Patto Ebert-Groener

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Il patto Ebert-Groener è stato un accordo segreto concluso tra il cancelliere tedesco Friedrich Ebert e il generale Wilhelm Groener due giorni prima della fine ufficiale della prima guerra mondiale. L'accordo autorizzava l'esercito ad adottare qualunque misura per reprimere il comunismo (in particolare la Lega Spartachista di Rosa Luxemburg e Karl Liebknecht) e concedeva alle forze armate di continuare a essere una sorta di Stato dentro lo Stato. In cambio, l'esercito si impegna a sostenere il governo di Ebert.

Contesto storico[modifica | modifica wikitesto]

Il patto Ebert-Groener venne concluso in una fase particolarmente difficile per la Germania. A seguito della sconfitta nella Grande Guerra la situazione economica e politica era al collasso. Nelle strade delle principali città tedesche gli operari sfilavano reclamando la rivoluzione, così come era avvenuto l'anno prima in Russia. Gli scioperi erano all'ordine del giorno ed il sistema produttivo era stato incapace di assorbire la crescente disoccupazione. Inoltre, migliaia di reduci, non in grado di reinserirsi nel mercato del lavoro, ingrossavano le fila di gruppi paramilitari d'estrema destra, soprattutto a Berlino.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Wilhelm Groener: Lebenserinnerungen. Jugend, Generalstab, Weltkrieg. Herausgegeben von Friedrich Hiller von Gaertringen. Vandenhoeck & Ruprecht, Göttingen 1957 ISSN 0344-1687.
  • Gerhard W. Rakenius: Wilhelm Groener als erster Generalquartiermeister. Die Politik der Obersten Heeresleitung 1918/19. Boldt, Boppard 1977, ISBN 3-7646-1685-7
  • Heinz Hürten (Bearb.): Zwischen Revolution und Kapp-Putsch. Militär und Innenpolitik 1918–1920. Droste, Düsseldorf 1977, ISBN 3-7700-5091-6

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]