Personaggi del Ciclo dell'Eredità

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Questa pagina contiene informazioni relative ai personaggi del Ciclo dell'Eredità (formato dai libri Eragon, Eldest, Brisingr e Inheritance), scritto da Christopher Paolini.

Cavalieri dei Draghi[modifica | modifica sorgente]

Eragon[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Eragon (personaggio).

È il nipote di Garrow e il cugino di Roran. È anche il Cavaliere di Saphira. È figlio di Selena e Brom (si scopre nel terzo libro Brisingr) e fratellastro di Murtagh, come si scoprirà alla fine del terzo libro. È un mezzo umano e mezzo elfo diventato tale durante l' Agaetí Blödhren (Celebrazione del Giuramento di Sangue). Murtagh non sa ancora che Eragon e lui sono fratellastri ma lo scoprirà nell'ultimo libro. In Inheritance, va alla Volta delle Anime, sull'isola di Vroengard e lì trova centoquarantanove Eldunarí, che porta con sé a Urû'baen, dove combatte con il loro aiuto gli Eldunarí di Galbatorix, che tuttavia prevalgono in pochissimo tempo. Però, Eragon, grazie a un potentissimo incantesimo muto riesce a sconfiggere il Re, che si autodistrugge. Alla fine dell'ultimo libro, Eragon lascia Alagaësia, partendo per le Regioni Ignote a est, portando con sé i centoquarantanove Eldunarí di Vroengard e le centinaia di cuori di Urû'baen, diventando praticamente onnipotente.

Brom[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Brom.

È un ex-Cavaliere dei Draghi. La sua dragonessa si chiamava Saphira, ed era blu come quella di Eragon. È il padre di Eragon, anche se questo si scoprirà solo verso la fine del terzo libro, ed il suo primo mentore nel primo libro, nel quale morirà ucciso dai Ra'zac. Ha ucciso Morzan, prendendogli l'uovo di Saphira e anche Zar'roc (avendo perso la sua spada Undbitr). Secondo Angela l'erborista, era il destino di Brom fallire in tutto ciò che aveva avviato tranne in una cosa. Infatti divenne Cavaliere ma la sua dragonessa fu uccisa, si innamorò di Selena ma fu rovinato dal suo stesso affetto e fu scelto per sorvegliare ed addestrare Eragon ma fallì anche in quello, poiché fu ucciso prima di completare l'addestramento. L'unica impresa in cui riuscì fu uccidere Morzan ed alcune altre legate all'uccisione del Rinnegato, come la fondazione dei Varden.

Arya[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Arya Dröttningu.

Lunghi capelli neri e penetranti occhi verdi, è la bellissima elfa ambasciatrice del suo popolo nonché figlia della regina Islanzadi. È molto legata ad Eragon e Saphira da cui è considerata parte della famiglia. Alla fine di Inheritance, si schiuderà per lei Fìrnen, l'ultimo drago delle uova di Galbatorix, rendendola cosí un Cavaliere; inoltre, poco dopo, le verra chiesto dal suo popolo di assumere il titolo di regina come la madre Islanzadi e lei accetterá.

Murtagh[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Murtagh.

È il protagonista della saga insieme ad Eragon, è un personaggio misterioso, che diventa un inseparabile compagno d'armi per Eragon. Venne in seguito rapito dai Gemelli e portato da Galbatorix. Viene torturato perché si rifiuta di giurare di servire il re nell'antica lingua, ma cederà perché un uovo di drago si schiude davanti a lui e non riesce a sopportare di vedere il cucciolo torturato. Alla fine di Eldest si scoprirà essere il fratello di Eragon e dopo un sanguinario combattimento, nonostante il re gli abbia ordinato di rapire Eragon, ben sapendo che lo aspetta una dura punizione, lascia andare il Cavaliere, ma porta via la spada Zar'roc a Eragon dicendo che spettava al figlio maggiore di Morzan (si ricorda che Eldest in inglese vuol dire "fratello maggiore"). Dopo Galbatorix è il Cavaliere dei draghi più forte di Alagaesia grazie anche al suo addestramento con Galbatorix e dall'essere rafforzato dall'energia di alcuni giovani Eldunarí. Neanche Eragon può sconfiggerlo a meno che non sia aiutato da altri come in Brisingr. Alla fine di Brisingr si scoprirà che non è il fratello di Eragon, bensì il fratellastro. I due infatti condividono la madre(Selena), ma non il padre(Morzan per Murtagh, Brom per Eragon). Alla fine di Inheritance, ultimo libro del Ciclo dell'Eredità, si scopre l'indole buona di questo personaggio, sfortunato dalla nascita e costretto a servire il re, come suo padre. Cercherà in tutti i modi di non fare uccidere Nasuada da Galbatorix, dal momento che questi gli impone di catturarla, e allevierà il dolore delle torture inflitte alla ragazza. Per lei cambierà il suo vero nome liberandosi dal giuramento fatto al re, in modo da aiutare Eragon ad ucciderlo. Alla fine del Ciclo, Murtagh è il più potente mago e Cavaliere, secondo solo a Eragon.

Galbatorix[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Galbatorix.

È il malvagio imperatore dominatore di Alagaësia. Faceva parte dell'ordine dei Cavalieri ma impazzì in seguito alla morte del proprio drago. A seguito di tale evento, chiese un altro drago ma gli fu negato. Galbatorix ne rubò uno (Shruikan) e con la magia nera sua e dello spettro Durza lo fece schiudere e lo assoggettó al suo volere. Entrò in possesso delle ultime tre uova di drago esistenti e si auto proclamò re. Il suo potere, come svelato nel terzo libro, deriva dagli Eldunarí(che significa "il cuore dei cuori") dei draghi rubati durante l'annientamento dei Cavalieri. Chiamato Re Nero, possiede moltissimi Eldunarí, che lo rendono a un passo dall'onnipotenza.

