Pat O'Brien (attore)

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Pat O'Brien, nome d'arte di William Joseph Patrick O'Brien (Milwaukee, 11 novembre 1899Santa Monica, 15 ottobre 1983), è stato un attore cinematografico e televisivo statunitense.

Biografia[modifica | modifica sorgente]

Nato a Milwaukee da genitori cattolici di origine irlandese, O'Brien fu amico di Spencer Tracy fin dall'adolescenza[1]. I due frequentarono insieme la Marquette Academy[2], un liceo diretto da gesuiti[3] e, allo scoppio della prima guerra mondiale, insieme si arruolarono in Marina, dove O'Brien seguì i corsi di ufficiale di complemento[3] al Great Lake Naval Training Center[2].

La comune passione per la recitazione portò i due amici a iscriversi alla Sargent's School[2], una scuola teatrale a New York[3] e a debuttare insieme sul palcoscenico in R.U.R., un dramma espressionista messo in scena il 9 ottobre 1922, in cui entrambi interpretarono due particine mute da robot[2][3]. Le loro strade si divisero e O'Brien iniziò una discreta carriera nel vaudeville[4] come attore brillante e ballerino, arrivando fino a Broadway verso la fine degli anni venti.

Dopo aver ritrovato Tracy nella commedia Tenth Avenue, messa in scena a Baltimora alla fine del 1928[3], O'Brien si trasferì a Hollywood per tentare la carriera cinematografica. Il suo primo grande successo giunse nel 1931 con Prima pagina (1931) di Lewis Milestone, in cui interpretò magistralmente il ruolo del dinamico reporter Hildy Johnson[4]. Subito dopo fu al servizio di John Ford in L'aeroporto del deserto (1932), del giovane Frank Capra in La follia della metropoli (1932), e di Victor Fleming nella commedia brillante Argento vivo (1933), accanto a Jean Harlow. Nello stesso anno firmò un contratto di sette anni per la Warner Brothers, avviandosi a una lunga carriera di affidabile comprimario (e più raramente protagonista) durante la quale interpretò una nutrita serie di personaggi di prete o poliziotto, conservando il caratteristico e marcato accento irlandese delle origini[4].

I film con James Cagney[modifica | modifica sorgente]

Durante l'intenso periodo alla Warner Brothers, nella prima metà degli anni trenta, O'Brien recitò per la prima volta accanto a James Cagney nel film Marinai all'erta (1934), che definì il modello poi ripetuto in sette pellicole successive, con Cagney sempre nella parte del personaggio ribelle, straordinariamente dinamico e intrattabile, mentre O'Brien faceva da contraltare con la sua pacatezza e la sua maturità di solido irlandese[5]. La combinazione fra i due risultò irresistibilmente convincente presso il pubblico, tanto da confermarsi già l'anno successivo con altri tre film: Diavoli in paradiso (1935), una storia sull'aviazione di marina che vide O'Brien nel ruolo dell'ufficiale superiore di Cagney, una recluta insofferente alla disciplina[5]; Colpo proibito (1935), una vicenda ambientata nel mondo della boxe, e Brume (1935), diretto con accuratezza da Howard Hawks, con O'Brien nuovamente nel ruolo del saggio ufficiale comandante di Cagney[5].

Il pubblico mostrò di continuare a gradire l'accoppiata Cagney-O'Brien, basata su un indovinato equilibrio tra le caratteristiche dei due interpreti, ovvero l'umorismo di O'Brien ispirato da un'ironia e un cinismo a mezza bocca rispetto a quello più dinamico e fisico del partner, del quale fungeva da competitore elegante e socialmente più alto in ruolo[5]. L'intesa artistica continuò a perfezionarsi anche nella commedia con Boy Meets Girl (1937), una satira sul mondo del cinema in cui i due attori impersonarono un'irruente coppia di stravaganti sceneggiatori.

L'impegno successivo rappresentò uno dei più grandi successi sia nella carriera di O'Brien che in quella di Cagney, ovvero Angeli con la faccia sporca (1938), in cui è narrato il differente destino cui vanno incontro due amici d'infanzia e di piccoli crimini. O'Brien è padre Jerry Connolly, un religioso assuntosi l'impegno di reinserire nella società dei ragazzi di strada, il quale ritrova il suo vecchio compagno Rocky Sullivan (Cagney), divenuto un temuto gangster, al quale chiede aiuto per realizzare la sua missione in nome dell'antica amicizia[5]. Il film rappresentò il vertice della collaborazione artistica tra i due attori, che si riunirono nuovamente in I fucilieri delle Argonne (1940), ambientato durante la prima guerra mondiale, e in Zona torrida (1940), un'avventura esotica in cui O'Brien interpretò il dirigente di una piantagione con Cagney quale sottoposto.

