Pedetes capensis

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Lepre saltatrice del Capo[1]
Springhaas.jpg
Stato di conservazione
Status iucn3.1 LC it.svg
Rischio minimo[2]
Classificazione scientifica
Dominio Eukaryota
Regno Animalia
Phylum Chordata
Classe Mammalia
Superordine Euarchontoglires
(clade) Glires
Ordine Rodentia
Sottordine Anomaluromorpha
Famiglia Pedetidae
Gray, 1825
Genere Pedetes
Illiger, 1811
Specie P. capensis
Nomenclatura binomiale
Pedetes capensis
Forster, 1778
Sinonimi

Pedetes cafer
Pedetes caffer

La lepre saltatrice del Capo (Pedetes capensis Forster, 1778), è un mammifero roditore della famiglia dei Pedetidi.

Sistematica e filogenesi[modifica | modifica wikitesto]

La posizione tassonomica di questa specie è sempre stata assai confusa: inizialmente classificata da Forster nella famiglia dei Dipodidae col nome Yerbua capensis, in seguito ne venne rimossa a favore di una sua ascrizione agli Istricomorfi e di seguito agli Sciurognati. Negli anni venti si ebbe un nuovo spostamento, questa volta col rango di sottofamiglia (Pedetini) nell'ambito della famiglia Anomaluridae: attualmente, la lepre saltatrice viene considerata facente parte del sottordine degli Anomaluromorpha, ma non della famiglia degli anomaluridi, rispetto ai quali costituisce una famiglia a sé stante, quella dei Pedetidae Gray, 1825, nell'ambito della quale costituisce l'unica specie vivente e l'unica ascritta al genere Pedetes Illiger, 1811.

Questa confusione è stata generata anche da un'estrema rarità di resti fossili che permettano agli studiosi di tracciare la linea evolutiva di questi particolari animali: il primo fossile ascrivibile ad animali imparentati con la lepre saltatrice del Capo risale all'inizio del Miocene ed appartiene a Parapedetes namaquensis, peraltro attualmente considerata come facente parte di una famiglia a sé stante, i Parapedetidae. Megapedetes è anch'essa una specie vissuta durante il Miocene, grossomodo simile alla forma vivente, salvo avere maggiori dimensioni: la lepre saltatrice vera e propria pare essersi evoluta durante il Pliocene in Sudafrica (quando compare Pedetes gracilis), mentre a partire dal Pleistocene appaiono in Zimbabwe le prime lepri saltatrici del Capo vere e proprie.

Distribuzione[modifica | modifica wikitesto]

Con numerose sottospecie (Pedetes capensis bradwelli, Pedetes capensis brightwelli, Pedetes capensis caffer, Pedetes capensis capensis, Pedetes capensis damarensis, Pedetes capensis flavipes, Pedetes capensis larvalis, Pedetes capensis surdaster) la lepre saltatrice del Capo occupa un areale piuttosto ampio, che si estende dal sud della Repubblica Democratica del Congo al Sudafrica, mentre una popolazione isolata è diffusa dal sud dell'Etiopia alla Tanzania centrale: la specie è assente dalla fascia costiera del continente, ad eccezione del Sudafrica centro-orientale e del Mozambico settentrionale.

L'habitat di questi animali è rappresentato dalle aree di savana aride e semiaride con rada copertura vegetale: evitano con cura le aree rocciose in favore di quelle sabbiose e pianeggianti, anche se le si trova anche in quota (ad esempio nel Natal). È anche piuttosto raro trovarle nelle praterie erbose.

Descrizione[modifica | modifica wikitesto]

Dimensioni[modifica | modifica wikitesto]

Misura fino a un metro di lunghezza, di cui la metà spetta alla coda, per un peso che può sfiorare i 4 kg: anche se alla nascita i maschi hanno dimensioni medie maggiori, a parità d'età le femmine sono leggermente più grandi e robuste dei maschi.

Aspetto[modifica | modifica wikitesto]

Una lepre saltatrice: notare le lunghe orecchie e zampe posteriori.

L'animale, a prima vista, può somigliare a una sorta di curioso incrocio fra un coniglio, uno scoiattolo ed un canguro: il corpo presenta infatti zampe anteriori corte e dotate ciascunadi cinque dita con unghiette appuntite atte allo scavo, mentre le zampe posteriori sono lunghe e muscolose, atte al salto e dotate di quattro dita munite di unghie appiattite, simili a zoccoli. Il collo è corto e tozzo, sormontato da una testa arrotondata con grossi occhi neri dalle arcate orbitali assai sporgenti: le orecchie, dall'aspetto sgualcito, sono allungate e munite di trago, per evitare che durante le opere di scavo la sabbia le ostruisca, mentre il corto muso presenta labbro superiore non spaccato: a completare il tutto c'è la lunga coda pelosa.