Morzan[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Morzan.

È il Cavaliere dei Draghi che per primo si unì ai Rinnegati seguendo Galbatorix nella sua folle ascesa. Il suo drago era rosso e la sua spada era Zar'roc; era uno dei suoi più fedeli e preziosi collaboratori insieme alla moglie Selena, madre di Eragon e Murthag, costretta prima per amore poi da giuramenti nell'antica lingua di fedeltà. Morzan viveva in un castello nei pressi di Dras Leona. Venne ucciso da Brom dopo avergli ucciso il drago.

Oromis[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Oromis.

È un maestro tra i Cavalieri dei Draghi che si nasconde con gli elfi a Ellesméra. È chiamato anche Il Saggio Dolente(Ostato Chetöwa) e Lo Storpio Che è Sano(Togira Ikonoka) a causa di una misteriosa ferita mentale (causatagli da un gruppo di Rinnegati ai tempi della caduta dei Cavalieri dei Draghi) che gli impedisce di usare la magia al massimo delle sue potenzialità. Negli ultimi capitoli del terzo libro verrà ucciso da Galbatorix attraverso il corpo di Murtagh durante la battaglia per la presa di Gil'ead da parte degli elfi vinta da questi. Il suo enorme drago dorato si chiama Glaedr e la sua spada è Naegling, nel quale diamante c'è un'enorme quantità di energia, ma che viene persa nella battaglia nei cieli di Gil'ead. Non si conoscerà la sua sorte, ma probabilmente viene recuperata dagli elfi.

Vrael[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Vrael.

È l'ex capo dei cavalieri, sconfitto e ucciso slealmente da Galbatorix. Viveva a Dorù Areaba, sull'isola di Vroengard.

Thuviel[modifica | modifica sorgente]

Cavaliere elfo che combatte a Doru Areaba. I Rinnegati avevano ucciso il suo drago e per non convivere con questo dolore acconsentì a suicidarsi nel caso le sorti della battaglia fossero segnati in modo negativo. Questo sacrificio fu necessario anche per proteggere gli Eldunarì di Vroengrad. In seguito viene lasciato intendere che l'incantesimo che Galbatorix userà per suicidarsi fu lo stesso usato da Thuviel, la pronuncia della parole dell'antica lingua Waìse néiat, ovvero "non essere" che trasforma il corpo di colui che formula l'incantesimo in pura energia distruttiva, creando un'esplosione che provocò danni sino a Teirm, a molte centinaia di miglia di distanza. Galbatorix stesso ha rischiato di perire nell'esplosione, sopravvivendo solo grazie alla forza degli Eldunarí che aveva con sé.

Kialandì[modifica | modifica sorgente]

È un elfo e fu uno dei Tredici Rinnegati che aiutarono Galbatorix nella sua ascesa al trono. Inferse un colpo letale ad Arva, Cavaliere dei Draghi possessore di Tamerlèin. Combatté assieme a Formora contro Oromis, non riuscendo però ad ucciderlo. Il suo drago era viola.

Formora[modifica | modifica sorgente]

Fu uno dei Tredici Rinnegati che aiutarono Galbatorix nella sua ascesa al trono. Combatté assieme a Kialandì contro Oromis, non riuscendo però ad ucciderlo. In Inheritance si scopre che era un'elfa. Il suo drago era marrone.

Glaerun[modifica | modifica sorgente]

Fu uno dei tredici rinnegati al servizio di Glabatorix. Si scopre in Inheritance che muore nella battaglia di Doru Areaba ucciso dall'esplosione causata da Thuviel. Molto probabilmente era umano.

Enduriel[modifica | modifica sorgente]

Viene nominato da Glabatorix in Inheritance, è un Rinnegato , inoltre sappiamo che Ajihad fu suo servo. Molto probabilmente era umano.

Eragon (elfo)[modifica | modifica sorgente]

Vissuto molte centinaia di anni prima della narrazione, Eragon era l'elfo che fondò l'ordine dei Cavalieri dei Draghi, l'alleanza che legò elfi e draghi, in seguito estesa anche agli umani. Durante la guerra che perdurava oramai da anni tra i draghi e gli elfi, Eragon trovò un uovo di drago apparentemente abbandonato. Forse lasciato lì appositamente, l'elfo decise di tenerlo e quando l'uovo si schiuse si prese cura del cucciolo, un drago bianco, che chiamò Bid'Daum. I due (drago ed elfo) crebbero e divenuti "amici" volarono dai draghi selvatici e siglarono la suddetta alleanza tra draghi ed elfi.

Anurin[modifica | modifica sorgente]

Era il predecessore di Vrael come capo dei Cavalieri; fu lui ad alterare gli incantesimi del suo popolo per permettere anche agli umani di diventare Cavalieri e a separarsi dal governo elfico prendendo dimora sull' isola di Vroengard insieme al suo ordine .

Draghi[modifica | modifica sorgente]

Saphira[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Saphira.

È la dragonessa di Eragon e la sua più grande amica, legata a lui tramite l'indissolubile legame mentale che caratterizza Drago e Cavaliere; ha lucenti squame blu zaffiro iridescenti.

