10º nel girone G della Prima Divisione.
  • 1933-1934 - 1º nel girone C della Prima Divisione dopo vittoria contro il Taranto 1-0 allo spareggio. 3º nel girone C delle finali per la promozione in Serie B.
  • 1934-1935 - 7º nel girone G di Prima Divisione.
  • 1935 - La A.S. Pescara rinuncia al campionato di Serie C a calendari già compilati e si scioglie.

  • 10 giugno 1936 - Viene costituita l'Associazione Sportiva Pescara.
  • 1936-1937 - Partecipa alla Prima Divisione Abruzzese.
  • 1937-1938 - 1º nel girone G della Prima Divisione Abruzzese. Promosso in Serie C.
  • 1938-1939 - 8º nel girone G della Serie C.
  • 1939-1940 - 6º nel girone G della Serie C.
  • 1940-1941 - 1º nel girone F della Serie C, ammesso alle finali. 2º nel girone B delle finali (quoziente reti 1 contro l'1,75 della Fiumana). Promosso in Serie B.
  • 1941-1942 - 3º in Serie B.
  • 1942-1943 - 8º in Serie B.
  • 1943-1944 - Attività sospesa per cause belliche.
  • 1944-1945 - 1º nel Campionato Bellico Abruzzese.
  • 1945-1946 - 6º nel Campionato Misto A-B del Centro-Sud.
  • 1946-1947 - 3º nel girone C della Serie B.
  • 1947-1948 - 7º nel girone C della Serie B.
  • 1948-1949 - 21º in Serie B. Retrocesso in Serie C.
  • 1949-1950 - 17º nel girone C della Serie C. Retrocesso in Promozione.
  • 1950-1951 - 2º nel girone L della Promozione.
  • 1951-1952 - 1º nel girone L della Promozione. Ammesso in IV Serie.
  • 1952-1953 - 12º nel girone G della IV Serie.
  • 1953-1954 - 3º nel girone F della IV Serie.
  • 1954-1955 - 3º nel girone G della IV Serie.
  • 1955-1956 - 1º nel girone G della IV Serie. Perde le finali per la promozione in Serie C.
  • 1956-1957 - 6º nel girone G della IV Serie.
  • 1957-1958 - 3º nel girone B dell'Eccellenza della IV Serie. Ammesso d'ufficio in Serie C.
  • 1958-1959 - 14º nel girone C della Serie C.
  • 1959-1960 - 10º nel girone C della Serie C.
  • 1960-1961 - 12º nel girone C della Serie C.
  • 1961-1962 - 10º nel girone C della Serie C.
  • 1962-1963 - 4º nel girone C della Serie C.
  • 1963-1964 - 10º nel girone C della Serie C.
  • 1964-1965 - 11º nel girone C della Serie C.
  • 1965-1966 - 9º nel girone C della Serie C.
  • 1966-1967 - 7º nel girone C della Serie C.
  • 1967-1968 - 6º nel girone C della Serie C.
  • 1968-1969 - 15º nel girone C della Serie C.
  • 1969-1970 - 9º nel girone C della Serie C.
  • 1970-1971 - 12º nel girone C della Serie C.
  • 1971-1972 - 18º nel girone C della Serie C. Retrocesso in Serie D.
  • 1972-1973 - 1º nel girone H della Serie D. Promosso in Serie C.
  • 1973-1974 - 1º nel girone C della Serie C. Promosso in Serie B.
  • 1974-1975 - 10º in Serie B.
  • 1975-1976 - 12º in Serie B.
  • 1976-1977 - 3º in Serie B. Promosso in Serie A dopo gli spareggi con Atalanta e Cagliari.
  • 1977-1978 - 16º in Serie A. Retrocesso in Serie B.
  • 1978-1979 - 3º in Serie B . Promosso in Serie A dopo spareggio col Monza (2-0).
  • 1979-1980 - 16º in Serie A. Retrocesso in Serie B.
  • 1980-1981 - 6º in Serie B.
  • 1981-1982 - 20º in Serie B. Retrocesso in Serie C1.
  • 1982-1983 - 2º nel girone B della Serie C1. Promosso in Serie B.
  • 1983-1984 - 12º in Serie B.
  • 1984-1985 - 7º in Serie B.
  • 1985-1986 - 17º in Serie B. Retrocesso in Serie C1. Riammesso per mancata iscrizione del Palermo.
  • 1986-1987 - 1º in Serie B. Promosso in Serie A.
  • 1987-1988 - 12º in Serie A.
  • 1988-1989 - 15º in Serie A. Retrocesso in Serie B.
  • 1989-1990 - 8º in Serie B.
  • 1990-1991 - 13º in Serie B.
  • 1991-1992 - 2º in Serie B. Promosso in Serie A.
  • 1992-1993 - 18º in Serie A. Retrocesso in Serie B.
  • 1993-1994 - 15º in Serie B.
  • 1994-1995 - 11º in Serie B.
  • 1995-1996 - 9º in Serie B.
  • 1996-1997 - 6º in Serie B.
  • 1997-1998 - 13º in Serie B.
  • 1998-1999 - 5º in Serie B.
  • 1999-2000 - 13º in Serie B.
  • 2000-2001 - 20º in Serie B. Retrocesso in Serie C1.
  • 2001-2002 - 4º nel girone B della Serie C1. Perde la semifinale play-off contro il Catania (1-0, 0-1; passa il Catania per il miglior piazzamento al termine della stagione regolare).
  • 2002-2003 - 2º nel girone B della Serie C1. Vince i playoff col Martina. Promosso in Serie B.
  • 2003-2004 - 22º in Serie B. Retrocesso e successivamente ripescato al posto dell'Ancona.
  • 2004-2005 - 20º in Serie B. Retrocesso e successivamente riammesso grazie al caso Genoa e alla mancata iscrizione di Perugia e Salernitana.
  • 2005-2006 - 11º in Serie B.
  • 2006-2007 - 22º in Serie B. Retrocesso in Serie C1.
  • 2007-2008 - 6º nel girone B della Serie C1.
  • 2008-2009 - 12º nel girone B della Lega Pro Prima Divisione.
  • 2009: Per fallimento societario, nasce la Delfino Pescara 1936 che rileva il titolo sportivo del Pescara Calcio S.p.A.
  • 2009-2010 - 2º nel girone B della Lega Pro Prima Divisione. Vince i playoff con il Verona. Promosso in Serie B.
  • 2010-2011 - 13º in Serie B.
  • 2011-2012 - ° in Serie B.

