Cazzago San Martino

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Cazzago San Martino
comune
Cazzago San Martino – Stemma Cazzago San Martino – Bandiera
Localizzazione
Stato Italia Italia
Regione Regione-Lombardia-Stemma.svg Lombardia
Provincia Provincia di Brescia-Stemma.png Brescia
Amministrazione
Sindaco Antonio Mossini (Lega Nord-PDL-FLI) dal 07/05/2012
Territorio
Coordinate 45°34′54″N 10°01′33″E / 45.581667°N 10.025833°E45.581667; 10.025833 (Cazzago San Martino)Coordinate: 45°34′54″N 10°01′33″E / 45.581667°N 10.025833°E45.581667; 10.025833 (Cazzago San Martino)
Altitudine 200 m s.l.m.
Superficie 22,14 km²
Abitanti 11 051[1] (31-10-2013)
Densità 499,14 ab./km²
Frazioni Barco, Bornato, Calino, Costa, Pedrocca
Comuni confinanti Adro, Corte Franca, Erbusco, Passirano, Ospitaletto, Rovato, Travagliato
Altre informazioni
Cod. postale 25046
Prefisso 030
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 017046
Cod. catastale C408
Targa BS
Cl. sismica zona 3 (sismicità bassa)
Nome abitanti cazzaghesi
Patrono san Francesco di Paola
Giorno festivo 2 aprile
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Cazzago San Martino
Posizione del comune di Cazzago San Martino nella provincia di Brescia
Posizione del comune di Cazzago San Martino nella provincia di Brescia
Sito istituzionale

Cazzago San Martino (Casàc in dialetto bresciano[2]) è un comune italiano di 11 051 abitanti[1] della provincia di Brescia, in Franciacorta, Lombardia.

Il comune ebbe la denominazione di Cazzago fino al 1863, quando il Regio Decreto 8 febbraio 1863, n. 1192, stabilì quella attualmente in vigore. Nel 1927, con Regio Decreto 18 ottobre 1927, n. 2018 alla municipalità furono annessi i comuni soppressi di Bornato e Calino[3].

Geografia fisica[modifica | modifica sorgente]

Territorio[modifica | modifica sorgente]

Dal punto di vista orografico, il territorio di Cazzago San Martino è caratterizzato sia dai territori pianeggianti dell'Alta pianura padana, presenti nella frazione Pedrocca, sia da quelli collinari franciacortini delle borgate di Calino e di Bornato. L'altitudine del comune varia quindi da un minimo di 133 m s.l.m. ad un massimo di 297 m s.l.m.

Clima[modifica | modifica sorgente]

  • Classificazione climatica: zona E, 2495 GG[5]

Storia[modifica | modifica sorgente]

Le origini del nome

Stando al Mazza, il nome di Cazzago deriverebbe da un supposto Cattiacus, aggettivo del nome personale romano Cattius. A dimostrazione dell'uso di questo nome durante l'epoca romana nella provincia di Brescia sono state rinvenute tre lapidi dedicate ad altrettante personalità. Secondo il Guerrini, il termine deriverebbe da Cassiciacus.

Stando a documenti del XI secolo, il comune è chiamato Casiago, mentre in quelli del XIII secolo è tramutato in Casago e nel XV Cazagum[6].

Epoca romana[modifica | modifica sorgente]

Il ritrovamento di lapidi all'interno del territorio comunale attesta la presenza di importanti insediamenti durante l'epoca imperiale[6].

Epoca medioevale[modifica | modifica sorgente]

Alto medioevo[modifica | modifica sorgente]

Il Monastero di San Salvatore di Brescia ebbe dei possedimenti presso Cazzago, i quali passarono successivamente ai cluniacensi[6].

Basso medioevo[modifica | modifica sorgente]

Da documenti dell'archivio vescovile di Brescia si attesta l'esistenza del Castello (Castrum) nel 1050. A quell'epoca il borgo di Cazzago fu feudo del Vescovo bresciano che nominò come suo valvassore un rappresentante della famiglia dei Cazzago, i quali presero appunto il nome dal paese. I Cazzago possedevano la casa più grande posta del castrum; grazie a precedenti acquisizioni, nel XIII secolo essi divennero proprietari di tutti gli edifici posti all'interno della struttura fortilizia[6].

Stando al Cocchetti (1859), il castello fu ricostruito nel 1312 dopo essere stato distrutto da una contesa tra Guelfi e Ghibellini[7]. Otto anni dopo fu espugnato dalle famiglie degli Oldofredi e dei Camuni[8].

