Personaggi minori del III volume delle Cronache di Narnia

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Nell'intreccio alla base del III dei sette libri de Le cronache di Narnia, scritta da C. S. Lewis, giocano un ruolo importante alcuni personaggi minori; i più importanti sono descritti qui di seguito.

Ahoshta[modifica | modifica sorgente]

Pur non avendo origini nobili, ha saputo conquistarsi il favore del Tisroc con lusinghe e cattivi consigli. Dopo esser stato nominato tarkaan, è diventato signore di molte città ed è probabile che una volta morto il gran visir riesca a prendere il suo posto. A lui è promessa in sposa la giovane Aravis tarkaana.

Aravis[modifica | modifica sorgente]

Come si racconta lei:

« ...Mi chiamo Aravis tarkaana e sono l’unica figlia di Kidrash tarkaan, figlio di Rishti tarkaan, figlio di Kidrash tarkaan, figlio di Ilsombreh Tisroc, figlio di Ardeeb Tisroc, discendente di linea diretta del dio Tash. Mio padre è il signore della provincia di Calavar, ed è l’unico dei pochi che abbia il diritto di rimanere in pedi e con le scarpe al cospetto di Tisroc (possa egli vivere in eterno). Mia madre (che gli dei proteggano il suo sonno) è morta e mio padre si è risposato. Uno dei miei fratelli è caduto in battaglia contro i ribelli del lontano Ovest, l’altro è ancora bambino. La moglie di mio padre, mia matrigna, mi odia fino al punto di non sopportare che io viva a palazzo. Così è riuscita a convincere mio padre a promettermi in sposa ad Ahosta tarkaan, ma egli purtroppo ha quasi sessant’anni, è gobbo e ha la faccia da scimmia. Mio padre, accecato dalla brama di potere, dai soldi del vecchio e persuaso dalle lusinghe della sua moglie, mi ha offerta a lui in sposa e l’offerta è stata accettata. Quando la notizia mi è stata comunicata sono rimasta a letto a piangere tutto il giorno. Il secondo giorno, però, mi sono alzata, mi sono rinfrescata il viso, ho fatto sellare la mia cavalla Uinni e ho preso la spada che mio fratello usava nelle guerre d’Occidente, poi sono scappata. Una volta lontana dal palazzo di mio padre mi sono fermata in una radura, ho tirato fuori la spada, ho strappato il vestito nel punto che copriva il cuore e ho pregato gli dei di farmi ricongiungere presto con mio fratello. Poi ho stretto gli occhi, ho serrato i denti e mi sono preparata a spingere la spada nel cuore... »
(Aravis)

Ma giusto in tempo la cavalla Uinni la fermò, parlandole e convincendole delle sue buone argomentazioni contro il suo suicidio.

« ...Quando ho sentito la cavalla esprimersi nel linguaggio degli uomini, ho provato vergogna al pensiero che i miei avi non hanno temuto la morte più di una puntura d’insetto. Ma Uinni mi si è avvicinata e, dopo aver messo la testa fra la punta della spada e il corpo, mi ha rivolto le più convincenti argomentazioni, rimproverandomi come una madre farebbe con la figlia. Poi lei mi ha raccontato la sua triste e sventurata storia e mi ha descritto la felice terra di Narnia ne rimasi così colpita che esclamai: "In nome di Tash, voglio andare laggiù!"... »
(Aravis)

Poi la giovane organizzò un piano ben strutturato: inviò una falsa lettera al padre da parte del tarkaan Ahosta nella quale lo informava che il matrimonio era già avvenuto e che era atteso al palazzo del ricco signore con la dote della sposa.
Dopo essersi sbrigata con l’inganno, sellò la sua cara Uinni ed incominciò il suo viaggio clandestino verso Narnia, durante il quale conobbe Shasta e Bri il cavallo parlante. Insieme si recano a Tashbaan, dove vengono però separati. Shasta viene preso per errore dai principi di Narnia per il figlio del Re Luni delle terre di Archen, Corin. Mentre il giovane pescatore viene allontanato dai tre compagni di viaggio, Aravis s'imbatte in una vecchia conoscente, Lasaralin tarkaana, che l'aiuterà a raggiungere le Tombe degli Antichi Re, luogo dove in caso di pericolo il quattro compagni si erano dati appuntamento.