Umaroth[modifica | modifica sorgente]

Drago di Vrael il cui colore è il bianco, a suo tempo guida dei Cavalieri dei Draghi, liberò il suo Eldunarì alla morte del suo Cavaliere. Assieme agli Eldunarí di moltissimi altri draghi, Umaroth costruì la Volta delle Anime nella quale rinchiuse loro e le ultime uova di drago. Quando Eragon lo incontra decide di seguirlo nel suo tentativo di sconfiggere Galbatorix assieme agli Eldunarí degli altri draghi.

Shruikan[modifica | modifica sorgente]

Il secondo drago di Galbatorix,rubato ad un Cavaliere dal Traditore e legato al Re tramite degli incantesimi. È nero e ha gli occhi azzurro chiaro; il re ha accelerato la sua crescita con la magia: è infatti il più grande di tutti i draghi esistiti al tempo di Eragon sia nella mente che nel corpo. Questo drago possiede una forza tale da sconfiggere maghi, draghi ed Eldunari con grande facilitá.

Glaedr[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Glaedr.

È il drago dorato dell'elfo maestro di Eragon, Oromis. Sarà l'istruttore di Saphira e Eragon a Ellesméra, capitale della foresta elfica Du Weldenvarden. Purtroppo Oromis morirà nel terzo libro e Glaedr ri rifugerà nel suo Eldunarí che ha regalato ad Eragon.

Belgabad[modifica | modifica sorgente]

È un drago gigantesco che muore durante la caduta dei cavalieri, si sa che è molte volte più grande di Glaedr. Viene visto il suo scheletro da Eragon e Saphira in Inheritance. Come dice Glaedr è imparentato con Saphira. È uno dei più grandi draghi della storia.

Raugmar il nero[modifica | modifica sorgente]

In Inheritance si scopre che è il bis-bis-bisnonno di Vervada la madre di Saphira e lontano discendente di Balgabad.

Castigo[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Castigo (Ciclo dell'Eredità).

È il drago rosso di Murtagh, nato all‘inizio di Eldest dalla seconda delle tre uova rubate da Galbatorix.

Fìrnen[modifica | modifica sorgente]

È il drago verde smeraldo di Arya. Nascerà alla fine di Inheritance dal terzo uovo di Galbatorix; ha una voce mentale molto profonda, più di quella dei draghi più antichi racchiusi nella Volta delle Anime. Si fidanzerà con Saphira.

Jarnunvösk[modifica | modifica sorgente]

È stato il primo drago di Galbatorix, ucciso da una banda di Urgali. Come detto da Christopher Paolini, Jarnunvösk era una femmina.

Saphira (Brom)[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Saphira (Brom).

Oltre a quella di Eragon, il nome Saphira apparteneva anche alla dragonessa di Brom, uccisa da Morzan. Il suo colore era blu zaffiro, proprio come la Saphira di Eragon.

Iormûngr e Vervada[modifica | modifica sorgente]

I genitori di Saphira (la dragonessa di Eragon). Come lei stessa li definisce in Brisingr: "due dei più grandi draghi della loro epoca". Sappiamo inoltre che mentre Vervada era una dragonessa selvatica, Iormûngr era legato ad un Cavaliere.

Eldunarí della Volta delle Anime[modifica | modifica sorgente]

Sono gli Eldunarí racchiusi nella Volta delle Anime dai Cavalieri durante la Caduta. Sono centotrentasei e, come dice Eragon, grazie a loro ha il potere di compiere quasi tutto. Infatti la loro forza combinata è enorme. Tuttavia, per quanto potenti, non possono nulla contro gli Eldunarí di Urû'baen, che li surclassano in quanto sono molti di più. Eragon a loro deve tutto: Saphira, Arya, il suo stesso corpo ed è grazie a loro che furono uccisi i Rinnegati di Galbatorix prima, e lo stesso Re dopo.

Eldunarí di Urû'baen[modifica | modifica sorgente]

Sono gli Eldunarí appartenenti a Galbatorix durante gran parte del Ciclo. Sono la principale preoccupazione dei nemici di Galbatorix, in quanto lo rendono praticamente onnipotente. Alcuni di questi Eldunarí sono stati affidati a Murtagh da Galbatorix. La loro potenza combinata è praticamente infinita, eguagliata solo dal loro sapere. Dopo la morte di Galbatorix, gli Eldunarí passeranno a Eragon, che li porterà nelle Regioni Ignote assieme a quelli della Volta delle Anime.

Bid'Daum[modifica | modifica sorgente]

Era il drago bianco del primo Cavaliere dei Draghi, l'elfo Eragon, che lo accudì quando era un cucciolo e con il quale strinse un patto di amicizia, ponendo fine alla guerra tra elfi e draghi e creando l'ordine dei Cavalieri.

Nithring[modifica | modifica sorgente]

Viene citato nel quarto libro e si sa solo che è il padre di Glaedr.

Jura, Hírador e Fundor[modifica | modifica sorgente]

Antichi draghi che combatterono contro un gigantesco serpente di mare, probabilmente un Nïdhwal.

Galzra, Briam, Ohen il Gagliardo, Gretiem, Beroan, Roslarb, Ingothold, Miremel, Ophelia, Lenora, Vanilor e Eridor[modifica | modifica sorgente]

Antichi draghi legati a qualche Shur'tugal, citati da Brom nel primo libro.

Nani[modifica | modifica sorgente]

Orik[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Orik.

È un nano che fa parte del Dûrgrimst Ingeitum; figlio adottivo di re Rothgar, ma anche un grande amico di Eragon e suo fratello adottivo (in quanto anche il Cavaliere viene adottato nell'Ingeitum da Rothgar). Diventa re dei nani nel terzo libro (Brisingr).

