Personaggi secondari di Warcraft

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Qui di seguito è riportata una lista, completa di descrizioni, dei personaggi secondari più rilevanti dell'universo di Warcraft creato da Blizzard Entertainment. I componenti sono suddivisi per la razza d'appartenenza; nel caso di personaggi che sono appartenuti a più di una razza (es. non morti, worgen, alti elfi, elfi del sangue) si prende come riferimento quella più significativa.

Alti elfi[modifica | modifica sorgente]

Alleria Ventolesto[modifica | modifica sorgente]

Alleria Ventolesto
Universo Warcraft
Nome orig. Alleria Windrunner
Lingua orig. Inglese
Autore Blizzard Entertainment
Specie alta elfa
Sesso Femmina
Parenti

Alleria Ventolesto (Alleria Windrunner) era un importante membro dei ranger elfici di Quel'Thalas durante la Seconda Guerra. Sorella maggiore di Sylvanas, Vereesa e Lirath Ventolesto, fu una dei pochi alti elfi a capire subito il pericolo che l'Orda rappresentava e a fornire supporto alla neonata Alleanza[1], e in seguito convinse anche re Anasterian Solealto a fornire pieno sostegno ad essa[2]. Durante la guerra, l'Orda fece strage dei suoi parenti[3], diciotto fra cui suo fratello Lirath: da quel momento Alleria si votò alla vendetta contro gli orchi, sterminando gran parte del clan dei Guerci Sanguinanti[3]. Alleria si unì in seguito ad una spedizione guidata da Khadgar, che comprendeva anche gli umani Danath Cacciatroll e Turalyon e il nano Kurdran Granmartello, per inseguire gli orchi nelle Terre Esterne[3]. Da Turalyon ebbe un figlio, Arator, che non portò con sé nelle Terre Esterne. Dopo la distruzione del Portale Oscuro gli eroi rimasero bloccati a Draenor e su Azeroth vennero dati per dispersi. Con la riapertura del Portale in The Burning Crusade, Danath, Khadgar e Kurdran sono stati ritrovati, mentre di Alleria e Turalyon non si è avuta alcuna notizia.

Anasterian Solealto[modifica | modifica sorgente]

Anasterian Solealto
Universo Warcraft
Nome orig. Anasterian Sunstrider
Lingua orig. Inglese
Autore Blizzard Entertainment
Specie alto elfo
Sesso Maschio
Parenti

Anasterian Solealto (Anasterian Sunstrider) è stato l'ultimo re degli alti elfi. Discendente di Dath'Remar, Anasterian era re di Quel'Thalas durante le Guerre dei Troll[4], occorse 2.800 anni prima della Prima Guerra[5]. Per evitare la sconfitta per mano dei troll Amani, Anasterian decise di allearsi con il neonato impero umano, vicendo così insieme la guerra[4][5]. Il re umano Thoradin, però, gli strappò la promessa di addestrare cento umani nelle arti magiche, nonché di considerarsi in debito con lui e con i suoi discendenti[4].

Secoli dopo, durante la Seconda Guerra, quando l'Orda dedgli orchi attaccò Lordaeron Anasterian non la considerò pericolosa, rifiutando quindi di aiutare l'Alleanza[6]. Venne poi convinto da Alleria Ventolesto, che lo informò di incursioni di troll a Quel'Thalas[6] e da Anduin Lothar, discendente di Thoradin, con cui quindi gli elfi erano in debito[7]. Alla fine della guerra, comunque, Anasterian ritirò il suo regno dall'Alleanza. Anasterian cadde, insieme a gran parte della sua gente, quando il Flagello dei non morti guidato da Arthas razziò Quel'Thalas; si scontrò con il cavaliere della morte sull'Isola di Quel'Danas soccombendo nonostante le sue grandi capacità magiche e la sua abilità in battaglia[8]. Gli successe suo figlio Kael'thas, che però rifiutò di farsi incoronare re, decretando che Anasterian sarebbe stato l'ultimo a portare tale titolo[9].

Dath'Remar Solealto[modifica | modifica sorgente]

Dath'Remar Solealto
Universo Warcraft
Nome orig. Dath'Remar Sunstrider
Lingua orig. Inglese
Autore Blizzard Entertainment
Specie alto elfo (precedentemente elfo della notte)
Sesso Maschio
Parenti

Dath'Remar Solealto (Dath'Remar Sunstrider) era uno degli Eletti, i servitori elfi della notte di Azshara durante la Guerra degli Antichi. Dopo aver rifiutato l'offerta di Xavius di essere trasformato in un satiro, cominciò a dubitare della bontà delle azioni della regina e degli altri Eletti. Con un gruppo di altri Eletti suoi seguaci, liberò Tyrande Soffiabrezza dal palazzo di Azshara e assieme fuggirono verso la resistenza degli elfi della notte. Assistette alla creazione del nuovo Pozzo dell'Eternità da parte di Illidan Grantempesta e fu, assieme a Jarod Cantombroso, l'unico a sopravvivere all'attacco di Illidan quando tentarono di fermarlo.

Divenne poi il leader degli Eletti sopravvissuti alla guerra, che subirono il divieto di Malfurion Grantempesta di continuare a praticare la magia arcana. Sofferenti per l'astinenza dalla magia da cui erano dipendenti, gli Eletti cercarono di far cambiare idea a Malfurion scatenando una tempesta magica sulla foresta di Valtetra, venendo invece esiliati per questo. Guidati da Dath'Remar, gli Eletti presero il largo arrivando sulle coste delle Radure di Tirisfal, accampandosi lì: una magia oscura presente nel luogo costrinse gli Eletti, rinominatisi alti elfi, a lasciare Tirisfal, raggiungendo quindi Quel'Thalas e fondando lì un nuovo regno, di cui Dath'Remar divenne re. La sua dinastia continuò a guidare gli elfi, terminando con Anasterian Solealto, ucciso durante la Terza Guerra, e suo figlio Kael'thas, che tradì infine la sua gente alleandosi con la Legione Infuocata.

Vereesa Ventolesto[modifica | modifica sorgente]

« Usa gli occhi e non chiamarmi con quel nome maledetto, draenei! »
(Vereesa ad Iridi, che l'aveva chiamata "elfa del sangue", in La notte del drago.)
Vereesa Ventolesto
Universo Warcraft
Nome orig. Vereesa Windrunner
Lingua orig. Inglese
Autore Blizzard Entertainment
Specie alta elfa
Sesso Femmina
Parenti

Vereesa Ventolesto (Vereesa Windrunner) è una ranger alta elfa, che lottò durante la Seconda e la Terza Guerra. È sorella di Alleria, Sylvanas e Lirath Ventolesto. Inizialmente Vereesa era ignara del destino di Sylvanas, divenuta regina dei Reietti, credendola morta. Una volta saputa la verità, pianse il fato della sorella.

Vereesa fu assegnata dai suoi superiori a scortare il mago Rhonin durante un viaggio, finendo per liberare la regina dei draghi rossi Alexstrasza da Grim Batol assieme al mago e al nano Falstad Granmartello. Tempo dopo, sposò Rhonin da cui ebbe due figli gemelli, Giramar e Galdarin. Suo cugino Zendarin tentò di rapire i bambini (non riuscendoci), portando Vereesa a ritornare a Grim Batol per vendicarsi di lui, stavolta accompagnata dalla draenei Iridi e dai draghi Kalecgos e Korialastrasz. Riappare in World of Warcraft: Cataclysm, dove è la leader dei Silver Covenant, un gruppo di elfi alti che si oppone all'inclusione degli elfi del sangue nel Kirin Tor e all'accesso dell'Orda a Dalaran; Vereesa cova infatti una certa animosità verso gli elfi del sangue[10], dovuta anche alla sua fedeltà verso le tradizioni degli elfi alti.

Nonostante l'antipatia, Vereesa rispose alla chiamata di Halduron Alachiara recandosi nelle Terre Spettrali, per aiutare Vol'jin a fermare i piani dei troll Zandalari di riunire tutte le tribù di troll in un solo impero[11]. Fermata l'avanzata degli Zandalari, Vereesa risponde alla chiamata di Jaina Marefiero insieme al marito Rhonin per difendere Theramore dall'Orda. Allontanatasi dalla città per inseguire un traditore, scampa alla distruzione di Theramore e giura eterna vendetta contro l'Orda per la morte del marito. Vereesa guida quindi i Silver Covenant contro i Predatori del Sole durante la purga di Dalaran, ed è presente durante l'assedio di Orgrimmar e lo scontro con Galakras, nonché alla caduta di Garrosh.

Demoni[modifica | modifica sorgente]

Azgalor[modifica | modifica sorgente]

Azgalor
Universo Warcraft
Nome orig. Azgalor
Lingua orig. Inglese
Autore Blizzard Entertainment
Specie Annihilan
Sesso Maschio

Azgalor è uno dei demoni più potenti della Legione Infuocata, e appartiene ad una razza di demoni nota come annihilan, detti anche "signori delle fosse".

All'inizio era il luogotenente del demone Mannoroth[12]; in seguito alla morte di quest'ultimo per mano di Grom Malogrido, Azgalor prese il suo posto come generale dei signori delle fosse e come prima missione diresse le forze di terra della Legione nella battaglia del Monte Hyjal[12]. Durante questa battaglia affrontò il druido elfo della notte Broll Orsomanto e usò la sua spada per distruggere l'Idolo di Remulos, un manufatto del druido, e corromperlo, causando così la morte della giovane figlia di Broll Anessa[13]. Nonostante la sconfitta subita dalla Legione quel giorno, Azgalor riuscì a fuggire nella Distorsione Fatua per riprendersi e organizzare la sua vendetta contro i mortali[12]. Sebbene non sia astuto e ingegnoso come Mannoroth, Azgalor ha un'attitudine verso la distruzione e per la violenza che è leggendaria anche tra i demoni[12].

Balnazzar[modifica | modifica sorgente]

Balnazzar
Universo Warcraft
Nome orig. Balnazzar
Lingua orig. Inglese
Autore Blizzard Entertainment
Specie Nathrezim
Sesso Maschio
Parenti

Balnazzar è un nathrezim, fratello di Varimathras e Detheroc. Con i suoi fratelli, era stato incaricato da Kil'jaeden di controllare il Flagello dei non morti a Lordaeron. Il Flagello tagliò i ponti con la Legione Infuocata poco dopo la Terza Guerra, scacciando i tre nathrezim dalle sue terre. Quando Arthas cominciò a perdere i suoi poteri a causa dell'attacco di Illidan contro il Re dei Lich a Nordania, questi si allearono con Sylvanas per organizzare una colpo di stato, tuttavia Arthas, con l'aiuto di Kel'Thuzad, riuscì a fuggire; Balnazzar e i suoi fratelli ne approfittarono per prendere il controllo di gran parte delle Terre Infette. I tre nathrezim vennero poi aggrediti dalle forze di Sylvanas Ventolesto, che costrinse Varimathras ad unirsi a lei e ad uccidere Balnazzar. Varimathras finse di uccidere il fratello, Balnazzar sparì dalla circolazione e s'impossessò del corpo di Saidan Dathrohan, uno dei capi della Crociata Scarlatta[14][15]. Da quel momento Balnazzar cominciò a manipolare i ranghi della Crociata a piacimento e utilizzarla per combattere le forze del Flagello. Quando Alexandros Mograine espresse l'intenzione di attaccare Sepulcra (dove si trovava Varimathras), cooperando eccezionalmente con Kel'Thuzad il nathrezim manipolò suo figlio Renault, riuscendo a fargli uccidere Alexandros[16][17]. Venne successivamente smascherato a Stratholme, e apparentemente ucciso[18]. La Crociata Scarlatta venne ridotta a brandelli durante gli eventi di Wrath of the Lich King; Balnazzar ne sterminò quindi tutti i membri restanti e li fece risorgere come non morti riunendoli nei "Risorti", un'organizzazione sotto il suo controllo, per poi essere confrontato nuovamente da avventurieri e sconfitto una volta per tutte[15].

Magtheridon[modifica | modifica sorgente]

Magtheridon
Universo Warcraft
Nome orig. Magtheridon
Lingua orig. Inglese
Autore Blizzard Entertainment
Specie Annihilan
Sesso Maschio

Magtheridon era un signore delle fosse che aveva ottenuto il dominio sulle Terre Esterne in seguito alla distruzione causata da Ner'zhul. Con i clan orcheschi gettati nel caos, per Magtheridon non fu difficile far valere il suo potere e radunare gli orchi sopravvissuti sotto la sua bandiera, e il demone dichiarò sé stesso governatore delle Terre Esterne. Con gli anni Magtheridon radunò legioni di demoni facendoli venire attraverso i portali che Ner'zhul aveva aperto, e continuò ad attaccare senza sosta chiunque gli si opponesse, come i draenei Corrotti della tribù di Akama.

Dopo vent'anni dalla distruzione di Draenor, Illidan Grantempesta e le sue forze giunsero nelle Terre Esterne. Dopo aver chiuso molti dei portali che rifornivano le file di Magtheridon, essi misero sotto attacco il Tempio Nero dove risiedeva e lo sconfissero. Dopo la sua caduta, Illidan prese il suo posto come signore delle Terre Esterne, e Magtheridon fu trasportato nella Penisola del Fuoco Infernale e rinchiuso in una stanza apposita sotto la Cittadella del Fuoco Infernale: questo perché il suo sangue era necessario per creare i vilorchi per l'esercito Illidan. Dopo la riapertura del Portale Oscuro, il piano venne scoperto da alcuni avventurieri e Magtheridon venne ucciso[19].

Mal'Ganis[modifica | modifica sorgente]

« Kirel narak! Io sono Mal'Ganis. IO SONO ETERNO! »
(Mal'Ganis, rivelando la propria identità in Wrath of the Lich King.)
Mal'Ganis
Universo Warcraft
Nome orig. Mal'Ganis
Lingua orig. Inglese
Autore Blizzard Entertainment
Specie Nathrezim
Sesso Maschio

Il nathrezim Mal'Ganis era stato scelto dal Re dei Lich per trasformare il principe di Lordaeron Arthas Menethil nel suo campione. Istigato prima da Kel'Thuzad e poi dallo stesso Mal'Ganis, Arthas seguì il signore del terrore con ossessione, sterminando gli abitanti di Stratholme infettati dalla piaga della non morte e salpando poi per il continente di Nordania. Recuperata la spada runica Gelidanima, Arthas divenne una marionetta del Re dei Lich, e su suo ordine uccise Mal'Ganis, dando il via al progetto del Re dei Lich di liberarsi dal controllo della Legione Infuocata. Sopravvissuto al tradimento, Mal'ganis prese il controllo del corpo dell'ammiraglio Barean Zefiro, sfruttando i membri della Furia Scarlatta - la parte della Crociata Scarlatta a Nordania - per i suoi scopi, ad imitazione di Balnazzar. Smascherato a Corona di Ghiaccio, Mal'Ganis venne rispedito al mondo natale dei nathrezim, ma non ucciso.

Tichondrius[modifica | modifica sorgente]

Tichondrius
Universo Warcraft
Nome orig. Tichondrius
Lingua orig. Inglese
Autore Blizzard Entertainment
Specie Nathrezim
Sesso Maschio

Tichondrius era il leader dei nathrezim della Legione Infuocata, e aveva il compito di sorvegliare la creazione del Flagello a Lordaeron[20]. Fu tra i coordinatori dello spargimento del grano infetto dalla piaga della non morte nel continente[20], e diresse poi anche le azioni del neo-cavaliere della morte Arthas Menethil fra cui l'uccisione di Uther l'Araldo della Luce e la distruzione di Quel'Thalas e Dalaran. Guidò le forze della Legione a Kalimdor in vista della battaglia del Monte Hyjal, e corruppe la foresta di Vilbosco utilizzando il Teschio di Gul'dan. Su indicazione di Arthas, Illidan Grantempesta consumò il potere del Teschio, uccidendo poi Tichondrius. Alla morte, la leadership dei nathrezim passò a suo fratello Anetheron.

Varimathras[modifica | modifica sorgente]

Balnazzar
Universo Warcraft
Nome orig. Balnazzar
Lingua orig. Inglese
Autore Blizzard Entertainment
Specie Nathrezim
Sesso Maschio
Parenti

Assieme ai fratelli Detheroc e Balnazzar, Varimathras era uno dei nathrezim incaricati di sorvegliare il Flagello a Lordaeron. Dopo il tradimento dello stesso e la partenza di Arthas per Nordania, Varimathras e i suoi fratelli presero il controllo delle Radure di Tirisfal, solo per essere attaccati poco dopo dai Reietti di Sylvanas Ventolesto. Sconfitto e sottomesso, Varimathras fu costretto a giurare fedeltà a Sylvanas, e causò la finta morte di suo fratello Balnazzar. Sylvanas lo pose poi a capo degli inseguitori della morte, la gilda degli assassini di Sepulcra. Varimathras pianificò la sua vendetta contro Sylvanas fino agli eventi successivi l'uscita di Wrath of the Lich King dove, assieme al Gran Speziale Putress, tradì Sylvanas prendendo il controllo di Sepulcra[21]. Il nathrezim, Putress e le loro forze vennero sconfitti durante la battaglia per Sepulcra[22], che segnò una definitiva rottura dei rapporti fra Orda e Alleanza.

Draghi[modifica | modifica sorgente]

Azuregos[modifica | modifica sorgente]

Azuregos
Universo Warcraft
Nome orig. Azuregos
Lingua orig. Inglese
Autore Blizzard Entertainment
Specie Drago blu
Sesso Maschio

Azuregos è un drago blu, custode delle Rovine di Eldarath situate nella regione di Azshara da tempo immemorabile[23]. Di personalità piuttosto bizzarra ed eccentrica, Azuregos venne scelto da Malygos per conservare uno dei frammenti dello Scettro delle Sabbie Mobili in seguito alla guerra contro il Dio Antico C'Thun e i suoi qiraji[23]. Dopo un po' di tempo che lo sorvegliava, Azuregos si rese conto che quel frammento attirava ogni genere di individuo alla sua ricerca, disturbando la quiete necessaria per i suoi studi, così decise di darlo in pasto ad un grosso squalo[23][24].

