Cane da pastore tedesco

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Cane da pastore tedesco
Cane da pastore tedesco adulto.jpg
Classificazione FCI - n. 166
Gruppo 1 Cani da pastore e bovari (esclusi bovari svizzeri)
Sezione
Standard n. 166 del 01/01/2011
Nome originale Deutscher Schäferhund, German Shepherd Dog
Varietà Pelo corto

Pelo Lungo (accettato solo se in possesso di sottopelo) Colori : Nero Focato - Grigio - Grigio Focato - Nero - Bianco

Origine Germania
Altezza al garrese maschio 60-65 cm;

femmina 55-60 cm;

Lista di razze canine

Il cane da pastore tedesco[1] (detto anche Deutscher Schäferhund o German Shepherd Dog), comunemente abbreviato in pastore tedesco[2], secondo la classificazione cinologica FCI risponde allo standard nr. 166/10.08.2010-D (D=Germania); appartiene al 1º gruppo di razze canine (Cani da pastore e bovari) con riferimento alla sezione 1, cani da pastore con brevetto da lavoro ed impiego come cane da utilità, da difesa e per usi molteplici.

Il primo esemplare di cane da pastore tedesco storicamente riconosciuto fu "Hektor von Linksrhein" nel 1899. Un esemplare canino di oltre 4 anni di età iscritto nel libro dell'allevamento della neo costituita associazione per il cane da pastore tedesco (S.V.) con la sigla S.Z. 001 (Schäferhund Zuctbuch 001).

Il nome che però comparve sul registro dell'allevamento fu "Horand von Grafrath"[3] rifacendosi all'affisso cinofilo del suo proprietario.[4] L'associazione per il cane da pastore tedesco (S.V.) prese corpo in occasione della prima riunione dei soci fondatori svoltasi in Augsburg a cavallo del 23-24 aprile 1899 col benestare della V.D.H. (Verband für das Deutsche Hundewesen).

In Horand confluivano ottimamente le doti caratteriali ed i pregi morfologici idealizzati dai pionieri della costituenda associazione canina, ricercate tra le varietà di cane da pastore già presenti nei vari distretti zonali facenti capo all'intero territorio germanico, che avessero maturato una certa identità tipologica, ritenute le più idonee allo scopo[5] Dalla sua attività di riproduzione incominciò a delinearsi la dirittura sulla quale venne improntata una selezione sistematica, volta a fissare nelle nuove generazioni di esemplari canini determinati parametri di razza.

L'esigenza di redigere uno standard ben presto si fece necessaria, perciò alle prime indicazioni avanzate dal Cap. von Stephanitz (primo Presidente S.V.) e dal segretario A. Mayer in occasione della prima riunione generale dei soci tenutasi a Francoforte sul Meno in data 20 settembre 1899 - si implementarono gli emendamenti scaturiti dal VI Raduno generale dei soci S.V.

Dalle risultanze ottenute, di fatto, il 28 luglio del 1901 fu stilato il primo standard del cane da pastore tedesco composto da 11 punti; il documento ufficiale dal quale venne imbastita un'attività di allevamento regolamentata.[6] Seguirono nel tempo svariati avvicendamenti ai punti salienti dello standard (vedi note storiche standard del cane da pastore tedesco) dettati dalle esigenze cinotecniche che venivano a determinarsi dai riscontri espositivi che culminavano annualmente in occasione del Campionato tedesco per l'allevamento del Cane da pastore tedesco (BSZS). A tutela della produzione cinotecnica "regolamentata", all'iscrizione nel libro dell'allevamento (S.Z.) si affiancò una verifica attitudinale.

