Pavol Dobšinský

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Pavol Dobšinský

Pavol Dobšinský (Slavošovce, 16 marzo 1828Drienčany, 22 ottobre 1885) è stato uno scrittore, etnografo e pastore protestante slovacco.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Suo padre era un pastore protestante. Studiò nei licei di Rožňava, Miškovec e, dal 1840, al liceo evangelico di Levoča. Nel 1850 concluse gli studi e sostenne l'esame per il presbiterato evangelico.

Tra il 1848 e il 1849 si era arruolato nell'esercito insurrezionale slovacco e successivamente nell'esercito imperiale. Dal 1850 al 1852 svolse il suo ministero a Levoča come assistente del parroco, che era anche etnografo. Fu così che iniziò a raccogliere documenti della letteratura popolare slovacca. Dal 1852 fu impiegato come vicedirettore del giornale "Slovenské pohľady", fra il 1858 e il 1861 fu professore di lingua e letteratura slovacca a Banská Štiavnica. Si trasferì poi a Drienčany, di cui fu parroco dal 1861.

Si sposò due volte: la prima moglie fu Paulína Schmidtová, la seconda fu Adela Medvecká-Čajaková, vedova del poeta Janko Čajak e sorella della poetessa Terézia Vansová.

Attività letteraria[modifica | modifica wikitesto]

La sua attività letteraria incominciò nel periodo degli studi a Levoča. Già a quel tempo scriveva poesie, influenzato dalla cerchia di Ľudovít Štúr. Si trattava soprattutto di imitazione di canzoni popolari, di poesie patriottiche e allegoriche. Su diversi giornali pubblicò a puntate traduzioni di Byron, Lamartine e Mickiewicz. Fu direttore dei giornale Holubica e Sokol, recensì gli almanacchi Concordia e Lipa. Come editore pubblicò le opere di Janko Čajak, Ján Botto e Ľudovít Kubáni.

La sua principale attività fu l'etnografia. Già da studente si occupò della problematica della letteratura popolare. Pubblicò sui giornali studi sul folklore e li raccolse nel volume Úvahy o slovenských povestiach ("Riflessioni sui racconti slovacchi") (1872). Raccoglieva sistematicamente e trascriveva canzoni, proverbi, indovinelli, giochi, usi e credenze. Prima di pubblicare questo materiale eliminava particolari erotici e umorismo spinto e grazie a ciò le sue opere, originariamente indirizzate agli adulti, divennero amate e idonee ai piccoli lettori. Con August Horislav Škultéty raccolse 64 fiabe, che pubblicò fra il 1858 e il 1861 in sei quaderni intitolati Slovenské povesti ("Leggende slovacche"). Poco prima della morte pubblicò altre 90 fiabe in otto quaderni intitolate Prostonárodné slovenské povesti ("Leggende popolari slovacche") (18801883). Queste raccolte sono opere fondamentali e tuttora rappresentative del folklore slovacco.

Opere[modifica | modifica wikitesto]

  • 1858 / 1861 – Slovenské povesti ("Racconti slovacchi"). Rožňava – Banská Štiavnica
  • 1874 – Sborník slovenských národných piesní, povestí, prísloví, porekadiel, hádok, hier, obyčajov a povier ("Raccolta di canzoni, leggende, proverbi, motti, indovinelli, giochi, usanze e credenze nazionali slovacchi")* 1880 – Prostonárodnie obyčaje, povery a hry slovenské ("Usanze, credenze e giochi popolari slovacchi")
  • 1880 / 1883 – Prostonárodnie slovenské povesti ("Leggende popolari slovacche") (8 quaderni)

In italiano[modifica | modifica wikitesto]

  • Pavol Dobšinský, Il re del tempo e altre fiabe slovacche, trad. a cura di Jarmila Očkayová, Palermo Sellerio 1988 ISBN 8838905134. È una traduzione di 33 fiabe di Prostonárodnie slovenské povesti.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • (FR) Renée Perreal e Joseph A. Mikuš, La Slovaquie: une nation au cœur de l'Europe, Lausanne 1992, p. 127

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