Pelomys campanae

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Pelomys campanae
Immagine di Pelomys campanae mancante
Stato di conservazione
Status iucn3.1 LC it.svg
Rischio minimo[1]
Classificazione scientifica
Dominio Eukaryota
Regno Animalia
Phylum Chordata
Classe Mammalia
Superordine Euarchontoglires
Ordine Rodentia
Sottordine Myomorpha
Superfamiglia Muroidea
Famiglia Muridae
Sottofamiglia Murinae
Genere Pelomys
Specie P.campanae
Nomenclatura binomiale
Pelomys campanae
Huet, 1888

Pelomys campanae (Huet, 1888) è un roditore della famiglia dei Muridi diffuso nell'Africa centro-occidentale.[1][2]

Descrizione[modifica | modifica wikitesto]

Roditore di piccole dimensioni, con la lunghezza della testa e del corpo tra 130 e 150 mm, la lunghezza della coda tra 130 e 152 mm e la lunghezza del piede tra 30 e 31 mm.[3]
La pelliccia è ruvida. Le parti superiori sono bruno-giallastre con dei riflessi rossastri sul fondo schiena. Le parti ventrali e i piedi sono grigio-rossastri. Le orecchie sono di proporzioni medie e ricoperte di piccoli peli rossicci. La coda è lunga quanto la testa e il corpo, nerastra sopra, giallastra sotto e cosparsa di pochi peli brunastri.

Etimologia[modifica | modifica wikitesto]

Il nome specifico deriva dal Reverendo Padre Campana, naturalista che catturò l'olotipo presso Landana, in Angola.

Biologia[modifica | modifica wikitesto]

Comportamento[modifica | modifica wikitesto]

È una specie terricola, probabilmente semi-acquatica.

Distribuzione e habitat[modifica | modifica wikitesto]

Questa specie è diffusa nell'Angola occidentale e nella Repubblica Democratica del Congo sud-occidentale.

Vive nelle savane, in prossimità delle foreste pluviali, in campi agricoli e in campi di Mais.

Stato di conservazione[modifica | modifica wikitesto]

La IUCN Red List, considerato il vasto areale, la popolazione numerosa e la tolleranza alle modifiche ambientali, classifica P.campanae come specie a rischio minimo (LC).[1]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b c (EN) Dieterlen. F. 2008, Pelomys campanae in IUCN Red List of Threatened Species, Versione 2014.3, IUCN, 2014.
  2. ^ (EN) D.E. Wilson e D.M. Reeder, Pelomys campanae in Mammal Species of the World. A Taxonomic and Geographic Reference, 3ª ed., Johns Hopkins University Press, 2005, ISBN 0-8018-8221-4.
  3. ^ Hill & Carter, 1941

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

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