Rothgar[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Rothgar.

Era il re dei nani fino a quando Murtagh non lo uccide nella battaglia delle Pianure Ardenti; apparteneva al Durmgrist Ingeitum ed era zio di Orik.

Korgan[modifica | modifica sorgente]

Korgan fu il primo re dei nani. Scoprì lui il Farthen Dûr mentre era in cerca di oro. Fu il creatore di Volund, il martello usato dai re dei nani per combattere ed il fondatore del Dûrgrimst Ingeitum di cui faranno parte anche Orik, Eragon e Rothgar.

Dóndar[modifica | modifica sorgente]

Dóndar è stato il decimo Re dei Nani. Nella biblioteca di Tronjheim si possono trovare diverse sue opere.

Narheim[modifica | modifica sorgente]

Prende il comando momentaneo dell‘esercito dei nani dopo la morte di Rothgar sulle Pianure Ardenti, nell‘attesa dell‘elezione di un nuovo re.

Hvalmar[modifica | modifica sorgente]

Soprannominato “Manomonca“, era il grimstborith del Ingeitum all‘epoca della scoperta della foresta pietrificata sotto il fianco di un monte dei Beor.

Skeg[modifica | modifica sorgente]

È il nano a cui Rothgar ha affidato l‘incarico di riassemblare e restaurare lo Zaffiro Stellato prima affinché Saphira lo possa rendere di nuovo integro e lo possa riportare allo spledore originario.

Durok[modifica | modifica sorgente]

Detto “Occhio d‘ Aquila“, fu il nano a estrarre dalla roccia, tagliare e modellare Isidar Mithrim quasi ininterrottamente per cinquantasette anni della sua vita, morendo subito dopo aver terminato l‘opera.

Spettri[modifica | modifica sorgente]

Durza[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Durza.

È uno Spettro, al servizio di Galbatorix. Viene ucciso da Eragon alla fine del primo libro. Per questo Eragon si guadagna il soprannome di "Ammazzaspettri"("Shadeslayer" nell'originale). Si dice che solo quattro persone siano sopravvissute all'uccisione di uno Spettro: Laetrí l'elfo, Irnstad il Cavaliere, Eragon ed Arya (che uccide lo Spettro Varaug alla fine di Brisingr).

Varaug[modifica | modifica sorgente]

Viene creato da tre stregoni di Feinster con la collaborazione di un quarto con il solo scopo di provocare quanto più caos possibile prima di morire; viene ucciso da Arya mentre Eragon lo teneva impegnato in un feroce combattimento mentale. Al contrario di Durza, che era posseduto da solo tre spiriti, Varaug ne conteneva diverse decine, motivo per il quale era, secondo Eragon, molto più potente del suo simile; come ogni Spettro, aveva capelli e occhi rossi e la pelle chiarissima.

Umani[modifica | modifica sorgente]

Abitanti di Carvahall[modifica | modifica sorgente]

Roran[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Roran.

È il cugino di Eragon e figlio di Garrow, è innamorato di Katrina. Al seguito del rapimento di quest'ultima ad opera dei Ra'zac, riesce a far fuggire l'intero villaggio di Carvahall distinguendosi per l'abilità nei combattimenti contro un contingente imperiale inviato per rapire lui e radere al suolo il villaggio, e per gli straordinariamente convincenti discorsi. Durante la fuga si trova a passare per Teirm dove trova l'inaspettato aiuto di Jeod che lo seguirà con la moglie nel difficile tragitto verso il Surda inseguiti da tre navi imperiali che riusciranno a seminare nelle pericolose acque dell'Occhio del Cinghiale (un gigantesco gorgo al largo delle Isole Solitarie). Dopo l'arrivo nel Surda si distinguerà ancora nella battaglia delle Pianure Ardenti per l'uccisione dei malvagi Gemelli. All'inizio di Brisingr lo troviamo con Eragon e Saphira nei pressi dell'Helgrind (oscura residenza dei Ra'zac) impaziente di liberare finalmente Katrina. Portata a termine quest'impresa scoprirà di aspettare un figlio da Katrina e riusciranno insieme ad organizzare le tanto sospirate nozze celebrate dallo stesso Eragon.

Sloan[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Sloan (Ciclo dell'Eredità).

È il padre di Katrina. Odia Eragon, la sua famiglia e la Grande Dorsale, dove è morta sua moglie cadendo da delle alte cascate. In Eldest si allea con i Ra'zac tradendo l'intera Carvahall. In Brisingr viene liberato da Eragon (infatti si trovava prigioniero nell'Helgrind), ma da questo viene anche condannato a non vedere mai più sua figlia Katrina (quando il Cavaliere scopre per caso il suo vero nome e lo costringe a giurare nell'antica lingua), come punizione per aver tradito Carvahall (uccidendo la sentinella Byrd ed altri abitanti del villaggio), Eragon e Roran, rivelando ai Ra'zac il ritrovamento da parte del primo dell'uovo di Saphira e la posizione del secondo che era ricercato dai soldati di Galbatorix. Eragon lo spinge, tramite un incantesimo, ad Ellesméra, la capitale degli elfi, a patto che una volta entrato non sarebbe potuto uscirne. Non gli dice che la regina Islanzadi aveva acconsentito a restituirgli la vista (perché i Ra'zac gli avevano cavato gli occhi a colpi di becco) nel caso lui si fosse pentito per evitare che chiedesse tale grazia anzitempo. Alla fine di Inheritance, per una dimenticanza di Eragon è costretto a soffrire la pena di ascoltare la voce di Katrina,in visita a Ellesméra con Roran e sua figlia Ismira, pur non potendola vedere. Eragon si era infatti dimenticato della presenza di Sloan a Ellesmèra. Così Eragon decide di donargli la vista per fargli vedere la figlia e la nipote,felici con Roran. Sloan rimane felice e ringrazia,anche se la figlia e la sua famiglia comunque non possono né vederlo, né sentirlo per via degli incantesimi lasciati volutamente da Eragon.