Dopo la morte di Malygos nella Guerra del Nexus Alamorte inviò i suoi assassini per sterminare il resto dello stormo blu; di Azuregos, tuttavia, si erano perse le tracce da tempo. Venne infine ritrovato nel mondo degli spiriti in compagnia di uno spirito guaritore, Anara, con cui aveva intrecciato una relazione[25], e convinto ad aiutare Kalecgos nella sua lotta con lo stormo nero ad Azshara[25]. Saputo che Kalecgos era stato designato come nuovo Aspetto della magia, si dichiarò per nulla d'accordo e vi si oppose fermamente[26].

Eranikus[modifica | modifica sorgente]

Eranikus
Universo Warcraft
Nome orig. Eranikus
Lingua orig. Inglese
Autore Blizzard Entertainment
Specie Drago verde
Sesso Maschio
Parenti
  • Ysera (consorte)
  • Itharius (fratello)
« Per così a lungo, sono stato perduto... La corruzione dell'Incubo mi ha consumato... Ed ora, voi... tutti voi... mi avete salvato. Liberato dalle sue grinfie. »
(Eranikus, dopo essere stato purificato da Elune[27].)

Eranikus è un drago verde, consorte di Ysera e fratello di Itharius. Fu uno dei draghi a cui Anachronos affidò un pezzo dello Scettro delle Sabbie Mobili[28], dopo che venne spezzato da Fandral Elmocervo.

Quando Ysera scoprì che i troll Atal'ai stavano cercando di evocare il dio Hakkar, fece sprofondare il Tempio di Atal'Hakkar nelle acque della Palude del Dolore, ed inviò Eranikus e Itharius assieme ad altri draghi più giovani (Falciasogni, Tessitus, Hazzas e Morphaz) a interrompere i piani dei troll[28]. I draghi distrussero la forma corporea di Hakkar e credettoro di essere riusciti nell'impresa. Tuttavia avevano sottostimato Hakkar, e vennero contaminati dall'energia dell'Incubo di Smeraldo[28]. La sua "ombra" venne distrutta dall'elfa della notte Shiromar all'interno del Tempio (rimpiazzata dai giocatori in World of Warcraft), che su ordine di Malfurion Grantempesta si recò poi a Radaluna, dove il custode Remulos aprì un portale per il Sogno di Smeraldo che permise ad Eranikus di rientrare fisicamente ad Azeroth[27]. In seguito ad un combattimento, Eranikus venne purificato da alcune sacerdotesse di Elune guidate da Tyrande Soffiabrezza, per poi fare ritorno nel Sogno di Smeraldo per aiutare Ysera, Malfurion e Cenarius nella lotta contro l'Incubo[27].

Quando la guerra contro l'Incubo raggiunse il suo culmine ed Ysera venne da esso imprigionata, Eranikus, assieme a Lucan Foxblood, andò a liberarla, venendo ostacolato dal drago corrotto Lethon. Per paura di essere nuovamente corrotto dall'Incubo, Eranikus gettò sé stesso e Lethon in un vortice di energia, uccidendo entrambi.

Irathion[modifica | modifica sorgente]

Irathion
Universo Warcraft
Nome orig. Wrathion
Lingua orig. Inglese
Autore Blizzard Entertainment
Specie Drago nero
Sesso Maschio
Parenti
  • Nyxondra (madre)

Irathion (Wrathion), detto "il Principe Nero", è l'unico drago nero noto ad essere libero dalla corruzione degli Dei Antichi[29]. Il suo uovo venne creato dal drago rosso Rheastrasza, con l'aiuto di un avventuriero e dello scienziato gnomo Hieronymus Blam[29][30]: Rheastrasza catturò il drago nero Nyxondra, costringendola a deporre uova sulle quali sperimentare[31] e poi, con l'ausilio di tecnologie titaniche, una di queste uova venne purificata[32]. Rheastrasza venne uccisa da Alamorte[33], l'uovo venne messo in salvo da Blam[34], e nascosto dai draghi rossi alla Trincea Vermiglia, nelle Alture del Crepuscolo[30][35]. Irathion, tuttavia, che era pienamente senziente e cosciente ancora prima di schiudersi, riuscì a mettersi in contatto con i ladri Corvolesto, che rubarono l'uovo e lo portarono al loro maniero nelle Alture di Colletorto, dove si schiuse[30][36]. Da lì, Irathion assoldò avventurieri per uccidere tutti gli altri draghi neri presenti ad Azeroth, compreso Alamorte, rimanendo apparentemente l'unico della sua specie sul pianeta (altri draghi neri esistono ancora nelle Terre Esterne, come Sabellian)[29][30][37].

Irathion si recò a Pandaria quando venne riscoperta l'anno seguente[29], prendendo dimora in una taverna del Passo Velato, assoldando avventurieri per porre fine alla guerra fra Orda e Alleanza in vista di un imminente pericolo ben più grave[29][38][39].Successivamente, lì fece la conoscenza di Anduin Wrynn[40] e inviò degli avventurieri ad uccidere il Re del Tuono mogu, Lei Shen, e portargli il suo cuore, che mangiò, per acquisire conoscenze sui Titani[38][41].

Nefarian[modifica | modifica sorgente]

Nefarian
Universo Warcraft
Nome orig. Nefarian
Lingua orig. Inglese
Alter ego Victor Nefarius
Autore Blizzard Entertainment
Specie Drago nero
Sesso Maschio
Parenti
  • Alamorte (padre)
  • Sintharia (madre)
  • Sabellian (fratello)
  • Onyxia (sorella)

Nefarian, chiamato anche Ala Nera (Blackwing) e noto come lord Victor Nefarius quando in forma umana, è un drago nero e il figlio maggiore di Alamorte[42] e Sintharia. Dopo la sconfitta e la presunta morte di Alamorte in seguito alla battaglia a Grim Batol, occorsa dopo la Seconda Guerra, i suoi figli presero le redini dello stormo; Nefarian si stabilì nei Bastioni di Roccianera, nel Monte Blackrock, prendendo il controllo dell'Orda Oscura. Da lì cominciò a sperimentare col sangue degli altri stormi di draghi sulle uova fornitegli dalla sorella Onyxia, creando così i draghi cromatici. Sia i draghi cromatici che Nefarian vennero distrutti prima della riapertura del Portale Oscuro[43][44]. In seguito al Cataclisma, Nefarian è ritornato in forma di non morto, riprendendo i suoi esperimenti con lo stormo cromatico e resuscitando anche Onyxia.

Onyxia[modifica | modifica sorgente]

Onyxia
Universo Warcraft
Nome orig. Onyxia
Lingua orig. Inglese
Alter ego Katrana Prestor
Autore Blizzard Entertainment
Specie Drago nero
Sesso Femmina
Parenti

Onyxia, nota come lady Katrana Prestor nella sua forma umana, è una femmina di drago nero, figlia di Alamorte e Sintharia e sorella di Nefarian, Sabellian e Neltharaku. Sì stabili in un periodo non precisato nelle caverne dello Stagno dei Draghi, nelle Acquemorte, scacciando gli ogre del clan Mazzapietra che le abitavano; scelse quel posto per poter crescere senza disturbi i suoi numerosi figli, che di lì a poco infestarono la zona circostante. Dopo la scomparsa del padre in seguito alla Seconda Guerra, Onyxia e Nefarian presero le redini dello stormo nero, e Onyxia fornà al fratello parte della sua prole per i suoi esperimenti con i draghi cromatici.

Onyxia prese le sembianze umane di lady Katrana Prestor per confondersi fra i nobili di Roccavento, acquisendo ben presto una tale posizione di potere da cominciare a sabotare il regno dall'interno e nascondendo l'attività di suo fratello nel Massiccio Roccianera. Riuscì addirittura a far rapire re Varian Wrynn, prendendo il controllo della politica del regno. Dopo aver separato in due entità distinte Varian, Onyxia tenne con sé a Roccavento quella più facilmente manovrabile, e lasciò al suo destino l'altra, sicura che sarebbe stata uccisa. Invece, Onyxia venne smascherata da Reginald Windsor, Varian, Valeera Sanguinar, Broll Orsomanto e Thargas Forgiamara e costretta alla fuga, non prima di avere incenerito Windsor e rapito Anduin Wrynn, il figlio del re. Varian e gli altri, assieme a Jaina Marefiero, andarono a stanarla direttamente nello Stagno dei Draghi, riuscendo ad ucciderla; la sua testa venne appesa ai cancelli di Roccavento.

Dopo il Cataclisma, il corpo di Onyxia venne recuperato da Nefarian che la resuscitò come non morta; in Cataclysm è presente come boss all'interno dell'instance dei Sotterranei dell'Ala Nera.

Tyrygosa[modifica | modifica sorgente]

Tyrygosa
Universo Warcraft
Nome orig. Tyrygosa
Lingua orig. Inglese
Alter ego Tyry
Autore Blizzard Entertainment
Specie Drago blu
Sesso Femmina

Tyrygosa, chiamata anche Tyrigosa, o Tyri[45] quando in forma mortale, è una giovane femmina di drago blu, pretendente compagna di Kalecgos. Quando Kalecgos venne inviato da Malygos ad investigare su delle anomalie magiche riguardanti il Pozzo Solare, Tyrygosa lo seguì arrivando giusto in tempo per salvare lui e Anveena Teague dal Flagello. Assieme al paladino Jorad Mace, i tre viaggiarono fino a Quel'Thalas dove vennero aggrediti dalle forze di Dar'Khan Drathir e scoprirono che Anveena era in realtà la personificazione del Pozzo Solare. Sconfitto Dar'Khan, Kalecgos decise di restare a Quel'Thalas per proteggere Anveena, mentre Tyrygosa se ne andò con Jorad. Poco tempo dopo la riapertura del Portale Oscuro, lei e Jorad viaggiarono nella Landa Fatua per studiare le origini dei draghi di alafatua[45].

Per cercare di ridare ad alcuni draghi di alafatua le loro energie, Tyrygosa li portò al Nexus, la dimora di Malygos nella Tundra Boreale dove, per una serie di eventi e fraintendimenti, essi vennero assorbiti da Malygos stesso. Dopo ciò, Tyrygosa fece ritorno nelle Terre Esterne, per vegliare su una nuova covata dei draghi di alafatua.

Elfi del sangue[modifica | modifica sorgente]

Aethas[modifica | modifica sorgente]

Halduron Alachiara[modifica | modifica sorgente]

Halduron Alachiara
Universo Warcraft
Nome orig. Halduron Brightwing
Lingua orig. Inglese
Autore Blizzard Entertainment
Specie Elfo del sangue (precedentemente alto elfo)
Sesso Maschio

Halduron Alachiara (Halduron Brightwing) era un generale sotto il comando di Sylvanas Ventolesto, capo-ranger degli alti elfi di Quel'Thalas; dopo la morte di Sylvanas nella Terza Guerra, Halduron prese il suo posto[46]. Halduron era contrario alla creazione dei Cavalieri del Sangue, così come allo sfruttamento del naaru M'uru[9][46], argomenti che avevano inizialmente logorato il suo rapporto con il Gran Magistro, Rommath[9].

Dopo il Cataclisma, allorché i troll Zandalari cercarono di riunire tutte le tribù di troll per riformare il loro antico impero, Halduron si incontrò con Vol'jin e Vereesa Ventolesto alle porte di Zul'Aman, nelle Terre Spettrali, quest'ultima invitata da lui stesso nonostante l'opposizione di Lor'themar Theron[46][47]. Più avanti si recò sull'Isola del Tuono, a Pandaria, con un contingente di Lungopasso per assistere nella lotto contro l'imperatore mogu Lei Shene le sue forze[46].

Dama Liadrin[modifica | modifica sorgente]

Liadrin
Universo Warcraft
Nome orig. Liadrin
Lingua orig. Inglese
Autore Blizzard Entertainment
Specie Elfa del sangue (precedentemente alta elfa)
Sesso Femmina
« La nostra gente ha percorso un sentiero buio, e il mio era tra i più oscuri di tutti. Ma la Luce mi ha mostrato che non ero perduta. Mi ha aiutato a trovare la forza per sopravvivere a dispetto di tutto quello che era successo e di tutto il male che avevo causato.[48] »

Dama Liadrin (Lady Liadrin) è il capo dei Cavalieri del Sangue, il corrispettivo degli elfi del sangue dei paladini. Liadrin era una sacerdotessa che, come molti altri, perse la fede nella Luce Sacra in seguito alla caduta di Quel'Thalas durante la Terza Guerra. Quando il naaru M'uru venne portato prigioniero a Lunargenta come dono da Kael'thas, seguendo gli insegnamenti del principe il magistro Astalor Giurasangue propose di utilizzare l'energia del naaru per conferire ad alcuni elfi del sangue i poteri dei paladini: Liadrin fu la prima a proporsi, divenendo così la leader dei neonati Cavalieri del Sangue. Quando, successivamente, Kael'thas attaccò Lunargenta e rapì M'uru portandolo all'Isola di Quel'Danas, Liadrin capì che gli insegnamenti del principe avevano condotto gli elfi del sangue su una cattiva strada, e viaggiò fino a Shattrath per scusarsi con A'dal, il leader dei naaru, per le azioni dei Cavalieri del Sangue[49]. A'dal le rivelò quindi che sia lui che M'uru sapevano già quanto sarebbe accaduto, in quanto era stato predetto dal profeta Velen[49]. Liadrin, a nome dei Cavalieri del Sangue, strinse quindi alleanza con l'Offensiva del Sole Infranto, la forza combinata di Shattrath per combattere Kael'thas e Kil'jaeden[49].

Dopo la sconfitta di Kil'jaeden da parte dei giocatori di World of Warcraft: The Burning Crusade, Dama Liadrin accompagnò Velen alla Cittadella del Pozzo Solare, dove assistette alla ristorazione del Pozzo tramite il cuore di M'uru[50]. Da quel momento è sempre presente alla Cittadella, dove incontra i pellegrini venuti a vedere il Pozzo Solare[48]. Dopo la serie di missioni che i giocatori dell'Orda possono eseguire durante la "settimana dei bambini" a Shattrath, una lettera dalla bambina elfa del sangue Salandria li informa che Dama Liadrin l'ha presa sotto la sua custodia[51].

Lor'themar Theron[modifica | modifica sorgente]

Lor'themar Theron
Universo Warcraft
Nome orig. Lor'themar Theron
Lingua orig. Inglese
Autore Blizzard Entertainment
Specie Elfo del sangue (precedentemente alto elfo)
Sesso Maschio

Lor'themar Theron era il secondo in comando di Sylvanas Ventolesto, capo ranger di Lunargenta, e combatté durante la Seconda Guerra a fianco delle forze dell'Alleanza[52][53]. Fu successivamente incaricato della difesa del Pozzo Solare e rivelò alcune informazioni confidenziali a Dar'Khan Drathir, che avrebbe poi tradito la sua patria al Flagello[52]

Durante la caduta di Quel'Thalas perse l'occhio sinistro[52], e successivamente prese il posto di Sylvanas, assumendo anche la temporanea leadership degli alti elfi e rimanendo a lottare contro i non morti[54]. Al suo ritorno, Kael'thas proclamò la nascita degli elfi del sangue, e scelse Lor'themar come reggente di Quel'Thalas[52][54], allontanandosi per cercare il supporto dell'Alleanza; Lor'themar venne aiutato nel compito da Halduron Alachiara. Tempo dopo, aiutò i draghi blu Kalecgos e Tyrygosa a proteggere Anveena Teague, l'avatar del Pozzo Solare, dal traditore Dar'Khan Drathir. Con la morte di Dar'Khan in World of Warcraft: The Burning Crusade per mano dei giocatori Lor'themar, supportato da Sylvanas, riuscì a far entrare a pieno titolo gli elfi del sangue fra le forze dell'Orda[55]. Dopo il tradimento di Kael'thas, Lor'themar diventò il capo a tutti gli effetti degli elfi del sangue[54], pur rifiutando il titolo di "re"[52].

Alla fine della serie di missioni per risanare la spada Quel'Delar, quando un giocatore non elfo del sangue immerge la spada nell'acqua del Pozzo, Lor'themar lo ringrazia per averla riportata ai legittimi proprietari e tenta quindi di prenderla, solo per essere respinto violentemente dalla spada stessa[56]. Lor'themar venne convicato a Pandaria da Garrosh Malogrido, dove coordinò la ricerca di antichi artefatti mogu. Più avanti, guidò le forze dell'Orda sull'Isola del Tuono, dove Lei Shen complottava per riconquistare il suo antico impero mogu; lì si scontrò con le forze dell'Alleanza, guidate da Jaina Marefiero, ma la battaglia venneprevenuta grazie all'intervento di Taran Zhu, che li fece concentrare sul pericolo rappresentato dai mogu[57]. Come gli altri leader dell'Orda, Lor'themar supportò la ribellione dei Lanciascura per destituire Garrosh[58]; durante l'assedio di Orgrimmar, Lor'themar partecipò con Sylvanas, Aethase le forze Reiette ed elfe del sangue alla battaglia contro il proto-drago Galakras[59]; alla caduta di Garrosh, Lor'themar riconobbe Vol'jin come nuovo capo dell'Orda.

