Paul Di'Anno

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Paul Di'Anno
Fotografia di Paul Di'Anno
Nazionalità Regno Unito Regno Unito
Genere Heavy metal
Periodo di attività 1978 – in attività
Album pubblicati 6
Sito web

Paul Di'Anno, all'anagrafe Paul Andrews (Chingford, 17 maggio 1958), è un cantante inglese, noto soprattutto per essere stato il cantante del gruppo musicale britannico Iron Maiden dal 1978 al 1981.

Biografia[modifica | modifica sorgente]

Carriera musicale[modifica | modifica sorgente]

Iron Maiden[modifica | modifica sorgente]

Di'Anno diede un grande contributo alla popolarità degli Iron Maiden, grazie alla sua voce possente di stampo blues, ma venne poi allontanato dal gruppo a causa dei problemi derivati dall'abuso di droga e alcool. Alla fine del 1981 venne sostituito da Bruce Dickinson, attualmente cantante del gruppo. Dopo l'uscita di Dickinson dagli Iron Maiden nel 1993 si pensava a un suo rientro nel gruppo; tuttavia il gruppo scelse Blaze Bayley (proveniente dai Wolfsbane), il quale rimase fino al 1999, anno in cui Dickinson ritornò nel gruppo.

Dimostrò grandi capacità canore nei primi due album degli Iron Maiden, ma non ottenne mai un vero successo come artista solista. Dopo la dipartita dal gruppo, Di'Anno fondò una moltitudine di gruppi, tra cui i Di'Anno, i Gogmagog, i Battlezone, i Killers e altri.

Di'Anno[modifica | modifica sorgente]

Nel 1983 il cantante fondò i Di'Anno (inizialmente conosciuti come Lonewolf), con i quali pubblicarono l'omonimo album. Il gruppo comprendeva Lee Slater e P.J. Ward alla chitarra, Kevin Browne al basso e Mark Venables alla tastiera. Nel 1985, dopo il primo tour, il gruppo si sciolse. Si riuniranno nel 2000, pubblicando l'album Nomad.

Gogmagog[modifica | modifica sorgente]

Poco dopo lo scioglimento dei Di'Anno, Di'Anno fondò i Gogmagog, composti da Pete Willis (ex chitarrista dei Def Leppard), Janick Gers (ex chitarrista dei Gillan e successivamente chitarrista degli Iron Maiden dal 1990), Neil Murray (ex bassista dei Whitesnake) e Clive Burr (ex batterista degli Iron Maiden). Il gruppo pubblicò soltanto l'EP I Will Be There per poi sciogliersi.

Battlezone[modifica | modifica sorgente]

Nel 1986 Di'anno fondò i Battlezone, il quale vide alla chitarra John Hurley e Darren Aldridge, Laurence Kessler al basso e Adam Parsons alla batteria (il quale venne rimpiazzato da Bob "Sid" Falck degli Overkill). Il gruppo pubblicò un primo album, Fighting Back, e nel corso del primo tour avvenuto negli Stati Uniti, Hurley e Falck escono dal gruppo a causa di divergenze caratteriali. I due furono rispetticamente sostituiti da Graham Bath e da Steve Hopgood. Il gruppo completò il tour e successivamente pubblicò il secondo album Children of Madness (1987). Da quest'ultimo anno fino al 2008 il gruppo vedrà una lunga sequenza di cambi di formazione, nonostante i quali riuscirà a pubblicare altri quattro album: Warchild (1988), Feel My Pain (1998), Cessation of Hostilities(2001) e The Fight Goes On (2008).

Killers[modifica | modifica sorgente]

In parallelo ai Battlezone, nel 1990 Di'Anno fondò i Killers, con John Gallagher dei Raven al basso (sostituito poi da Gavin Cooper nel 1992), Cliff Evans e Ray Ditone alle chitarre, e Steve Hopgood alla batteria. Il gruppo, senza materiale proprio, partì per un tour in Sud America durante il quale pubblicarono l'album dal vivo Assault on South America. Una volta ottenuto un contratto con la BMG, il gruppo pubblicò il primo album in studio, Murder One, uscito nel 1992. Il gruppo proseguirà la propria attività fino al 2002 pubblicando altri quattro album: Menace to Society (1994), Live (1997), New Live & Rare (1998), Live at the Whiskey (2001), e Screaming Blue Murder - The Very Best of Paul Di'Anno's Killers (2002).

Altri progetti[modifica | modifica sorgente]

Dal 2003 Di'Anno si esibisce in Italia e in Europa con i Children of the Damned. Tra i chitarristi che hanno collaborato con lui vi sono: Dennis Stratton, Lee Slater, P.J.Ward, Janick Gers (degli Iron Maiden), Paulo Turin, John Hurley, Randy Scott, Cliff Evans.

Dopo aver vissuto in Brasile per vari anni è tornato a vivere nel Regno Unito a Salisbury, e nel 2006 pubblicò il suo ultimo album solista, The Living Dead.

Il 10 luglio 2012 il cantante annunciò il suo abbandono dalle scene musicali non appena avrà concluso i concerti che lo vedrà impegnato nel 2013.[1]

Vita privata[modifica | modifica sorgente]

Paul Di'Anno si è dichiarato ateo e fortemente critico nei confronti della Chiesa cattolica; nel 2005 pubblicò la sua autobiografia intitolata The Beast.

Il 13 febbraio 2011 Paul viene arrestato per frode: percepiva dalla previdenza inglese una pensione di invalidità per inabilità lavorativa mentre continuava ad esibirsi sui palchi di tutto il mondo (oltre 60 concerti l'anno nel 2006 e 2007). L'11 marzo 2011 il giudice emette la sentenza: condanna a 9 mesi di reclusione[2]. Dopo aver scontato due mesi della pena è stato scarcerato e già il 27 agosto 2011 è tornato ad esibirsi dal vivo alla Festa della Birra di Fabrica di Roma (VT).

Discografia[modifica | modifica sorgente]

Con gli Iron Maiden[modifica | modifica sorgente]

Di'Anno[modifica | modifica sorgente]

Con i Gogmagog[modifica | modifica sorgente]

  • 1985I Will Be There (EP)

Da solista[modifica | modifica sorgente]

Con i Battlezone[modifica | modifica sorgente]

Con i Killers[modifica | modifica sorgente]

Con Dennis Stratton[modifica | modifica sorgente]

Album tributo con Paul Di'Anno[modifica | modifica sorgente]

Altri progetti e raccolte con Paul Di'Anno[modifica | modifica sorgente]

  • 1990All Stars NWOBHM
  • 1993True Brits
  • 1994True Brits 2
  • 1995True Brits 3
  • 1995 – Killer Voices
  • 1996Metal Monsters
  • 1996 – Metal Christmas anche conosciuto come The 21st Century Rock Christmas Album
  • 1999The Almighty Inbredz
  • 2002Classic Rock, Classic Rockers
  • 2005Heavy Hitters (Michael Schenker Group)

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ (EN) Stato di Paul Di'Anno su Facebook, Facebook.com, 10 luglio 2012. URL consultato il 24 marzo 2013.
  2. ^ Paul Di'Anno: arrestato l'ex-frontman degli Iron Maiden - TrueMetal.it

Altri progetti[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

Controllo di autorità VIAF: 47708724 LCCN: nb2002031522