Katrina[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Katrina (Ciclo dell'Eredità).

È la figlia di Sloan e l'innamorata di Roran. È stata rapita dai Ra'zac in Eldest, trascorrerà molto tempo in prigionia nell'Helgrind fino alla liberazione ad opera di Eragon, Saphira e Roran, da cui aspetta un figlio. Finalmente in Brisingr verranno celebrate da Eragon le sue nozze con Roran. Molto determinata eppure dolce, ha lunghi e splendenti capelli ramati.

Garrow[modifica | modifica sorgente]

È il padre di Roran e ha adottato Eragon, suo nipote. Nel primo libro, a causa delle torture dei Ra'zac che con il dannosissimo olio di Seithr incendiano la sua casa provocandogli gravi e inguaribili ustioni, muore dopo un'agonia di circa tre giorni a casa del fabbro del villaggio, Horst.

Selena[modifica | modifica sorgente]

Potente strega, è la madre di Eragon e Murtagh, moglie di Morzan e successivamente amante di Brom, nonché sorella di Garrow. Dopo la nascita di Murtagh, per sfuggire a Morzan porterà Eragon a Carvahall dove abbandonerà il piccolo, lasciandolo sotto la protezione di Garrow. Tornata nel castello di Morzan, morirà due settimane dopo per una misteriosa malattia probabilmente dovuta anche alla gravidanza nascosta. Oromis racconterà ad Eragon la storia di sua madre in Brisingr, rivelandogli l'amore che la legava a Brom, che è in realtà il vero padre di Eragon. Si scopre anche che prima di incontrarlo Selena era la Mano Nera, ovvero una spia di Morzan, crudele e temuta da tutti. Per questo Brom si era infiltrato a casa di Morzan: per sedurla e indebolire Morzan, quando poi si innamorò per davvero di lei.

Horst[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Horst (Ciclo dell'Eredità).

È il fabbro di Carvahall, marito di Elain. È lui che aiuterà molto Roran anche a convincere gli abitanti di Carvahall esprimendo per primo il suo sostegno per il necessario piano di fuga di Roran. Da quanto si descrive nei libri, è una persona molto ricca, infatti ha una casa molto grande e spaziosa che lui stesso ha contribuito a costruire e si può permettere perfino di invitare a cena ogni anno l'intero villaggio in occasione dell'arrivo degli erranti. Ha due figli, Albriech e Baldor, e una figlia, Hope, nata dopo l'esodo nel Surda.

Baldor[modifica | modifica sorgente]

È il figlio di Horst e il fratello di Albriech. Possiede dei capelli scuri e una corporatura robusta come il padre e il fratello dovuta al lavoro da fabbro nella fucina di famiglia. A lui è affidato il triste compito di avvisare Roran della morte di Garrow. Durante i viaggi di Eragon, sarà il compagno di caccia di Roran, siccome nutrono tutti e due questa passione (spinta anche un po' dalla necessità). Mentre si trova sull'Ala di Drago con un tiro eroico riesce a ferire un Lethrblaka con una freccia. Nell'ultimo libro è uno dei compagni di Roran nell'assedio di Arughia; è presente anche nella battaglia finale dove perde una mano che in seguito gli viene riattaccata dai guaritori.

Albriech[modifica | modifica sorgente]

È il figlio di Horst e il fratello di Baldor. In Eragon, va con Baldor a Therinsford per avvisare Roran della morte di Garrow. Possiede dei capelli biondi, tratto raro nella Valle Palancar, e una corporatura robusta come il padre e il fratello dovuta al lavoro da fabbro nella fucina di famiglia.

Elain[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Elain.

È la moglie di Horst e la madre di Baldor e Albreich, in Eldest e Brisingr è alle prese con una terza difficile gravidanza. In Inheritance riuscirà finalmente a partorire,dopo aver passato molte ore in agonia,ed essere aiutata da Arya che ne alleviava il dolore,pur senza il consenso delle altre donne di Carvahall. La bambina nascerà con il labbro leporino,una malattia che ne sfigura il volto. Grazie all'aiuto di Eragon e della sua magia però la malattia verrà curata e la bambina verrà chiamata Hope (speranza).

Gertrude[modifica | modifica sorgente]

Gertrude è la guartitrice del villaggio di Carvahall, nel primo libro medica le ferite di Eragon dovute al primo volo su Saphira.

Varden[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Varden.

Ajihad[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Ajihad.

Padre di Nasuada, capo dei Varden; morirà all'inizio del secondo libro dell'Eredità, quando verrà colto di sorpresa da un contingente di Urgali agli ordini dei Gemelli.

Nasuada[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Nasuada.

È la figlia di Ajihad, capo dei Varden. Alla morte del padre sarà lei a ereditarne l'incarico, nonostante la giovane età. Partecipa alla battaglia nel Farthen Dûr ed Eragon è il suo unico vassallo. È molto forte e ostinata, sa inoltre come guadagnarsi la fiducia del suo popolo. In Inheritance viene rapita da Murtagh e torturata perché non vuole giurare fedeltà al re. Non cederà, grazie anche all'aiuto di Murtagh che non avrebbe voluto rapirla, e verrà salvata da Eragon e Murtagh dopo che hanno ucciso il re e il suo drago. Diventerà la regina dell'impero.