Fra il Trecento e il Quattrocento, in mezzo alle lotte fra i Visconti e la Repubblica di Venezia per il dominio sui territori della repubblica comunale di Brescia, il castello si mantenne rifugio per la popolazione e si edificò la chiesa che due secoli dopo diventerà la parrocchiale della Natività[9]. L'estimo visconteo del 1385 attesta che il comune faceva parte della Quadra di Rovato[10].

Dominio veneto[modifica | modifica sorgente]

Durante il dominio della Serenissima, il comune rimase all'interno della Quadra di Rovato[10].

Il 23 gennaio 1438 Nicolò Piccinino, mentre poneva l'assedio a Bornato, tentò di conquistare anche il castello di Cazzago, senza esito[9].

Il Da Lezze, nel suo Catastico Bresciano (1610), testimonia la scomparsa del borgo fortificato, sostituito da un palazzo di proprietà dei Cazzago, l'attuale Villa Bettoni-Cazzago. A metà del Settecento si rifece la chiesa parrocchiale, mentre alla fine dello stesso secolo fu edificata Villa Guarneri[9].

Dominio napoleonico[modifica | modifica sorgente]

A seguito degli eventi della repubblica bresciana (1797) il luogo di Cazzago rientrò nel cantone dell'Alto Oglio e quindi, con la riorganizzazione della Repubblica cisalpina del 21 vendemmiale anno VII, fece parte del distretto del Sebino del Dipartimento del Mella[11].

Nel riassetto definitivo della seconda repubblica cisalpina (1801) fu poi inserito nel distretto II di Chiari e, nel 1805, nel cantone III di Adro a sua volta appartenente al distretto già citato. In virtù del suo numero di abitanti, 1121, la municipalità di Cazzago si mantenne autonoma e fu classificata tra i comuni della terza classe. Nel 1810, ricevette i territori dei comuni di Bornato e di "Calino con Torbiato"[11][12][13].

Dominio austriaco[modifica | modifica sorgente]

Con l'ingresso dei territori lombardi nel Regno Lombardo-Veneto dipendente dall'Impero Austriaco, il paese fu privato delle annessioni ricevute durante il dominio napoleonico e fu inserito nel distretto IX di Adro della provincia di Brescia (1816). A seguito della notificazione del 23 giugno 1853 fu spostato nel distretto XIII di Iseo[14].

Dopo l'Unità d'Italia[modifica | modifica sorgente]

Entrato a far parte del Regno di Sardegna, dopo la pace di Zurigo, il comune fu riorganizzato all'interno del Mandamento II di Adro facente parte del Circondario II di Chiari della Provincia di Brescia[15]. Nel 1863, ormai parte del Regno d'Italia, ottenne la denominazione di Cazzago San Martino[16].

Nel 1911 il paese fu interessato dalla costruzione della ferrovia Iseo – Rovato ad opera della Società Nazionale Ferrovie e Tramvie (SNFT).

Nel 1927, durante la riorganizzazione degli enti locali operata dal regime fascista, il comune di Cazzago San Martino ricevette i territori dei soppressi comuni di Bornato e Calino[17].

Ricorrenze[modifica | modifica sorgente]

La festa patronale comunale ricorre la seconda domenica di Pasqua ed è dedicata a San Francesco di Paola, patrono della chiesa parrocchiale della borgata di Cazzago.

Per quanto riguarda le altre tre principali frazioni: Bornato festeggia il proprio patrono, San Bartolomeo Apostolo, il 24 agosto, mentre Calino, San Michele Arcangelo, il 29 settembre e Pedrocca, San Francesco d'Assisi, il 4 ottobre.

Monumenti e luoghi d'interesse[modifica | modifica sorgente]

Architetture religiose[modifica | modifica sorgente]

Chiesa della Natività di Maria

Chiesa della Natività di Maria Vergine[modifica | modifica sorgente]

È la chiesa parrocchiale della borgata di Cazzago, dedicata alla Natività della Beata Vergine Maria.

Fu costituita in parrocchia con Decreto da San Carlo Borromeo il 10 dicembre 1580 che fu poi sancito da un Breve emesso da Papa Gregorio XIII il 31 marzo dell'anno seguente. L'edificio, le cui origini risalgono al XIV secolo o al XV secolo, fu poi consacrato dal Vescovo di Brescia Marco Dolfin alla fine di quell'anno. Dopo la peste del 1630 fu elevato l'attuale altare di San Rocco, mentre risale al 1732 quello dedicato a San Francesco di Paola.

La chiesa parrocchiale fu completamente rifatta alla fine del XVII secolo. Nel 1744 fu dotata di un organo costruito da Cesare Bolognini e nel 1747 fu consacrata dal Cardinale Lodovico Calini[9].