I due attori, che mantennero per tutta la vita una solida amicizia anche al di fuori della professione[5], non si ritrovarono più insieme sul set fino al 1981, anno in cui O'Brien ottenne un ruolo minore in Ragtime (1981), diretto da Milos Forman, che fu l'ultimo film anche per Cagney.

Gli anni quaranta e il declino[modifica | modifica sorgente]

Pat O'Brien nel 1972

Nel 1940 O'Brien ritrasse uno dei suoi personaggi cinematografici più memorabili nel film Knute Rockne All American (1940), vicenda biografica dedicata a Knute Rockne, leggendario allenatore di football americano di origine norvegese, e coach del team dei Notre Dame, capitanato dal giocatore George Gipper (impersonato da Ronald Reagan)[6]. Verso la fine del film Rockne incita i Notre Dame alla vittoria, pronunciando la battuta "Win just one for the Gipper", in memoria di Gipper, morto prematuramente. La frase divenne un marchio di fabbrica di O'Brien, che la recitò più volte a beneficio dei fans in svariate occasioni pubbliche.

Lasciata la Warner, O'Brien lavorò durante gli anni quaranta come attore freelance, protagonista in film d'azione dignitosi come L'assassino è in casa (1940) di Tay Garnett, in commedie brillanti come Vacanze pericolose (1946) di E.H. Griffith, e impersonando nuovamente un prete in Domani saranno uomini (1948). La carriera dell'attore si avviò al declino, malgrado l'interessante ruolo del nonno ne Il ragazzo dai capelli verdi (1948), film d'esordio di Joseph Losey, interpretato accanto al piccolo Dean Stockwell.

Gli ultimi film[modifica | modifica sorgente]

Nel 1951 Spencer Tracy fu scritturato per il ruolo di protagonista nel film drammatico Omertà (1951) e volle che al vecchio amico O'Brien, le cui apparizioni sullo schermo si erano diradate, fosse affidata una parte da comprimario, quella di un investigatore della polizia. Durante gli anni cinquanta O'Brien lavorò prevalentemente per la televisione, tornando nuovamente al fianco di Spencer Tracy nell'intenso dramma politico L'ultimo urrà (1958), per la regia di John Ford. L'anno seguente ebbe un altro ruolo di detective della polizia nella celebre commedia A qualcuno piace caldo (1959) e continuò l'attività televisiva nella serie Harrigan and Son, incentrata sulla figura di due avvocati padre e figlio, e andata in onda nella stagione 1960-1961.

Altre sue apparizioni di rilievo furono quelle nelle serie Il virginiano (1964-1967), Tony e il professore (1969) e Uno sceriffo a New York (1973). Autore di un'autobiografia, intitolata The Wind at My Back e pubblicata nel 1964, O'Brien concluse la carriera cinematografica con il ruolo del padre di Burt Reynolds nel film La fine…della fine (1978) e con la parte di Mr. Delphin Delmas nel già citato Ragtime (1981) di Milos Forman.

Vita privata[modifica | modifica sorgente]

Sposato dal 1931 con Eloise Taylor, O'Brien ebbe da lei un figlio, Sean, e la coppia ne adottò in seguito altri tre, Terry, Brigid e Mavourneen. Il matrimonio durò fino all'improvvisa morte dell'attore per un attacco cardiaco, avvenuta il 15 ottobre 1983, all'età di 83 anni.

Filmografia[modifica | modifica sorgente]

Cinema[modifica | modifica sorgente]

Televisione[modifica | modifica sorgente]

Doppiatori italiani[modifica | modifica sorgente]

Nelle versioni in italiano dei suoi film, Pat O'Brien è stato doppiato da:

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Il chi è del cinema, De Agostini, 1984, pag. 386
  2. ^ a b c d The complete films of Spencer Tracy, Donald Deschner, Citadel Press, 1993, pag. 34-36
  3. ^ a b c d e Spencer Tracy, Romano Tozzi, Milano Libri Edizioni, 1976, pag. 11-14-17
  4. ^ a b c Le Garzantine, Garzanti, 2002, pag. 850-851
  5. ^ a b c d e f James Cagney, Andrew Bergman, Milano Libri Edizioni, 1976, pag. 48-80
  6. ^ L'altra parte di me, Ronald Reagan, Rizzoli, 1981, pag. 88-92

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