Elva[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Elva (Ciclo dell'Eredità).

È la bambina "benedetta" da Eragon che poi diventerà una veggente. Il suo destino sarà, a causa di una maledizione mal pronunciata inconsapevolmente da Eragon, di dover placare e prendere carico di tutte le sofferenze altrui.

Jeod Gambelunghe[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Jeod.

Mercante di Teirm, è un vecchio amico di Brom e membro dei Varden. A lui si deve la scoperta di un passaggio segreto, che sarà indispensabile per il ritrovamento dell'uovo di Saphira.

Uthar[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Uthar.

Marinaio di Jeod fedele ai Varden, collabora alla fuga dei profughi di Carvahall.

Helen[modifica | modifica sorgente]

Moglie di Jeod Gambelunghe. In Eldest s'imbarcherà con il marito a bordo dell'Ala Di Drago, rifugiandosi quindi nel Surda dai Varden. In Brisingr vive nell'accampamento dei Varden, nel Surda, ma è molto irritata dal fatto che si aspettava una dimora più accogliente e ricca. Infatti sperava che le imprese di suo marito per i Varden gli facessero occupare un posto di prestigio. Ritrova il sorriso quando Eragon dà loro una sfera di puro oro, come ringraziamento per l'ospitalità ricevuta a Teirm e per aver aiutato a guidare la popolazione di Carvahall fino al Surda. Alla fine di Inheritance Helen ha dato vita, con l'oro donatogli da Eragon in Brisingr, ad un compagnia di commercio enorme e molto redditizia.

Deynor[modifica | modifica sorgente]

Ex capo dei Varden, predecessore di Ajihad. Fu lui a includere tra le truppe dei Varden i Gemelli, che successivamente si riveleranno dei traditori.

Dormand[modifica | modifica sorgente]

Amico di Brom residente a Gil'ead, che avrebbe dovuto aiutare Eragon e Murthag a raggiungere i Varden; non verrà mai conosciuto a causa della cattura del protagonista.

Trianna[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Trianna.

Comandante del Du Vrangr Gata, aiuta Eragon durante la battaglia delle Pianure Ardenti.

I Gemelli[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi I Gemelli.

Sono due potenti stregoni gemelli, uomini di Galbatorix, infiltrati nei Varden, ai quali si sono uniti per ordine di Deynor, il predecessore di Ajihad come capo dei Varden. Erano a capo anche del Du Vrangr Gata. Rapiscono e consegnano Murtagh a Galbatorix. Vengono uccisi da Roran alla fine di Eldest. Sono molto vanitosi e superbi, credendosi superiori persino ad Eragon, anche se il giovane in realtà è molto più potente. Infatti nel primo libro i Gemelli costringono Eragon a utilizzare la magia per conoscere sia suoi limiti che nuove parole di potere.

Orrin[modifica | modifica sorgente]

È il re del Surda, che si è distaccato dall'Impero ed è ostile ad esso; inoltre aiuta i Varden mandando armi e approvvigionamenti a Tronjheim.

Dempton[modifica | modifica sorgente]

Mugnaio di Therinsford, che in Eragon offrirà lavoro a Roran prima della morte del padre Garrow. Egli accetterà per guadagnare denaro e sposare la fidanzata Katrina.

Angela[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Angela (Ciclo dell'Eredità).

È un erborista di Teirm che prevede il futuro a Eragon nel primo libro dell'eredità. Il suo ruolo e le sue abilità (nonché la sua età) sono però più grandi di quanto si sappia o di quanto lei voglia dire.

Elfi[modifica | modifica sorgente]

Islanzadi[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Islanzadi.

È la regina degli elfi, madre di Arya. Muore alla fine di Inheritance e Arya prende il suo posto.

Dathedr[modifica | modifica sorgente]

Elfo della corte di Islanzadi e amico di Arya Dröttningu. In Eldest esprime verso la principessa, a nome di tutta la corte, dolore per le torture subite da Durza. A detta di Oromis è lui a penetrare attraverso gli incantesimi di Galbatorix e scoprire l'entità delle sue forze militari. Fa una veloce comparsa in Brisingr invitando in modo velato ed enigmatico a cercare di non irritare la regina Islanzadi. Nell'ultimo libro dopo la morte della sua regina assume insieme ad Arya il comando degli elfi. Fa parte anche del consiglio che conferirà il titolo di regina a Nasuada elencando tutti i migliori candidati Eragon prima, Roran poi e infine Nasuada e Orrin. Asserisce di non voler intervenire nella questione di competenza degli umani ma consiglia di far salire al trono una persona di fiducia, gradita ai membri dell'alleanza e intelligente. Durante questa discussione scorre della tensione tra lui e Orrin poiché sia il popolo elfo che gli altri alleati sostengono la candidatura della leader dei Varden.