Rommath[modifica | modifica sorgente]

Valeera Sanguinar[modifica | modifica sorgente]

Valeera Sanguinar
Universo Warcraft
Nome orig. Valeera Sanguinar
Lingua orig. Inglese
Autore Blizzard Entertainment
Specie Elfa del sangue (precedentemente alta elfa)
Sesso Femmina
Parenti
  • Relfthra (antenato)

Valeera Sanguinar è un'elfa del sangue, amica e alleata di re Varian Wrynn. La sua famiglia venne sterminata da dei banditi, e per sopravvivere Valeera divenne una ladra[60]. Venne in seguito catturata e incarcerata quando cercò di rubare il talismano di uno sciamano orco, per poi essere venduta come gladiatrice a Rehgar Earthfury[60]. Assieme con il druido elfo della notte Broll Orsomanto e l'umano Lo'gosh (cioè Varian Wrynn colpito da amnesia), Earthfury la fece combattere nell'arena di Maglio Infausto (a Feralas)[60]; il trio di gladiatori uscì vincente da tutti i combattimenti a cui prese parte, e alla fine Earthfury vendette Valeera a Helka Totem Truce, nipote di Magatha, per il suo team di sole gladiatrice donne[60]. Giunta al seguito di Helka fino alla Costa dei Mercanti, nelle Savane Meridionali, Valeera riuscì a fuggire con una viverna, andando alla ricerca di Broll e Varian, a loro volta liberatisi da Earthfury. Li salvò da un assassino che li stava seguendo nelle Acquemorte, e stremata dalla lotta venne curata da Aegwynn[61]. Riunita ai due compagni, Valeera decise di accompagnarli a Roccavento per reclamare il trono di Varian[61].

Durante il viaggio nel Grande Mare combatté contro dei naga, ma durante la lotta assorbì le energie di un tridente magico, risvegliando in lei la dipendenza dalla magia[62]. Arrivati nelle Paludi Grigie, si scontrarono con il warlock Vendellin Soulfire, che impose su Valeera il marchio di Kathra'Natir, causando la possessione dell'elfa del sangue da parte del demone omonimo[63] e portando così a livelli incontenibili la sua sete di magia. Varian e Broll la lasciarono a Forgiardente perché recuperasse il controllo di sé, cosa che riuscì a fare grazie all'intervento di Aegwynn[64]. Raggiunti i compagni a Roccavento, li aiutò a smascherare la dragonessa Onyxia che agiva sotto le mentite spoglie di lady Katrana Prestor, causando nel contempo sia la fuga della stessa Onyxia che il rapimento da parte sua del principe Anduin Wrynn[64]. Valeera e gli altri tornarono quindi nelle Acquemorte, dove uccisero la dragonessa e salvarono Anduin[65].

Valeera e Anduin convinsero Varian e tentare di creare una pace definitiva tra Alleanza e Orda[66], ma il summit a Theramore fu rovinato irrimediabilmente dagli emissari del Martello del Crepuscolo[65]. Valeera fece in seguito un patto con Garona la Mezz'Orchessa, promettendole che l'avrebbe aiutata a salvare suo figlio Med'an (rapito dal Martello del Crepuscolo), se lei avesse collaborato a svelare l'identità dei suoi padroni[65]. Garona accettò, così Valeera assieme a Meryl Felstorm si recò ad Ahn'Qiraj per salvare Med'an. Qui furono però attaccati da Cho'gall, e Valeera lasciò che Kathra'Natir la possedesse completamente per cercare di salvare gli altri; Meryl teletrasportò via sé stesso, Valeera e Med'an, quindi trasferì su di sé il marchio di Kathra'Natir, così da liberare Valeera. Più tardi, in seguito agli eventi accaduti alla battaglia del Cancello dell'Ira, Valeera accompagnò le armate dell'Alleanza fino all'entrata di Sepulcra, pur non partecipando alla battaglia seguente.

Elfi della notte[modifica | modifica sorgente]

Broll Orsomanto[modifica | modifica sorgente]

Broll Orsomanto
Universo Warcraft
Nome orig. Broll Bearmantle
Lingua orig. Inglese
Autore Blizzard Entertainment
Specie Elfo della notte
Sesso Maschio
Parenti
  • Anessa (figlia)
  • Telandria (cugina)

Broll Orsomanto (Broll Bearmantle) è un potente druido elfo della notte; quando nacque, aveva già le corna (tratto tipico dei druidi molto potenti). Broll divenne un druido, particolarmente versato nelle trasformazioni, ma senza particolari abilità. Al fine di incoraggiarlo allo scoprire il suo potenziale, il custode della selva Remulos gli donò un idolo, il quale era connesso allo spirito di un drago verde. Broll però non riusciva a scovare il suo potenziale inespresso, e cominciò a risentirne. Durante la Terza Guerra combatté valorosamente al fianco delle forze unite di Orda, Alleanza e Sentinelle, assieme a sua figlia Anessa: il signore delle fosse Azgalor riuscì però a distruggere l'idolo, che esplose uccidendo Anessa. Divorato dal rimorso per il fallimento, Broll si ritrovò incapace di evocare gli spiriti animali, ad eccezione dell'orso. La sua ira divenne leggendaria, ed egli decise di allontanarsi dai suoi fratelli e di diventare un gladiatore al servizio di Rehgar Earthfury, periodo in cui conobbe Valeera Sanguinar e Lo'gosh (Varian Wrynn colpito da amnesia). Dopo le prime vittorie, Broll fuggì assieme a Lo'gosh, mentre Valeera venne venduta ad un'altra squadra. Broll raggiunse la foresta di Valtetra, dove scatenò la sua furia su un gruppo di guerrieri dell'Orda invasori. Sua cugina Telandria gli rivelò dove si trovava l'idolo, e assieme a Lo'gosh recuperò il manufatto risanandolo dalla tana dei mezzorsi Mordilegno. Una volta riavuto l'idolo, Broll riacquisì le sue capacità di trasformazione, e strinse una solida amicizia con Valeera, che si era frattanto liberata. Dopo aver riportato l'idolo a Darnassus, a Fandral Elmocervo, egli aiutò Lo'gosh a scoprire la sua identità, e in cambio divenne guardia personale del Re assieme a Valeera. Assieme a lei lo accompagnò a Sepulcra per la battaglia per la città, a cui però non prese parte. Fece successivamente ritorno a Darnassus, per aiutare Hamuul Totem Runico, Naralex e pochi altri druidi a risanare Teldrassil dalla sua corruzione. Scoperto che la causa di ciò era Fandral Elmocervo, Broll si adoperò di persona insieme a Tyrande Soffiabrezza per liberare Malfurion dall'Incubo di Smeraldo e sconfiggere Fandral. Una volta compiuta tale azione, egli scoprì il suo vero potenziale, abbattendo le barriere che gli impedivano di scoprire il suo vero potere. Successivamente si spostò ad Hyjal per combattere le forze di Ragnaros e del Martello del Crepuscolo che cercavano di distruggere Nordrassil.

Fandral Elmocervo[modifica | modifica sorgente]

Fandral Elmocervo
Universo Warcraft
Nome orig. Fandral Staghelm
Lingua orig. Inglese
Autore Blizzard Entertainment
Specie Elfo della notte
Sesso Maschio
Parenti
  • Valstann Elmocervo (figlio)
  • Leyara (nuora)
  • Istaria (nipote)

Fandral Elmocervo (Fandral Staghelm, chiamato dai qiraji Kar'sis, che significa "mano della terra"[67]), era uno degli aiutanti più importanti di Malfurion Grantempesta; ebbe un figlio, Valstann, per cui stravedeva. Quando avvenne la Guerra delle Sabbie Mobili, Fandral e suo figlio comandarono le armate degli elfi della notte contro quelle dei qiraji, domandando aiuto anche ai draghi che però rifiutarono di intervenire[68]. Sebbene numerosissimi, i qiraji erano in svantaggio contro gli elfi della notte, fino a che gli imperatori gemelli di Ahn'Qiraj, Vek'nilash e Vek'lor, attirarono Valstann in una trappola a Vento del Sud, a Silitus, devastando completamente il villaggio e catturando Valstann, che venne giustiziato dal generale Rajaxx di fronte alle armate degli elfi e agli occhi dello stesso Fandral[68]. Con Fandral devastato dalla perdita del figlio, le armate degli elfi furono costrette ad una tragica ritirata, mentre i qiraji dilagavano per Silitus, il Cratere di Un'Goro e Tanaris, arrivando a minacciare le Caverne del Tempo e causando così l'intervento dei draghi bronzei che li respinsero definitivamente[68]. Alla fine della guerra il drago Anachronos diede a Fandral lo Scettro delle Sabbie Mobili, l'unico strumento che avrebbe potuto riaprire i cancelli di Ahn'Qiraj. Fandral però, furioso e addolorato per la morte del figlio, non volendo avere più nulla a che fare con Silitus, i qiraji e i draghi, scagliò via lo scettro spezzandolo[68].

Dopo la distruzione di Nordrassil durante la battaglia del Monte Hyjal, Fandral propose di creare un nuovo Albero del Mondo, per ridare agli elfi l'immortalità perduta. Malfurion rifiutò seccamente, dicendo che la natura non avrebbe mai benedetto un tale atto di egoismo. Quando Malfurion rimase intrappolato nel Sogno di Smeraldo, Fandral gli succedette come arcidruido degli elfi della notte, e come prima cosa fece piantare Teldrassil su un'isola al largo di Rivafosca, sui cui venne poi costruita Darnassus; come Malfurion aveva sostenuto, però, i draghi rifiutarono di benedire Teldrassil, che cominciò a cadere preda di una crescente corruzione[68]. Fandral ha comunque agito come degno sostituto di Malfurion, sebbene la sua arroganza e le sue mire espansionistiche gli abbiano inimicato buona parte dei sostenitori di Malfurion, in primis la sacerdotessa Tyrande Soffiabrezza, con la quale ha avuto diversi litigi su come guidare gli elfi della notte[68]. Ignoto a tutti, Fandral era stato corrotto tempo prima dall'Incubo di Smeraldo, che gli appariva sotto le sembianze di suo figlio Valstann: nei panni di Valstann, l'Incubo guidato da Xavius l'aveva convinto ad avvelenare lentamente Malfurion con un'erba chiamata morrowgrain (che in World of Warcraft i giocatori vengono mandati a raccogliere con la scusa di ricerche per il Cenarion Circle[69]), e causare la corruzione stessa di Teldrassil infondendo parte del potere dell'Incubo nell'Albero mentre cresceva. In seguito Fandral indisse un summit di druidi a Teldrassil, fra cui anche Broll Orsomanto, Hamuul Totem Runico e Naralex, cercando di usare i loro poteri per far "resuscitare" il falso Valstann. Runetotem, Naralex e Shandris Piumaluna scoprirono ben presto della follia di Fandral, ma con un incantesimo l'arcidruido impedì loro di rivelarlo. Venne comunque smascherato subito dopo da Malfurion, risvegliato da Broll e Tyrande, che distrusse anche il finto Valstann proprio di fronte a Fandral. La "seconda morte" di suo figlio devastò ancora di più l'animo di Fandral, che venne portato dai druidi a Radaluna per riprendersi, nonostante molti credano che la sua mente sia stata troppo provata e danneggiata perché ciò accada[70].

Successivamente, in un periodo precedente Cataclysm, Fandral venne spostato in una prigione negli Eremi di Hyjal, dove però i cultisti del Martello del Crepuscolo cercarono di usarlo per i loro scopi. I giocatori vennero così incaricati di consegnarlo alla femmina di drago verde Alysra, perché lo riportasse a Radaluna[71]. Alysra era però corrotta, e consegnò invece Fandral al Martello del Crepuscolo[72]. Insieme ad altri druidi, fra cui sua nuora Leyara, Fandral si messo al servizio di Ragnaros, creando la congrega dei druidi delle fiamme e divenendo maggiordomo personale del Signore Elementale. Tentò di eliminare Thrall separando il suo spirito nei quattro piani elementali[73]; fallito l'intento a causa del salvataggio di Thrall[74], si ritirò nelle Terre del Fuoco, presso la fortezza di Ragnaros, dove venne infine ucciso da avventurieri[75].

Shandris Piumaluna[modifica | modifica sorgente]

Shandris Piumaluna
Universo Warcraft
Nome orig. Shandris Feathermoon
Lingua orig. Inglese
Autore Blizzard Entertainment
Specie Elfa della notte
Sesso Femmina
Parenti

Shandris Piumaluna (Shandris Feathermoon) è un'elfa della notte, l'attuale generale delle Sentinelle; dirige inoltre una rete di spie. Ha un'abilità portentosa con l'arco, comparabile soltanto a quella di Sylvanas Ventolesto e Dama Vashj.

Shandris abitava nel villaggio di Ara-Hinam all'inizio della Guerra degli Antichi. La sua intera famiglia venne uccisa durante l'attacco dei demoni, e lei fu una dei pochi superstiti che riuscirono a fuggire a sud e a riunirsi alla resistenza elfica guidata da Kur'talos Crinocorvo. Venne trovata, solitaria fra i rifugiati, da Tyrande Soffiabrezza, che la prese con sé, e che divenenne ben presto la sua eroina. Da Tyrande imparò le arti curative della Sorellanza di Elune, ma la sacerdotessa le proibì di prendere parte alle battaglie, cosa che Shandris desiderava ardentemente fare; Shandris, già molto esperta con l'arco, le disobbedì più volte. Seguendo di nascosto Tyrande durante il caos causato dal tradimento di Neltharion appena perpetrato, la trovò priva di sensi e alla mercé di lord Xavius e dei suoi satiri, con Malfurion Grantempesta che cercava di intervenire. Scoccò diverse frecce a Xavius, dando a Malfurion il tempo di sistemarlo, e uccise molti altri satiri, ma ne lei né Malfurion riuscirono ad impedire il rapimento di Tyrande. Nella tempesta causata immediatamente dopo dalla rabbia di Malfurion, Shandris venne salvata in extremis da una frana dal drago Korialastrasz. Shandris rimase al centro delle battaglie fino alla fine della guerra, sopravvivendo alla successiva Frattura e intrecciando una relazione con Jarod Cantombroso.

Rimase a fianco di Tyrande durante la Lunga Veglia, divenendo il capo di un gruppo d'élite di Sentinelle chiamate "Shadowleaf". Lei e le sue Sentinelle, diecimila anni dopo la Guerra degli Antichi furono le prime ad accorgersi della presenza degli orchi che abbattevano gli alberi nella foresta di Valtetra, partendo subito all'attacco. Quando gli orchi riuscirono ad uccidere Cenarius, Shandris e le Sentinelle si ritirarono, correndo ad avvertire Tyrande del pericolo, e poi furono costrette a respingere un attacco di non morti del Flagello al loro accampamento. Quando Tyrande andò in missione per risvegliare i druidi per la guerra imminente, lasciò Shandris ad occuparsi della difesa del Monte Hyjal e dell'Albero del Mondo Nordrassil; quando iniziò la battaglia del Monte Hyjal, Shandris rimase sempre in prima linea.

Dopo la guerra, Shandris fece ritorno a Feralas, nella Roccaforte di Piumaluna sull'Isola di Sardor, quartier generale delle Sentinelle, dove può essere trovata in World of Warcraft. Quando Tyrande, durante gli eventi del romanzo Grantempesta di Richard A. Knaak, si avventura nel Sogno di Smeraldo alla ricerca di Malfurion, lascia Shandris a dirigere Darnassus. In quello stesso periodo presenzia agli incontri tra Fandral Elmocervo e altri druidi per risanare Teldrassil, e quando Hamuul Totem Runico comprende che Elmocervo è impazzito, lui, Shandris e il druido Naralex vengono colpiti magicamente da Elmocervo, che impedisce loro di rivelarlo: l'arrivo di Malfurion subito dopo risolve la situazione. Con l'Isola di Sardor pesantemente danneggiata dal Cataclisma occorso in seguito, Shandris ha fatto ricostruire la fortezza sulla terraferma.

Nani[modifica | modifica sorgente]

Brann Barbabronzea[modifica | modifica sorgente]

Brann Barbabronzea
Universo Warcraft
Nome orig. Brann Bronzebeard
Lingua orig. Inglese
Autore Blizzard Entertainment
Specie Nano
Sesso Maschio
Parenti

Brann Barbabronzea (Brann Bronzebeard) è il più giovane dei fratelli Barbabronzea. È il più noto esploratore dell'universo di Warcraft, ed uno dei più importanti membri della Lega degli Esploratori, di cui è uno dei fondatori; è inoltre linguista, guerriero, archeologo ed altro[76]. Sebbene membro dell'Alleanza, Brann ha avuto contatti, collaborato e stretto amicizia anche con diversi membri dell'Orda, così come di altre fazioni. Blizzard Entertainment ha riutilizzato il personaggio facendogli "firmare" la maggioranza dei manuali del gioco di ruolo di Warcraft dove si descrivono i territori.

Le prime menzioni degne di nota che si hanno di Brann sono durante la Seconda Guerra, dove lottò a fianco delle armate dell'Alleanza assieme a suo fratello Muradin dopo la liberazione di Khaz Modan dagli orchi[77], fungendo da messaggeri fra le armate di Lothar e Turalyon e Khaz Modan[76]. Con la conclusione della Terza Guerra, re Magni spedì Brann in missione per esplorare i più remoti angoli di Azeroth e scoprire le origini del popolo nanico. Brann iniziò il viaggio nei Regni Orientali, per passare poi a Kalimdor, alle isole dei Mari del Sud ed infine a Nordania[76]. Furono diverse le occasioni in cui Brann venne dato per disperso durante i suoi viaggi[76], al punto da essere considerato, in certi casi, morto; la sua prima "sparizione" avvenne nella Valle di Rovotorto, dove perse i contatti una volta entrato nell'area di Zul'Gurub, mentre la seconda fu durante il viaggio a Nordania, che Brann aveva intrapreso soprattutto per scoprire la fine che aveva fatto suo fratello Muradin. In entrambi i casi ricomparve sano e salvo[76].

