Pelota basca
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La pelota basca, ossia palla basca in lingua italiana, è uno sport sferistico originario del Paese Basco e derivato dalla pallacorda, denominato pilota in basco e catalano, pelota in castigliano e pelote in francese. Le diverse specialità di questo sport son praticate in molte nazioni, Italia compresa. Si gioca in due squadre, con una palla (pelota) e un tipo particolare di racchetta (pala), contro un muro (frontón in castigliano, fronton in francese, frontoi in basco, frontó in catalano). Accanto a queste caratteristiche comuni, la pelota ha numerose varianti.
Indice |
[modifica] Storia
| Per approfondire, vedi la voce Storia del pallone. |
Nell'antichità erano tanti i giochi praticati con palle più o meno grandi comunque la pelota basca si considera originata dalla pallacorda poiché son stati trovati documenti che lo accertano. Attraverso i secoli i giocatori si sono sbizzarriti ideando molte varietà di gioco. Tradizionalmente associate alle varie specialità sono le scommesse che il pubblico gradisce sempre fare.
In Italia la pratica di pelota basca è documentata dall'archivio storico comunale di Torino dove su certi registri di fine XIX secolo risulta la presenza di uno sferisterio spagnolo che era chiamato trinquete anche dai torinesi. Attualmente lo sferisterio più attivo, per competizioni di pelota basca, è quello di Milano che da molti anni è situato in via Palermo.
[modifica] Il gioco alle Olimpiadi
| Per approfondire, vedi la voce Pelota basca ai Giochi olimpici. |
La Pelota Basca è stata inserita nel programma olimpico solamente in un'edizione, in occasione della II Olimpiade a Parigi nel 1900. Il torneo, disputato per la specialità jai alai o cesta punta, fu vinto dalla nazionale spagnola. L'argento fu conquistato dalla nazionale di Francia e il bronzo non fu assegnato.
[modifica] Varietà di gioco
Tra le varietà più popolari sono:
- quella chiamata jai alai (in lingua basca) o cesta punta (in lingua castigliana), praticata con una specie di cesta a forma affusolata detta chìstera
- quella chiamata xare, praticata con un tipo di racchetta incordata
- quella chiamata frontenis, praticata con racchetta simile a quella da tennis
- quella chiamata pelota a paleta, praticata con racchetta a piatto solido
- quella chiamata pelota a mano, praticata con la mano protetta da particolare fasciatura.
I giocatori professionisti possono specializzarsi in una o più specialità.
[modifica] Le regole del gioco
La pelota si pratica in un'area di gioco, chiamata cancha dagli spagnoli, composta da un terreno delimitato da linee bianche di lunghezza variabile: la linea più lunga è di 64 metri. Il muro frontale, alto circa 9,5 metri e largo circa 10,5 metri, è posizionato a una estremità del terreno.
La pelota si gioca con la palla: il gesto atletico necessita di forza e destrezza. Si gioca in modo indiretto: i giocatori devono a ogni turno colpire la palla prima o dopo che tocchi terra con lo scopo di lanciarla nuovamente contro il muro. Il giocatore, quindi la squadra, che non riesce a rilanciare la palla sul muro perde il punto.
[modifica] Muro a sinistra
In una delle sue varianti, la pelota è giocata al chiuso con un muro chiamato frontón dagli spagnoli, che con questa parola indicano anche la specialità di gioco e l'impianto dove si svolge: in italiano si usa il termine sferisterio. Il muro si estende a sinistra e posteriormente; alla destra sulle tribune sta il pubblico, protetto da una rete.
[modifica] Il lessico
- Yo: gioco (annuncia il servizio)
- Bota: servizio
- Ados: parità
- Falta: pelota non valida
- Berritz: pelota da rigiocare
- A la novia: ultimo punto (letteralmente, alla fidanzata)
- Atchiki : pelota tenuta nel guanto o nella mano
[modifica] Voci correlate
[modifica] Altri progetti
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