Pena di morte nella Città del Vaticano

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1leftarrow.pngVoce principale: Città del Vaticano.

Mastro Titta il celebre esecutore di sentenze capitali dello Stato Pontificio.

La pena di morte nella Città del Vaticano è stata legale dal 1929 al 1969, prevista in caso di tentato omicidio del papa. Venne rimossa dalla Legge fondamentale solo il 12 febbraio 2001, su iniziativa di Giovanni Paolo II.

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Criminalità nella Città del Vaticano.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Nello Stato della Chiesa la pena di morte fu praticata sino al 1870, infatti l'ultimo giustiziato fu Agatino Bellomo ,condannato per omicidio,[1] che venne ghigliottinato a Palestrina il 9 luglio 1870[2].

All'atto della firma dei Patti Lateranensi e della costituzione della Città del Vaticano, il codice penale del Regno d'Italia, che aveva reintrodotto la pena di morte nel 1926, estese la pena capitale per il reato di tentato assassinio del Papa sul proprio territorio equiparandolo a quello di tentato assassinio del Re:

« Considerando la persona del Supremo Pontefice sacra e inviolabile, l'Italia dichiara che qualunque attentato alla Sua persona o qualunque incitamento a commettere tale attentato sia punibile con le medesime pene previste per tutti i simili attentati o incitamenti condotti contro la persona del Re.
Tutte le offese o gli insulti commessi all'interno del territorio italiano contro la persona del Supremo Pontefice, causati dal significato di discorsi, atti o scritti, saranno punibili allo stesso modo che come offese e insulti contro la persona del Re. »
(Patti Lateranensi.)

La Legge fondamentale del Vaticano, emanata nel 1929 da papa Pio XI dopo la firma dei Patti Lateranensi, previde la pena di morte anche nell'ordinamento della Città del Vaticano. Non ci furono tentativi di assassinio del Papa fintanto che lo statuto vaticano previde la pena capitale. Papa Paolo VI rimosse la pena di morte dagli statuti vaticani, abrogandola per qualsiasi reato, annunciando la modifica nell'agosto 1969. Tuttavia il cambiamento divenne di pubblico dominio solo nel gennaio 1971, quando alcuni giornalisti accusarono Paolo VI di ipocrisia per le sue critiche alle esecuzioni capitali in Spagna e Unione Sovietica.

La pena di morte venne rimossa completamente dalla Legge fondamentale del Vaticano con motu proprio solo il 12 febbraio 2001, su decisione di Giovanni Paolo II[3].

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ [1]
  2. ^ Ghigliottina dello Stato Pontificio
  3. ^ Il Vaticano e la pena di morte abolita 11 anni fa

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]