Dopo il viaggio a Nordania, Brann rimase un po' di tempo a Forgiardente ad istruire nuovi esploratori, per poi riprendere a viaggiare. Riuscì ad inoltrarsi nel regno sigillato di Ahn'Qiraj, facendo in qualche modo finire la base di Atiesh, il bastone di Medivh, all'interno del corpo del Dio Antico C'Thun, risultando nel frattempo disperso una terza volta[76]. Riuscì a fuggire da Ahn'Qiraj solo dopo la riapertura del Vallo dello Scarabeo da parte dei giocatori di World of Warcraft e studiò subito un piano per esplorare le Terre Esterne[76]. La sua prima apparizione di persona è in Wrath of the Lich King, dove contribuisce a svelare buona parte della storia attorno ad Ulduar e ai Titani, mentre in Cataclysm si dirige ad Uldum, nuovamente nel sud di Kalimdor.

Falstad Granmartello[modifica | modifica sorgente]

Falstad Granmartello
Universo Warcraft
Nome orig. Falstad Wildhammer
Lingua orig. Inglese
Alter ego Falstad Dragonreaver
Autore Blizzard Entertainment
Specie Nano
Sesso Maschio

Falstad Granmartello (Falstad Wildhammer), chiamato anche Falstad Dragonreaver, è il Thane del clan nanico Granmartello. In origine Falstad era uno dei cavalcagrifoni del clan Granmartello che proteggevano il porto di Hasic quando vi passò il mago Rhonin. Falstad e i suoi uomini accompagnarono Rhonin verso Khaz Modan, ma in un'imboscata i compagni del nano furono uccisi. Sollecitato anche da Vereesa Ventolesto, Falstad continuò il viaggio assieme a lei e a Rhonin, arrivando infine a liberare la regina dei draghi rossi Alexstrasza dagli orchi del clan Fauci di Drago a Grim Batol.

Falstad divenne in seguito Thane, cioè capo, dei nani Granmartello, succedendo a Kurdran Granmartello. Partecipò successivamente al matrimonio fra Tyrande Soffiabrezza e Malfurion Grantempesta, assieme a Rhonin e Vereesa.

In seguito alla pietrificazione di re Magni Barbabronzea di Forgiardente, è stato istituito il Concilio dei Tre Martelli da Varian Wrynn per governare i nani, e Falstad ne è entrato a far parte assieme a Muradin Barbabronzea e Moira Thaurissan (sostituendo Kurdran, che aveva in origine ricevuto l'incarico)[78].

Kurdran Granmartello[modifica | modifica sorgente]

« Sentiremo la chiamata di Sky'ree nel vento. Udiremo il tuo martello tuonare tra le cime delle montagne. Cavalca deciso nell'aldilà, fratello. Le sale dei nostri antenati ti attendono. »
(Tratto dal monumento a Kurdran situato a Roccavento[79])
Kurdran Granmartello
Universo Warcraft
Nome orig. Kurdran Wildhammer
Lingua orig. Inglese
Autore Blizzard Entertainment
Specie Nano
Sesso Maschio

Kurdran Granmartello (Kurdran Wildhammer) era il Gran Thane del clan Granmartello e leader ufficiale delle Entroterre durante la Seconda Guerra. Kurdran fu uno dei primi nani ad avvistare i troll e gli orchi che invadevano le Entroterre[80], e dopo una battaglia acconsentì ad unire le forze con quelle della neonata Alleanza per combattere l'Orda, su richiesta di Anduin Lothar[81]. Accompagnato dalla femmina di grifone Sky'ree partecipò a numerose battaglie, sia in aiuto dei regni di Lordaeron[82] che in difesa di Quel'Thalas[83], uccidendo diversi dei draghi al servizio del'Orda.

Kurdran fu poi uno dei leader della spedizione dell'Alleanza a Draenor per porre fine una volta per tutte alla minaccia dell'Orda, assieme ad Alleria Ventolesto, Turalyon, Danath Cacciatroll e Khadgar. A Draenor venne catturato durante un attacco ad Auchindoun, per poi essere soccorso da truppe dell'Alleanza. Come i suoi commilitoni, Kurdran decise di restare a Draenor per chiudere il Portale Oscuro, per evitare che l'immane cataclisma provocato da Ner'zhul potesse colpire anche Azeroth. Con la chiusura del Portale venne dato per disperso e presunto morto, e fu succeduto come capo dei Granmartello da Falstad Granmartello. A lui e ai suoi compagni vennero erette delle statue nella Valle degli Eroi di Roccavento.

Sopravvissuto invece alla nascita delle Terre Esterne, Kurdran guidò le sue forze dalla Roccaforte dei Granmartello nella Valle di Torvaluna per vent'anni prima di avere nuovamente contatti con il mondo di Azeroth, quando il Portale Oscuro venne riaperto. In seguito al Cataclisma, e con la guerra nelle Terre Esterne ormai cessata, Kurdran fece ritorno ad Azeroth e divenne un membro del Concilio dei Tre Martelli al governo di Forgiardente[78]. Ebbe degli attriti con Falstad, avendolo più volte scavalcato impartendo ordini al clan Granmartello senza consultarlo, e anche con gli altri membri del Concilio a causa della sua inadeguatezza al ruolo di membro del Concilio stesso[78]; dopo aver rimediato alla situazione di tensione creatasi a Forgiardente a causa del suo comportamento, Kurdran cedette il posto nel Concilio a Falstad[78].

In seguito Kurdran si spostò nelle Alture del Crepuscolo, per dirigere la cittadina di Altariva e i Granmartello della zona. Sky'ree, la femmina di grifone fidata compagna di Kurdran[78], e presente sia in Warcraft II che in The Burning Crusade. Molto indebolita dalla vecchiaia, Sky'ree seguì Kurdran a Forgiardente dove depose delle uova[78]; morì poco tempo dopo a causa di un incendio, tuttavia una delle sue uova venne salvata[78].

Magni Barbabronzea[modifica | modifica sorgente]

Magni Barbabronzea
Universo Warcraft
Nome orig. Magni Bronzebeard
Lingua orig. Inglese
Autore Blizzard Entertainment
Specie Nano
Sesso Maschio
Parenti

Magni Barbabronzea (Magni Bronzebeard) è il fratello maggiore di Muradin e Brann Barbabronzea, re dei nani di Forgiardente. Combatté personalmente durante la Seconda Guerra, acconsentendo ad unire le forze di Khaz Modan a quelle dell'Alleanza. Dopo aver scoperto della morte (presunta) di Muradin per mano di Arthas Menethil, Magni forgiò la spada Brandicenere per combattere Arthas e i suoi non morti. Tempo dopo, Magni inviò un gruppo di avventurieri ad uccidere l'imperatore dei nani Ferroscuro, Dagran Thaurissan, che secondo lui aveva rapito sua figlia Moira, solo per scoprire poi che la principessa, furiosa (e sotto l'effetto di un presunto incantesimo) aveva rifiutato di tornare a casa, e che inoltre era incinta di Dagran.

In Wrath of the Lich King, durante una spedizione a Nordania per incontrare i Figli del Gelo, Magni ritrovò suo fratello Muradin, sopravvissuto ma colpito da amnesia, divenuto il loro re. Negli eventi precedenti Cataclysm, Magni presenziò ad un meeting fra i vari leader dell'Alleanza a Roccavento, informandoli che avrebbe tentato un rituale con delle tavolette titaniche ritrovate ad Ulduar per cercare risposte sui terremoti che scuotevano Azeroth. Il rituale andò però storto e Magni venne pietrificato. Per governare il regno al suo posto, Varian Wrynn fece formare il Concilio dei Tre Martelli, formato da Moira, Muradin e Falstad Granmartello.

Moira Thaurissan[modifica | modifica sorgente]

Moira Thaurissan
Universo Warcraft
Nome orig. Moira Thaurissan
Lingua orig. Inglese
Autore Blizzard Entertainment
Specie Nana
Sesso Femmina
Parenti

Moira Thaurissan, nata Barbabronzea (Bronzebeard), è la figlia di Magni Barbabronzea, re dei nani di Forgiardente. In World of Warcraft venne apparentemente rapita dai nani Ferroscuro[84] e sposò il loro re, Dagran Thaurissan, di cui rimase poi incinta[85][86]. Presumendola sotto l'influsso di un incantesimo, suo padre inviò degli avventurieri ad uccidere Dagran e salvare Moira; alla morte del marito, costei s'infuriò e rifiutò di tornare a Forgiardente[86][87]. Con la morte di Magni poco prima del Cataclisma Moira, che ha assunto il cognome di suo marito, fece ritorno a Forgiardente e reclamò il trono per sé e per suo figlio neonato, Dagran Thaurissan II, instaurando una dittatura e tenendo in ostaggio tutta la popolazione della città, fra cui anche il principe umano Anduin Wrynn. Al principe Moira rivelò che la sua unione con Dagran era frutto unicamente dell'amore: Dagran infatti la rispettava, mentre Magni aveva sempre voluto un erede maschio e non pensava che una femmina potesse guidare il regno[88].

Re Varian Wrynn, alla guida di un team di assassini del SISVE, i servizi segreti di Roccavento, condusse così un'incursione a Forgiardente per uccidere Moira. L'esecuzione venne fermata da Anduin, che consigliò al padre di insegnare a Moira ad essere una leader migliore, anziché risolvere la cosa con la violenza. Varian ordinò così la formazione del Concilio dei Tre Martelli per governare Forgiardente, composto da Moira, suo zio Muradin Barbabronzea e Kurdran Granmartello[89].

Come membro del Concilio, Moira operò per unire i clan Forgiardente e Ferroscuro, per garantire a suo figlio un regno coeso, approfittando però della scarsa attitudine al ruolo di consigliere di Kurdran Granmartello[78]. Moira spinse molto perché un antico artefatto dei nani, il martello di Modimus Forgiamara, venisse riforgiato dai tre frammenti posseduti uno da ciascun clan, così da unire ulteriormente la popolazione (sebbene la storia fosse stata inventata ad hoc dalla stessa Moira)[78]; l'intervento di Kurdran portò alla distruzione dei tre frammenti anziché alla riforgiatura del Martello, ottenendo un risultato ancora migliore[78].

Nonostante sia Regina Reggente dei Ferroscuro, non tutto il clan le è leale, ma buona parte è anzi alleata del Martello del Crepuscolo. Moira rifiutò di credere che dei Ferroscuro stessero attaccando Forgiardente anche di fronte all'evidenza, e solo quando Muradin e Falstad l'accusarono di non essere in grado neppure di controllare la sua gente[90] individuò e fece arrestare il responsabile degli attacchi, un ambasciatore doppiogiochista[91].

Muradin Barbabronzea[modifica | modifica sorgente]

Brann Barbabronzea
Universo Warcraft
Nome orig. Brann Bronzebeard
Lingua orig. Inglese
Alter ego Yorg Cuortonante
Autore Blizzard Entertainment
Specie Nano
Sesso Maschio
Parenti

Muradin Barbabronzea (Muradin Bronzebeard, noto anche come Yorg Cuortonante, Yorg Stormheart), è il secondo dei fratelli Barbabronzea, il trio composto da lui, re Magni di Forgiardente e l'esploratore Brann[92]. Assieme a Brann, Muradin funse da messaggero fra Khaz Modan e Lordaeron durante la Seconda Guerra, e a fine guerra rimase a Lordaeron in veste di ambasciatore per conto di Magni, divenendo amico e maestro del principe Arthas Menethil[92].

Nello stesso periodo, fu uno dei fondatori della Lega degli Esploratori, voluta da suo fratello Magni, e come esploratore si recò più volte a Nordania. Durante uno di tali viaggi Muradin si accorse di un'entità minacciosa che stava prendendo sempre più potere nel continente, e ne informò re Terenas Menethil II, che gli chiese di restare sul posto e raccogliere altre informazioni[92]. Di lì a poco, Muradin e i suoi uomini vennero messi sotto assedio dalle forze del Flagello, e vennero salvati diverse settimane più tardi da Arthas, che li aveva trovati per caso[92]. Muradin unì le sue forze ad Arthas per distruggere il Flagello, e gli parlò di una spada runica, Gelidanima, che avrebbe potuto aiutarli[93]: trovata la spada scoprirono che era maledetta e Arthas, ormai assetato di vendetta e ignorando gli avvertimenti di Muradin, la impugnò, causando la presunta morte dell'amico[92][93]. Arthas spedì una lettera a re Magni informandolo della morte di Muradin e incolpandole il Flagello[93]; Magni comprese l'inganno di Arthas solo quando costui devastò il regno di Lordaeron, uccidendo il suo stesso padre.

Muradin era però sopravvissuto, e ripresi i sensi dopo che Arthas se n'era andato, colpito da una totale amnesia, vagò nelle lande innevate fino a che non venne soccorso dai nani Figli del Gelo[94]. Dopo che Muradin a sua volta li ebbe salvati da un jormungar inferocito, essi lo chiamarono Yorg Cuortonante, nome di un leggendario guerriero Figlio del Gelo[94]. Muradin/Yorg divenne infine il re dei Figli del Gelo, e quando le forze dell'Orda e dell'Alleanza giunsero a Nordania per combattere il Re dei Lich, fece entrare i Figli del Gelo a far parte della seconda, sebbene preoccupato per la sorte dei suoi sudditi. Dopo una lunga serie di missioni in Wrath of the Lich King, Muradin si ritrovò con i suoi fratelli e recuperò la memoria[95], lasciando quindi i Figli del Gelo (venendo rimpiazzato da Velog Urlofreddo) per unirsi alla battaglia contro Arthas.

Muradin è presente in seguito nel gioco come comandante della nave da guerra volante Solcacieli, nei cieli di Corona di Ghiaccio, nonché all'interno della Rocca della Corona di Ghiaccio assieme a Tirion Fordring ed altri personaggi. In seguito alla morte di Magni subito prima del Cataclisma, inoltre, è entrato a far parte del Concilio dei Tre Martelli che governa i nani, assieme a Falstad Granmartello e Moira Thaurissan.

Non morti[modifica | modifica sorgente]

Darion Mograine[modifica | modifica sorgente]

Darion Mograine
Universo Warcraft
Nome orig. Darion Mograine
Lingua orig. Inglese
Autore Blizzard Entertainment
Specie Non morto (precedentemente umano)
Sesso Maschio
Parenti
  • Alexandros Mograine (padre)
  • Elena Mograine (madre)
  • Renault Mograine (fratello)

Darion Mograine è il signore dei Cavalieri della Spada d'Ebano, un gruppo di cavalieri della morte liberatisi dal controllo del Re dei Lich.

Darion nacque da Alexandros ed Elena Mograine, che morì di parto; aveva un fratello maggiore, Renault[16]. Da adulto, suo fratello Renault divenne un membro della Crociata Scarlatta come suo padre, e convinto da Balnazzar, uccise a tradimento Alexandros a Stratholme[16]. Darion si unì quindi all'Alba d'Argento, e con un gruppo di volontari si diresse a Naxxramas, dove si trovava suo padre che era stato resuscitato da Kel'Thuzad come cavaliere della morte. Distrutto Alexandros, Darion recuperò la sua spada, Brandicenere, che era però stata corrotta, e andò a cercare suo fratello, non sapendo che era proprio lui l'assassino di suo padre[16]. Appena lo vide, Renault attaccò Darion e lo spirito di Alexandros, intrappolato nella spada, ne uscì uccidendo Renault[16][96].

Darion chiese consiglio a Tirion Fordring su come liberare suo padre dalla spada, e lui gli rispose che solo un atto di amore più grande di quello malvagio che aveva ucciso Alexandros poteva liberarlo[16]. Ad una seguente battaglia alla Cappella della Luce nelle Terre Infette Orientali, fra il Flagello e l'Alba d'Argento, Darion decise così di sacrificarsi per distruggere i non morti, uccidendosi con la stessa Brandicenere e liberando sì suo padre, ma condannando sé stesso a risorgere come non morto al servizio del Re dei Lich[16].

Darion cominciò quindi ad addestrare nuovi cavalieri della morte, prima spedendoli a devastare l'Enclave Scarlatta, e poi guidandoli in battaglia direttamente contro l'Alba d'Argento alla Cappella della Luce[16][97]. Qui però Brandicenere, guidata dallo spirito di suo padre, gli si rivoltò contro, portando alla sconfitta sua e delle sue armate. Darion capì di essere stato usato dal Re dei Lich solo per far uscire allo scoperto Tirion, impressione confermata dal Re dei Lich stesso che apparve di lì a poco e imprigionò l'anima di Alexandros dentro a Gelidanima[97]. Darion gettò quindi Brandicenere a Tirion, che la purificò col potere della Luce, e riuscì a scacciare il Re dei Lich[97]. Dopo questo evento vennero formate la Crociata Argentea, guidata da Tirion, e i Cavalieri della Spada d'Ebano, guidati da Darion. In seguito furono proprio i Cavalieri della Spada d'Ebano a conseguire alcune fra le più importanti vittorie contro il Re dei Lich a Nordania[16].

Meryl Felstorm[modifica | modifica sorgente]

Teron Malacarne[modifica | modifica sorgente]

Teron Malacarne
Universo Warcraft
Nome orig. Teron Gorefiend
Lingua orig. Inglese
Autore Blizzard Entertainment
Specie Non morto (precedentemente orco)
Sesso Maschio

Teron Malacarne (Teron Gorefiend) è stato il primo cavaliere della morte della storia di Warcraft. In vita, Teron era uno stregone orco del Concilio dell'Ombra, l'organo guidato da Gul'dan che governava l'Orda da dietro le quinte. Il Concilio venne poi scoperto da Orgrim Martelfato (che estrasse l'informazione con la tortura alla spia di Gul'dan Garona), il quale lanciò un attacco a sorpresa contro la sede del Concilio stesso, uccidendone la maggioranza dei membri incluso Malacarne.

