Peer Steinbrück

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Peer Steinbrück
Steinbrueck wikipedia dts.JPG

Ministro Federale delle Finanze
Durata mandato 22 novembre 2005 –
27 ottobre 2009
Primo ministro Angela Merkel
Predecessore Hans Eichel
Successore Wolfgang Schäuble

Ministro-Presidente della
Renania Settentrionale-Vestfalia
Durata mandato 6 novembre 2002 –
24 giugno 2005
Predecessore Wolfgang Clement
Successore Jürgen Rüttgers

Dati generali
Partito politico Socialdemocratico (dal 1969)
Titolo di studio Laurea in economia

Peer Steinbrück (Amburgo, 10 gennaio 1947) è un politico tedesco. È stato candidato cancelliere per Partito Socialdemocratico Tedesco (SPD) alle elezioni federali tedesche del 2013.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Steinbrück si diplomò nel 1968, poi svolse due anni di servizio militare[1]. Nel 1969 si iscrisse all'SPD[1]. Nell'aprile 1970 cominciò a studiare economia e scienze sociali presso l'università Christian Albrecht di Kiel e si laureò in economia nel dicembre 1974[1].

All'interno dell'SPD, Steinbrück era vicino alle posizioni di Helmut Schmidt e Johannes Rau[2]. Tra il 1974 e il 1976 lavorò per il ministero federale delle infrastrutture, occupandosi di pianificazione regionale[1]. Dal 1976 al 1977 lavorò nel gruppo di pianificazione del ministero federale della ricerca e della tecnologia, dal 1977 al 1978 fu segretario personale dei ministri Matthöfer e Hauff, dal 1978 al 1981 lavorò presso la cancelleria federale nell'ambito della divisione responsabile del ministero della ricerca e della tecnologia[1]. Nel 1981 lavorò presso il direttorato economico della missione permanente della Repubblica federale di Germania a Berlino Est[1]. Dal 1981 al 1982 fu segretario personale del ministro della ricerca e della tecnologia von Bülow[1]. Dal 1983 al 1985 fu coordinatore responsabile della protezione ambientale per il gruppo parlamentare dell'SPD al Bundestag[1]. Dal 1985 al 1986 fu responsabile per la politica economica nazionale nel gruppo di pianificazione del ministero dell'ambiente e dell'agricoltura della Renania Settentrionale-Vestfalia[1].

Carriera politica a livello statale[modifica | modifica wikitesto]

Dal dicembre 1986 al maggio 1990 Steinbrück fu capo di gabinetto del presidente della Renania Settentrionale-Vestfalia Johannes Rau[1]. Nel giugno 1990 fu nominato segretario di stato nel ministero dell'ambiente e dello sviluppo rurale dello Schleswig-Holstein[1]. Nel maggio 1992 divenne segretario di stato nel ministero dell'economia, della tecnologia e dei trasporti dello Schleswig- Holstein, e nel maggio 1993 fu nominato ministro per l'economia, la tecnologia e i trasporti dello Schleswig-Holstein[1]. Svolse l'incarico fino al maggio 1998[1].

Nell'ottobre 1998 Steinbrück fu nominato ministro per l'economia, le piccole imprese, la tecnologia e i trasporti della Renania Settentrionale-Vestfalia[1]. Nel febbraio 2000 divenne ministro delle finanze della Renania settentrionale-Vestfalia, e nel giugno 2000 fu eletto membro del parlamento del Land[1]. Nel novembre 2002 fu nominato presidente della Renania settentrionale-Vestfalia[1]. Ricoprì la carica fino alla sconfitta elettorale del giugno 2005, che contribuì alla caduta del governo federale guidato da Gerhard Schröder[1][3].