Arshish[modifica | modifica sorgente]

« Nell'anno in cui Tisroc (possa egli vivere in eterno) diede inizio al suo benefico regno, in una notte di luna piena gli dei vollero privarmi del sonno. Perciò abbandonai il letto di questa catapecchia e andai sulla spiaggia ad ammirare l'acqua e la luna, per respirare aria fresca. In quel momento sentii un rumore di remi venire dall'acqua, e dopo un po' un debole grido. Di lì a poco la marea portò a riva una piccola imbarcazione in cui non c'era che un uomo scarno ed emaciato per la fame e la sete, morto pochi momenti prima: infatti era ancora caldo; con lui trovai una borraccia vuota e un bambino ancora vivo. Senza dubbio, mi dissi, questi sfortunati sono scampati al naufragio di una nave, ma l'imperscrutabile disegno divino ha voluto che l'uomo si privasse del cibo per tenere in vita il bambino e morisse a pochi passi dalla terraferma. Per questo, sapendo che gli dei non mancano di ricompensare quelli che aiutano i bisognosi e mossa da grande compassione presi il piccolo con me... »
(Arshish)

È il presunto padre, sempre con una citazione pronta, del giovane Shasta, il quale però ha la pelle bianca di sicura origine nordica, o del regno di Archen o della felice terra di Narnia. Vive col figlio adottivo in una capanna cadente vicino al mare. Vive di pesca e possiede una stalla in cui vive un povero asino. Solitamente paga il lavoro del figlio con un tozzo di pane. Un dì presso la sua bicocca giungerà il tarkaan Auradin, col quale contratterà il prezzo per l'acquisto di Shasta, ma senza successo perché il giovane ragazzo scapperà con Bri il cavallo del ricco ospite.

Bri il cavallo[modifica | modifica sorgente]

Il nome completo è Brindodondodandodà, ma poiché Shasta non è in grado di pronunciarlo correttamente, ‘Bri’ è diventato il diminutivo del cavallo parlante di Narnia che lo accompagna nella sua fuga lontano dall’impero di Calormen e lontano dalla schiavitù. È il prezioso, anche se non troppo, cavallo da guerra del ricco tarkaan Auradin giunto alla capanna di Shasta, e del suo presunto padre Arshish, per contrattare riguardo l’acquisto del giovane schiavo. Shasta, siccome chiuso fuori dalla capanna e lasciato all’aperto, incomincia a pensare al suo futuro dal nuovo padrone e come parlando ad alta voce, pone delle domande al cavallo, il quale cortesemente gli risponde e si rivela per il cavallo che è: un cavallo parlante di Narnia.

« Fui rapito, rubato o catturato. A quel tempo ero un puledro e ogni giorno mia madre mi metteva in guardia dall’avvicinarmi troppo ai pendii a sud della terra di Archen, e anche più in là, ma io non le davo ascolto. E così ho pagato il prezzo della mia curiosità. Per tutti questi anni sono stato schiavo degli uomini, costretto a nascondere la mia vera natura e a far finta di essere muto e sciocco come i cavalli di qui, a Calormen… Se avessero scoperto che so parlare sarei diventato un fenomeno da baraccone da mostrare alle fiere, e dunque sorvegliato con più attenzione. E allora la mia ultima possibilità di fuga sarebbe fallita… Anche tu, (riferito a Shasta), sei del Nord, si vede, non ti resta che fuggire »
(Bri)

I due fuggono la sera stessa prima nella direzione del mare, per confondere il tarkaan, poi verso Tashbaan, passaggio obbligato per uscire dall’impero e per arrivare al deserto. Insieme al giovane ragazzo narniano, poco prima di giungere alla città fortificata sull’isola dell’unico fiume che scorreva a Calormen, Bri viene inseguito dai leoni e casualmente fa amicizia con la tarkaana Aravis e la sua cavalla Uinni, anch’essa parlante ed entrambe in fuga come lui e Shasta. Tutti uniti proseguiranno il viaggio verso la città, dove però verranno divisi. Ma passato l’inconveniente, si riuniranno più tardi alle Tombe degli Antichi Re di Calormen, a nord della città. Per poi far rotta verso le terre di Archen, consapevoli del pericolo che avrebbe colpito il tranquillo regno fra le montagne.