[modifica] Stadio

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi la voce Stadio Adriatico.

Nei primi anni dopo la fondazione, il Pescara Calcio utilizzava come stadio l'attuale Piazza 1º maggio. A partire dagli anni '30 invece, utilizza il campo "Rampigna". Poi, fino all'inaugurazione del nuovo stadio stabilisce i suoi inconti nella cosiddetta "Fossa dei Leoni". Il 29 dicembre 1955 viene inaugurato l'attuale Stadio Adriatico con un'amichevole contro il Calcio Como.[17]

[modifica] Allenatori e presidenti

Pescarastemma.png
Allenatori
Allenatori
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Pescarastemma.png
Presidenti
Presidenti
  • 1936-1948 Bandiera dell'Italia Angelo Vetta
  • 1948-1949 Bandiera dell'Italia Renato De Cecco, Bandiera dell'Italia Sabatino Di Properzio e Bandiera dell'Italia Mariano Celsi
  • 1949-1950 Bandiera dell'Italia Vianello, Bandiera dell'Italia Di Properzio e Bandiera dell'Italia Daidone
  • 1950-1952 Bandiera dell'Italia Raffaele Breda[18]
  • 1952-1954 Bandiera dell'Italia Angelo Forese e Bandiera dell'Italia Sabatino Di Properzio
  • 1954-1961 Bandiera dell'Italia Sabatino Di Properzio
  • 1961-1964 Bandiera dell'Italia Antonio Sacco
  • 1964-1965 Bandiera dell'Italia Ennio Giansante[18]
  • 1965-1966 Bandiera dell'Italia Vincenzo Scuccimarra
  • 1966-1974 Bandiera dell'Italia Salvatore Galeota
  • 1974-1976 Bandiera dell'Italia Gianni Capacchietti
  • 1976-1977 Bandiera dell'Italia Armando Caldora
  • 1977-1978 Bandiera dell'Italia Attilio Taraborelli
  • 1978-1980 Bandiera dell'Italia Gianni Capacchietti
  • 1980-1986 Bandiera dell'Italia Vincenzo Marinelli
  • 1986-1987 Bandiera dell'Italia Panfilo De Leonardis
  • 1987-1989 Bandiera dell'Italia Pietro Scibilia
  • 1989-1990 Bandiera dell'Italia Alberto Di Lena
  • 1990-1991 Bandiera dell'Italia Franco Fedele
  • 1991-2004 Bandiera dell'Italia Pietro Scibilia
  • 2004-2007 Bandiera dell'Italia Dante Paterna
  • 2007-2007 Bandiera dell'Italia Angelo Renzetti e Bandiera dell'Italia Massimiliano Pincione
  • 2007-2008 Bandiera dell'Italia Gerardo Soglia
  • 2008-2009 Bandiera dell'Italia Saverio Mancinelli (curatore fallimentare)
  • 2009-2010 Bandiera dell'Italia Deborah Caldora
  • 2010-2011 Bandiera dell'Italia Giuseppe De Cecco
  • 2011-____ Bandiera dell'Italia Daniele Sebastiani
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[modifica] Calciatori del passato

[modifica] Palmarès

1986-1987
1940-1941, 1973-1974
1972-73

[modifica] Statistiche e record

[modifica] Partecipazione ai campionati

Categoria Partecipazioni Debutto Ultima stagione

A

5 1977-1978 1992-1993

B

33 1941-1942 2011-2012

C

28 1932-1933 2009-2010

D

9 1950-1951 1972-1973

In 75 stagioni sportive a partire dall'esordio a livello nazionale in Serie C, conteggiando anche le tre stagioni in C dell'antenata SS Pescara, è compreso un Campionato Misto Bassitalia disputato in qualità di società di Serie B.