Ministro federale delle finanze[modifica | modifica wikitesto]

Nel novembre 2005 Steinbrück fu nominato ministro federale delle finanze nell'ambito del governo di grande coalizione SPD-CDU/CSU presieduto da Angela Merkel[1][3]. Svolse l'incarico fino all'ottobre 2009[1]. Come ministro Steinbrück adottò posizioni e politiche moderate, criticando ad esempio aspramente i piani di stimolo all'economia adottati dal governo britannico e polemizzando con le politiche di tipo keynesiano[3][4][5]. Sottovalutò inizialmente la portata della crisi economica mondiale, ritenendola confinata agli Stati Uniti[3]. Successivamente utilizzò denaro pubblico per salvare una società finanziaria tedesca in crisi[3]. Nel complesso la reazione di Steinbrück alla crisi economica e finanziaria è stata valutata positivamente dalla maggior parte degli osservatori, e gli è valsa credibilità politica e popolarità[6].

Tra il novembre 2005 e il novembre 2009 Steinbrück fu anche vicepresidente dell'SPD[1].

Candidato cancelliere[modifica | modifica wikitesto]

Dall'ottobre 2009 Steinbrück è membro del Bundestag[1]. Il 28 settembre 2012 il presidente dell'SPD Sigmar Gabriel ha annunciato che Steinbrück sarà candidato dall'SPD come cancelliere alle elezioni federali tedesche del 2013[3]. La sua candidatura al cancellierato è stata interpretata come una vittoria dell'ala liberale e centrista del partito[3]. La candidatura è stata approvata formalmente dal congresso del partito il 9 dicembre 2012.[7]

Tra i candidati considerati dal partito, Steinbrück è quello che pare più capace di attrarre gli elettori centristi e moderati delusi dal governo Merkel II[3]. Tra i punti di debolezza della candidatura di Steinbrück al cancellierato, c'è innanzitutto la sua relativa vicinanza alla linea economica del governo Merkel[5]. Steinbrück è inoltre noto per la sua scarsa diplomazia, che lo ha trascinato in alcune polemiche in passato[5]. Infine, Steinbrück gode di un appoggio molto tiepido da parte dell'ala sinistra dell'SPD, e in particolare dei sindacati[5]. Al momento dell'annuncio della sua candidatura, la popolarità di Steinbrück era al 36%[3].

Steinbrück ha dichiarato di puntare a un governo di coalizione appoggiato da SPD e Verdi e non a una grande coalizione con la CDU/CSU[3]. Steinbrück è a favore del rigore di bilancio, ma ha posizioni più aperte rispetto a Merkel[3]. Appoggia una serie di iniziative contro la speculazione finanziaria, come norme per la separazione dell'attività di raccolta dei risparmi da quella di investimento, e la creazione di un fondo finanziato dalle banche per salvare istituti finanziari in crisi[3].

Steinbrück è noto per la sua retorica esuberante e per lo stile diretto e spesso poco diplomatico[2].

Vita personale[modifica | modifica wikitesto]

Steinbrück è sposato e ha tre figli[1].

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b c d e f g h i j k l m n o p q r s t u v (DE) Curriculum vitae, Sito personale di Peer Steinbrück. URL consultato il 29 settembre 2012.
  2. ^ a b Alessandro Bellardita, Lo strano socialista che spaventa Angela, Europa, 2 novembre 2012. URL consultato il 4 novembre 2012.
  3. ^ a b c d e f g h i j k l Peer Steinbrück sfiderà Angela Merkel, Il Post, 29 settembre 2012. URL consultato il 29 settembre 2012.
  4. ^ (EN) German ridicule for UK policies, BBC News, 10 dicembre 2008. URL consultato il 29 settembre 2012.
  5. ^ a b c d (EN) Charles Hawley, Does Peer Steinbrück Have the Stuff to Be Chancellor?, Spiegel International, 28 settembre 2012. URL consultato il 29 settembre 2012.
  6. ^ (EN) Steinbrück to Challenge Merkel for Chancellery, Spiegel International, 28 settembre 2012. URL consultato il 29 settembre 2012.
  7. ^ (EN) Steinbruck to challenge Merkel in German elections, EU Observer, 10 dicembre 2012. URL consultato l'11 dicembre 2012.

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Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Controllo di autorità VIAF: 67327907 LCCN: nb2008007070