Al servizio di Martelfato, Gul'dan progettò la creazione dei cavalieri della morte, infondendo nei corpi di cavalieri umani morti gli spiriti dei suoi ex fratelli del Concilio: il primo ad essere resuscitato in tale modo fu Teron Malacarne[98]. Lui e gli altri cavalieri della morte giurarono fedeltà a Martelfato[98], e combatterono per tutta la durata della Seconda Guerra anche dopo il tradimento di Gul'dan[99]. In seguito alla sconfitta di Martelfato, Malacarne guidì i restanti cavalieri della morte di nuovo a Draenor, dove si misero al servizio di Ner'zhul. Ner'zhul aveva bisogno di diversi potenti artefatti così da poter aprire nei portali verso altri mondi, ed inviò Gorefiend a recuperarli: si trattava del Libro di Medivh e dell'Occhio di Dalaran. Giunto sulle tracce del libro a Roccavento, Malacarne scoprì che il libro era stato rubato da agenti di Alterac[100]. Ottenuto il supporto di Alamorte, con in cambio la promessa di poter raggiungere Draenor per mettere al sicuro le sue uova, Teron viaggiò ad Alterac dove ottenne il libro da Aiden Perenolde[101]. Il secondo artefatto venne recuperato a Dalaran, dove Malacarne si scontrò con Antonidas, Kael'thas Solealto, Krasus e Sathera, che non riuscirono però a fermarlo; Sathera perì nello scontro[102].

Ritornato a Draenor, aiutò Ner'zhul nell'apertura dei portali, e cadde in combattimento contro Turalyon mentre la loro energie devastava il pianeta[103]; il suo spirito rimase però intrappolato nella Valle di Torvaluna. Esso può essere incontrato dai giocatori in The Burning Crusade; si presenta inizialmente come uno spirito che conosce la storia di Teron Malacarne, invitando i giocatori a svolgere dei compiti per lui, dopodiché prende possesso del loro corpo, per sconfiggere il suo guardiano Karsius. Morto Karsius, Teron libera il giocatore e fugge verso il Tempio Nero, dove può essere sconfitto dai giocatori successivamente.

Thassarian[modifica | modifica sorgente]

Thassarian
Universo Warcraft
Nome orig. Thassarian
Lingua orig. Inglese
Autore Blizzard Entertainment
Specie Non morto (precedentemente umano)
Sesso Maschio
Parenti
  • Killoren (padre)
  • Vivian (madre)
  • Leryssa (sorella)

Thassarian è stato il primo cavaliere della morte dell'Alleanza. In vita abitava in una fattoria nei dintorni di Lordaeron, con sua sorella Leryssa e sua madre Vivian. Il padre, Killoreen, era un soldato, ed era caduto in battaglia. Anche Thassarian divenne un soldato, grazie agli insegnamenti paterni, con grande abilità nell'uso della spada. Nonostante fosse un grande soldato, non era in grado di comandare altre truppe, poiché era carente di inventiva.

Seguì Arthas nella sua campagna a Nordania, dove venne ucciso dal Capitano Falric e risvegliato come cavaliere della morte al servizo del Flagello. In seguito combatté a Quel'Thalas, dove incontrò per la prima volta Koltira Plasmamorte: i non morti uccisero Faltora, suo fratello, e Koltira giurò vendetta. Giorni dopo Koltira tentò di sconfiggere Thassarian, ma venne ucciso e trasformato a sua volta.

Divenuti amici nella non morte, si esercitarono per mesi fino alla battaglia della Cappella della Luce. Lì Thassarian reincontrò suo padre, che gli chiese di combattere il controllo del Re dei Lich. Una volta liberi, Thassarian fece ritorno a Roccavento e poi a Nordania. Lì incontrò sua sorella Leryssa, controllata dal San'Layn Valanaar. Thassarian sconfisse Valanaar, liberando Leryssa e il generale Alros.

Così Thassarian diventò un membro importante dell'esercito dell'Alleanza, e venne stazionato sulla nave volante Solcacieli. Dopo la caduta del Re dei Lich, egli combatté Ad Andorhal contro Koltira, ma fuggì dopo la sconfitta dell'Alleanza. Ricomparà ad Hjyal, tempo dopo, aiutando i membri dell'Alleanza nel far fronte all'invasione di Ragnaros nel Nido di Sethria.

Orchi[modifica | modifica sorgente]

Dranosh Faucisaure[modifica | modifica sorgente]

Dranosh Faucisaure
Universo Warcraft
Nome orig. Dranosh Saurfang
Lingua orig. Inglese
Autore Blizzard Entertainment
Specie Non morto (precedentemente orco)
Sesso Maschio
Parenti
« Non potevo lasciare che l'Alleanza si prendesse tutto il divertimento! »
(A Bolvar Domadraghi, scendendo in campo durante la Battaglia di Angrathar[104])

Dranosh Faucisaure (Dranosh Saurfang), conosciuto anche come "Faucisaure il giovane" (Saurfang the younger) era il figlio di Varok Faucisaure. Nato nel periodo della formazione dell'Orda, venne battezzato Dranosh ("Cuore di Draenor" in orchesco) e Varok promise a sua madre, prima che lei morisse, che l'avrebbe nascosto fra gli anziani di Nagrand, al sicuro dalla Maledizione del Sangue[105]; Dranosh crebbe quindi tra i Mag'har, gli orchi non contaminati, aventi ancora la pelle marrone. Nel periodo immediatamente seguenti la seconda apertura del Portale Oscuro, assieme ad altri giovani orchi Dranosh si spinse in cerca dei Corrotti della tribù Sanguebuio per vendicarsi di una loro razzia[106], e fu l'unico a sopravvivere al loro attacco, venendo poi soccorso da avventurieri[107].

Entrato poi nei ranghi dell'Orda riformata da Thrall, viene designato capo dell'Avanguardia dei Kor'kron, un avamposto dell'Offensiva dei Cantaguerra a Dracombra, nei pressi di Angrathar, il Cancello dell'Ira[108]. Dranosh guidò le sue forze nella Battaglia di Angrathar, al fianco degli uomini dell'Alleanza guidati da Bolvar Domadraghi e contro il Flagello, capeggiato dallo stesso Re dei Lich[104]; quando quest'ultimo apparve, Dranosh non perse tempo ad attaccarlo, tuttavia con un sol colpo di Gelidanima il Re dei Lich spezzò la sua ascia e lo uccise, rubando la sua anima[104]. Il suo corpo venne preso dal Flagello, e venne riportato in vita come cavaliere della morte al servizio dal Re dei Lich[104], mentre la sua armatura venne recuperata da agenti dell'Orda inviati da Alexstrasza, e riconsegnata a suo padre[109].

Come cavaliere della morte, Dranosh, assunto il titolo di "Araldo della Morte Faucisaure", venne combattuto e ucciso nella Rocca di Corona di Ghiaccio dagli avventurieri che erano diretti dal Re dei Lich; il suo corpo venne recuperato da Varok, che gli diede sepoltura a Nagrand, vicino alle pire di sua madre e dei suoi antenati[105]. Più avanti, Thrall lo avrebbe ricordato come uno di quelli che avrebbe potuto scegliere per sostituirlo come Capoguerra dell'Orda.

Drek'Thar[modifica | modifica sorgente]

Drek'Thar
Universo Warcraft
Nome orig. Drek'Thar
Lingua orig. Inglese
Autore Blizzard Entertainment
Specie Orco
Sesso Maschio

Drek'Thar è uno sciamano e veggente orco, attuale capo del clan dei Lupi Bianchi. Si sa molto poco sulla storia di Drek'Thar prima della formazione dell'Orda. Fu apprendista sciamano di Madre Kashur; quando ella morì, Drek'Thar le successe come sciamano anziano del clan dei Lupi Bianchi. Come la maggioranza degli orchi, Drek'Thar credette alle parole di Ner'zhul secondo cui i draenei stavano complottando contro di loro, e partecipò a diversi attacchi contro di loro, uccidendo anche civili indifesi, compresi donne e bambini. Quando gli elementi smisero di rispondere alla chiamata degli sciamani, Drek'Thar seguì il sentiero indicato da Gul'dan e divenne uno stregone. Il capo del clan dei Lupi Bianchi, Durotan, rifiutò di bere il sangue di Mannoroth e proibì ai membri del suo clan di farlo, così i Lupi Bianchi vennero esiliati nelle Montagne d'Alterac, dove Drek'Thar abbandonò le arti stregonesche e ritornò ad essere uno sciamano, prendendo coscienza delle atrocità che aveva commesso durante la guerra. In questo periodo, tramite le arti sciamaniche, Drek'Thar riuscì ad ottenere l'amicizia dei lupi nativi di Alterac, da allora alleati del clan dei Lupi Bianchi.

Quando Durotan e sua moglie vennero assassinati e il loro figlio creduto morto, poco prima dell'inizio della Seconda Guerra, Drek'Thar assunse il comando del clan. I Lupi Bianchi vennero ritrovati vent'anni dopo da Thrall, figlio di Durotan, e Drek'Thar, allora divenuto cieco, lo addestrò come sciamano. Parte del clan seguì Thrall e la nuova Orda a Kalimdor, compreso Drek'Thar. Nel periodo precedente gli eventi di World of Warcraft, Drek'Thar tornò alla guida dei Lupi Bianchi nella Valle di Alterac, dove erano iniziate delle lotte per il controllo del territorio con i nani del clan Piccatonante.

Da Alterac Drek'Thar funse da rappresentante di Thrall per i Regni Orientali, e raramente si spostò da lì in seguito al suo ritorno, eccetto per far visita a Nagrand assieme a Thrall dopo la riapertura del Portale Oscuro. La vecchiaia pesò molto sulle spalle di Drek'Thar, che nel periodo seguente la sconfitta del Re dei Lich era costretto a letto, sotto le cure di un orco di nome Palkar. Drek'Thar ebbe diverse visioni, fra cui una del massacro di un gruppo di druidi ed un'altra del mondo che si spezzava. Per la prima delle due Palkar acconsentì ad inviare avvertimenti agli elfi della notte, ma l'attacco non avvenne; Palkar ne attribuì la causa alla senilità del vecchio e lasciò perdere la seconda visione. Quando Palkar ricevette la notizia che un gruppo di druidi tauren ed elfi della notte era stato attaccato e l'unico sopravvissuto era Hamuul Totem Runico, capì che le visioni di Drek'Thar erano vere e spedì un messaggio a Thrall riguardante la seconda visione, che prediceva il Cataclisma che si sarebbe verificato di lì a poco.

Drek'Thar apparve nuovamente in Cataclysm, costretto su una sedia a rotelle e affidato alle cure del capitano Galvangar. Alla richiesta di alcuni avventurieri, inviati dal comandante Cromush, di fornire aiuto ai Reietti per sconfiggere le ultime resistenze umane a Lordaeron, Drek'Thar rifiutò, lasciando Cromush sgomento: ciò perché Drek'Thar, pur avendo commesso azioni riprovevoli in passato, se ne era pentito e ne portava il peso, mentre i Reietti compivano atti malvagi senza alcun segno di rimorso[110].

Durotan[modifica | modifica sorgente]

Durotan
Universo Warcraft
Nome orig. Durotan
Lingua orig. Inglese
Autore Blizzard Entertainment
Specie Orco
Sesso Maschio
Parenti
  • Garad (padre)
  • Geyah (madre)
  • Draka (moglie)
  • Thrall (figlio)
  • Aggra (nuora)
  • Durak (nipote)
  • Ga'nar (fratello)
  • Kelkar (suocero)
  • Zuura (suocera)

Durotan era il signore del clan dei Lupi Bianchi e padre di Thrall. È ricordato come uno dei più grandi eroi dell'Orda. Durotan nacque molto prima della corruzione degli orchi e fin da giovane divenne molto amico di Orgrim Martelfato, membro del clan Roccianera[111]. Durante un'escursione nella foresta, lui e Orgrim vennero attaccati da un ogre e salvati da un gruppo di draenei, che li portarono a Telmor. Lì conobbero il profeta Velen ed il comandante Restalaan, ed entrarono in contatto con la civiltà draenei[112]. Quando il padre di Durotan, Garad, morì, Durotan e Draka, la sua compagna, presero il potere sul clan dei Lupi Bianchi con Drek'Thar come sciamano e consigliere, e parteciparono al concilio convocato da Ner'zhul. Quando lo sciamano accusò i draenei di tramare contro gli orchi, Durotan e Draka rimasero piuttosto perplessi al pensiero di una campagna contro di loro, così come Orgrim, divenuto secondo in comando di Manonera[113]. Durante la guerra contro i draenei, Durotan catturò Velen, lasciandolo poi libero in cambio di due cristalli magici[114], e fu costretto a distruggere la città di Telmor, dove uccise Restalaan[115]. Avvertito da Ner'zhul di non bere il sangue di Mannoroth, vietò a tutto il clan dei Lupi Bianchi di farlo, salvandolo dalla contaminazione demoniaca[116]. Il clan dei Lupi Bianchi, ribellatosi allo strapotere del Concilio dell'Ombra e di Gul'dan, venne preso di mira dagli altri clan e poi esiliato sulle Montagne d'Alterac. Durotan, dopo la nascita di Thrall (che era chiamato Go'el), avvertì Orgrim che erano i demoni i veri signori dell'Orda e che il Concilio era al loro servizio. Venuto a sapere di ciò, Gul'dan inviò dei sicari (secondo alcune fonti comandati da Rend e Maim Manonera) ad uccidere Durotan, Draka e Go'el. Solo il bambino, ancora in fasce, si salvò dall'attacco. La nazione orchesca di Durotar prende il nome da Durotan[117].

Manonera[modifica | modifica sorgente]

Blackhand
Universo Warcraft
Nome orig. Manonera
Lingua orig. Inglese
Autore Blizzard Entertainment
Specie Orco
Sesso Maschio
Parenti
  • Urukal (moglie)
  • Maim Manonera, Rend Manonera (figli)
  • Griselda Manonera (figlia)

Manonera (Blackhand), detto "il Distruttore", fu il primo capo dell'Orda degli Orchi. Originariamente era un cavalcalupi della Sythegore Arm e successivamente divenne capo del clan Roccianera. Considerato uno dei più rispettati guerrieri dell'Orda, nonostante il grande genio tattico e l'evidente abilità di guerriero, fu manipolato da Gul'dan il quale lo convinse della necessità di formare il Concilio dell'Ombra[118]. Gli sciamani del clan Roccianera furono i primi a divenire stregoni[118] e lui venne nominato Signore della Guerra dagli altri clan con una certa rapidità. Era fermamente convinto della necessità di distruggere i draenei, e fece costruire la Cittadella del Fuoco Infernale.

I suoi figli Rend, Maim e Griselda (avuti dalla compagna Urukal) furono i primi a subire la crescita accelerata degli stregoni voluta da Gul'dan, passando da bambini ad adolescenti nel giro di minuti[119]. Rend e Maim bevvero il sangue di Mannoroth dopo il padre, ma a Griselda fu vietato[120]. Ciò fece nascere il sentimento di odio profondo di Griselda nei confronti di suo padre, che la spinse ad allearsi con l'ogre Turok, che divenne anche suo amante. Manonera successivamente ordinò l'uccisione di entrambi.

Manonera condusse vittoriosamente l'Orda contro le città umane, grazie all'aiuto degli stregoni, degli ogre e di Orgrim Martelfato, suo secondo in comando; tuttavia non si rese mai conto che Gul'dan manipolava ogni sua azione, rendendolo di fatto una marionetta del Concilio dell'Ombra[121].

Orgrim aveva invece capito la situazione e così, dopo la caduta di Roccavento, sfidò Manonera a duello e lo uccise, prendendo il suo posto, e rovesciò il Concilio, divenendo l'unico vero signore dell'Orda[121]. I figli di Manonera, Rend e Maim, lasciarono il clan Roccianera e fondarono il clan Black Tooth Grin.

Nekros Sfasciateste[modifica | modifica sorgente]

Nekros Sfasciateste
Universo Warcraft
Nome orig. Nekros Skullcrusher
Lingua orig. Inglese
Autore Blizzard Entertainment
Specie Orco
Sesso Maschio
Parenti
  • Nek'rosh Sfasciateste (figlio)

Nekros Sfasciateste (Nekros Skullcrusher) era un membro del clan Fauci di Drago, che appare nei romanzi Day of the Dragon (di Richard A. Knaak) e Oltre il Portale Oscuro (di Aaron Rosenberg). Venne educato allo sciamanesimo, ma aveva una scarsa propensione verso di esso; diventò invece un potente stregone e si mise al servizio dell'Orda, restando sempre distante dal Concilio dell'Ombra, di cui non si curava. Era privo di mezza gamba, che gli era stata tagliata da una cavaliere umano[122]. Durante la Seconda Guerra, Zuluhed del clan Fauci di Drago scoprì a Khaz Modan l'Anima dei Demoni: Nekros riuscì ad dominarne il potere, e grazie a lui, il clan riuscì a catturare Alexstrasza e Tyranastrasz e a rinchiuderli nella fortezza di Grim Batol, nelle Paludi Grigie. Zuluhed lasciò quindi Nekros come guardiano. Nekros costrinse Alexstrasza, minacciando di ucciderle i figli, a produrre uova di draghi che gli orchi avrebbero usato come cavalcature e armi da guerra[123]. Alamorte, che voleva rubare le uova di Alexstrasza e ucciderla, ingannò Nekros facendogli portare all'aperto la regina dei draghi; contemporaneamente giunse a Grim Batol un manipolo di avventurieri guidato da Korialastrasz, consorte di Alexstrasza, e nella confusione che seguì Alexstrasza venne liberata: la prima cosa che fece fu divorare in un sol boccone Nekros[124], per poi radere al suolo tutta la fortezza, facendo strage di gran parte del clan Fauci di Drago.