Vanir[modifica | modifica sorgente]

È un elfo che si allena con Eragon a Ellesmera. È più vecchio di Arya ed è molto abile con la spada. Dopo qualche tempo dall'arrivo di Eragon a Ellesmera, Oromis gli ordina di intraprendere un allenamento giornaliero con un elfo (Vanir, appunto) per migliorare le sue doti di combattente, visto che lui non poteva più insegnargli altro in quanto Eragon fosse diventato molto abile. Inizialmente la superiorità di Vanir è evidente, visto che gli elfi sono molto più agili degli uomini. Vanir disprezza Eragon, in quanto crede che abbia dato una futile speranza di battere Galbatorix. Arriva al punto di "insultare" il suo drago, Saphira, dicendo che probabilmente era stata ingannata da Galbatorix nella scelta del Cavaliere. Per questo motivo Eragon da il meglio e lo eguaglia, se non fosse che ha un attacco di dolore alla cicatrice proprio mentre era in vantaggio. Invece in seguito alla trasformazione(Agaèti Blodhrèn, la celebrazione del Giuramento di Sangue)di Eragon in mezz'elfo le abilità di quest'ultimo gli sono superiori, infatti, dopo una lunga lotta, Eragon lo disarma, spezzandogli un polso. Allora, Vanir ammette di essersi sbagliato sul conto del Cavaliere, e si riconcilia con Eragon, dimostrando inoltre grande umiltà e saggezza. C'è un aneddoto nel libro riguardante Vanir: egli, quando Eragon era ancora del tutto umano, ogni volta che lo toccava con la spada diceva "morto". Al termine di un allenamento, Saphira, per far capire a Vanir di non andare troppo oltre nell'offendere il suo Cavaliere, lo tocca sul petto con un artiglio dicendo "morto". Dopo la sconfitta di Galbatorix acconsente di divenire ambasciatore degli elfi presso gli umani, desiderando imparare i loro costumi e la loro cultura .

Narì[modifica | modifica sorgente]

È uno dei due elfi che accompagnano Eragon, Orik e Arya Dröttningu ad Ellesmèra nel libro ha i capelli biondi e gli occhi azzurri, è un ottimo cantante. Fa festa ad Arya insieme a Edurna, Celdin e Lifaen quando essa torna nella Du Weldenvarden. Come Lifaen non ne ha mai abbastanza di lodare Saphira. Da elfo si muove con innaturale velocità e abilità sia sugli alberi che sulle barche. Quando lui e Narì parlavano ad Eragon usavano spesso frasi involute e aforismi confusi e fra uno scoppio di ilarità e l'altro passavano ore intere in silenzio ad ammirare il paesaggio, in quei periodi di contemplazione non erano molto loquaci.

Lifaen[modifica | modifica sorgente]

Insieme a Narì accompagnerà i nostri eroi ad Ellesmera, nel libro è descritto come un elfo austero dai capelli neri come l'ebano. Fa festa ad Arya insieme a Edurna, Celdin e Narì quando essa torna nella Du Weldenvarden. Come Narì non ne ha mai abbastanza di lodare Saphira. Da elfo si muove con innaturale velocità e abilità sia sugli alberi che sulle barche. Quando lui e Nari parlavano ad Eragon usavano spesso frasi involute e aforismi confusi e fra uno scoppi di ilarità e l'altro passavano ore intere in silenzio ad ammirare il paesaggio, in quei periodi di contemplazione non erano molto loquaci. È un ottimo musicista e suona un flauto di canna accompagnando Narì nei suoi canti. È lui durante il viaggio a spiegare un po' di storia ad Eragon.

Evandar[modifica | modifica sorgente]

Evandar fu il successore di Dellanir ed ascese al trono degli elfi 500 anni prima della vicenda raccontata nel ciclo; fu il compagno di Islanzadi e il padre di Arya. Fu ucciso ad Ilirea, chiamata in seguito Urû'baen, in una battaglia contro Galbatorix; gli succedette Islanzadi.

Rhunon[modifica | modifica sorgente]

È uno degli elfi più antichi ancora in vita all‘epoca di Eragon, tanto vecchia da essere nata prima ancora che gli elfi siglassero il loro patto con i draghi e diventasseri immortali; è un fabbro straordinario e ha forgiato con l‘acciaioluce tutte le spade dei Cavalieri.

Gilderien[modifica | modifica sorgente]

È un elfo molto anziano e viene definito “il Saggio“; è il principe del Casato di Miolandra, depositario della Bianca Fiamma di Vandil e, per questo motivo, protettore di Ellesméra da più di duemila anni e mezzo.

Fiorl[modifica | modifica sorgente]

È il Lord del Casato di Valtharos e possessore della spada Tamerlein fino all‘ultimo libro, quando la cede ad Arya, appartenuta in precedenza al Cavaliere Arva, fratello della sua compagna Naudra.

Alanna e Dusan[modifica | modifica sorgente]

Sono gli unici bambini di Ellesméra e fanno la loro comparsa nel terzo libro.

Dellanir[modifica | modifica sorgente]

Fu la regina degli elfi finché non abdicò per poter studiare i misteri della magia cedendo il trono a Evandar.

Albero di Menoa[modifica | modifica sorgente]

Un tempo era un'elfa di nome Linnëa, che cantò il suo corpo all'interno dell'albero più grande e antico della Du Weldenvarden. Da quel giorno l'albero prese coscienza. L'albero di Menoa è uno degli esseri più potenti di Alagaësia, secondo solo a Galbatorix prima, e a Eragon poi, poiché questi potevano ricorrere al potere degli Eldunarí, perché l'albero può utilizzare l'energia dell'intera foresta. È proprio l'albero a dare ad Eragon l'acciaioluce necessario a forgiare la sua spada, Brisngr.

Gatti mannari[modifica | modifica sorgente]

Solembum[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Solembum.