[modifica] Archivio stagioni


[modifica] Statistiche individuali

Aggiornate al 27 gennaio 2012. I giocatori in grassetto sono ancora in attività nel Pescara.

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Record di presenze
Record di presenze
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Record di reti
Record di reti
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[modifica] Rosa attuale

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi la voce Delfino Pescara 1936 2011-2012.

[modifica] Staff

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Staff dell'area amministrativa
Staff dell'area amministrativa
  • Bandiera dell'Italia Daniele Sebastiani - Presidente
  • Bandiera dell'Italia Danilo Iannascoli - CDA
  • Bandiera dell'Italia Antonio Martino - CDA
  • Bandiera dell'Italia Gianni Pagliarone - CDA
  • Bandiera dell'Italia Renato Fezia - CDA
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Staff dell'area tecnica
Staff dell'area tecnica
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[modifica] Rosa 2011-2012

Rosa aggiornata al 2 Febbraio 2012.

N. Ruolo Giocatore
1 Bandiera dell'Italia P Riccardo Ragni
2 Bandiera dell'Italia D Damiano Zanon
4 Bandiera dell'Italia C Emmanuel Cascione (Vice-Capitano)
5 Bandiera dell'Italia D Marco Capuano
6 Bandiera dell'Italia D Simone Romagnoli
7 Bandiera dell'Italia A Danilo Soddimo
8 Bandiera del Brasile C Romulo Eugenio Togni
9 Bandiera dell'Italia A Marco Sansovini (Capitano)
10 Bandiera dell'Italia C Marco Verratti
11 Bandiera dell'Italia A Lorenzo Insigne
13 Bandiera dell'Italia D Riccardo Brosco
14 Bandiera dell'Italia D Antonio Balzano
N. Ruolo Giocatore 600px Blu e Celeste con delfino Bianco.png
15 Bandiera dell'Italia D Antonio Bocchetti
16 Bandiera dell'Italia A Gianluca Caprari
17 Bandiera dell'Italia A Ciro Immobile
19 Bandiera dell'Italia A Riccardo Maniero
20 Bandiera dell'Italia C Andrea Gessa
22 Bandiera dell'Italia P Luca Anania
23 Bandiera della Costa d'Avorio C Moussa Kone
24 Bandiera dell'Italia D Marco Martin
26 Bandiera della Danimarca C Matti Lund Nielsen
28 Bandiera dell'Italia D Marco Perrotta
33 Bandiera dell'Italia D Loris Bacchetti
57 Bandiera dell'Italia P Francesco Cattenari

[modifica]

Pescarastemma.png
Cronologia fornitori tecnici
Cronologia fornitori tecnici
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[modifica] Tifoseria

Il gruppo storico e principale della tifoseria è quello dei "Pescara Rangers", nati nel 1976. Altri gruppi sono i "Bad Boys", nati nel 1985, e i "Cherokee", nati nel 1987 e confluiti nel 1998 nei "Pescara Rangers".

La maggior parte dei tifosi proviene dalla città e dai dintorni: la squadra è molto popolare in tutto l'Abruzzo e anche tra gli emigrati abruzzesi stabilitisi nel centro e nel nord dell'Italia. Tifosi del Pescara, in prevalenza emigranti abruzzesi all'estero: l'unico club ufficiale di tifosi con sede all'estero è in Francia, ma sono molti i tifosi in Germania, Svizzera e Canada.

Il gemellaggio tra Pescara e Vicenza è stato il primo gemellaggio della storia tra due tifoserie organizzate (1977).


[modifica] Gemellaggi amicizie e rivalità

Pescarastemma.png
Gemellaggi
Gemellaggi
[[|Leggi...]]
Pescarastemma.png
Amicizie
Amicizie
Pescarastemma.png
Rivalità
Rivalità

[modifica] Note

  1. ^ FALLIMENTO PESCARA CALCIO. PescaraCalcio.com, 19-12-2008
  2. ^ http://www.roccopalmitesta.com/blog/2009/01/05/nasce-la-delfino-pescara-1936/
  3. ^ (EN)Rsssf.com all-time Serie A table (calcolata assegnando due punti per vittoria, dati aggiornati alla stagione 2010-2011)
  4. ^ [1]
  5. ^ [2]
  6. ^ [3]
  7. ^ [4]
  8. ^ [5]
  9. ^ [6]
  10. ^ [7]
  11. ^ a b [8]
  12. ^ Pescara-Parma 1-0 lega-calcio.it
  13. ^ [9]
  14. ^ [10]
  15. ^ Pescara, si dimette il presidente Soglia, dal sito corrieredellosport.it
  16. ^ [11]
  17. ^ [12]
  18. ^ a b Commissario

[modifica] Collegamenti esterni

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