Nel 1921, ad opera di Herr Otto Kämpfedel - responsabile del registro per l'allevamento del P.T. (Zuchtbuchführer) venne introdotto il “Körschein” - ovvero - un documento che attestava l’effettiva idoneità caratteriale e morfologica del soggetto canino iscritto allo Zuchtbuch - requisito essenziale - se destinato a fini riproduttivi. L'esigenza di introdurre un'ulteriore normativa si rese necessaria a seguito della crescente produzione di esemplari canini, che molto spesso disattendeva le più ovvie cautele previste dalle direttive societarie in materia di allevamento. In questo particolare contesto s'inserirono dei “commercianti di cani” senza scrupoli, che con il loro comportamento poco ortodosso e fuorviante contribuirono significativamente a inflazionare la produzione razziale, sia dal punto di vista quantitativo che qualitativo. La S.V. fu costretta a prendere le opportune contromisure normative tese a preservare e persino innalzare i requisiti peculiari di razza così da eliminare le bieche iniziative commerciali, indotte da un’elevata richiesta d’esemplari da parte dei sempre più numerosi estimatori della razza.

Vari appellativi del cane da pastore tedesco[modifica | modifica wikitesto]

Un esemplare di pastore tedesco di 10 anni

Tra le tante denominazioni del cane da pastore tedesco, da lì a pochi anni dalla sua registrazione ufficiale nell'elenco delle razze canine, sortì quella di "pastore alsaziano" (Alsatian dog in lingua inglese e Chien de Bergèr alsacien in lingua francese). Il motivo principale era da ricondursi al sentimento antigermanico che aleggiava in Europa, specialmente alla nascita dei primi movimenti nazionalistici, che poi sfociarono nella costituzione del partito Nazionalsocialista tedesco e del tristemente noto regime dittatoriale. In particolar modo in Inghilterra e Francia, si era soliti evitare nomi di cose o animali che potessero evocare la provenienza germanica, ridenominadoli all'occorrenza, e nel caso del cane da pastore tedesco, assegnandogli persino una diversa origine (alsaziana).[7].
Il nome alsatian dog in parte si è mantenuto fino ai giorni nostri in Inghilterra, seppur sia ormai predominante la corretta nomenclatura "German Shepherd dog" (denominazione utilizzata da sempre negli Stati Uniti).
In Italia, sino qualche decennio indietro, con questo appellativo erano intesi (erroneamente) gli esemplari di pastore tedesco con manto a pelo lungo, fuori dai parametri morfologici standard.

Un altro nome usato abbastanza di frequente era quello di "cane lupo", rifacentesi alla rassomiglianza del cane da pastore tedesco col suo progenitore ancestrale. A proposito di questo fatto, merita citare un famoso aneddoto. Appena dopo l'ufficializzazione della razza canina, il Pres. dell'associazione S.V. - il cap. Max von Stephanitz - dovette correggere alcune affermazioni rilasciate dal suo conoscente svizzero (Otto Schwaben), proprietario di Hector von Schwaben, circa le presunte commistioni genotipiche del cane da pastore tedesco ed il lupo di media taglia, in riferimento ad un incrocio effettuato "ufficialmente per fini scientifici" nel 1881 presso il giardino zoologico di Stoccarda (perciò ancor prima del riconoscimento a razza canina del cane da pastore tedesco) dal quale sarebbe nato il bisnonno di Morés Plienigen (madre di Hector von Schwaben x Horand von Grafrath).[5]

In ultimo, al cane da pastore tedesco è stato associato di frequente l'appellativo di "cane poliziotto". Non a caso, la prima esperienza di impiego del pastore tedesco nelle forze di Polizia risale al 1906 in Germania, a seguito di una donazione effettuata dalla S.V. di sei esemplari canini precedentemente addestrati. Tale iniziativa sortì un successo tale che l'esempio fu ripreso non solo in Germania, ma un po' in tutti i paesi europei e negli Stati Uniti. Oggi lo troviamo diffusamente impiegato dalle Forze di Polizia di tutto il mondo come cane antidroga, antisommossa, ecc.

Un pastore tedesco adulto.

La dote principale di questa razza canina è la versatilità, a spiegare la duttilità del suo impiego in numerose attività. Raramente oggi un pastore tedesco è visto a capo di un gregge, invece è molto diffuso nei servizi di protezione civile, cane da valanga, ricerca di dispersi in superficie o tra le macerie.

