Pepita Tudó

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Vicente López, Pepita Tudó, Madrid, Museo Làzaro Galdiano

Pepita Tudò, nome completo Josefa Petra Francisca de Paula de Tudò (Cadice, 19 maggio 1779Madrid, 20 settembre 1869), è stata una nobildonna spagnola.

Fu amante di Manuel Godoy e probabile modella dei dipinti di Goya Maja desnuda e Maja vestida

Biografia[modifica | modifica sorgente]

Figlia di un artigliere di Cadice, alla morte del padre visse con la madre e la sorella a casa di Manuel Godoy, uno degli uomini più potenti di Spagna. Pepita ne divenne amante intorno al 1800. Ma la regina Maria Luisa, che si diceva amante anch'essa di Godoy, convinse lo stesso ad un matrimonio di convenienza con la nobildonna Maria Teresa di Borbone.

Il matrimonio non mise fine alla relazione con Pepita: nel 1805 ella partorì un primo figlio, Manuel e nel 1807 un secondo, Luis. Nel 1807, per intercessione di Godoy, Carlo IV di Spagna concesse a Pepita il titolo di contessa di Castillo Fiel e Viscontessa di Rocafuerte.

Alla morte di Maria Teresa, nel 1828, Godoy sposò Pepita[1] e nel 1832 si trasferirono a Parigi. In seguito Pepita tornò in Spagna reclamando le proprietà di famiglia.

A novant'anni Pepita dichiarò ad un giornalista che Godoy aveva amato un'unica donna: la regina Maria Luisa.

Curiosità[modifica | modifica sorgente]

  • È considerata da molti storici l'autentica modella dei dipinti Maja desnuda e Maja vestida di Francisco Goya, che li aveva eseguiti probabilmente su commissione di Godoy.
  • Lo scrittore spagnolo Ceferino Palencia ha scritto un racconto dal titolo Pepita Tudó ispirato alla figura della donna.
  • Nel film Volavérunt[2] il personaggio di Pepita è interpretato da Penélope Cruz.

Onorificenze[modifica | modifica sorgente]

Dama dell'Ordine della regina Maria Luisa - nastrino per uniforme ordinaria Dama dell'Ordine della regina Maria Luisa

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Pare fossero già in precedenza segretamente sposati.
  2. ^ Bigas Luna, Volavérunt, 1999, ES–F

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • A. E. Pérez Sánchez, Goya, Milano, 1990
  • F. Calvo Serraler, Goya, Milano, 1996
  • Goya, Giunti, 1997.
  • R. M. e R. Hagen, Francisco Goya, 2003, Roma, Editoriale L'Espresso
  • R. Maffeis (a cura di), Goya – La vita e l'arte – I capolavori, 2003, Milano, Rizzoli

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]


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