Corin Pugno d'Acciaio[modifica | modifica sorgente]

Figlio del re delle terre di Archen, Re Luni. Scopre di avere un gemello che si era disperso in un naufragio e creduto morto, che invece era stato accolto da un pescatore. Il suo gemello è Shasta, che conoscerà nella città di Tashbaan nel regno di Calormen, poiché creduto lui per errore e per la notevole, poi non casuale, somiglianza. Diventerà una volta adulto 'Corin Pugno d'Acciaio' in seguito ad uno scontro che aveva vinto contro un temibile orso.

Rabadash[modifica | modifica sorgente]

È il figlio del Tisroc, il monarca di Calormen. Perdutamente innamorato della regina Susan, la corteggia a Narnia e poi la invita nel suo regno a Tashbaan, dove i narniani sospettano di essere caduti in una trappola se nel caso la regina non avesse accettato di sposare il principe. Poiché la delegazione della regina Susan e del re Edmund organizza una manovra segreta per scappare dal regno e far ritorno a Narnia, Rabadash organizza una spedizione punitiva verso il nord, il primo regno che attaccherà sarà quello delle terre di Archen, che però verrà avvertito in anticipo da Shasta e i suoi tre compagni di viaggio. Perduta poi la guerra contro le forze del piccolo regno delle montagne e quelle unite di Narnia, il principe è costretto dal leone Aslan a far ritorno nel suo regno e a comandare, alla morte del padre, giustamente e con bontà il suo popolo.

Re Luni[modifica | modifica sorgente]

È il re di un modesto regno: le terre di Archen. Ha un figlio, Corin Fortebraccio, mentre credeva sperduto e morto in un naufragio il suo gemello Cor, che poi si rivelerà essere Shasta, pescatore sempre vissuto a Calormen ridotto in semi-schiavitù. Combatterà al fianco dell'esercito di Narnia l'offensiva del principe di Calormen figlio dell'imperatore Tisroc, Rabadash, vincendo e mantenendo protetta la sua patria e la sua gente. Gli succederà alla sua morte il gemello maggiore Cor (Shasta).

Shasta[modifica | modifica sorgente]

È un giovane pescatore da sempre vissuto nella catapecchia di quello che credeva essere suo padre, Arshish. I Calormeniani, abitanti del paese dove vive, Calormen, sono caratterizzati dalla pelle scura, assai diversa dalla sua, la quale è un chiaro indizio delle sue origini nordiche. Ma per quanto ne sapeva Shasta, lui era sempre vissuto nella capanna sul mare o nella stalla col mulo a rammendare vecchie reti da pesca.
Un giorno un ricco tarkaan, di nome Auridin, giunge alla loro bicocca e vi sosterà tutta la notte a contrattare col vecchio Arshish sull'acquisto di Shasta come schiavo nel suo palazzo. Shasta nel frattempo è chiuso fuori dalla capanna e sente tutto, confida i suoi timori al cavallo dello straniero ricco tarkaan ed esso gli risponde rivelandosi un cavallo parlante. L'animale propone un piano al giovane ragazzo: sarebbero scappati alla volta del nord, dove sarebbero stati liberi e mai più schiavizzati.
Shasta e Bri il cavallo parlante di Narnia intraprendono un viaggio che fino alle porte della maestosa città di Tashbaan, situata su un'isola dell'unico fiume che attraversa Calormen, si rivela poco insidioso ed interessante. Il cavallo insegna al giovane inesperto a cavalcare e proprio durante la loro marcia verso la città conosceranno la tarkaana Aravis e la sua cavalla Uinni, anch'essa parlante. Nella confusionaria e sovrappopolata città di Tashbaan verranno divisi temporaneamente. Shasta verrà preso per errore da una delegazione di principi narniani e portato nella loro reggia. Lì verrà interrogato e chiamato col nome di 'Cor', il figlio del Re Luni delle terre di Archen, del quale poi scoprirà essere il figlio perduto tanti anni prima.

Tarkaane[modifica | modifica sorgente]

Potenti, ricche o famose signore originarie del regno di Calormen con al seguito ancelle e servitori. L’età può variare, ma questo appellativo, come per quello maschile ‘tarkaan’, identifica coloro che sono ritenute essere le donne più importanti, influenti, ricche o solo di famiglia nobile.

Uinni[modifica | modifica sorgente]

Si rivelerà alla sua padrona la tarkaana Aravis come una cavalla parlante quanto lei sarà sul punto di suicidarsi. L’aiuterà a fuggire dal suo triste ed obbligato destino verso Narnia, la patria felice degli animali parlanti, delle creature misteriose e della magia in compagnia anche di Bri il cavallo parlante e di Shasta.