Il pelo è lungo e soffice, senza sottopelo. Dorsalmente esso è di un colore che va dal bruno-rossiccio al beige, coi singoli peli dalla punta nera e dalla radice grigia, mentre sparsi peli sono completamente neri o bianchi: su ventre, gola e parte interna delle zampe, invece, esso è biancastro. La coda è dello stesso colore del dorso, salvo l'ultimo terzo che tende ad inscurirsi sino alla punta, che è del tutto nera.
La colorazione della lepre saltatrice del Capo varia geograficamente, con tendenza a schiarirsi man mano che si procede verso la parte più meridionale dell'areale della specie[3].

Biologia[modifica | modifica wikitesto]

Si tratta di animali dalle abitudini principalmente crepuscolari e notturne, anche se occasionalmente possono essere osservati durante il giorno: si muovono usualmente solitari, ma non è raro vederli anche in coppie.
Durante il giorno riposano appallottolate in tane che esse stesse provvedono a scavare nel suolo sabbioso ben compatto: queste sono formate da tunnel del diametro di una ventina di centimetri, che si estendono sino a un metro di profondità nel suolo. L'animale tende a scavarsi le tane (in numero di 2-3 per ciascun esemplare o coppia) durante la stagione delle piogge, quando il suolo è umido e perciò più morbido[4]: l'entrata della tana è inoltre posta di preferenza ai piedi dell'albero o cespuglio più grosso nell'ambito del territorio dell'animale, che si estende solitamente per un centinaio di metri attorno all'entrata, anche se durante i periodi siccitosi esso viene ampliato fino ad oltre 250 m di raggio[5]. A volte, l'animale può ostruire l'entrata della propria tana con il terreno smosso durante l'attività di scavo.
Al calare della sera, la lepre saltatrice del capo esce dalla tana, spesso con un agile balzo volto ad evitare di essere catturata da eventuali predatori appostati all'entrata: ciascun balzo può misurare fino a 2 m (secondo alcune fonti anche fino a quasi 9 m quando l'animale è particolarmente spaventato).

Alimentazione[modifica | modifica wikitesto]

Si tratta di animali essenzialmente erbivori, che si nutrono di germogli e rizomi di piante erbacee, oltre che di semi e granaglie. Sporadicamente, pare consumino anche insetti.

La lepre saltatrice del Capo è solita percorrere anche vari chilometri per notte alla ricerca di cibo, a volte recandosi per più notti consecutive allo stesso sito, qualora questo sia particolarmente ricco di cibo: tuttavia, questi animali paiono non essere soliti tracciare sentieri, muovendosi piuttosto a caso[6]. Durante il pasto, l'animale assume la posizione seduta tipica degli scoiattoli, tenendo però la coda distesa al suolo, utilizzandola come supporto per mantenere la posizione.

Riproduzione[modifica | modifica wikitesto]

La lepre saltatrice del Capo, nutrendosi di radici e cibi che comunque sono reperibili durante tutto l'arco dell'anno, non ha bisogno di una ciclicità dell'evento riproduttivo: pertanto questi animali possono riprodursi durante tutto l'arco dell'anno.
La gestazione dura circa due mesi e mezzo, al termine dei quali la femmina partorisce nella propria tana (che non viene foderata con alcun tipo di materiale) un unico cucciolo, raramente due gemelli, anche se la femmina possiede due paia di mammelle: il cucciolo alla nascita ha gli occhi chiusi ed è ricoperto da una rada peluria, tuttavia già a due giorni di vita è in grado di vedere. Lo svezzamento avviene verso le sei settimane di vita, quando il cucciolo pesa circa un chilo e mezzo: la maturità sessuale viene invece raggiunta attorno ai tre anni di vita, quando questi animali raggiungono il peso di due chili e mezzo.
Con questi tempi, la femmina è in grado di portare a termine con successo fino a tre gravidanze in un anno, con una distanza media fra un parto e l'altro di 100 giorni circa.

Conservazione[modifica | modifica wikitesto]

Negli anni novanta la popolazione delle lepri saltatrici è diminuita del 20% in 10 anni; per questo motivo, pur essendo ancora piuttosto diffuse, nel 1996 erano state classificate come "vulnerabili" dall'IUCN, che tuttavia nel 2004 ha rivisto la classificazione includendo la specie tra quelle a minimo rischio (LC).

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ (EN) D.E. Wilson e D.M. Reeder, Pedetes capensis in Mammal Species of the World. A Taxonomic and Geographic Reference, 3ª ed., Johns Hopkins University Press, 2005, ISBN 0-8018-8221-4.
  2. ^ (EN) Grubb, P. 2004, Pedetes capensis in IUCN Red List of Threatened Species, Versione 2014.2, IUCN, 2014.
  3. ^ Grzimek, Animal Life Encyclopedia
  4. ^ Jackson, A. 2000. "Pedetes capensis" (On-line), Animal Diversity Web. Accessed June 10, 2009 at http://animaldiversity.ummz.umich.edu/site/accounts/information/Pedetes_capensis.html.
  5. ^ Walker, E., R. Nowak. 1999. Walker's Mammals of the World. Baltimore and London: The Johns Hopkins University Press.
  6. ^ Augustine, D., A. Manzon, C. Klopp, J. Elter. 1995. Habitat selection and group foraging of the springhare, Pedetes capensis larvalis Hollister, in East Africa. African Journal of Ecology, volume 33(4): 347-357.

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