L'impiego nell'esercito ha una storia antica. Di pari passo con l'utilizzo in tempo di pace con le forze di polizia, il pastore tedesco era considerato dai soldati di ogni schieramento nazionale un vero e proprio commilitone. Dopo la prima guerra mondiale molti altri eserciti, oltre quello tedesco, lo adottarono per assolvere compiti svariati. Molti sono i contributi fotografici del tempo che lo ritraggono in azione, e infine non sono mancati gli esemplari decorati a compimento delle missioni svolte.

Da ricordare gli impieghi civili in qualità di cane guida per non vedenti (sebbene oggi sia in concorrenza con altre razze come il Golden Retriever e il Labrador Retriever).

La notorietà del cane da pastore tedesco fu amplificata a livello mondiale anche per la sua partecipazione in ambito cinematografico. La prima star canina del cinema fu “Strongheart” un esemplare addestrato per il corpo di polizia prussiano. All'età di tre anni fu scoperto dal regista (e addestratore) Laurel Trimble ed importato negli USA per prendere parte al film muto The Silent Call del 1921 e di altri ancora sino al 1927, fra i quali: Zanna Bianca e Il Grande Nord del filone letterario di Jack London. Strongheart era per tutti il cane dal cuore d’oro, noto per le gesta eroiche raccontate nei film del tempo, sprezzante del pericolo pur di salvare la vita degli esseri umani.

In Italia la razza è ben allevata ormai da diversi decenni con risultati apprezzabili, anche di livello internazionale. La più importante esposizione canina al mondo di questa razza è la "Bundessiegerzuchtschau" (BSZS) che si svolge annualmente in Germania ed alla quale partecipano centinaia di esemplari tra i più significativi al mondo, dalle cui risultanze scaturiscono le direttive cinotecniche sulle quali imbastire la selezione in termini di tipologia, costruzione morfologica e funzionalità all'impiego.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Un pastore aiuta alcuni uomini

Il Capitano di Cavalleria Friedrich Emil Max Von Stephanitz alla fine del XIX secolo si era prefisso di ottenere una razza canina da impiego, di struttura media, buona robustezza d'ossatura e muscolatura forte, ma al contempo resistente allo sforzo.

Questi, intese attingere il materiale genetico ricercandolo tra le varietà di cani da pastore autoctone (germaniche), ritenute le più idonee allo scopo, che avessero sufficientemente fissato determinati doti e specifiche peculiarità tipologiche e morfologiche.

Le varietà sulle quali si orientarono prevalentemente i primi allevatori furono il cane da pastore del Württemberg, di Turingia e della Svevia, nelle diverse tipologie di manto e taglia, ceppi ritenuti ottimali per progredire verso un modello morfologico che si perpetuasse adeguatamente, in osservanza alle prime indicazioni allevatoriali del tempo; infatti, la storiografia ufficiale li indica tra quelli usati per gli incroci che poi hanno condotto alla nascita di Hektor Linksrhein.

Oltre cento furono gli esemplari iscritti allo Zuchtbuch generati da Horand – il più importante tra essi fu certamente il due volte Sieger BSZS 1901/02, SZ 13 "Hector von Schwaben” - la cui madre, SZ 159 “Mores on Plieningen” HGH, era una ”cagna da gregge" del Württemberg.[8]

Ma ritornando agli albori della nascente razza canina ideale; ripetuti accoppiamenti e ulteriori intenti selettivi furono intrapresi durante l'esperienza della società canina speciale Philax, fondata nel 1891 in Wildungen (presso Kassel, una ridente località termale a nord della regione dell'Assia) da facoltosi personaggi e studiosi delle origini del cane da pastore, in particolar modo delle varietà presenti nel territorio germanico.[9]

A posteriori, il Cap. von Stephanitz definì la società Philax come utile premessa alla nascita del cane da pastore tedesco.

Aspetto[modifica | modifica wikitesto]

Primo piano di un pastore tedesco

Il pastore tedesco è un cane di taglia medio-grande, dalla struttura leggermente allungata, di buona robustezza e muscolatura. Il carattere è equilibrato, dai nervi saldi, sicuro di sé, di indole normalmente tranquilla con i familiari. È docile, ma altresì caratterizzato da buona combattività, tempra e coraggio, doti che lo rendono facilmente addestrabile a tutti gli impieghi, dalla guardia alla difesa, dalla pastorizia all'accompagnamento.

