Uraninite
| Uraninite | |
|---|---|
| Classificazione Strunz | IV/D.31-60 |
| Formula chimica | UO2 |
| Proprietà cristallografiche | |
| Gruppo cristallino | monometrico |
| Sistema cristallino | cubico |
| Classe di simmetria | |
| Parametri di cella | |
| Gruppo puntuale | 4/m 3 2/m |
| Gruppo spaziale | F m3m |
| Proprietà fisiche | |
| Densità | 9,1 - 10,6 g/cm³ |
| Durezza (Mohs) | 5,5 - 6 |
| Sfaldatura | difficile |
| Frattura | concoide |
| Colore | nero, grigio, bruno |
| Lucentezza | da submetallica a grassa |
| Opacità | |
| Striscio | |
| Diffusione | |
| Si invita a seguire lo schema di Modello di voce - Minerale | |
L'uraninite o, se in forma colloidale, pechblenda (da pitchblende = blenda picea - un termine usato dai minatori tedeschi) è un minerale fortemente radioattivo, ed è una delle principali fonti naturali di uranio.
Indice |
[modifica] Abito cristallino
I cristalli sono rari e nella maggior parte dei casi la struttura cristallina dell'uraninite è distrutta dall'elevata radioattività dei campioni stessi (metamitizzazione).
Le forme più frequenti sono il cubo, l'ottaedro e il cubottaedro.
[modifica] Origine e giacitura
L'uraninite cristallizzata è caratteristica delle pegmatiti e di taluni giacimenti metalliferi.
Come pechblenda il minerale era noto sin dal XV secolo nel giacimento di Jáchymov (nella Repubblica Ceca), dal quale provennero i campioni che F.E.Brückmann descrisse per la prima volta nel 1727.
Sempre dal giacimento di Jáchymov provenne la pechblenda dalla quale Maria Curie-Skłodowska isolò il radio e il polonio.
In Italia piccoli cristalli di questo minerale provengono da Montescheno (Valle Antrona, Verbania) e da Piona (Lago di Como). A Novazza, in Val Seriana (Bergamo), c'è un giacimento di pechblenda nel quale l'AGIP Mineraria fece una galleria di prospezione ma verso la fine degli anni settanta i lavori cessarono a causa di timori di rischi ambientali.
Gli esemplari più grandi di uraninite, anche 20 cm di lato, provengono da Shinkolobwe, nello Shaba (Zaire, ex Congo Belga).
L'uraninite è il principale minerale dell'uranio.
[modifica] Forma in cui si presenta in natura
Cristallizza in forme prevalentemente cubiche o cubottaedriche, raramente in soli ottaedri o rombododecaedri. Si può rinvenire anche in aggregati dendritici di piccoli cristalli oppure in masse compatte, granulari o concrezionate.
[modifica] Pechblenda
Costituisce una forma non cristallina e forma masse nere mammellonari, noduli e strutture lamellari oltre che come aggregati di strutture sferulitiche. Presenta frattura concoidale, lucentezza cerosa-grassa e la polvere è nera-olivastra.
Ha durezza Mohs fra 4 e 5 e massa volumica fra 6,5 e 8,5.
Da un punto di vista chimico, l'uraninite e la pechblenda sono costituite da un reticolo di UO2 con una massa amorfa costituita da ossidi ricchi di ossigeno. Le dimensioni del reticolo sono tanto più piccole quanto più è alto il tasso di UO2, .[1]
Si ritiene che la disintegrazione dell'UO2 produca piombo 206Pb e 207Pb e due atomi di ossigeno che si fissano al restante UO2.
[modifica] Note
- ^ Claude Guillemin, Minéraux d'uranium du Haut Katanga (in francese), Tervuren, Les amis du Museée Royal du Congo Belge, 1958.
[modifica] Bibliografia
- Daniele Ravagnani. I giacimenti uraniferi italiani, Gruppo Mineralogico Lombardo