Nekros credeva ciecamente nel metodo di lettura della fortuna noto come "lettura delle ossa", ed era convinto che le ossa avessero scritto per lui un destino da molto tempo[122]. Era anche convinto dell'esistenza di una vita dopo la morte dove avrebbe potuto continuare a lottare per l'eternità[122]. Aveva un figlio, Nek'rosh Sfasciateste, che scampò al massacro di Grim Batol, e che in World of Warcraft guida alcune bande di orchi sopravvissuti nelle Paludi Grigie, terrorizzando i viandanti sulla strada per il Porto di Menethil[125].

Tauren[modifica | modifica sorgente]

Baine Zoccolo Sanguinario[modifica | modifica sorgente]

Baine Zoccolo Sanguinario
Universo Warcraft
Nome orig. Baine Bloodhoof
Lingua orig. Inglese
Autore Blizzard Entertainment
Specie Tauren
Sesso Maschio
Parenti

Baine Zoccolo Sanguinario (Baine Bloodhoof) è l'attuale capo delle tribù di tauren unite e della sua tribù Zoccolo Sanguinario, figlio di Cairne Zoccolo Sanguinario e di Tamaala. Venne catturato, assieme ad altri tauren, da un gruppo di centauri qualche tempo dopo che i tauren ebbero riconquistato Mulgore, gettando sua padre in una profonda depressione. Venne salvato in extremis, quando gli altri tauren catturati erano già stati uccisi, dal campione dell'Orda Rexxar, riempiendo nuovamente di gioia Cairne.

Baine divenne quindi il leader del Villaggio di Zoccolo Sanguinario, nel sud di Mulgore, concentrando i suoi sforzi contro la compagnia goblin S.P.R. & Co. e gli gnoll Mantopallido, e tentò di allontanare i nani dal sito di scavi di Bael'dun, luogo sacro per i tauren, avvertendoli che continuando negli scavi avrebbero fatto infuriare gli spiriti e mandando anche degli avventurieri a rompere i loro strumenti[126]; le contromisure si rivelarono inefficaci, e i nani vennero successivamente sterminati dagli spiriti infuriati.

Durante la guerra contro l'Incubo di Smeraldo, Baine è uno dei tanti che rispondono alla chiamata di Malfurion Grantempesta; quando i membri dell'Orda esprimono il loro concerno sulla decisione di Malfurion di affidare la leadership a Varian Wrynn per la battaglia, Baine si schiera dalla sua parte, sciogliendo la tensione e spiegando che il conflitto in corso andava oltre le loro differenze, mostrando una notevole saggezza.

Baine sostituì brevemente suo padre come leader dei tauren durante un viaggio di Cairne a Nordania, dimostrandosi un leader capace e benvoluto. Cairne venne successivamente ucciso in duello da Garrosh Malogrido a causa del tradimento di Magatha Totem Truce, che diede quindi ordine al suo clan di prendere il controllo delle terre dei tauren e di uccidere tutti i fedeli di Cairne, Baine compreso. Egli venne però avvertito da uno dei Totem Truce, lo sciamano Stormsong, e riuscì a mettersi in salvo[127]. Non certo della posizione di Garrosh nel conflitto, e sapendo che i troll erano pochi, ai Reietti non importava nulla e gli elfi del sangue erano troppo lontani, Baine scelse di chiedere aiuto ad una delle persone su cui Thrall contava di più, Jaina Marefiero[128].

A Theramore Baine incontrò l'erede al trono di Roccavento Anduin Wrynn, con cui strinse amicizia e che gli donò Spezzapaura, una mazza ricevuta da re Magni Barbabronzea[129]. Convinta da Anduin, Jaina accettò di sostenere economicamente Baine nel suo piano per sconfiggere i Totem Truce. Baine ricevette inoltre l'aiuto di Gazlowe, capo dei goblin di Porto Paranco nelle Savane Settentrionali, che gli fornì zeppelin, esplosivi ed altro[130]. Dopo una battaglia a Picco del Tuono, i Totem Truce vennero sconfitti e Baine esiliò Magatha e quelli che decisero di restarle fedeli nelle Vette di Petrartiglio[131]. Nonostante l'estraneità di Garrosh al complotto di Magatha, Baine prova comunque poca simpatia per lui, dato che fu comunque Garrosh ad uccidere Cairne. Ciononostante lo ha riconosciuto come capo dell'Orda in seguito un confronto al Presidio di Ventolibero, nei Millepicchi, dove si è rifiutato di battersi con lui come fece suo padre per non dividere ulteriormente l'Orda[132].

Cairne Zoccolo Sanguinario[modifica | modifica sorgente]

Cairne Zoccolo Sanguinario
Universo Warcraft
Nome orig. Cairne Bloodhoof
Lingua orig. Inglese
Autore Blizzard Entertainment
Specie Tauren
Sesso Maschio
Parenti

Cairne Zoccolo Sanguinario (Cairne Bloodhoof) era il capo delle tribù unite dei tauren e leader della città di Picco del Tuono. Ha avuto un figlio, Baine, dalla compagna Tamaala, deceduta in un periodo precedente la Terza Guerra.

Originariamente era il leader della tribù di tauren Zoccolo Sanguinario, di cui guidava l'esistenza nomade nelle Savane, in perenne fuga dai centauri[133][134], e sebbene volesse già da tempo trovare un modo per riappropriarsi delle verdeggianti terre di Mulgore[134] con i continui attacchi dei centauri aveva iniziato a perdere la speranza. La situazione subì una svolta decisiva quando Cairne e i suoi tauren incontrarono gli orchi guidati da Thrall: le due razze strinsero ben presto alleanza, portando così anche i tauren all'interno della Nuova Orda[133], e i due leader divennero profondamente amici. Cairne informò Thrall della presenza di un oracolo a nord, nelle Vette di Petrartiglio, e dopo che gli orchi ebbero salvato il villaggio degli Zoccolo Sanguinario da un assalto dei centauri gli propose un patto: gli orchi avrebbero aiutato i tauren a riprendere Mulgore, e loro in cambio li avrebbero portati alla locazione esatta dell'oracolo[134]. Arrivati all'oracolo Cairne e Thrall si incontrarono con Jaina Marefiero e l'oracolo, che era lo spirito di Medivh, li fermò prima che iniziassero a lottare e li convinse ad unire le forze per combattere la Legione Infuocata[134].

Dopo la battaglia del Monte Hyjal, Cairne aiutò Thrall durante la fondazione di Orgrimmar, e non molto tempo dopo suo figlio Baine venne rapito dai centauri, gettando Cairne nella depressione. Cairne venne raggiunto da Rexxar e Rokhan, che stavano cercando aiuto su richiesta di Thrall contro l'invasione dell'ammiraglio Daelin Marefiero, ma il capo tauren replicò di dire a Thrall che era morto. I due andarono così a salvare Baine, risollevando Cairne che fornì subito aiuto agli orchi[134]. Dopo la sconfitta di Marefiero, Cairne tornò a Mulgore, dove unì tutte le tribù di tauren e fondò la città di Picco del Tuono[134].

Fino al periodo precedente il Cataclisma, Cairne non ha avuto un ruolo molto importante all'interno dell'Orda. Sebbene colpito dalla capacità di Garrosh Malogrido come leader durante un incontro nella Tundra Boreale, la natura saggia, pacifica e contemplativa del tauren[133] gli ha reso del tutto indigesta la decisione di Thrall di sceglierlo come sostituto durante la sua permanenza a Nagrand. Dopo essere stato informato dall'arcidruido Hamuul Totem Runico del massacro di un gruppo di druidi tauren ed elfi della notte, effettuato da agenti del Martello del Crepuscolo ma fatto passare per un ordine di Garrosh, Cairne sfidò Malogrido ad un mak'gora, cioè una sfida all'ultimo sangue, nell'arena di Orgrimmar. L'ascia di Garrosh venne avvelenata da Magatha Totem Truce, e dopo il primo colpo ricevuto da Garrosh Cairne non fu più in grado di difendersi, venendo così ucciso. La morte di Cairne diede a Magatha l'occasione per prendere il controllo di Picco del Tuono, per essere poi sconfitta ed esiliata da Baine che prese il posto di suo padre. Riportato a Picco del Tuono, il corpo di Cairne venne posto su una pira e bruciato, come da usanza del popolo dei tauren.

Hamuul Totem Runico[modifica | modifica sorgente]

Hamuul Totem Runico
Universo Warcraft
Nome orig. Hamuul Runetotem
Lingua orig. Inglese
Autore Blizzard Entertainment
Specie Tauren
Sesso Maschio
Parenti
  • Shakuun Totem Runico (nonno paterno)
  • Bashana Totem Runico (figlia)

Hamuul Totem Runico (Hamuul Runetotem) è l'Arcidruido di Picco del Tuono ed il più importante druido tauren del Circolo Cenariano. Durante la battaglia del Monte Hyjal strinse amicizia con Malfurion Grantempesta, che gli insegnò le arti druidiche[135] e divenne uno dei più potenti druidi mai esistiti. Hamuul divenne pertanto il primo druido tauren in venti generazioni, e reintrodusse la dottrina druidica nel suo popolo[135]. Entrò in contrasto con Fandral Elmocervo, il quale credeva che solo gli elfi della notte potessero essere veri druidi. Ha una figlia, Bashana[136], anch'ella druida e membro del Circolo.

Era particolarmente legato a Cairne Zoccolo Sanguinario, suo amico d'infanzia e sostiene con tutte le sue forze suo figlio Baine. Addestra druidi nella città, e a causa della sua vecchiaia raramente lascia l'Altura degli Anziani dove risiede[137]. Successivamente, mentre Alleanza e Orda erano in campagna a Nordania contro il Re dei Lich, Hamuul divenne uno dei membri fondatori del nuovo Concilio di Tirisfal, e assieme ad altri concesse i suoi poteri a Med'an per sconfiggere Cho'gall[138]. Venne in seguito convocato da Fandral Elmocervo a Teldrassil dove scoprì, assieme a Naralex e Shandris Piumaluna, della sua corruzione.

Si recò in seguito nelle Vette di Petrartiglio per un incontro con dei druidi elfi della notte nel tentativo di ricucire i rapporti fra Orda e Alleanza. I druidi furono massacrati da agenti del Martello del Crepuscolo, e Hamuul si salvò per miracolo, riferendo poi dell'accaduto a Cairne e giungendo all'errata conclusione che il mandante fosse Garrosh Malogrido[139].

In seguito all'attacco di Ragnaros al Monte Hyjal, Hamuul si è unito ai druidi locali per combattere contro di lui e il Martello del Crepuscolo, partecipando di persona al primo attacco contro il Signore Elementale del Fuoco stesso[140].

Magatha Totem Truce[modifica | modifica sorgente]

Magatha Totem Truce
Universo Warcraft
Nome orig. Magatha Grimtotem
Lingua orig. Inglese
Autore Blizzard Entertainment
Specie Tauren
Sesso Maschio
Parenti
  • Arnak Totem Truce, Helka Totem Truce (nipoti)

La Saggia Anziana Magatha Totem Truce (Magatha Grimtotem) è la matriarca del clan tauren Grimtotem; è una potente sciamana[141] ed è molto astuta. Era in perenne contrasto con il capo dei tauren, Cairne Zoccolo Sanguinario, a causa del suo temperamento pacifico; considera inoltre i tauren una razza superiore che deve sradicare le altre da Kalimdor, e si considera l'unica in grado di guidare la sua gente[142]. Cairne la mise in una posizione di potere a Picco del Tuono per tenerla tranquilla e sotto controllo, e Magatha non agì mai apertamente contro di lui, pur complottando in continuazione alle sue spalle[143]. Sposò il capo dei Totem Truce, che morì non molto tempo dopo in seguito ad un incidente durante una scalata (incidente che alcune voci vogliono non così accidentale come sembra)[143].

Magatha fu una dei più accesi sostenitori dell'entrata nell'Orda dei Reietti: la ragione ufficiale è che essa crede che i tauren possano aiutarli a redimersi e "ritornare umani"[144], mentre in realtà è perché, più di tutte le altre razze dell'Orda, essi si prestano alle sue subdole macchinazioni. Tentò inoltre di negoziare con i trogg del Baratro di Fiamma Furente, ma venne accoltà con ostilità[145].

Da dopo la guerra contro il Re dei Lich, Magatha mise gli occhi su Garrosh Malogrido, vedendolo come una potenziale pedina per i suoi piani. Quando Garrosh e Cairne si sfidarono al mak'gora, un duello fino alla morte, Magatha fu la sciamana che benedisse l'arma di Garrosh, utilizzando però del veleno e provocando così la morte di Cairne[146]. Immediatamente dopo il decesso di Cairne, Magatha ordinò ai Totem Truce di prendere il controllo di Picco del Tuono e di altri avamposti dei tauren con un colpo di stato, facendo anche uccidere buona parte degli alleati di Cairne[146]. Avvisato dal Totem Truce Stormsong, il figlio di Cairne Baine Zoccolo Sanguinario si mise in salvo, e organizzò la ripresa della città. Magatha chiese aiuto a Garrosh, che scoperto del suo tradimento le inviò in risposta una lettera in cui la ricopriva d'insulti e le augurava una morte lenta e dolorosa[147]. Lei e le sue forze furono quindi sconfitte da quelle di Baine; quest'ultimo spezzò inoltre i totem della sciamana, facendo infuriare gli elementi e impedendole così di usare i suoi poteri, e spedì lei e i Totem Truce a lei leali in esilio nelle Vette di Petrartiglio[148].

In seguito al Cataclisma, Magatha venne catturata dal Martello del Crepuscolo nei Millepicchi[149]. Liberata da un avventuriero[150], Magatha gli fornì le informazioni necessarie per sconfiggere una creatura del Martello del Crepuscolo, l'Animus[151]. Dopodiché, appropriatasi di diversi potenti artefatti, se ne andò avvisando l'avventuriero di non incrociare mai più la strada con lei[152].

Umani[modifica | modifica sorgente]

Anduin Wrynn[modifica | modifica sorgente]

Anduin Llane Wrynn
Universo Warcraft
Nome orig. Anduin Llane Wrynn
Lingua orig. Inglese
Autore Blizzard Entertainment
Specie Umano
Sesso Maschio
Parenti
  • Landen Wrynn (trisnonno)
  • Adamant Wrynn III (bisnonno)
  • Varian Wrynn (bisnonna)
  • Llane Wrynn (nonno)
  • Varian Wrynn (padre)
  • Tiffin Ellerian Wrynn (madre)

Anduin Llane Wrynn è il figlio di re Varian Wrynn, capo dell'Alleanza, e di lady Tiffin Ellerian. Porta lo stesso nome di lord Anduin Lothar, in onore del grande condottiero, mentre il suo secondo nome è quello di suo nonno, re Llane Wrynn. È nato quattordici anni prima del Cataclisma.

Anduin venne incoronato re di Roccavento all'età di dieci anni, quando suo padre sparì durante un viaggio diplomatico verso Theramore, per evitare disordini sulla successione; il potere era comunque in mano ai suoi tutori, l'Alto Signore Bolvar Domadraghi e la consigliera lady Katrana Prestor. La sparizione di Varian venne tenuta segreta, e poco dopo egli ritornò, facendo ritornare tutto alla normalità: Varian però veniva trattato con scetticismo sia da Anduin[62] che da altri leader, come re Magni Barbabronzea di Forgiardente[63]. Quando la vera identità di Katrana, la dragonessa Onyxia, venne rivelata, si scoprì che Varian era solo una parte della personalità del re, che Onyxia aveva scisso. Onyxia rapì Anduin[64] portandolo nel suo covo nelle Acquemorte, per poi essere raggiunta ed uccisa da Varian (riunificato) e altri, che salvarono anche Anduin[65]. Il carattere pacifico e saggio del principe lo misero però spesso in contrasto con quello più combattivo di suo padre.

Anduin seguì suo padre ad un altro raduno diplomatico a Theramore, su invito di Jaina Marefiero, dove si incontrarono col capo dell'Orda Thrall e Garrosh Malogrido. Il meeting fu però rovinato dai cultisti del Martello del Crepuscolo, e Anduin partecipò alla battaglia che ne seguì[153].

Nel periodo precedente il Cataclisma, Jaina Marefiero gli donò una pietra del cuore (hearthstone, lett. "pietra del focolare") con cui avrebbe potuto raggiungerla a Theramore in qualsiasi momento[154]. Varian lo inviò poco dopo a Forgiardente, per farlo addestrare come guerriero da Magni; lì strinse amicizia con la sua tutrice, la nana Aerin. Anduin si impegnò in prima persona per soccorrere i feriti dalle prime scosse del Cataclisma, e durante un'operazione di salvataggio a Kharanos, a Dun Morogh, Aerin perse la vita[155], evento che addolorò profondamente il principe. Non molto tempo dopo Magni, eseguendo un rituale con delle tavolette ritrovate ad Ulduar per cercare di fermare i terremoti, rimase pietrificato[156]. Il trono venne reclamato da sua figlia, Moira Thaurissan, che supportata dai nani Ferroscuro instaurò una dittatura, tenendo gli abitanti di Forgiardente prigionieri, ed Anduin con essi. Il principe fuggì a Theramore con la sua pietra del cuore, dove ebbe tempo di conoscere e stringere amicizia con Baine Zoccolo Sanguinario[157]. Venuto a sapere che suo padre, con un gruppo di assassini, stava infiltrandosi a Forgiardente per uccidere Moira, Anduin ritornò in città per fermarlo, convincendolo che la situazione non si sarebbe risolta uccidendo la legittima erede al trono, ma guidandola ad essere un capo migliore, e portando così alla formazione del Concilio dei Tre Martelli per governare la città[89].

In Cataclysm, Anduin aiuta i giocatori a smascherare un agente del Martello del Crepuscolo infiltratosi fra i collaboratori di re Varian, il maggiore Samuelson[158].