La testa vista dall'alto è cuneiforme, la fronte leggermente convessa, presenta un solco mediano appena accennato. Le rime labiali devono essere preferibilmente tese e di colore scuro. La forma degli occhi è a mandorla, il colore varia preferibilmente dallo scuro sino al marrone. Le orecchie sono di forma triangolare, erette, rivolte in avanti. La canna nasale è dritta col tartufo di colore nero. La mascella e la mandibola sono robuste, dotate di buona muscolatura. La formula dentaria conta 42 denti e la chiusura degli incisivi deve essere a forbice. Il collo è forte e robusto, la linea dorsale che discende dal garrese sino alla groppa, deve essere solida e regolare, senza presentare alterazioni che possano disturbare il suo decorso.

Un esemplare nero

Gli arti anteriori visti da tutti i lati, sono diritti e visti dal davanti, assolutamente paralleli tra loro. La spalla è robusta, inserita al tronco grazie ad una solida muscolatura. Gli arti posteriori sono forti, dotati di una valida muscolatura, fornendo un consistente impulso al movimento del pastore tedesco. I piedi sono chiusi e leggermente arcuati (maggiormente quelli anteriori rispetto i posteriori), La pianta del piede presenta dei cuscinetti di cute ispessita di colore scuro.

La coda deve essere folta, la parte superiore ricoperta da pelo scuro, più chiaro nella parte ventrale. La sua lunghezza è determinata dal numero di vertebre presenti (che variano da 18 sino 22), comunemente si attesta all'altezza del garretto. Lo sviluppo in lunghezza del pelo accresce progressivamente a partire dall'attaccatura al sacro sino alla sua estremità. La coda è sostenuta da una base ossea e da diversi fasci muscolari che garantiscono tutta una serie di movimenti. Grazie all'interpretazione delle varie posture o movenze è possibile realizzare lo stato emotivo del cane.

Un pastore tedesco di 1 anno

Il pelo del manto è semiduro, di lunghezza media, fitto, ben aderente con abbondante sottopelo; il colore è nero con focature rosso-bruno, brune fino al grigio; tuttavia la gamma cromatica ammessa può essere anche nero monocolore, grigio uniforme con focature più o meno più scure. Il colore bianco non è ammesso, tuttavia nel contesto di un manto dal colore regolare sono tollerate (ma non auspicabili) solo piccole aree di pelo chiaro (sterno, punta dei piedi).

Non sono ammessi accoppiamenti fra esemplari di diversa varietà di manto. Anche per quanto concerne le classi di esposizione i giudizi restano separati. La classe degli esemplari a pelo lungo è identificata con la lettera L (Langhaarig). Con il passare dei decenni le dimensioni sono leggermente aumentate rispetto allo standard di razza, oggigiorno l'altezza media al garrese per i maschi varia dai 62 ai 68 cm. e il peso va dai 30 ai 45 kg. In media per le femmine l'altezza al garrese misura tra 55 e 63 cm. a fronte di una mole compresa tra 22 e 36 kg. Occorre rimarcare tuttavia, che in questi ultimi decenni di selezione, misure e pesi del cane da pastore tedesco, sia maschio che femmina, tendenzialmente si sono attestati ai valori massimi.[10]

Accenni alla gestione del carattere e dei comportamenti[modifica | modifica wikitesto]

Il cucciolo già da quando lo si ritira dall'allevamento (fase post-svezzamento) ha bisogno di socializzare con altri cani, animali e persone; pertanto è opportuno condurlo in luoghi dove possa ampliare il proprio bagaglio di esperienza in stimoli e sensazioni (parchi cittadini, strade e quartieri trafficati, ecc). Possibilmente, sarebbe opportuno aiutare i cuccioli di pastore tedesco a socializzare con cani adulti di grossa taglia, in modo che i cuccioli possano essere in qualche modo "influenzati" o "educati" da questi grazie al loro utile esempio. Allo stesso tempo si sconsiglia di lasciare che questo specifico momento nell'addestramento del pastore tedesco sia lasciato a cuccioli oppure a cani di piccola taglia di indole completamente diversa.[11] Non è un cane per principianti sebbene la duttilità ad ambientarsi ad una determinata condizione di vita sia compatibile in funzione dell'attaccamento verso il proprio riferimento umano. Proprio per questa ragione il pastore tedesco è un cane col quale convivere e condividere esperienze e situazioni.

