Paul Watson

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Paul Watson

Paul Watson (Toronto, 2 dicembre 1950) è un attivista e ambientalista canadese, fondatore e presidente di Sea Shepherd Conservation Society, un'organizzazione dedita alla difesa e alla conservazione delle risorse e della fauna marina.

Capitan Watson ha preso parte ad una protesta del Sierra Club contro i test nucleari nel 1969. È stato uno dei soci fondatori di Greenpeace, inizialmente come skipper e più tardi è divenuto un membro del consiglio. Watson sosteneva una strategia di azione diretta che entrava in netto contrasto con l'interpretazione di nonviolenza di Greenpeace. Per questo motivo viene estromesso dal consiglio nel 1977 e successivamente lascia l'organizzazione. Nello stesso anno fonda la Sea Shepherd Conservation Society. L'associazione e il suo operato sono oggetto di una famosa serie televisiva, Whale Wars.[1]

Nel 2000 il Time lo nomina uno degli eroi dell'ambientalismo del XX secolo, nel 2008 è stato nominato dal The Guardian come una delle "50 persone che potrebbero salvare il pianeta" per il lavoro di Sea Shepherd e attualmente risulta uno dei maggiori esponenti del movimento per l'ambiente e per i diritti degli animali nel mondo.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Watson è nato a Toronto nel 1950 da Anthony Joseph Watson e Annamarie Larsen ed è cresciuto a St Andrews nel New Brunswick. Tra il 1968 e primi anni del 1970, si unì alla Guardia Costiera del Canada, dove ha prestato servizio a bordo di navi di ricerca e hovercraft di soccorso. Nel 1969 firma un contratto come marinaio con il consolato norvegese a Vancouver e viene spedito sulla Bris, una nave da 35 000 tonnellate, dove svolge mansioni sotto coperta.

Watson possiede la cittadinanza canadese e statunitense.[2]

Capitan Watson con il suo equipaggio

Attivismo[modifica | modifica wikitesto]

I primi anni[modifica | modifica wikitesto]

Nell'ottobre 1969, Watson ha aderito ad una protesta del Sierra Club contro i test nucleari ad Amchitka Island. Il gruppo che si è costituito a seguito della protesta fu la Don't Make a Wave Committee, che si è evoluta nel gruppo conosciuto oggi come Greenpeace. Watson ha navigato come un membro dell'equipaggio a bordo della Greenpeace Too! nel 1971 e fu skipper della Astral nel 1972. Paul Watson ha continuato a militare come membro dell'equipaggio, skipper e responsabile di Greenpeace per diversi anni in tutta la metà degli anni 1970. Secondo Watson, nel giugno del 1975 durante una campagna di Greenpeace per combattere la caccia alle balene dell'Unione Sovietica, si è verificato un incidente che ha cambiato la sua vita. Infatti all'epoca Watson era primo ufficiale sulla nave Greenpeace sotto il comando del capitano John Cormack che cercava di contrastare la flotta baleniera sovietica. Watson e Hunter (altro membro dell'equipaggio) in una spericolata azione a bordo di un gommone, si misero tra l'arpione della baleniera sovietica e una balena che stava per essere colpita, rischiando così la loro stessa vita. Malgrado ciò non fu possibile salvare la balena, ma da quel momento Watson decise di dedicare la sua vita alla difesa delle balene e di tutte le altre creatura marine.[3]

Sea Shepherd Conservation Society[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Sea Shepherd Conservation Society.

La prima nave di Sea Shepherd, la Sea Shepherd, è stata acquistata nel dicembre del 1978 con il sostegno del Fund for Animals. Sea Shepherd si è presto affermata come uno dei gruppi ambientalisti più controversi, noto per le strategie provocatorie e per l'azione diretta. Queste strategie includono il lancio di oggetti sui ponti delle navi baleniere, quali bombe all'Acido butirrico (prodotto innocuo ma dall'odore nauseabondo), l'uso di "blocca eliche" nel tentativo di sabotare le navi e l'affondamento di due baleniere in un porto islandese, tuttavia queste azioni vengono condotte con l'obbligo di non provocare danni o ferite agli equipaggi. Watson rimane il leader di Sea Shepherd ed utilizza il titolo di capitano in riferimento al suo ruolo nell'organizzazione, anche se non gli è mai stato riconosciuto il grado. L'organizzazione e le sue attività per fermare la caccia alle balene sono al centro di una serie TV, Whale Wars, in onda su Animal Planet.