Bolvar Domadraghi[modifica | modifica sorgente]

Bolvar Domadraghi
Universo Warcraft
Nome orig. Bolvar Fordragon
Lingua orig. Inglese
Alter ego Re dei Lich
Autore Blizzard Entertainment
Specie Non morto (precedentemente umano)
Sesso Maschio

Bolvar Domadraghi (Bolvar Fordragon) è l'attuale Re dei Lich[159][160]. Poco prima degli eventi di World of Warcraft (gioco in cui è stato introdotto), il re di Roccavento Varian Wrynn sparì misteriosamente, così Bolvar e dama Katrana Prestor, due consiglieri del re, furono scelti come reggenti, poiché l'erede al trono, il principe Anduin, era ancora un bambino[159][160]; dopo non molto tempo venne scoperto che dama Prestor era in realtà il drago nero Onyxia, e con la sua sconfitta e il ritorno di Varian Bolvar tornò al suo ruolo di consigliere[159]. Venne successivamente designato Gran Generale delle truppe di Roccavento inviate a Nordania per combattere il Re dei Lich[159][160]; lì guidò le forze dell'Alleanza durante la battaglia di Angrathar, quando dei traditori Reietti bombardarono il campo con la piaga della non morte, sterminando Alleanza, Orda e Flagello; apparentemente perito come tutti gli altri, Bolvar venne in realtà salvato dal fuoco dei draghi rossi, che però lo sfigurò tanto da renderlo irriconoscibile[160][161]. Venne catturato dal Re dei Lich che tentò, senza successo, di sottometterlo al suo volere[160][161]; più avanti, quando quest'ultimo venne sconfitto da Tirion Fordring, Bolvar si offrì di prendere il suo posto, per tenere sotto controllo il Flagello che altrimenti si sarebbe scatenato[160][161]. La morte di Bolvar fu il fattore principale che spinse Varian a prendere parte alla battaglia per Sepulcra, dove scoppiò ufficialmente la guerra fra Alleanza e Orda[161].

Daelin Marefiero[modifica | modifica sorgente]

Daelin Marefiero
Universo Warcraft
Nome orig. Daelin Proudmoore
Lingua orig. Inglese
Autore Blizzard Entertainment
Specie Umano
Sesso Maschio
Parenti

Il Grand'Ammiraglio Daelin Marefiero (Daelin Proudmoore) era il leader della nazione di Kul Tiras e fu supremo comandante delle forze navali dell'Alleanza durante la Seconda Guerra. Aveva due figli Derek e Jaina.

Marefiero fu uno dei leader convocati da re Terenas Menethil II per formare un'Alleanza contro l'imminente attacco dell'Orda a Lordaeron[162], e fu uno dei suoi più forti sostenitori[163]. Verso la fine del conflitto, dopo che le forze di Gul'dan e Cho'gall erano già state annientate da quelle di Martelfato per il tradimento, Marefiero guidò un attacco navale contro una flotta dell'Orda, ma l'intervento dei draghi al comando degli orchi gli costò una parte della flotta, quella su cui si trovava suo figlio Derek[82]. Marefiero sostenne re Terenas nelle sue scelte anche in seguito alla guerra, supportandolo anche quando decise di internare gli orchi anziché sterminarli.

Grande amico di re Terenas, Daelin fu sconvolto al sentire della sua morte e della devastazione portata a Lordaeron dal Flagello e dai demoni. Dopo la fine della Terza Guerra, lasciò Kul Tiras portando con sé gran parte della flotta, in cerca di sua figlia Jaina, che era fuggita vers Kalimdor alla testa di alcuni sopravvissuti. Qui scoprì che gli umani e gli orchi vivevano in pace, e convinto che l'Orda fosse da sradicare prima che diventasse un pericolo troppo grande, cominciò a lanciare dei raid contro gli accampamenti costieri degli orchi. Quando essi cominciarono ad contrattaccare, Daelin si ritirò a Theramore, dove con sgomento trovò sua figlia in compagnia del Mok'Nathal Rexxar, del troll Rokhan e del pandaren Chen Triplo Malto, tutti alleati dell'Orda. Daelin chiese il loro arresto immediato, ma Jaina rifiutò e li aiutò a fuggire.

Senza permettere alla figlia di spiegare la situazione, Daelin la usurpò del comando su Theramore e cominciò a lanciare altri attacchi contro gli orchi, che respinsero nuovamente le sue forze. Rexxar e Thrall sapevano però che Daelin non avrebbe mai smesso di attaccare l'Orda, e prepararono un piano per sconfiggerlo. Daelin fece stabilire un blocco navale che isolò la città, ma non sapeva che sua figlia si era schierata contro di lui, per impedire un'escalation di guerra e morti inutili. Jaina aiutò Rexxar e Thrall ad entrare in città, dove tentarono di dissuaderlo dai suoi propositi ma egli, testardo, rifiutò e venne ucciso in combattimento da Rexxar.

Khadgar[modifica | modifica sorgente]

Khadgar
Universo Warcraft
Nome orig. Khadgar
Lingua orig. Inglese
Autore Blizzard Entertainment
Specie Umano
Sesso Maschio

Khadgar è uno dei più potenti maghi mai vissuti nell'universo di Warcraft; il suo nome in nanico significa "fiducia". Khadgar venne mandato, all'età di 17 anni, alla torre di Karazhan come apprendista del mago Medivh[164]. Dopo un po' di permanenza alla torre, Khadgar cominciò a percepire qualcosa di strano in Medivh, cominciando a sospettare delle sue azioni[164]; quando incontrò l'assassina Garona scoprì il piano di Medivh di aprire il Portale Oscuro per permettere all'Orda di accedere ad Azeroth scatenando così la Prima Guerra. Nonostante fosse troppo tardi per impedirlo, assieme a Garona, corse ad avvisare re Llane Wrynn I, e con Anduin Lothar i tre tornarono a Karazhan per uccidere Medivh. Riuscirono nell'intento, ma non prima che Medivh lanciasse una maledizione su Khadgar, rendendolo un fragile vecchio[164][165].

La morte di Medivh non fermò però l'Orda, che guidata da Orgrim Martelfato rase al suolo la città di Roccavento. Khadgar, divenuto arcimago, Lothar e i superstiti della guerra ripararono a nord, a Lordaeron, dove organizzarono la resistenza contro l'Orda formando l'Alleanza. Durante tutto il corso della Seconda Guerra, Khadgar combatté e studiò gli incantesimi di Medivh e la natura del Portale Oscuro: quando l'Alleanza riuscì a respingere l'Orda nelle Terre Devastate, Khadgar utilizzò un incantesimo per distruggere il Portale[166], cosa che non gli riuscì del tutto. L'arcimago fece allora costruire il Forte di Guardiafatua, per sorvegliare ciò che rimaneva del Portale[164].

Quando, un anno dopo, il cavaliere della morte Teron Malacarne riaprì il portale per accedere ad Azeroth, Khadgar guidò una spedizione al suo interno, nel mondo di Draenor, per eliminare la minaccia degli orchi una volta per tutte[164], accompagnato da Turalyon, Danath Cacciatroll, Alleria Ventolesto e Kurdran Granmartello. Quando Ner'zhul aprì diversi portali su altri mondi, distruggendo definitivamente l'equilibrio naturale di Draenor, Khadgar e gli altri distrussero una volta per tutte il Portale Oscuro, per evitare che il cataclisma magico si riversasse anche su Azeroth, e rimanendo così bloccati a Draenor. Dopo ciò, l'Alleanza li diede per dispersi[164].

In World of Warcraft: The Burning Crusade, con la riapertura del Portale Oscuro, si scoprì che Khadgar era ancora vivo, e fungeva da consigliere al naaru A'dal, capo di Shattrath, invitando Orda e Alleanza a mettere da parte l'odio reciproco e ad allearsi contro la Legione Infuocata.

Othmar Garithos[modifica | modifica sorgente]

Othmar Garithos
Universo Warcraft
Nome orig. Othmar Garithos
Lingua orig. Inglese
Autore Blizzard Entertainment
Specie Umano
Sesso Maschio
« L'unico non-umano buono è un non-umano morto. »
(Garithos[167])

Il Gran Maresciallo Othmar Garithos[168] era un umano a capo delle forze rimanenti dell'Alleanza dopo la Terza Guerra.

Era figlio unico di un barone che governava una zona del nord delle odierne Terre Infette Orientali, amministrandola dalla cittadina di Selvanera[168]. Othmar combatté a Quel'Thalas durante la Seconda Guerra, nel reparto di cavalleria, ma mentre lui era sul campo un distaccamento dell'Orda attaccò Selvanera, sterminandone gli abitanti, compresa la sua famiglia[168]. Garithos sviluppò allora un forte rancore verso gli elfi, che considerava responsabili dell'avvenuto (avendo costretto l'Alleanza a privarsi di alcune delle sue forze per difendere loro)[168].

All'albeggiare della Terza Guerra, Garithos viene nominato Gran Maresciallo (più per il suo nome che per i suoi meriti), e dopo che il Flagello ebbe devastato Lordaeron, raccolse i superstiti e si organizzò per perseguire la difesa della razza umana[168].

Riconoscendolo come la maggiore forza in campo a Lordaeron al momento, e comunque ignorando le sue ideologie razziste, altre nazioni non umane (Forgiardente e Quel'Thalas) gli inviarono aiuti[168]. Garithos comunque non amava lavorare né con gli elfi del sangue[169] né con i nani[170], e credeva che l'Alleanza non avrebbe mai dovuto permettere a razze non umane di entrarne a far parte in primo luogo[168][169]. Così Garithos usava i soldati di altre razze per i lavori più umili, pericolosi o difficili. Ad uno dei suoi più promettenti generali, il principe Kael'thas Solealto, affibbiava dei compiti inutili e spesso molto pericolosi. Kael'thas e la sua gente furono costretti ad accettare l'aiuto dei naga di Dama Vashj due volte. La prima Garithos li rimproverò aspramente[171], la seconda li fece incarcerare nei sotterranei di Dalaran[169], in attesa dell'esecuzione[172]. Gli elfi del sangue si liberarono grazie all'aiuto di Vashj e fuggirono tramite un portale nelle rovine di Dalaran; Garithos cercò di impedirglielo, senza successo[173].

Sebbene furioso, Garithos riportò la sua attenzione sui non morti: riuscì a respingerli nelle Terre Infette ma si trovò presto faccia a faccia con il signore del terrore Detheroc, che aveva il potere di dominare la mente: Garithos, assieme ai suoi uomini, cadde ben presto suo schiavo. Gli umani servirono Detheroc per un po' di tempo fino a quando egli non venne attaccato dai Reietti guidati da Sylvanas Ventolesto e Varimathras. La banshee uccise Detheroc, liberando così Garithos e i suoi uomini dalla schiavitù, e sebbene riluttante il Gran Maresciallo accettò di aiutarla a sconfiggere Balnazzar, l'ultimo signore del terrore rimanente, a condizione che poi Sylvanas lasciasse le sue terre; Sylvanas accettò, ma non aveva alcuna intenzione di tener fede alla sua promessa[174]. Compiuta la missione Garithos intimò a Sylvanas di andarsene, ma costei lo fece uccidere da Varimathras[170].

Turalyon[modifica | modifica sorgente]

Turalyon
Universo Warcraft
Nome orig. Turalyon
Lingua orig. Inglese
Autore Blizzard Entertainment
Specie Umano
Sesso Maschio
Parenti
  • Arator (figlio)

Turalyon è un paladino che combatté per le forze dell'Alleanza durante la Seconda Guerra. Inizialmente un giovane sacerdote, Turalyon fu scelto dall'arcivescovo Alonsus Faol per formare l'ordine della Mano d'Argento, assieme a Tirion Fordring, Uther e altri[175]. Venne scelto da Anduin Lothar come luogotenente[176] per assisterlo nel conflitto, e strinse amicizia col mago Khadgar. Durante la guerra iniziò anche una relazione con la ranger alta elfa Alleria Ventolesto. Combatté assieme a Lothar nelle Alture di Colletorto, dopodiché venne inviato assieme a Khadgar, Alleria e una parte delle forze dell'Alleanza a difendere Quel'Thalas, arrivando però dopo l'Orda, quando i Boschi di Cantoeterno già stavano bruciando[177]. Scacciata l'Orda da Quel'Thalas e col pieno supporto degli elfi, Turalyon guidò le armate verso la Capitale di Lordaeron[178], respingendo le forze di Orgrim Martelfato che la stavano assediando. Da lì, l'esercito dell'Alleanza ricacciò l'Orda sempre più a sud. Durante la battaglia ai Bastioni di Roccianera Lothar venne ucciso da Martelfato e Turalyon, preso il comando delle truppe, impartì una pesante sconfitta agli orchi[179], inseguendoli poi in direzione delle Terre Devastate dove Khadgar distrusse il Portale Oscuro[180].

Non molti anni dopo, Turalyon venne scelto da re Terenas Menethil II per guidare una spedizione attraverso il ricostruito Portale Oscuro, per scongiurare nuovamente la minaccia dell'Orda, assieme ad Alleria, Khadgar, Kurdran Granmartello e Danath Cacciatroll. Quando, a causa di Ner'zhul, il pianeta di Draenor cominciò a distruggersi, Turalyon e gli altri decisero di restare lì per chiudere il Portale Oscuro ed impedire che anche Azeroth potesse essere coinvolto dal cataclisma. Sebbene presunti morti ad Azeroth, gli eroi sopravvissero entrando in un altro dei portali aperti da Ner'zhul, per poi fare ritorno su Draenor dopo la sua trasformazione nelle Terre Esterne. A differenza di Khadgar, Kurdran e Danath che appaiano tutti nella seconda espansione di World of Warcraft, The Burning Crusade, non c'è alcuna traccia di Turalyon e Alleria, e nemmeno gli altri membri della spedizione sanno dove siano[181]. Da essa Turalyon ebbe un figlio, Arator, che attualmente si trova nelle Terre Esterne in cerca dei genitori.

Altri[modifica | modifica sorgente]

Akama[modifica | modifica sorgente]

Akama
Universo Warcraft
Nome orig. Akama
Lingua orig. Inglese
Autore Blizzard Entertainment
Specie Draenei Corrotto
Sesso Maschio

Akama è un draenei Corrotto, leader della tribù Linguamorta e di un gruppo di élite della tribù stessa chiamati Congiurati Linguamorta; era uno dei guardiani del Tempio di Karabor, che sarebbe poi divenuto il Tempio Nero, nella Valle di Torvaluna: quando gli orchi, controllati dalla Legione Infuocata, marciarono sul tempio, Akama s'incaricò dell'evacuazione di quanti più abitanti del tempio possibili, dandosi poi con essi alla macchia. Dapprima si nascosero a Shattrath, dove furono però colpiti dalle energie del caos, che mutarono molti dei sopravvissuti in Corrotti; Akama in particolare subì l'influsso pesante di tali energie[182]. In seguito i superstiti ripararono nelle Paludi di Zangar, dove i Corrotti vennero però allontanati dai draenei sani[182].

Dopo il cataclisma che devastò Draenor, Akama divenne il saggio anziano dei draenei che guidava, e lui e i suoi furono costretti a lottare contro gli orchi del caos di Magtheridon, il che ridusse drasticamente il loro numero. Quando Illidan Grantempesta giunse nelle Terre Esterne, accompagnato dalle forze di Dama Vashj e Kael'thas Solealto, offrì ad Akama un'alleanza per sconfiggere Magtheridon e le sue forze. Akama accettò, e assieme ad Illidan e ai suoi servitori assediò infine il Tempio Nero. Quando Kil'jaeden ordinò ad Illidan di tornare ad Azeroth per distruggere il Re dei Lich, egli portò Vashj e Kael'thas con sé, lasciando Akama a guardia dei suoi territori nelle Terre Esterne; Illidan lo designò inoltre come guardiano della cella di Maiev Cantombroso: Col tempo, Akama capì che Illidan non era meno malvagio di Magtheridon, e cominciò quindi ad elaborare un piano per portare alla sua caduta assieme ai suoi compagni più leali, i Congiurati.

Durante gli eventi di World of Warcraft: The Burning Crusade, Akama seguì i progressi dei giocatori nello sforzo di sabotare i piani di Illidan[183], promettendo infine di aiutarli nella battaglia contro di lui[184]. Akama è presente durante la prima fase della battaglia contro Illidan, dopodiché si allontana per andare a liberare Maiev, permettendo alla Guardiana di avere la sua vendetta. Dopo la morte di Illidan, Akama giura di riempire nuovamente il tempio con la Luce.

Chen Triplo Malto[modifica | modifica sorgente]

Chen Triplo Malto
Universo Warcraft
Nome orig. Chen Stormstout
Lingua orig. Inglese
Autore Blizzard Entertainment
Specie Pandaren
Sesso Maschio
Luogo di nascita Sconosciuto
Abilità
  • maestro miscelatore
  • eccezionale nel corpo a corpo
Parenti
  • Chon Po Triplo Malto (fratello)
  • Xiu Li Triplo Malto (cognata)
  • Li Li Triplo Malto, Shisai Triplo Malto (nipoti)

Chen Triplo Malto (Chen Stormstout) è il membro più noto in Warcraft della razza dei pandaren. È un maestro miscelatore, che ha viaggiato in molti luoghi per recuperare gli ingredienti per le sue bevande. Chen si trovava a Durotar in cerca di diversi ingredienti per una delle sue birre, quando incontrò Rexxar in missione per conto di Thrall. Dopo che il Mok'Nathal l'ebbe aiutato a trovare quanto cercava, Chen decise di accompagnarlo così da visitare meglio la regione[185] Il pandaren accompagnò Rexxar a Theramore, nelle Acquemorte, per scoprire il motivo degli attacchi umani a Durotar. Lì guadagnarono anche il supporto di Jaina Marefiero per sconfiggere suo padre, l'ammiraglio Daelin Marefiero, colpevole degli attacchi[185]. Dopo la morte dell'ammiraglio, Chen rimase ancora del tempo con gli orchi per insegnare alcune delle sue ricette ad uno di essi, che le passò a sua volta al suo apprendista Drohn[186], quindi se ne andò senza più dare sue notizie. In World of Warcraft, diversi dei suoi barili vuoti possono essere trovati dai giocatori nelle Savane Settentrionali[187].

