Palvese
Il palvese, o più raramente pavese, era il nome con cui è chiamata un'arma difensiva che rassomigliava a un grande scudo rettangolare, e che per il suo peso, era portato da un soldato, chiamato palvesaro o pavesaro. Questi quasi sempre accompagnava i balestrieri e poneva nel combattimento il palvese con il lato inferiore a terra innanzi a essi, facendo in modo che l'intero corpo rimanesse riparato contro il nemico. Adempivano allo stesso compito del mantelletto.
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Storia[modifica]
Il suo nome deriva dalla città di Pavia, ove sarebbe stato inventato, o, più precisamente, ne sarebbe stato ripristinato l'uso, poiché questa arma difensiva è antichissima, con alcune rappresentazioni visibili già nei monumenti egiziani.
Nel medio evo erano elencati con le munizioni di guerra tenute dai municipii e si chiamavano anche tavolacci e targoni.
In origine i palvesi erano di legno, molto pesanti, con copertura esterna di tela, gesso, e anche in metallo mentre internamente erano foderati di pelle. Qualche volta avevano una feritoia, oppure erano accoppiati a cerniera.
Generalmente erano alti poco più di un metro e larghi la metà e pesavano intorno ai dieci chilogrammi.
Spesso sui pavesi era raffigurato l'emblema della città di appartenenza o il santo protettore.
Utilizzo[modifica]
Il pavese fu utilizzato nelle tecniche di guerra nel medioevo, in particolare da arcieri e balestrieri durante gli assedi. Tale tipo di difesa era particolarmente utile quando l'arciere o balestriere ricaricava l'arma, situazione che lo rendeva più esposto agli attacchi degli assediati: il pavese offriva, in questo momento, una copertura quasi completa del corpo.
Tale scudo fu utilizzato fino al XV-XVI secolo.
Bibliografia[modifica]
- E.I.A.S. Antichità, età feudale (1300 a.C./1.300 d.C.). Da Ramsete a Ghngis Khan- Epoca della lancia e dell'arco. Armi ed eserciti nella storia universale. Diverse annate 1972/1979, E.I.A.S., Milano;
- Stato Maggiore dell'Esercito - Ufficio Storico. J.F.C. Fuller, Le battaglie decisive nel mondo occidentale e la loro influenza sulla storia. Volume II: Dalla sconfitta dell'Armada Spagnola alla battaglia di Waterloo, traduzione di Giuliano Ferrari, 1988, Quintily, Roma;
- Terence Wise, Gerald Embleton, Medieval european armies, 1975, Osprey, London