Pentateuco samaritano

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Pentateuco samaritano di Nablus

I giudei samaritani dispongono di una propria versione della Torah più Giosuè che si è fissata a partire dal IV secolo a.C. Ritengono questi sei libri gli unici ispirati, rigettando Profeti e Scritti. Non si tratta di una traduzione essendo il testo in ebraico, seppure scritto in alfabeto samaritano, simile all'alfabeto fenicio e diverso dalla normale scrittura quadrata ebraica.

I testimoni più antichi datano al XIII secolo. In particolare, sono tre le copie antiche a noi pervenute, datate 1212 (conservata a Manchester) e 1232 (New York). La terza copia, conservata nella sinagoga samaritana di Nablus, è dai samaritani ritenuta opera di Aronne, fratello di Mosè, risalente dunque al XII secolo a.C. Studi paleografici hanno invece mostrato la sua origine al XIII secolo d.C.

Differenze col testo masoretico[modifica | modifica sorgente]

Sono circa 2000 le varianti riscontrabili tra il testo masoretico e quello samaritano. Tali alterazioni sono dovute:

  • a volontarie modifiche per armonizzare racconti simili, per esempio nei racconti paralleli di Es 20 e Dt 5. Ancora, in Es 12,40 ebraico il soggiorno in Egitto dura 430 anni, il testo samaritano armonizza dicendo “in Egitto e nella terra di Canaan”;
  • ad aggiunte esplicatorie del testo, per esempio in Gn 7,3 samaritana gli uccelli del cielo sono limpidi;
  • a correzioni volontarie per rendere meglio testi oscuri, per esempio il difficile ebraico di Gn 49,10 (“non sarà tolto lo scettro dai suoi piedi”) viene corretto in “non sarà tolto lo scettro dai suoi padroni”.
  • a modifiche armonizzanti con la fede samaritana, per esempio il monte Ebal di Dt 27,4 diventa il monte Garizim, sacro per i samaritani.

Nella maggior parte dei circa 2000 casi, laddove vi è discordanza tra TM e testo samaritano, la traduzione greca della Septuaginta segue il testo samaritano.

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