Pavol Hnilica

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Pavol Mária Hnilica, S.J.
vescovo della Chiesa cattolica
Otec biskup Pavol Maria Hnilica v Trnave.jpg
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Nato 30 marzo 1921 a Uňatín
Ordinato presbitero 29 settembre 1950
Consacrato vescovo 2 gennaio 1951
Deceduto 8 ottobre 2006 a Nové Hrady

Pavol Mária Hnilica (Uňatín, 30 marzo 1921Nové Hrady, 8 ottobre 2006) è stato un vescovo cattolico slovacco.

Biografia[modifica | modifica sorgente]

Dopo la scuola dell'obbligo, lavorò come operaio alla costruzione di strade. Fra il 1939 e il 1940 tornò a scuola a Krupina, con l'intenzione di proseguire gli studi al liceo di Kláštor pod Znievom, che interruppe però nel 1941 per entrare nel noviziato dei gesuiti a Ružomberok. Ripresi gli studi liceali nel 1943, li terminò nel 1945 a Trnava. Dopo la maturità poté affrontare gli studi ecclesiastici passando gli anni di filosofia a Brno e a Děčín e tornando a Trnava per gli anni di teologia. Nell'aprile del 1950, messi fuori legge gli ordini religiosi, fu deportato nel carcere di Jasov. Fu poi trasferito a Podolínec e a Pezinok. Poiché il 9 ottobre 1950 avrebbe dovuto incominciare il servizio militare, fu rilasciato a Pezinok alla fine di settembre.

Subito dopo la liberazione, avuta la notizia che il vescovo di Rožňava Róbert Pobožný ordinava sacerdoti di nascosto, si recò in quella città e il 29 settembre fu ordinato presbitero. Per decisione dei superiori religiosi fu consacrato vescovo, sempre clandestinamente e sempre da mons. Pobožný, il 2 gennaio 1951. In questo modo mons. Hnilica poté a sua volta consacrare altri religiosi clandestini che avevano terminato gli studi dopo la chiusura forzata dei monasteri. Il 24 agosto 1951 consacrò vescovo, sempre in clandestinità, il futuro cardinale Ján Chryzostom Korec.[1]

Nel dicembre del 1951 riuscì a passare la frontiera cecoslovacca per recarsi a Roma, dove poté proseguire gli studi teologici alla Pontificia Università Gregoriana.

Il 13 maggio 1964 papa Paolo VI pubblicò la sua condizione di vescovo e lo nominò vescovo titolare di Rusado. Questa pubblicazione gli diede titolo per partecipare al Concilio Vaticano II, intervenendo nella quarta sessione per richiedere l'inserimento di una condanna del comunismo nella costituzione dogmatica Gaudium et Spes. La sua richiesta di denunciare l'«oppressione dell'ateismo militante» aveva anche ragioni autobiografiche:[2]

« Parlo per mia diretta esperienza e per quella dei preti e religiosi conosciuti in prigione e con i quali ho sopportato i pesi e i pericoli della Chiesa »
(Intervento di Pavol Hnilica alla IV sessione del Concilio Vaticano II)

Collaborò con Chiara Lubich e con Madre Teresa di Calcutta, che aiutò ad aprire la sua prima casa a Roma e la sua prima casa slovacca a Čadca nel 1991.

Il 24 marzo 1984 si recò a Mosca, dove segretamente, dalla chiesa sulla Piazza Rossa consacrò la Russia al Cuore Immacolato di Maria, secondo la richiesta che la Vergine avrebbe fatto a Fátima nel 1917.[3]

Il 23 marzo 1993, Hnilica viene inizialmente condannato a 3 anni dal tribunale di Roma per la ricettazione della borsa di Roberto Calvi in relazione allo scandalo del Banco Ambrosiano degli anni ottanta, venendo successivamente assolto per avere agito in stato di necessità.[4]

Passò gli anni della vecchiaia a Roma, da dove nell'estate del 2006 si recò per un periodo di villeggiatura nel monastero della Divina Misericordia di Nové Hrady nella Repubblica Ceca, dove morì l'8 ottobre. Fu sepolto nella cripta della cattedrale di Trnava.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ (SK) Ján Chryzostom Korec racconta le ordinazioni clandestine
  2. ^ Roberto de Mattei, Il Concilio Vaticano II. Una storia mai scritta, Torino 2010, pp. 494-495
  3. ^ Intervista a mons. Pavol Hnilica
  4. ^ Claudio Rendina, La santa casta della Chiesa, Newton, 2010.

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

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