Altre Attività[modifica | modifica wikitesto]

Watson e il suo equipaggio distruggono sistematicamente chilometri di reti da pesca derivanti e combattono anche contro la caccia alle foche.[4]

Nell'Aprile 2003 Watson venne eletto nel direttivo della US-Naturschutzorganisation Sierra Club, dove egli volle introdurre i temi della crescita incontrollata della popolazione mondiale, dell'immigrazione e del vegetarismo. Tuttavia queste sue iniziative non vennero accolte favorevolmente e per protesta contro il comportamento del direttivo in riferimento alla caccia e pesca indiscriminata egli rassegnò le dimissioni nell'Aprile 2006.[5]

Colpi di arma da fuoco[modifica | modifica wikitesto]

Il 7 marzo 2008 Watson dichiarò di essere stato colpito da proiettili di arma da fuoco da parte dell'equipaggio della baleniera giapponese Nisshin Maru, durante un'azione di disturbo nelle acque antartiche. La pallottola che colpì Watson fu fermata dal suo giubbetto antiproiettile. Un altro componente dell'equipaggio fu colpito da un razzo di segnalazione. L'incidente venne filmato e mandato in onda nella serie televisiva Animal Planet nel quale Watson mostra il giubbetto e la pallottola. Le autorità giapponesi rigettarono comunque questa versione, dichiarando in un primo momento che gli equipaggi delle baleniere non dispongono di armi da fuoco, ma poi asserendo che in quell'occasione furono sparate pallottole di gomma e razzi di segnalazione che producono solo rumore e lampi, non in grado di provocare ferite.[6]

Accuse, Condanne e Arresto[modifica | modifica wikitesto]

Watson venne messo sotto accusa nel 1993 in Canada a causa delle sue azioni contro pescherecci cubani e spagnoli davanti le coste di Terranova. Nel 1997 venne accusato dal governo norvegese di aver cercato di affondare il peschereccio Nybrænna, ricevendo una condanna a 120 giorni di carcere. Tuttavia le autorità olandesi (dove egli si trovava) si rifiutarono di consegnare Watson alle autorità norvegesi.[7]

Nel giugno 2010 per richiesta del governo giapponese fu incaricata l'Interpol di assumere informazioni circa l'attività e le zone di permanenza di Watson (la cosiddetta: blue notice). La red notice, richiesta anche dal Giappone e che prevede anche l'arresto dell'individuo, non fu accolta.[8]

Il 12 maggio 2012 Watson viene arrestato a Francoforte. La polizia tedesca ha affermato che il mandato per l'arresto è stato spiccato in risposta a una presunta violazione del traffico navale in Costa Rica. Il presunto reato avvenne durante la registrazione del documentario Sharkwaters nel 2002, su un'operazione illegale di caccia agli squali per prelevarne le pinne (shark finning), compiuta dalla barca costarichense Varadero. Su ordine delle autorità guatemalteche Sea Shepherd ordinò all'equipaggio del Varadero di cessare l'attivita e di rientrare in porto per rispondere del reato. Mentre Sea Shepherd stava scortando la Varadero verso il porto, sono state cambiate le carte in tavola e una nave armata del Guatemala è stata inviata a intercettare l'equipaggio di Sea Shepherd. L'equipaggio della Varadero ha accusato Sea Shepherd di aver tentato di uccidere i componenti dell'equipaggio stesso, mentre sembrerebbe che le prove video in possesso di Sea Shepherd dimostrino che questo non risponde a verità. Per evitare la nave armata del Guatemala, Sea Shepherd ha poi fatto rotta per il Costa Rica dove scoprì altre attività illegali come l'utilizzo di edifici industriali per far essiccare migliaia di pinne di squalo.[9][10]

Il 23 maggio 2012 viene liberato sotto il pagamento di una cauzione di 250 000 euro (pagati dall'attore Pierce Brosnan) e grazie alle numerose mail e lettere di protesta provenienti da cittadini di tutto il mondo. Watson, però, non può ancora lasciare la Germania e rischia comunque l'estradizione in Costa Rica.[11]

Il 22 luglio 2012 si apprende dalla stampa tedesca che Watson non avrebbe mai rispettato l'obbligo di firma presso gli organi competenti e che da qualche tempo si sia reso irreperibile. Secondo la dichiarazione del suo avvocato, Watson avrebbe lasciato la Germania per destinazione ignota, soprattutto per paura di essere estradato in Costarica ed essere così sottoposto a severe condizioni di prigionia.[12] Il 25 luglio l'avvocato conferma che il suo assistito ha lasciato la Germania, sostenendo: "Abbiamo ragione di credere, sulla base di fonti affidabili che, una volta in Costa Rica, il governo giapponese avrebbe chiesto l'estradizione del capitano Watson in Giappone, per rispondere delle accuse riguardanti le azioni di opposizione alle proprie attività illegali di baleneria nel Santuario delle Balene nell’Oceano Antartico".[13]

Note[modifica | modifica wikitesto]

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Ocean Warrior: la mia battaglia contro lo sterminio illegale negli oceani (Mursia, 2012) EAN 9788842550717
  • Sea Shepherd: My Fight for Whales and Seals (1981) ISBN 0-393-01499-1
  • Earthforce! An Earth Warrior's Guide to Strategy (1993) ISBN 0-9616019-5-7
  • Ocean Warrior: My Battle to End the Illegal Slaughter on the High Seas (1994) ISBN 1-55013-599-6
  • Seal Wars: Twenty-Five Years on the Front Lines With the Harp Seals (2002) ISBN 1-55297-751-X
  • Contributor to Terrorists or Freedom Fighters?: Reflections on the Liberations of Animals (2004) ISBN 1-59056-054-X

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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