Pelochelys bibroni

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Tartaruga dal guscio molle gigante asiatica
Pelochelys cantorii.jpg
Stato di conservazione
Status iucn2.3 VU it.svg
Vulnerabile[1]
Classificazione scientifica
Dominio Eukaryota
Regno Animalia
Phylum Chordata
Classe Reptilia
Ordine Testudines
Famiglia Trionychidae
Genere Pelochelys
Gray, 1864
Specie P. bibroni
Nomenclatura binomiale
Pelochelys bibroni
(Owen, 1853)
Sinonimi

Trionyx bibroni

La tartaruga dal guscio molle gigante asiatica (Pelochelys bibroni Owen, 1853), unica specie del genere Pelochelys Gray, 1864, è una tartaruga d'acqua dolce della famiglia dei Trionichidi.

Tassonomia[modifica | modifica wikitesto]

La tartaruga dal guscio molle gigante asiatica non va confusa con la tartaruga dal guscio molle gigante dello Yangtze, con la quale non è affatto imparentata. P. bibroni è una specie relativamente poco studiata, ed è probabile che gli esemplari oggi indicati con questo nome appartengano a più taxa[2]. Secondo uno studio recente[3] esisterebbero almeno due specie distinte, P. cantori dell'Asia e P. bibroni della Nuova Guinea; a confondere ancora di più la situazione è da ricordare che gli studi più vecchi[4] si riferivano essenzialmente alle popolazioni più occidentali di P. bibroni.

Descrizione[modifica | modifica wikitesto]

Questa specie ha una testa larga e dei piccoli occhi situati vicino all'estremità del muso. Il carapace è liscio e di color verde oliva. I giovani possono avere macchie scure sulla testa e sul carapace, e una linea gialla attorno a quest'ultimo[2].

Con i suoi circa 2 m di lunghezza, la tartaruga dal guscio molle gigante asiatica è la più grande tartaruga d'acqua dolce del mondo[5][6].

Distribuzione e habitat[modifica | modifica wikitesto]

Questa tartaruga vive principalmente in fiumi e torrenti dal corso lento dell'entroterra. Tuttavia, vi sono anche talune prove che indichino una sua presenza anche nelle regioni costiere[2].

In passato il suo areale comprendeva India, Bangladesh, Myanmar, Thailandia, Malaysia, Cambogia, Vietnam, Cina, Filippine, Indonesia, Papua Nuova Guinea, Sumatra, Borneo e le regioni occidentali di Giava[7].

Oggi, però, è scomparsa da gran parte del suo antico areale ed è considerata in pericolo d'estinzione un po' ovunque, tranne che in Nuova Guinea. Fino a tempi recenti, l'ultimo avvistamento al di fuori di quest'isola si ebbe in Cambogia nel 2003. Nel 2007, comunque, durante un sopralluogo effettuato in un'area lungo il fiume Mekong, sempre in Cambogia, gli studiosi hanno scoperto una gran quantità di queste tartarughe diffuse in una breve fascia di 48 km lungo i margini del fiume[6][8].

Biologia[modifica | modifica wikitesto]

P. bibroni è essenzialmente carnivora e cattura le sue prede, crostacei, molluschi e pesci, tendendole imboscate (sebbene talvolta si nutra anche di alcune piante acquatiche)[2]. Trascorre il 95% del suo tempo seppellita e immobile nella sabbia dei fondali, dalla quale tiene fuori solamente gli occhi e la bocca. Emerge solo due volte al giorno per respirare, nonché, in febbraio e marzo, per deporre le uova (del diametro di 3,0-3,5 cm), in numero di 20-28, sugli argini del fiume[6][2][9].

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ (EN) Asian Turtle Trade Working Group 2000, Pelochelys bibroni in IUCN Red List of Threatened Species, Versione 2014.3, IUCN, 2014.
  2. ^ a b c d e Ernst, Barbour, and Altenburg, Turtles of the World, 1998.
  3. ^ Webb, "Redescription and neotype designation of Pelochelys bibroni from southern New Guinea (Testudines: Trionychidae)," Chelonian Conserv. & Biol., 1995.
  4. ^ For example, Gray, "Revision of the species of Trionychidae found in Asia and Africa, with descriptions of some new species," Proc. Zool. Soc. London, 1864, and Boulenger, "On the occurrence of Pelochelys in China," Ann. Mag. Nat. Hist, 1891.
  5. ^ "Rare Soft Shell Turtle, Nesting Ground Found in Cambodia," ScienceDaily, May 19, 2007.
  6. ^ a b c Mydans, "How to Survive in Cambodia: For a Turtle, Beneath Sand," New York Times, May 18, 2007.
  7. ^ McCord and Joseph-Ouni, "Flapshell and Giant Asian Softshell Turtles," Reptilia, 26:59-64.
  8. ^ Munthit, "Rare Turtle's New Chance," Associated Press, May 16, 2007.
  9. ^ Das, Indian Turtles: A Field Guide, 1985.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Asian Turtle Trade Working Group 2000. Pelochelys cantorii. In IUCN 2006. 2006 IUCN Red List of Threatened Species. Accessed May 11, 2007.
  • Baur, G. (1891) "Notes on the trionychian genus Pelochelys." Ann. Mag. Nat. Hist. (6) 7: 445-447.
  • Boulenger, G.A. (1891) "On the occurrence of Pelochelys in China." Ann. Mag. Nat. Hist. (6) 7: 283-284.
  • Das, Indraneil. Indian Turtles: A Field Guide. Calcutta: World Wildlife Fund-India (Eastern Region), 1985.
  • Ernst, Carl H.; Barbour, Roger W.; and Altenburg, R.G.M. Turtles of the World. Rev. paperback ed. New York: Springer-Verlag New York, LLC, 1998. ISBN 3540145478 Accessed May 18, 2007.
  • McCord, William P.and Joseph-Ouni, Mehdi. (2003) "Flapshell and Giant Asian Softshell Turtles." Reptilia. 26:59-64.
  • Mydans, Seth. "How to Survive in Cambodia: For a Turtle, Beneath Sand." New York Times. May 18, 2007.
  • Gray, J.E. (1864) "Revision of the species of Trionychidae found in Asia and Africa, with descriptions of some new species." Proc. Zool. Soc. London. 1864: 76-98.
  • Munthit, Ker. "Rare Turtle's New Chance." Associated Press. May 16, 2007.
  • Webb, R.G. (1995) "Redescription and neotype designation of Pelochelys bibroni from southern New Guinea (Testudines: Trionychidae)." Chelonian Conserv. & Biol. 1: 301-310.
  • Webb, Robert G. (2002) "Observations on the Giant Softshell Turtle, Pelochelys cantorii, with description of a new species." Hamadryad. 27 (1): 99-107.

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