Nel primo decennio del XXI secolo è stata sottoposta nuovamente a lavori di restauro i quali sono stati benedetti dal vescovo Luciano Monari il 15 giugno 2008.

Tra le opere d'arte presenti si annoverano la pala dell'Altare Maggiore, attribuita a Jacopo Palma il Giovane, gli affreschi ad opera del Trainini e del Calda e una statua della Madonna del XV secolo, alla quale la tradizione popolare del tempo attribuì poteri miracolosi[9].

Altri edifici di culto[modifica | modifica sorgente]

Architetture civili[modifica | modifica sorgente]

Resti del Castello di Cazzago

Villa Bettoni-Cazzago[modifica | modifica sorgente]

Fu costruita nel XVII secolo dai nobili Cazzago, quando decisero di abbandonare il castello per un edificio più adatto ai tempi e al loro rango[9].

Si tratta di un edificio con un corpo principale a pianta quadrata ai quali sono affiancati due corpi laterali. Il percorso per accedere alla villa dal portico-giardino è a doppia scala, di stile seicentesco. L'interno è caratterizzato da una galleria a soffitto ligneo e da sale affrescate in diverse epoche.

Palazzo Oldofredi[modifica | modifica sorgente]

Prende il nome dalla nobile famiglia d'origine iseana che ne prese possesso fra il Seicento e il Settecento[9].

Il palazzo, costruito nel Seicento dai Bornati, è caratterizzato a meridione da un portico e da stipi alle finestre di stile rinascimentale. Il brolo, posto sul lato nord-est, è di aspetto severo; ad esso si affianca una torre a pianta quadrata.

Altri edifici di Cazzago[modifica | modifica sorgente]

  • Villa Guarneri: fu edificata sul finire del Settecento dai nobili Federici ed è caratterizzata da un corpo centrale affiancato da due torri laterali.
  • Castello: di esso rimangono dei resti lungo l'attuale via IV novembre. In particolare, fregi in stile romanico di una finestrella presso una casa e finestre ad arco a tutto sesto presso un altro edificio della medesima strada[6].

Edifici storici di altre frazioni[modifica | modifica sorgente]

Società[modifica | modifica sorgente]

Evoluzione demografica[modifica | modifica sorgente]

Abitanti censiti[18]


Religione[modifica | modifica sorgente]

La religione cristiano-cattolica è predominante nel territorio comunale. Per via della sua conformazione storica e territoriale, il comune è suddiviso in quattro parrocchie, tutte dipendenti dalla Diocesi di Brescia: quelle relative alle tre borgate principali (Cazzago, Bornato e Calino) e quella della frazione Pedrocca. Per motivi storici, la località Perosino rientra nel territorio della parrocchia di Ospitaletto, mentre le frazioni Barco e Costa fanno parte della parrocchia di Bornato.

Cultura[modifica | modifica sorgente]

Persone legate a Cazzago San Martino[modifica | modifica sorgente]

Eventi[modifica | modifica sorgente]

Franciacorta in Fiore

È una rassegna di rose ed erbacee perenni. Organizzata dal comune assieme alla Pro Loco locale, si tiene durante il mese di maggio presso la Villa Bettoni-Cazzago a Cazzago. È sostenuta dal Ministero per i Beni e le Attività Culturali e dal Fondo per l'Ambiente Italiano.

Fiera Regionale dell'Artigiano e dell'Industria della Franciacorta

Si tiene il primo fine settimana del mese di settembre a Bornato presso Palazzo Bornati e gli edifici scolastici ad esso retrostanti.

Geografia antropica[modifica | modifica sorgente]

Frazioni[modifica | modifica sorgente]

L'articolo 4 dello Statuto Comunale riconosce lo status di frazione a sei ambiti territoriali. Oltre a Cazzago San Martino, sede comunale secondo l'articolo 2 del medesimo, e alle borgate di Bornato e di Calino, comuni soppressi nel 1927, sono frazioni:

Ogni frazione è dotata di un consiglio che ha funzioni deliberative e propositive nell'ambito amministrativo del territorio che essi rappresentano. Esso è composto da un Presidente, un segretario e cinque consiglieri[20].

Altre località del territorio[modifica | modifica sorgente]

  • Bertola;
  • Boschi di Calino;
  • Ca' del Diaôl (o Ca' del Diavolo);
  • Franzina;
  • Pedrocchetta;
  • Perosino.

Economia[modifica | modifica sorgente]

Agricoltura[modifica | modifica sorgente]

Nelle aree attorno alle borgate collinari di Calino e Bornato sono presenti le aziende vitivinicole produttrici del Franciacorta DOGC.

L'area di pianura, attorno a Pedrocca, Pedrocchetta e a meridione dell'abitato di Cazzago è invece caratterizzata dalla presenza di aziende agricole orientate alla coltivazione di cereali, principalmente mais.