Un cucciolo di nove settimane

Non a caso, i primi selezionatori della razza vollero concepire l'allevamento del pastore tedesco affinché si consolidasse nel genotipo una certa attitudine all'impiego ausiliario verso le attività umane. Il cucciolo, una volta giunto nella famiglia (umana) di adozione, deve sentirsi perfettamente integrato avendo ben chiaro quale ruolo e posizione gerarchica rivestire. Cedimenti in tal senso, gap gestionali e qualsivoglia mancanza da parte dei riferimenti umani, alle volte possono determinare delle anomalie comportamentali alle quali dover porre rimedio in tempi brevi e nel modo più consono possibile facendo riferimento alle competenze specialistiche on-site o presso le opportune sedi (tutor addestrativo, comportamentista, campi di addestramento, ecc.).

Un pastore con un bambino

Le conseguenze in tal senso possono essere svariate, a partire dall'atteggiamento prevaricatore del cucciolone di 6-8 mesi nei confronti dei componenti della famiglia più timorosi (donne e bambini), mordicchiamento ludico insistente all'estremità corporee esposte della persona (mani e caviglie), eccessiva espansività verso amici o invitati, ecc. - per contro - si possono annoverare piccoli atti di coercizione nei confronti del cucciolo determinati da buffetti reiterati su collo e testa impiegando giornali arrotolati o piccoli oggetti di pari consistenza, scrollamenti energici alla pelliccia per distoglierlo dallo sporcare in casa, ecc. - ovvero, approcci errati i cui esiti possono solo renderlo sottomesso e timoroso. In definitiva, il pastore tedesco deve essere addestrato secondo le consuetudini e le necessità del "branco umano" d'adozione, comprendere che a un comando vocale si deve immediatamente adeguare nel comportamento avendo compreso la richiesta. Allo stesso modo deve essere in grado di recepire le differenze fra un "cucciolo d'uomo" e l'adulto quindi rapportarsi (alle volte fin troppo pazientemente) di conseguenza.

La gestione del suo carattere, rapportata al contesto familiare d'appartenenza, deve armonizzarsi sinergicamente con la sua indole affinché le doti del pastore tedesco possano evincersi al meglio (vedi Standard FCI n°166/2011 - Carattere).[12]

Dal punto di vista prettamente clinico, le patologie più ricorrenti dovute più che altro ad uno spregiudicato allevamento commerciale piuttosto che ad una predisposizione morfologica, sono la displasia congenita dell'anca, del gomito e del ginocchio, complicanze al tratto di rachide lombare o comunque interessare la parte finale del tratto dorsale (lordosi e cifosi del dorso). Di recente, si sono visti aumentare notevolmente nel cane da pastore tedesco i disturbi a carico del complesso cute-manto (piodermite profonda, dermatite atopica,[13] fistole perianali, ecc); eventi patogeni da ricondursi in parte alle micotossicosi alimentari.[14]

Toelettatura[modifica | modifica wikitesto]

I lavaggi frequenti non sono richiesti, tuttavia al termine della stagione fredda è possibile utilizzare shampoo dermatologicamente testati (pH compatibile 8,2 - 8,6) allo scopo di detergere e rinfrescare la cute.

In ogni modo, il mantello di un esemplare di pastore tedesco, in buone condizioni di salute, richiede di essere pettinato e spazzolato quotidianamente; quanto ciò per far fronte alle più comuni esigenze di pulizia. A tale scopo è opportuno impiegare accessori da toletta idonei (pettine con rima dentata in metallo non troppo fitta e una spazzola dotata di setole semi dure, meglio se naturali). Il cane va abituato alla tolettatura fin dalla tenera età per facilitarne lo svolgimento anche in età matura, ma anche per imbastire un opportuno sodalizio tattile. Non in ultimo per importanza, il rassetto giornaliero del manto si rende un'ottima occasione per verificare le condizioni generali di salute del cane per mezzo di un'attenta osservazione dei vari distretti anatomici durante l'operazione di pettinatura o spazzolatura del mantello.