Gelbin Meccatork[modifica | modifica sorgente]

Gelbin Meccatork
Universo Warcraft
Nome orig. Gelbin Mekkatorque
Lingua orig. Inglese
Autore Blizzard Entertainment
Specie Gnomo
Sesso Maschio

Il Gran Meccanista Gelbin Meccatork (Gelbin Mekkatorque) è l'attuale leader degli gnomi, ed uno dei più bravi inventori di Azeroth. La sua elezione avvenne circa fra i sette e i nove anni prima degli eventi di World of Warcraft; in seguito all'elezione, ogni Gran Meccanista può adottare un titolo a sua scelta, e Mekkatorque scelse "Re degli Gnomi"[188].

Quando, durante la Terza Guerra, Gnomeregan venne invasa dai trogg, Meccatork venne colto alla sprovvista e si fidò del suggerimento di Sicco Termospin, il suo consigliere, che aveva in realtà orchestrato l'invasione stessa, facendo irradiare la città per scacciare i trogg[188]. L'idea si rivelò disastrosa provocando la morte di più gnomi che trogg, morti che Meccatork ha ora sulla coscienza. Da allora, Meccatork ha giurato di dedicarsi alla riconquista di Gnomeregan[189], operazione riuscita in buona parte durante l'eventa della riconquista di Gnomeregan in Wrath of the Lich King.

Meccatork ha delle capacità inventive sorprendenti, come del resto tutti i membri della razza gnomica. Oltre alla notevole quantità di tempo speso a pensare piani per riprendere Gnomeregan, Meccatork ha anche aiutato i nani a perfezionare le tecnologie militare di supporto all'Alleanza. Fra le sue invenzioni più note c'è il Tram degli Abissi, che collega come una enorme metropolitana le città di Forgiardente e Roccavento.

Genn Mantogrigio[modifica | modifica sorgente]

Genn Mantogrigio
Universo Warcraft
Nome orig. Genn Greymane
Lingua orig. Inglese
Autore Blizzard Entertainment
Specie Worgen (umano)
Sesso Maschio
Parenti
  • Archibald Mantogrigio (padre)
  • Mia Mantogrigio (moglie)
  • Liam Mantogrigio (figlio)
  • Tess Mantogrigio (figlia)
« Che gli orchi siano dannati, che sia dannata l'Alleanza e che anche tu sia dannato! L'ultima cosa di cui Gilneas ha bisogno è che gli scrocconi delle altre nazioni si approfittino delle nostre risorse, che i maghi di Dalaran s'intromettano nei nostri affari e che i nemici di qualcun altro vengano ad ammazzare i nostri soldati! Gilneas appartiene solo a Gilneas, e sarà sempre così! Questa è l'ultima volta che ti rivolgo la parola, Terenas, spero quindi che tu mi abbia compreso bene. »
(L'ultimo discorso di Mantogrigio a re Terenas[190].)

Genn Mantogrigio (Genn Greymane, talvolta scritto Graymane) è uno worgen, leader degli umani e degli worgen della nazione di Gilneas. Ha una moglie, Mia, e due figli, Tess e Liam; suo padre, re prima di lui, si chiamava Archibald[191].

Mantogrigio fu uno dei leader convocati da re Terenas Menethil II per formare un'Alleanza contro l'invasione degli orchi prima della Seconda Guerra, tuttavia non era affatto convinto dell'utilità di una simile unione[163], non volendo rischiare le vite dei suoi cittadini per una guerra che non considerava di competenza di Gilneas[191]. Greymane era convinto che la sua nazione potesse fronteggiare da sola qualsiasi avversità, e fornì solo supporti simbolici all'Alleanza, più che altro su insistenza dei nobili Darius Crowley e Vincent Godfrey[191]. Fu inoltre uno dei sostenitori di lord Daval Prestor (Alamorte camuffato, cosa che tutti ignoravano) come leader della nazione di Alterac[192].

Dopo la fine della Seconda Guerra, che era costata le vite di diversi soldati di Gilneas, il governo dell'Alleanza chiese a Gilneas altri fondi monetari[191]. Furibondo, Mantogrigio decise di tagliare completamente i ponti con le altre nazioni, e fece costruire un immenso muro che delimitava Gilneas dal resto del continente, il Muro Mantogrigio[191][192] e da allora, all'esterno, di Gilneas non si seppe più nulla[190]. L'isolamento non venne condiviso dalla totalità della popolazione, e provocò un'insurrezione contro Mantogrigio, guidata da lord Darius Crowley[193], il cui terreno era stato tagliato in due dal Muro[191]. La rivolta venne sedata e Crowley incarcerato.

Quando il Flagello invase Lordaeron arrivando alle porte di Gilneas, Mantogrigio esortò l'arcimago Arugal nel suo piano di evocare gli worgen per fermarlo[191]. La maledizione degli worgen, però, sconfinò anche oltre le mura di Gilneas, cominciando a contagiare la popolazione e anche lo stesso Mantogrigio[191]. Crowley venne rilasciato perché lo aiutasse a risolvere il problema; gli worgen di Gilneas riuscirono a mantenere la loro sanità mentale grazie al mago Krennan Aranas prima, e poi grazie all'intervento degli elfi della notte; il regno venne poi attaccato dai Reietti su ordine dell'Orda, e Mantogrigio fronteggiò personalmente Sylvanas Ventolesto. Quando la regina-banshee fece per uccidere Mantogrigio, suo figlio si frappose fra i due, venendo ucciso al posto del padre.

Greymane ordinò l'evacuazione del regno, lasciando Crowley e il Fronte di Liberazione di Gilneas a occuparsi dei Reietti. Durante il viaggio attraverso il Grande Mare verso Darnassus, la nave su cui si trovavano Mia e Tess venne gravemente danneggiata dagli tsunami provocati dal Cataclisma e cominciò ad affondare[191]: essendosi rotta una gamba durante la tempesta, Mia non poteva muoversi e Tess rifiutò di lasciarla, così restarono entrambe a bordo rischiando di annegare[191]. Rifiutando di perdere gli ultimi membri della sua famiglia, Genn nuotò fino alla nave salvando entrambe[191]. Una volta giunto a Teldrassil, accettò la proposta di Malfurion Grantempesta di riunire Gilneas all'Alleanza[191]. In seguito, Mantogrigio si è spostato a Roccavento, e può essere trovato nella sala del trono con re Varian Wrynn.

Jastor Gallywix[modifica | modifica sorgente]

Lord Xavius[modifica | modifica sorgente]

Xavius
Universo Warcraft
Nome orig. Xavius
Lingua orig. Inglese
Alter ego Signore dell'Incubo
Autore Blizzard Entertainment
Specie Satiro (precedentemente elfo della notte)
Sesso Maschio

Diecimila anni prima della Prima Guerra, Lord Xavius era il capo degli Eletti di Zin-Azshari, l'antica capitale degli elfi della notte, e il consigliere della regina Azshara[194][195]. Xavius fu uno dei primi elfi ad entrare in contatto con Sargeras, allorché il Titano Oscuro prese interesse verso il mondo di Azeroth: sicuro che Sargeras fosse un qualche genere di divinità, convinse la regina a ordinare la creazione di un portale per permette a Sargeras e alla sua Legione Infuocata di raggiungere il loro mondo[194].

Azhara ordinò a Xavius di fare in modo che solo gli Eletti potessero usufruire della magia del Pozzo dell'Eternità; il piano di Xavius funzionò, ma Malfurion Grantempesta riuscì, tramite il Sogno di Smeraldo, a distruggere il suo incantesimo, distruggendo poi Xavius stesso. Lo spirito di Xavius venne catturato da Sargeras, che, deluso per il suo fallimento, lo torturò a lungo prima di dargli un'altra possibilità e riportarlo in vita sotto forma di satiro.

Sargeras lo incaricò di convincere altri Eletti a farsi trasformare in satiri, e di consegnargli Malfurion Grantempesta. Mentre il primo obiettivo venne raggiunto facilmente, il secondo si rivelò ben più difficile: Xavius attaccò Malfurion mentre cercava Tyrande nei boschi, e venne colpito da una freccia di Shandris Piumaluna. Usando i suoi poteri druidici, Malfurion fece crescere un intero albero dall'asta in legno della freccia, intrappolando al suo interno Xavius[195]. Alla fine della Guerra degli Antichi, quando avvenne la Frattura, l'albero venne trascinato sul fondo del mare assieme con buona parte dell'antico continente di Kalimdor.

Lungi dall'essere morto, tuttavia, e, alleandosi agli Dei Antichi, diecimila anni più tardi Xavius ritornò sotto l'identità di "Signore dell'Incubo": in questa veste corruppe il druido elfo della notte Fandral Staghelm, causando la corruzione dell'Albero del Mondo Teldrassil, e successivamente scatenando l'Incubo di Smeraldo su Azeroth. Il suo piano venne nuovamente sventato da Malfurion insieme con Tyrande, Broll Orsomanto, Thura, Lucan Foxblood, Ysera, Eranikus e altri[195].

Med'an[modifica | modifica sorgente]

Med'an
Universo Warcraft
Nome orig. Med'an
Lingua orig. Inglese
Autore Blizzard Entertainment
Specie Mezzosangue (draenei/orco/umano)
Sesso Maschio
Parenti
  • Medivh (padre)
  • Garona (madre)
  • Aegwynn (nonna materna)
  • Nielas Aran (nonno paterno)
  • Maraad (prozio)

Med'an è l'attuale Guardiano di Tirisfal e uno dei fondatori del nuovo Concilio di Tirisfal. Figlio di Garona la Mezz'Orchessa e Medivh, ed è quindi per metà umano, per un quarto orco e per un quarto draenei. Ha la capacità di utilizzare poteri sciamanici, arcani e divini fondendoli assieme; a causa di ciò divenne un bersaglio dei cultisti del Martello del Crepuscolo, che lo credevano parte di una profezia e volevano appropriarsi del suo potere. Temendo di costituire un pericolo per suo figlio, Garona lo affidò al mago non morto Meryl Winterstorm, che lo crebbe a Boscovespro[66] addestrandolo nella magia e nello sciamanesimo. L'identità di sua madre gli venne tenuta nascosta[66], anche quando lei intervenne in un'occasione per salvarlo dal Martello del Crepuscolo. Scoperto che Cho'gall voleva utilizzare Garona per uccidere Varian Wrynn, Med'an si precipitò a Theramore per salvarla ma venne catturato dalla non morta Stasia Fallshadow, alleata di Cho'gall[153]. Imprigionato ad Ahn'Qiraj per essere utilizzato da Cho'gall nella resurrezione di C'Thun, venne salvato da Meryl e Valeera Sanguinar[196]. Scoperta la posizione di sua madre ed appresa la sua vera identità, Med'an si ricongiunse a Garona[60] e venne addestrato nella magia della Luce Sacra dallo zio Maraad. Una volta libero, rifondò il Concilio di Tirisfal assieme ad altri fra cui sua nonna Aegwynn, l'arcidruido Hamuul Totem Runico, la maga Jaina Marefiero, il druido Broll Orsomanto e Maraad, diventandone il Guardiano[138]. Fatto ritorno ad Ahn'Qiraj, grazie ai poteri da Guardiano e al sacrificio di Aegwynn, Med'an riuscì a sconfiggere Cho'gall[138].

Rexxar[modifica | modifica sorgente]

Rexxar
Universo Warcraft
Nome orig. Rexxar
Lingua orig. Inglese
Autore Blizzard Entertainment
Specie Mezzogre
Sesso Maschio
Parenti
  • Leoroxx (padre)

Rexxar un mezzo orco-mezzo ogre facente parte del clan Mok'Nathal; seguì l'Orda in battaglia durante la Prima e la Seconda Guerra, ma, deluso dalla bassezza in cui era caduta, l'abbandonò dopo la sua sconfitta.

Giunto a Kalimdor, aiutò Thrall nella fondazione di Orgrimmar; quando le forze dell'ammiraglio Daelin Marefiero attaccarono le terre della Nuova Orda, Rexxar guidò varie missioni di contrattacco e di ricerca degli alleati, scontrandosi infine con l'ammiraglio stesso a Theramore, uccidendolo in combattimento.

Essendo un "signore delle bestie", Rexxar ha numerosi compagni animali, fra i quali spicca soprattutto l'orsa Misha.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Rosenberg, op. cit., p. 94.
  2. ^ Rosenberg, op. cit., p. 165, 166.
  3. ^ a b c Campbell et al., op. cit., p. 57.
  4. ^ a b c (EN) Matthew Rossi, Know Your Lore: The Troll Wars, WoW Insider, 1º febbraio 2012. URL consultato il 6 dicembre 2013.
  5. ^ a b Pleet, Stickney, op. cit., pp. 28-31.
  6. ^ a b Rosenberg, op. cit., p. 160-166.
  7. ^ Rosenberg, op. cit., p. 44.
  8. ^ Golden (2009), op. cit., p. 274-275
  9. ^ a b c Sarah Pine, Lor'themar Theron: All'ombra del Sole, Blizzard Entertainment. URL consultato il 6 dicembre 2013.
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  12. ^ a b c d Borgrstrom et al., op. cit., p. 179.
  13. ^ Walter Simonson, Ludo Lullabi, Sandra Hope World of Warcraft: il fumetto, vol. 2.
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  16. ^ a b c d e f g h i (EN) Matthew Rossi, Know Your Lore: Highlord Darion Mograine, WoW Insider, 18-11-2009. URL consultato il 29-11-2010.
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  20. ^ a b Campbell et al., op. cit., p. 62.
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  35. ^ World of Warcraft, missione To Ravenholdt (testo su Wowpedia)
  36. ^ World of Warcraft, missione To Catch a Thief (testo su Wowpedia).
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  44. ^ World of Warcraft, missione The Defense of Warsong Hold (testo su Wowpedia).
  45. ^ a b World of Warcraft, missione Formal Introductions (testo su Wowpedia).
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  48. ^ a b World of Warcraft, dialogo fra Dama Liadrin e un pellegrino alla Cittadella del Pozzo Solare (testo su Wowpedia).
  49. ^ a b c World of Warcraft, dialogo fra Dama Liadrin e A'dal (testo su Wowpedia).
  50. ^ World of Warcraft, dialogo fra Dama Liadrin e Velen (testo su Wowpedia).
  51. ^ World of Warcraft, lettera inviata da Salandria ai giocatori dopo la missione Back to the Orphanage (testo su Wowpedia).
  52. ^ a b c d e Pleet, Stickney, op. cit., p. 144, 145.
  53. ^ Rosenberg, op. cit., p. 181.
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  61. ^ a b Walter Simonson, Ludo Lullabi, Sandra Hope World of Warcraft: il fumetto, vol. 3.
  62. ^ a b Walter Simonson, Ludo Lullabi, Sandra Hope World of Warcraft: il fumetto, vol. 4.
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  64. ^ a b c Walter Simonson, Jon Buran, Jerome K. Moore World of Warcraft: il fumetto, vol. 6.
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  79. ^ World of Warcraft, targhetta della statua commemorativa a Kurdran Granmartello a Roccavento (testo su Wowpedia).
  80. ^ Rosenberg, op. cit., p. 117.
  81. ^ Rosenberg, op. cit., p. 129.
  82. ^ a b Rosenberg, op. cit., p. 242-247.
  83. ^ Rosenberg, op. cit., p. 175.
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  87. ^ Golden (2010), op. cit., p. 106.
  88. ^ Golden (2010), op. cit., p. 115.
  89. ^ a b Golden (2010), op. cit., pp. 306-309.
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  97. ^ a b c World of Warcraft, missione The Light of Dawn (testo su Wowpedia).
  98. ^ a b Rosenberg, op. cit., pp. 75, 76.
  99. ^ Rosenberg, op. cit., p. 228.
  100. ^ Rosenberg, Golden, op. cit., pp. 83-85.
  101. ^ Rosenberg, Golden, op. cit., pp. 116-120.
  102. ^ Rosenberg, Golden, op. cit., pp. 129-134.
  103. ^ Rosenberg, Golden, op. cit., pp. 304, 305.
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  111. ^ Golden (2006), op. cit., pp. 21, 22.
  112. ^ Golden (2006), op. cit., pp. 28-45.
  113. ^ Golden (2006), op. cit., pp. 90-93.
  114. ^ Golden (2006), op. cit., pp. 135-137.
  115. ^ Golden (2006), op. cit., p. 192.
  116. ^ Golden (2006), op. cit., p. 241.
  117. ^ Golden (2006), op. cit., p. 34.
  118. ^ a b Golden (2006), op. cit., pp. 162, 163.
  119. ^ Golden (2006), op. cit., p. 181.
  120. ^ Golden (2006), op. cit., p. 291.
  121. ^ a b Rosenberg, op. cit., p. 26.
  122. ^ a b c Knaak, op. cit., p. 51-52
  123. ^ Rosenberg, op. cit., p. 143
  124. ^ Knaak, op. cit., p. 335
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  127. ^ Golden (2010), op. cit., pp. 209-213.
  128. ^ Golden (2010), op. cit., p. 215.
  129. ^ Golden (2010), op. cit., pp. 262-270.
  130. ^ Golden (2010), op. cit., pp. 275, 276.
  131. ^ Golden (2010), op. cit., p. 286.
  132. ^ Golden (2010), op. cit., pp. 288-290.
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  163. ^ a b Rosenberg, op. cit., pp. 57, 58.
  164. ^ a b c d e f Campbell et al., op. cit., p. 40.
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Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

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