È il Gatto mannaro amico di Angela; appare nel primo libro dando delle premonizioni ad Eragon: la prima diceva che quando avrebbe avuto bisogno di un'arma, Eragon avrebbe dovuto guardare sotto l'albero di Menoa. Questa premonizione si avvera in Brisingr, in quanto il ragazzo trova dell'acciaioluce, il metallo astrale col quale la metalliera degli elfi, Rhunön, ha forgiato tutte le spade dei Cavalieri, in maniera tale che la fabbra possa forgiargli la spada Brisingr. La seconda diceva che quando tutto sembrava perduto, il ragazzo sarebbe dovuto andare alla Rocca di Kuthian e avrebbe dovuto pronunciare il suo nome per schiudere la Volta delle Anime. Ciò avviene in "Inheritance", dove, dopo aver pronunciato il suo vero nome, trova il rifugio di alcuni Eldunarì non schiavi di Galbatorix, che si offrono di aiutarlo a detronizzarlo e di alcune uova, oltre a Cuaroc, guardiano metallico della Volta.

Maud[modifica | modifica sorgente]

È una gatta mannara che risiede nella Du Wendelvarden; quando non è nella sua forma animale, ha l'aspetto di una gracile e minuta donna dal volto ruguso e avvizzito con degli ispidi capelli bianchi.

Grimrr Zampamonca[modifica | modifica sorgente]

È il re dei gatti mannari e, come dice il nome, non ha due dita della mano sinistra; quando è nella sua forma umana è alto quanto un nano, ha dei capelli lunghi e neri, occhi verdi e a mandorla, mento piccolo e appuntito, zigomi ampi e una carnagione color nocciola marchiata da numerose cicatrici. Detesta Angela l'erborista perché lo puní con un incantesimo che lo fece cinguettare per una settimana per aver ignorato la sua richiesta di smettere di torturare un pettirosso. Stringe un'alleanza con Nasuada all'inizio dell'ultimo libro.

Cacciaombre[modifica | modifica sorgente]

È la compagna di Grimrr e quindi la regina dei gatti mannari; quando è in forma animale, ha l'aspetto di una gatta bianca.

Occhigialli[modifica | modifica sorgente]

È un grosso e grasso gatto mannaro che decide di prendere posto sul cuscino a fianco del trono di Nasuada alla fine dell'ultimo libro.

Altre creature[modifica | modifica sorgente]

Spiriti[modifica | modifica sorgente]

Gli spiriti sono creature descritte in Brisingr. Vengono incontrati da Arya e Eragon nel viaggio di ritorno dall'Helgrind all'accampamento dei Varden e dei Surdani nel terzo libro. Essi possono assumere la forma che preferiscono, qui li incontriamo come dei globi luminosi che leviteano in aria e cambiano colore (verde, blu, rosso, nero ecc.) e dimensione (da 2-3 centimetri a un metro) continuamente. Toccarli e/o espandere la mente verso di loro provoca estasi; vengono descritti come "felicità distillata". Questo metodo viene usato come metodo di autodifesa per eventuali attacchi e/o nemici, in modo che inebriati da questa felicità non vogliano attaccarili. Gli spiriti che Eragon e Arya incontrano non sono spiriti malvagi e sono grati a Eragon per aver liberato dei loro compagni dal corpo di Durza uccidendolo. Come dono di "ringraziamento" rendono un giglio nelle vicinanze d' oro, con minerali e metalli preziosi, mantenendolo comunque in vita.

Ra‘zac[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Ra'zac.

Sono creature rare e crudeli al servizio di Galbatorix. Hanno un esoscheletro nero e lucido come quello degli scarafaggi. Posseggono un becco con cui dilaniano le prede, specialmente umane, ma sono soltanto pupe di Lethrblaka; della loro specie esistono solo i loro genitori (identificati con le loro mostruose cavalcature) e loro, pupe, un maschio e una femmina. Al ventesimo anno le pupe si liberano dall'esoscheletro per trasformarsi in Lethrblaka. Verranno uccisi da Eragon e Roran nel terzo libro, mentre i Lethrblaka vengono uccisi da Saphira. Nell‘ultimo libro, durante l‘assedio di Dras-Leona, i sacerdoti dell‘Helgrind fanno schiudere due uova di Lethrblaka affidate a loro da Galbatorix, i cui piccoli verranno distrutti da Solembum e da Eragon; alla fine dello stesso libro, Galbatorix rivela di avere altre uova, ma anche dopo la vittoria Eragon non ne trova alcuna traccia.

Nidhwal[modifica | modifica sorgente]

Sono delle creature marine rarissime, cugine dei draghi; hanno il muso lungo e triangolare, occhi sormontati da una cresta ossea da cui nasce un tentacolo filamentoso, collo lungo e grinzoso, fauci grigie ed enormi, zanne lunghe e sottili e due grandi pinne ai lati del torso. Sono intelligenti e spietati e usano spesso i loro poteri mentali per cacciare le loro prede. Nonostante le molte differenze con i draghi, Glaedr afferma che sono molto più simili a loro dei Fanghur; come i draghi, infatti, i Nïdwal possiedono all' interno del proprio corpo un organo simile ad un Eldunarí che sempre secondo Glaedr li aiuta a sopravvivere per lunghi periodi nelle profondità degli oceani. La loro estrema rarità è dovuta in parte alle loro tendenze cannibali.

Fanghur[modifica | modifica sorgente]

Sono creature molto rare che abitano i Monti Beor; hanno un aspetto più affusolato e serpentesco dei draghi e le loro squame sono screziate di verde marrone. Come i draghi e i Nïdhwal, usano i loro poteri mentali per immobilizzare le loro prede mentre le uccidono.

Note[modifica | modifica sorgente]


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