Infrastrutture e trasporti[modifica | modifica sorgente]

Strade[modifica | modifica sorgente]

Il territorio di Cazzago San Martino è attraversato dall'Autostrada A4 Milano - Venezia. Il casello di Rovato si trova nell'omonimo comune a poche centinaia di metri dal confine e circa un chilometro dalla borgata di Cazzago.

La statale 11 percorre una parte del territorio cazzaghese all'altezza della località Pedrocchina, mentre la strada provinciale IX Iseo - Rovato lambisce il confine occidentale del comune nei pressi di Calino.

Ferrovie[modifica | modifica sorgente]

Il territorio comunale è attraversato dalla linea Brescia – Iseo – Edolo, servita da una stazione ferroviaria, Bornato – Calino, utilizzata prevalentemente dai regionali della direttrice IseoBrescia. Da questa stazione si dirama il breve raccordo Bornato – Rovato, ultimo residuo della storica Cremona – Iseo, che lambisce ad oriente l'abitato della borgata di Cazzago. Sulla linea è funzionante una fermata ferroviaria denominata Cazzago.

Tra il 1897 e il 1915 lungo la provinciale IX fu funzionante una linea tranviaria interurbana a vapore, la Iseo – Rovato – Chiari. La borgata di Calino fu servita da una fermata tranviaria, posta all'altezza dell'incrocio fra la strada provinciale e quella comunale che portava al centro abitato.

Amministrazione[modifica | modifica sorgente]

Periodo Primo cittadino Partito Carica Note
1989 7 giugno 1993 Leonardo Sardini DC Sindaco
7 giugno 1993 27 maggio 2002 Marco Passega centrosinistra Sindaco
27 maggio 2002 7 maggio 2012 Giuseppe Foresti centrosinistra Sindaco
7 maggio 2012 in carica Antonio Mossini LN-PDL Sindaco

Sport[modifica | modifica sorgente]

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ a b ISTAT - Bilancio demografico mensile anno 2013.. URL consultato il 24 marzo 2014.
  2. ^ Toponimi in dialetto bresciano
  3. ^ LombardiaBeniculturali - Comune di Cazzago San Martino (1861-[1971]). URL consultato il 13 febbraio 2010.
  4. ^ Protezione Civile, Classificazione sismica dei comuni italiani (PDF). URL consultato il 13 febbraio 2010.
  5. ^ Tabella dei gradi/giorno dei Comuni italiani raggruppati per Regione e Provincia (PDF) in Legge 26 agosto 1993, n. 412, allegato A, ENEA, 1º marzo 2011. URL consultato il 15 marzo 2014.
  6. ^ a b c d e Mazza (1986), op. cit., p. 216
  7. ^ Cocchetti (1859), op. cit., p. 324
  8. ^ Mazza (1986), op. cit., pp. 216-217
  9. ^ a b c d e f g h Mazza (1986), op. cit., p. 217
  10. ^ a b LombardiaBeniculturali - Comune di Cazzago San Martino (sec. XIV - 1797). URL consultato il 14 febbraio 2010.
  11. ^ a b LombardiaBeniculturali - Comune di Cazzago San Martino (1798 - 1815). URL consultato il 14 febbraio 2010.
  12. ^ LombardiaBeniculturali - Comune di Bornato (1798 - 1809). URL consultato il 14 febbraio 2010.
  13. ^ LombardiaBeniculturali - Comune di Calino con Torbiato (1805 - 1809). URL consultato il 14 febbraio 2010.
  14. ^ LombardiaBeniculturali - Comune di Cazzago San Martino (1816 - 1859). URL consultato il 14 febbraio 2010.
  15. ^ LombardiaBeniculturali - Comune di Cazzago San Martino (1859 - [1971]). URL consultato il 14 febbraio 2010.
  16. ^ Regio Decreto 8 febbraio 1863, n. 1192
  17. ^ Regio Decreto 18 ottobre 1927, n. 2018
  18. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.
  19. ^ Censimento ISTAT 2001.
  20. ^ Comune di Cazzago San Martino, Statuto comunale approvato dal Consiglio Comunale con atti n. 75 del 29/12/1999 e n. 24 del 03/04/2000, modificato con delibera C.C. n. 38 del 25/06/2001. URL consultato il 14 febbraio 2010.

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • Attilio Mazza, Il Bresciano - Volume II. Le colline e i laghi, Bergamo, Bortolotti, 1986, pp. 214-217. ISBN non esistente.
  • Carlo Cocchetti, Brescia e sua provincia, Milano, Corona e Caimi, 1859. ISBN non esistente.

Altri progetti[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

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