Ad esempio, nei primi mesi caldi, al ritorno da una passeggiata nei prati, sarà cura del proprietario verificare che le zecche non si siano allignate sul manto del cane; idem per i temibili forasacchi, i quali se non rimossi possono apportare seri danni alla salute del cane (interno orecchio, orifizio nasale, spazi interdigitali, ascelle, ecc.).

Salute[modifica | modifica wikitesto]

Il pastore tedesco è una razza molto robusta, tuttavia è particolarmente predisposta a sviluppare patologie di tipo ortopedico quali la displasia dell'anca o la displasia del gomito.
Un'altra malattia che si manifesta con una certa incidenza è la mielopatia degenerativa[15], una malattia del midollo spinale che compromette la funzionalità degli arti posteriori; fortunamtamente è disponibile da qualche anno un semplice ed economico test del DNA che consente di individuare il gene mutato responsabile della patologia anche negli esemplari semplicemente portatori sani. Questo permette agli acquirenti di avere cani in salute inoltre dovrebbe aiutare gli allevatori a ridurre l'incidenza della patologia nel prossimo futuro evitando la nascita di esemplari che da adulti manifesteranno la malattia.

Il pastore tedesco come cane da lavoro[modifica | modifica wikitesto]

I pastori tedeschi sono eccellenti compagni dell'uomo in varie discipline cinofile. Sono conosciuti soprattutto come "cani poliziotto": efficienti nel tracciare criminali e sostanze illegali grazie al fiuto. Anche nell'esercito sono preziosi nell'individuare esplosivi e altri pericoli per i soldati. Nella Seconda Guerra Mondiale sono stati impiegati come "cani messaggeri", cani da salvataggio e da protezione.

Il pastore tedesco è una delle razze preferite per fiutare tracce: dal ritrovamento e il salvataggio di persone scomparse, fino a fiutare tracce di droghe, esplosivi, mine antiuomo. Questo per il loro fiuto sensibile e la loro capacità di concentrazione durante il lavoro.

Cinema e serie televisive[modifica | modifica wikitesto]

Sono tantissimi i pastori tedeschi famosi, tra cui:

  • Strongheart, il primo cane della storia ad essere impiegato in cinematografia.[16]
  • Rin Tin Tin, che divenne il protagonista a 4 zampe preferito dal grande pubblico. Numerosi furono i film interpretati nei decenni a venire. Non a caso si succedettero vari esemplari canini ad interpretare questa icona del cinema hollywoodiano.[17] Inoltre, famose furono le serie televisive che lo vedevano coprotagonista nel ruolo di soldato-cane in forza alle truppe della cavalleria degli Stati Uniti di servizio nel West.
  • "Il commissario Rex" la fortunata serie di telefilm che vedevano il cane protagonista nelle vesti di aiutante del suo "collega" poliziotto.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ ENCI: Lo standard di razza (PDF). URL consultato il 22 gennaio 2014.
  2. ^ ENCI: Elenco razze canine. URL consultato il 28 dicembre 2012.
  3. ^ Horand von Grafrath
  4. ^ Cap. Max von Stephanitz
  5. ^ a b Le origini del cane da pastore tedesco
  6. ^ Standard pastore tedesco 1901
  7. ^ Pastore alsaziano
  8. ^ L'ideale canino di Max von Stephanitz
  9. ^ La società canina Philax
  10. ^ Pastore Tedesco, una razza in via di estinzione | Pastore Tedesco "Vom Webachtal"
  11. ^ Cuccioli Pastore Tedesco: Tutto sui Cuccioli di Pastore Tedesco
  12. ^ Standard pastore tedesco_italiano
  13. ^ [1]
  14. ^ [2]
  15. ^ Mielopatia degenerativa
  16. ^ Strongheart_ la prima star del cinema a 4 zampe
  17. ^ I film con Rin Tin Tin

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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