Pera orale

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Pera orale, Museum der Festung Salzburg, Austria

La pera orale era uno strumento di tortura impiegato secondo qualcuno durante il periodo dell'inquisizione medievale. In realtà non esiste nessun documento del tempo che ne attesti l'uso. La prima menzione si ha nell'opera di F. de Calvi's L'Inventaire général de l'histoire des larrons scritta nel 1639. Appare anche in altre fonti del XIX secolo sempre associata al mondo dei briganti. Era una delle tre varianti dello stesso strumento; esisteva la vaginale, la rettale e l'orale, l'uso di quest'ultima era destinato alle persone ritenute colpevoli di eresia[senza fonte]. Lo scopo era di purificare la parte del corpo responsabile del peccato.

Il suo nome deriva dalla forma, simile al frutto della pera, era costituito da due segmenti espandibili, apribili come spicchi girando una leva posta sul "picciuolo". I segmenti potevano avere al loro apice una punta acuminata per meglio dilaniare il fondo della cavità. Poteva essere in bronzo, ferro, oppure legno duro.

Veniva introdotta a forza nella bocca, e lentamente espansa fino alla disarticolazione della mandibola.

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